Domande del paziente (186)

    Buogiorno tolto tiroide nel 2017 per varcinoma papillare fatto sempre esami e ecografia fino ad ora tutto nella norma mi era stato prolungato il controllo ogni 2 anni.All' ultima ecografia effettuata mi e' stato trovato un linfonodo Al 4 livello ds ipoecogeno con segnale vascolare anomalo e tg a 0.20 mi e' stato detto di ricontrollarla fra 1 anno volevo sapere se mi devo preoccupare per un ritorno di malattia o puo' essere infiammatorio visto che soffro di connettivite.Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Gerardo Esposito

    Gentile paziente,
    da quello che descrive non mi preoccuperei al momento.

    I linfonodi laterocervicali sono molto frequenti e spesso, soprattutto se di piccole dimensioni, è difficile distinguere con certezza tra natura reattiva/infiammatoria o neoplastica.

    Un altro elemento rassicurante è la tireoglobulina (Tg) bassa (0,20), che non suggerisce al momento una ripresa di malattia.

    La gestione corretta, come le è stata indicata, è:

    follow-up ecografico nel tempo
    monitoraggio della tireoglobulina
    importante associare anche il controllo degli anticorpi anti-tireoglobulina (AbTg), sennò il valore della tireoglobulian da solo non è attendibile

    Solo in caso di aumento dimensionale o modifiche sospette si valuterà eventualmente un approfondimento (es. agoaspirato del linfonodo con tireoglobulina su liquido di lavaggio).

    In sintesi:
    quadro al momento non preoccupante
    corretto proseguire con controlli
    possibile natura infiammatoria

    Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta degli esami. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico.

    Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo


    Salve ,e ringrazio in anticipo per la risposta,il collagene marino può essere assunto da chi soffre di hascimoto con ipotiroidismo o ci sono interazioni? grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Gerardo Esposito

    Gentile paziente,
    il collagene marino può essere assunto anche in presenza di tiroidite di Hashimoto con ipotiroidismo, non ci sono controindicazioni né interazioni significative.

    Le eventuali tracce di iodio contenute sono generalmente minime e, se si tratta di prodotti ben formulati, non rappresentano un problema né portano a sovradosaggi.

    Per maggiore cautela, può comunque:
    assumerlo in un orario diverso dalla terapia con levotiroxina (es. Tirosint/Eutirox), così da evitare qualsiasi possibile interferenza sull’assorbimento, anche se il rischio è molto basso.

    In sintesi:
    sì, può assumerlo
    nessuna interazione rilevante
    meglio distanziarlo per prudenza

    Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta degli esami. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico.

    Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo


    Domande su Morbo di Basedow

    Salve, mi è stato diagnosticato Morbo di Basedow a fine agosto, per cui ho iniziato la terapia con tapazole fino ad arrivare a un dosaggio più alto più una compressa di beta bloccanti. Le analisi eseguite qualche giorno fa dopo 3 mesi sottolineano che il TSH da soppresso abbia raggiunto un valore elevatissimo. Si tratta per cui del passaggio dalla condizione di iper alla condizione di ipo, mi è stato consigliato di sospsendere per 10 giorni il Tapazole. Sarà possibile ripristinare i valori senza assumere Eutirox? Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Gerardo Esposito

    Gentile paziente,
    quello che descrive è una situazione abbastanza frequente nel trattamento del Morbo di Basedow.

    Con il Tapazole (metimazolo) può succedere che:
    inizialmente la tiroide sia iperattiva
    poi, con la terapia, si passi a una condizione di ipotiroidismo iatrogeno (cioè da eccesso di farmaco)

    Questo è verosimilmente ciò che è successo nel suo caso, soprattutto se il TSH è diventato molto alto.

    La sospensione temporanea del farmaco per 10 giorni è una strategia corretta per permettere alla tiroide di “riprendersi”.

    Alla sua domanda:
    Sì, nella maggior parte dei casi è possibile rientrare nei valori senza dover iniziare Eutirox, soprattutto se l’ipotiroidismo è causato da un eccesso di Tapazole e quindi è transitorio.

