Domande del paziente (12)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, quello che descrive sembra essere un momento particolarmente faticoso per lei, in cui il percorso universitario si intreccia con una forte pressione emotiva. Quando alcune parole o aspettative... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, quello che descrive sembra metterla in una posizione molto faticosa, fatta di dubbi, paura e difficoltà nel capire di chi fidarsi e come interpretare certi comportamenti. Quando in una relazione... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, quello che sta vivendo appare molto doloroso e logorante, soprattutto perché coinvolge non solo il rapporto con suo marito, ma anche il senso di sicurezza della sua famiglia e dei suoi figli.... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
dalle sue parole emerge molta fatica, ma anche una grande consapevolezza di ciò che sta vivendo. A 19 anni è frequente attraversare momenti di confusione rispetto al futuro, alle scelte e alle...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
quello che descrivi non è affatto “strano”, né qualcosa di cui vergognarsi. Quando si attraversano periodi emotivamente difficili, può capitare che l’ansia aumenti e si sposti su diversi pensieri...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, capisco la preoccupazione.
In generale, farmaci come il pregabalin (Lyrica) andrebbero sospesi seguendo le indicazioni del medico, perché in alcune persone una sospensione brusca o un’assunzione...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
quello che descrive può spaventare, ma in situazioni emotivamente molto intense – come un litigio con minacce o violenza – può capitare che la memoria non sia lineare o che alcuni aspetti vengano...
Altro
Buonasera il mio ex compagno se nè andato di casa dicendo che lo stare male lo portava a fare uso...precisiamo che 5 anni fa avevo trovato qualche traccia sporadica ma mi ha confessato che dalla morte di sua mamma (giugno 2025) è passato da 1,5 gr alla settimana a 8/10gr alla settimana...di preciso l'aumento non so quando è avvenuto ma credo settembre...è 4 settimane fuori casa e dice che non ha più toccato nulla (so che ha anche debiti)...mi chiedevo...possibile che con quella quantità assunta uno smetta così? Non so se crederci...so anche che diventano molto bugiardi...grazie della risposta
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
la dipendenza è una condizione complessa e delicata, che difficilmente si affronta da soli: è importante, quando possibile, che ci sia un supporto specialistico.
Considerando le quantità che descrive, un’interruzione improvvisa è possibile, ma poco probabile che si mantenga stabile senza un supporto strutturato; più spesso si osservano tentativi con ricadute o riduzioni nel tempo.
Comprendo comunque il suo dubbio: nelle dipendenze il tema della veridicità è frequente, ed è naturale chiedersi quanto fidarsi.
Allo stesso tempo, forse può essere utile anche per lei avere uno spazio in cui parlare di come tutta questa situazione la fa sentire: sostenere tutto questo non è semplice e merita attenzione tanto quanto la situazione del suo ex compagno.
Ciao sono una ragazza di quai17 anni, sono cambiata totalmente qualche anno fa', quando è venuta a mancare mia nonna, da li sono iniziati i miei primi attacchi di ansia, mi venivano ogni notte, al talpunto di dormire pochissime ore, da li non riesco a superare la paura della morte, e la morte di mia nonna, che da quasi 4 anni a questa parte non sono riuscita a parlarne con nessuno, oltre a questo è peggiorato il rapporto con i miei genitori, mia madre non è più la stessa, non credo che mi abbia mai capita, è un continuo litigare, quando sbaglia lei non chiede mai scusa, ma trova delle giustificazioni, e alla fine faccio finta di niente come se non fosse successo nulla, e questo mi crea tanto stress e mi dispiace tanto