Domande del paziente (4)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, l'astinenza dovrebbe a poco a poco scemare se ha già raggiunto gli 8 giorni. Le consiglio di assumere spremute d'arancia, brodini, alimenti zuccherati e di non cedere ai segnali devastanti del... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, la terapia farmacologica di certo aiuta ad alleviare i sintomi ma non a risolvere il problema che è alla base del Suo disagio.Deve iniziare un percorso di consapevolezza di Se, delle sue capacità,... Altro
Salve, sono una ragazza di meno di trent'anni e sto facendo un percorso di psicoterapia da molti anni ormai.
Soffro di ansia, DOC e ipocondria.
Sono in un periodo in cui nonostante conosca i meccanismi che mi portano a sviluppare i sintomi e i pensieri ossessivi mi sento bloccata e spesso sono in balia delle mie paranoie. Mi viene istintivo chiedere rassicurazioni mediche perché ho troppa paura di morire o di poter far male agli altri senza volerlo.
Queste paranoie mi stanno cambiando la vita e non so come affrontarle. Avete dei consigli da darmi? So che non è facile con un consulto a distanza, ma qualsiasi spunto potrebbe essermi utile.
Come posso fare per uscire dal circolo vizioso delle rassicurazioni mediche? Questa è la cosa che mi sta dando più problemi in assoluto. Spesso penso che delle abitudini normali che ho o cose che ho fatto in passato possano mettere a rischio la mia salute attuale (ad esempio aver usato prodotti chimici anni fa senza protezioni, oppure la muffa in casa), solo che il pensiero non si risolve rassicurandomi con l'assenza di sintomi, ho sempre bisogno di cercare spiegazioni sempre più cavillose per potermi preoccupare di qualcosa che in quel momento fa più presa su di me. Quando analizzo un pensiero ossessivo e mi tranquillizzo questo passa, ma poi me ne viene un altro poco dopo. Non sono mai veramente tranquilla e ho paura che questo possa davvero farmi ammalare.
Avreste dei consigli da darmi? Io davvero non so più cosa fare. Le persone intorno a me cercano di rassicurarmi ma ovviamente non basta, non basta nemmeno farmi esami e vedere che non ho nulla di evidente perché ho paura di qualcosa di nascosto. Secondo voi ha senso ricercare danni nascosti in assenza di sintomi o è del tutto inutile? Una delle cose che più mi terrorizzano sono i danni silenti a lungo termine.
Scusate se posso sembrare paranoica ma spero di aver reso l'idea di quale sia la mia situazione psicologica. Aggiungo che non sono in terapia farmacologica.
Grazie per il vostro tempo.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
buonasera, credo che dopo anni di terapia , se la situazione non è cambiata forse non ha scelto il terapeuta adatto a lei. Sarebbe opportuno rivolgersi anche ad uno psichiatra per iniziare una terapia farmacologica che blocchi questi pensieri intrusivi. Le faccio tanti auguri. Non molli!
Salve, grazie in anticipo delle risposte.
Recentemente ho subito una rottura di 5 anni di relazione con la mia compagna (ha voluto interrompere lei), che a parte i soliti sintomi post-rottura moltiplicati esponenzialmente, mi sta portando ad una fase di analisi della mia vita. In questi recenti mesi infatti ho avuto:
- Dipendenza emotiva totale dalla relazione
- picchi di ansia /depressione /apatia dovuta a insoddisfazione cronica
- pensieri ricorrenti di suicidio
- annullamento del desiderio sessuale
- confusione continua su direzione di vita e lavoro
- autostima pessima
Vorrei capire visto l'insieme qual'è la terapia che consigliate migliore per la mia situazione e chi può svolgerla (psicologo, psicoterapeuta, psichiatra, ecc.),
Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
buonasera,è sicuramente positivo il fatto che Lei si sia messo in discussione su tutti gli aspetti principali della sua vita. E' un momento difficile e sicuramente un percorso psicoterapeutico è necessario. Sarà poi lo psicologo, in base a una serie di valutazioni a inviarla , se serve, anche da uno psichiatra. Io lavoro cosi: a chi reputo necessario somministro un est che mi aiuta ad avere un profili delle personalità che mi evidenzia i nuclei piu importanti dandomi modo di agire mirata.E comunque l'apprroccio strategico , prevede di partire dal sintomo. Spero di esserle stata d' aiuto.