    Quello che è fondamentale ora è:

    monitorare a breve FT4 e FT3 (più affidabili del TSH nelle fasi dinamiche)
    rivalutare il dosaggio del Tapazole (probabilmente da ridurre)
    eventualmente dosare gli anticorpi anti-recettore del TSH (TRAb) per seguire l’andamento della malattia

    In sintesi:
    situazione frequente e gestibile
    spesso non serve Eutirox
    fondamentale aggiustare bene la terapia nel tempo

    Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta degli esami. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico.

    Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo


    Perché la mattina a digiuno misurata con il glucometro ho 126 la stessa mattina sempre a digiuno misurata in laboratorio con prelievo venoso e a 104?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Gerardo Esposito

    Gentile paziente,
    una differenza tra glucometro e prelievo venoso è assolutamente normale.

    I motivi principali sono:

    il glucometro misura su sangue capillare, mentre il laboratorio su plasma venoso
    i glucometri hanno un margine di errore (anche ±10–15%)
    possono influire fattori come temperatura, tecnica di misurazione, residui sulla pelle
    anche pochi minuti di differenza possono cambiare il valore

    Quindi un valore di 126 con glucometro e 104 in laboratorio non è una discrepanza preoccupante, ma rientra nella variabilità attesa.

    Per la diagnosi e il monitoraggio:
    fa sempre riferimento ai valori di laboratorio
    il glucometro è utile per controlli domiciliari e andamento nel tempo

    Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta degli esami. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico.

    Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo


    Buongiorno molto spesso capita che sul comodino dimentico l’acqua e mastico leutirox mi chiedo se ha lo stesso effetto? e se si dimentica come bisogna comportarsi? Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Gerardo Esposito

    Gentile paziente,
    la levotiroxina (Eutirox) è formulata per essere deglutita intera con acqua: masticarla non è la modalità corretta e può rendere l’assorbimento meno prevedibile.

    Se capita occasionalmente non succede nulla di grave, ma non è una pratica da adottare abitualmente.

    In caso di dimenticanza:

    se se ne accorge entro poche ore e a digiuno, può assumerla appena possibile
    se è già passato molto tempo o ha già mangiato, può saltare la dose e riprendere il giorno dopo
    in alternativa, essendo un farmaco con lunga durata d’azione, può anche recuperarla nello stesso giorno (senza raddoppiare più volte)

    Per evitare il problema può valutare:

    tenere sempre un po’ d’acqua sul comodino
    oppure discutere con il medico l’uso di una formulazione liquida (più semplice da assumere)

    In sintesi:
    masticarla occasionalmente non crea problemi
    meglio evitarlo abitualmente
    gestione flessibile della dimenticanza

    Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta degli esami. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico.

    Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo


    Ho 72 anni e dal 2020 prendo per 5 volte alla settimana cordarone da 200mg.
    Ho fatto le analisi di laboratorio e il TSH è 5,35 valore di riferimento 0.55-4.20;
    FT3 3,71 riferimento 2.30-4.20
    FT4 1,50 riferimento 0.89-1.70
    Non sono diabetico
    Il medico di famiglia mi ha solamente detto che il valore ancora non desta preoccupazione.
    Mi dovrei preoccupare del valore

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Gerardo Esposito

    Gentile paziente,
    in corso di terapia con amiodarone (Cordarone) è molto frequente osservare alterazioni degli esami tiroidei.

    Nel suo caso:

    TSH 5,35 → lievemente aumentato
    FT4 nella norma-alta
    FT3 nella norma

    Questo quadro è spesso legato proprio all’effetto del farmaco sulla tiroide e può rappresentare una variazione parafisiologica, non necessariamente una vera patologia tiroidea.

    L’amiodarone infatti:

    modifica il metabolismo degli ormoni tiroidei
    può far aumentare il TSH in modo lieve
    può alterare il rapporto FT4/FT3

    In assenza di sintomi significativi, non è generalmente indicata una terapia immediata, né è necessario sospendere il farmaco.