perché non ritrovo più la mamma di quando ero piccola. Sono sempre stata una ragazza molto scherzosa, ironica e quella che fa ridere gli altri, ma al contrario di quando ero una bambina sono diventata una persona molto sensibile, piango appena litigo con i miei genitori, appena mio padre mi alza la voce su determinati argomenti (ma non capita solo con mio padre),questo mio aspetto non l'ho mai mostrato a nessuno, come se io fossi una persona quasi insensibile e quasi menefreghista(perché tendo a nascondere questa mia fragilità) inoltre tendo a provare molta timidezza con persone con cui non ho confidenza e ciò non mi fa stare male, perché tendo a mascherare tutto il mio carattere e il mio modo di fare. Oltre a questo ho sempre avuto grandi problemi di fiducia, da quando ero piccola, non mi sono mai fidata di nessuno, non riesco a vedere fiducia negli altri, a parte una persona al quale riesco a confidarmi, ma anche con lei ho sempre la paura di non potermi fidare al 100%, in compenso oltre a essere una persona scherzosa, so ascoltare e aiutare le mie amiche in momenti meno belli e sono molto empatica. Sto passando un periodo difficile, come per es. a scuola ho degli argomenti da recuperare, oppure nuovi argomenti da studiare, e quando sono a scuola sento la voglia di fare, di dire "arrivo a casa e mi metto a studiare", ma una volta tornata a casa non riesco a sedermi nella scrivania, mi sento demoralizzata e tendo a dormire tutta la sera oppure a usare il telefono, come se fossi sempre stanca, scrivo ciò per una risposta a tutto questo, e perché non so se è il caso di rivolgermi a una/o piscologa/o in quanto io sia ancora "piccola" e magari è solo una fase adolescenziale. Grazie mille per l'attenzione.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, da quello che racconti si sente che stai portando dentro tante cose da sola da molto tempo. La perdita della tua nonna sembra essere stata un momento molto forte, e il fatto di non averne mai parlato può aver reso più difficili l’ansia e la paura che senti ancora oggi.
Anche le difficoltà con i tuoi genitori e il fatto di trattenere spesso le emozioni possono spiegare perché ti senti così stanca e demoralizzata, anche nello studio. Non è mancanza di voglia, ma fatica emotiva.
Per rispondere alla tua domanda: no, non sei troppo piccola per rivolgerti a una psicologa/o. Anzi, potrebbe aiutarti ad avere uno spazio tuo dove parlare liberamente e capire meglio quello che stai vivendo.
Hai già fatto un primo passo importante scrivendo qui. Non affrontare tutto questo da sola.
Buongiorno, la relazione con il mio compagno è in difficoltà per via della sua tendenza a rientrare ubriaco.
Una volta al mese circa capita che dopo essere uscito con gli amici del calcio rientri a casa ubriaco, a me questo turba perchè sono astemia e non mi piace vederlo ubriaco.
Mi ha promesso che non avrebbe più guidato ubriaco, ma mi chiede di concedergli quest'uscita mensile per divertirsi.
Considerando che i suoi amici li vede ogni giorno per una birra al circolo, questa sua richiesta è normale o sono io esagerata?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, non è una questione di “essere esagerata” o meno, ma di come questa situazione fa stare lei. Se vederlo rientrare ubriaco la turba, è un aspetto importante e merita ascolto.
Allo stesso tempo, il suo compagno esprime un bisogno di svago che per lui ha un significato. Il punto quindi non è stabilire chi ha ragione, ma trovare un equilibrio che sia rispettoso per entrambi.
Può essere utile parlarne in modo aperto, chiarendo cosa la mette a disagio (non solo il fatto in sé, ma come si sente) e valutare insieme dei limiti condivisi, soprattutto su aspetti importanti come la sicurezza.
Se questo tema continua a creare tensione, un confronto con un professionista può aiutarvi a comunicare meglio e a trovare un punto d’incontro che tenga conto dei bisogni di entrambi.
Salve, sono un ragazzo di 24 anni e frequento l'ultimo anno di giurisprudenza (V). Fin dal primo anno ho rimandato l'esame più importante (ossia, diritto privato) dicendo sempre a me stesso che alla prima sessione disponibile lo avrei dato. Il problema è che ad oggi non l'ho ancora dato (magari perché la mole di lavoro è troppo pesante e mi passava la voglia di studiare, ansia di presentarmi all'esame e andare male o, peggio, essere bocciato) e non solo sono molto in ritardo con gli altri esami perché diritto privato è un esame propedeutico, ma sicuramente andrò anche 1 o 2 anni fuoricorso e questo mi crea un forte disagio ed ansia che non riesco più a gestire, perché i miei genitori non sanno nulla di questa situazione. Vedendo i miei colleghi che si laureranno in corso, mi sento sempre diverso e spento ma, purtroppo, mi sono accorto troppo tardi che questa facoltà non faceva per me e avrei tanto voluto farne un'altra. Tuttavia, ormai sono all'ultimo anno e cambiare non avrebbe senso perché avrei sprecato solo tempo e fatto buttare soldi ai miei genitori che non so come la prenderebbero. Chiedo urgentemente un consiglio perché non so con chi parlarne e ho stra paura per il mio futuro in quanto non vorrei rimanere indietro rispetto ai miei amici e deludere i miei genitori che, ripeto, non so come la prenderebbero. Grazie in anticipo a chi potrà aiutarmi.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Non sei l’unico a essersi bloccato su un esame fino a trasformarlo in qualcosa di enorme. Col tempo alla difficoltà dell’esame si aggiungono ansia, vergogna, confronto con gli altri e paura di deludere chi ti sta intorno. Essere in ritardo o andare fuoricorso non definisce il tuo valore né il tuo futuro. E il fatto di esserti accorto che questa facoltà forse non era quella giusta non rende inutili gli anni che hai fatto. Visto che questa situazione ti sta pesando così tanto, forse parlarne con qualcuno potrebbe aiutarti a mettere ordine in quello che stai vivendo e a non affrontarlo tutto da solo.
Buongiorno,
mi sono trasferita a 8 mesi in una nuova città con il mio compagno, dopo la stessa laurea conseguita da entrambi. Lui ha trovato lavoro subito, io no. Negli ultimi due mesi ho avuto una patologia di compressione dello stretto toracico, sono finita in pronto soccorso pensando al peggio ma sto fisicamente bene. Da allora, circa due mesi, ho iniziato ad avere attacchi d'ansia, il mio medico di base mi ha prescritto lo Xanax, che uso quasi quotidianamente da un mese. Inizio a svegliarmi piangendo, a provare sentimenti negativi anche verso le mie due gattine, talvolta violenti ma mai messi in atto. I dolori fisici si spostano, prima la spalla, poi diventa la caviglia, poi il collo, senza criterio nè sforzi che li giustifichino. Mi sono trasferita a Torino, dal sud, sperando di avere più opportunità (ho una laurea in Informatica) eppure mi ritrovo senza un euro, un lavoro, nè la possibilità di fare qualche corso che mi interessi e mi dia gioia. Non riesco neanche a uscire di casa a volte, mi devo sforzare, anche se sto che molto spesso uscendo mi sento meglio. Dormo male, stringo i denti ogni notte, riguardo le stesse serie tv ogni giorno per sostituire i pensieri distruttivi. Sento le ambulanze passare ogni 5 minuti o quasi, i corvi che gracchiano, i bambini urlare fuori dalla finestra e mi sembra di impazzire. Sto pensando di tornare giù da mia mamma, ma a 29 anni mi sembra un fallimento. Ho pensato ad autismo, ADHD, depressione ma ovviamente non so cosa ho, se ho qualcosa, o se sto solo lentamente impazzendo.
Ho paura
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, inizio dicendoti che non credo tu stia impazzendo. Hai attraversato tanti cambiamenti e molta paura in poco tempo, e il tuo corpo e la tua mente sembrano essere entrati in uno stato di forte stress. I sintomi fisici, l’ansia, il pianto, l’isolamento e i pensieri che ti spaventano meritano attenzione, ma non significano che tu sia una persona sbagliata.
Lo Xanax che stai assumendo può sicruamente aiutarti nel breve periodo, ma visto che stai così male da settimane forse è il momento di chiedere un supporto più strutturato, senza vergogna.
La cosa importante è non restare sola dentro questa paura. Penso che in questo momento tu possa aver bisogno di supporto, stabilità e qualcuno che ti aiuti a rimettere ordine nel caos che stai vivendo.
Domande più frequenti
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Ernia del disco lombare
Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa del suo…