    Il comportamento corretto è:

    monitoraggio nel tempo
    ripetere gli esami (TSH, FT4, FT3) tra circa 4–6 settimane
    aggiungere anche anticorpi tiroidei (AbTPO, AbTg, eventualmente TRAb) per completare la valutazione

    In sintesi:
    valore da controllare ma non preoccupante al momento
    quadro compatibile con terapia in atto
    nessuna urgenza terapeutica

    Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta degli esami. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico.

    Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo


    Domande su Insulino resistenza

    buongiorno
    Sono una donna in premenopausa di anni 48 ho avuto due gravidanze e il mio peso si è sempre aggirato aattorno ai 75-80 kg di peso con un altezza di 170 cm .
    negli ultimi anni a causa della fibromialgia e di altre patologie neurologiche nonchè di un aforte depressione sono arrivata a pesare 115 kg

    nonostante dieta ed esercizio fisico però non riesco a diminuire di peso
    il mio medico di famiglia mi ha prescritto alcuni esami del sangue dai quali si evince che ho un valore di insulina a digiuno 15.2 e un valore di glicemia a 84 nei limiti ma secondo il calcolo homo sono superiore a 3.1 cosa potrei fare?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Gerardo Esposito

    Gentile paziente,
    la cosa principale da considerare nel suo caso è il peso attuale (115 kg per 170 cm → BMI circa 40), che rientra in un quadro di obesità e rappresenta il vero elemento centrale.

    Il valore di insulina a digiuno 15,2 con glicemia normale e HOMA >3 indica una insulino-resistenza, ma questo è una conseguenza del peso, non la causa. È un dato atteso in questo contesto e da solo non cambia la gestione.

    Il punto chiave è che, nel suo caso, la difficoltà a dimagrire è influenzata da più fattori:

    fibromialgia e limitazione del movimento
    depressione
    cambiamenti ormonali della premenopausa

    Per questo serve un approccio strutturato e realistico:

    1. Stile di vita (base imprescindibile)

    movimento quotidiano (anche graduale → es. ≥7000 passi/die)
    inserire, se possibile, attività anaerobica (es. esercizi con pesi, piscina), fondamentale per il metabolismo
    alimentazione equilibrata e sostenibile (non restrizioni estreme)

    2. Aspetto psicologico e clinico

    lavorare in parallelo anche su umore e benessere generale, perché incidono molto sul peso

    3. Terapia farmacologica per l’obesità
    Nel suo caso può essere indicata e spesso necessaria
    (es. semaglutide o tirzepatide), da valutare con uno specialista esperto

    In sintesi:
    l’insulino-resistenza è una conseguenza, non il problema principale
    serve un percorso globale
    le terapie oggi disponibili possono aiutare concretamente

    Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta degli esami. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico.

    Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo


    Salve, per chi soffre di diabete tipo 1 con una glicata molto alta causa DCA e ha un bmi di circa 25-26, gli agonisti del GLP1 e GIP (tirzepatide) potrebbe rappresentare un buon alleato per migliorare sia il controllo glicemico che le abbuffate e il peso?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Gerardo Esposito

    Gentile paziente,
    la sua è una domanda molto interessante ma anche complessa.

    Gli agonisti del sistema incretinico (GLP-1 o tirzepatide) nel diabete tipo 1 sono da considerarsi off-label (cioè non ufficialmente indicati). Tuttavia, in letteratura e nella pratica clinica emergono dati che suggeriscono possibili benefici:

    miglior controllo glicemico
    riduzione del fabbisogno insulinico
    controllo dell’appetito e del peso

    Detto questo, nel suo caso specifico vanno fatte alcune considerazioni importanti:

    una glicata molto alta con storia di DKA (chetoacidosi) richiede grande cautela
    il BMI è solo lievemente aumentato (25–26), quindi il beneficio sul peso può essere limitato
    la presenza di abbuffate va inquadrata bene (alimentazione disordinata vs disturbo del comportamento alimentare strutturato)

    In sintesi:
    non è una opzione da escludere a priori
    ma non è una scelta semplice né standard
    va valutata in un contesto multidisciplinare (diabetologo esperto + eventualmente supporto nutrizionale/psicologico)

    È fondamentale prima stabilizzare bene il controllo glicemico e capire il quadro complessivo.

    Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta degli esami. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico.

    Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo


    domenica ho avuto una crisi febbrile. (39 gradi). Ho assunto nel pomeriggio e in serata 2 da 1000 e in più l'antibiotico dopo consultazione medica. La febbre è passata ma ho una infiammazione (probabile flebite) sulla caviglia sinistra. Sono diabetico.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Gerardo Esposito

    Gentile paziente,
    in corso di febbre/infezione è normale avere glicemie più alte, soprattutto nel diabete: l’organismo produce ormoni “da stress” che aumentano la glicemia.

    In questi casi può essere necessario:

    monitorare più frequentemente la glicemia
    adeguare temporaneamente la terapia, soprattutto se assume insulina (spesso serve un lieve aumento, salvo che stia mangiando meno)

    Per quanto riguarda la caviglia infiammata (possibile flebite):
    è importante farla valutare rapidamente dal medico, perché nel paziente diabetico infezioni o problemi vascolari vanno gestiti con attenzione.

    In sintesi:
    glicemia più alta è attesa durante infezione
    possibile aggiustamento temporaneo della terapia
    valutare la caviglia quanto prima

    Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta degli esami. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico.

    Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo


    Quando abbasso la pelle mi fa male il glande quasi come a bruciare, è normale? Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Gerardo Esposito

    Gentile paziente,
    no, non è da considerare “normale”, soprattutto se il dolore o bruciore è persistente.

    Le cause possono essere diverse, ad esempio:

    irritazione/infiammazione locale (balanite)
    infezioni micotiche o batteriche
    microfissurazioni
    frenulo corto o problemi del prepuzio
    dermatiti o altre condizioni cutanee

    Serve quindi una valutazione dal vivo (andrologo/urologo o dermatologo), perché solo vedendo la situazione si può capire la causa e impostare la terapia corretta.

    Eviti nel frattempo:

    detergenti aggressivi
    creme “a caso” senza diagnosi
    rapporti se il dolore è importante

    Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta degli esami. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico.

    Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo


    Domande su Ernia Inguinale

    Ho subito un'intervista per un'ernia inguinale 7 giorni fa...gia da subito ho avuto un gonfiore al testicolo e ad oggi avverto bruciore allo stesso quando provo a camminare, è normale? Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Gerardo Esposito

    Gentile paziente,
    dopo un intervento per Ernia inguinale può comparire un certo gonfiore scrotale/testicolare nei primi giorni, ma se dopo 7 giorni persistono:


    gonfiore importante


    bruciore/dolore nel camminare


    peggioramento dei sintomi


    è opportuno fare una valutazione dal vivo.
    Potrebbe trattarsi semplicemente di un edema o ematoma post-operatorio, ma è corretto escludere altre problematiche.
    In questi casi può essere utile anche una ecografia testicolare/scrotale, soprattutto se il fastidio persiste o aumenta.
    Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta degli esami. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico.
    Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo


    Domande su Ipotiroidismo

    questa mattina ho preso regolarmente Eutirox ma per errore oggi pomeriggio verso le 17,30 ho preso 2 Eutirox cosa può accadere?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Gerardo Esposito

    Gentile paziente,
    stia tranquillo: non succede nulla di rilevante.

    La levotiroxina (Eutirox) ha una lunga durata d’azione (circa 7 giorni), quindi ciò che conta è il dosaggio complessivo settimanale, non la singola giornata.

    Aver assunto una dose doppia nello stesso giorno non comporta problemi significativi nella maggior parte dei casi.

    Per gestirla:

    può semplicemente saltare una dose nei giorni successivi (es. un giorno) per compensare
    oppure proseguire normalmente, senza particolari conseguenze

    In sintesi:
    nessun rischio concreto
    farmaco a “effetto cumulativo”
    gestione semplice

    Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta degli esami. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico.

    Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo


    Buongiorno ho effettuato esami ormonali su consiglio della mia ginecologa per irregolarità mestruale e ovaie di aspetto policistico e l'unico valore alterato è quello del DHEAs pari a 568 ug/dl. Gli altri incluso DHEA, testosterone ecc rientrano nei valori previsti. Cosa posso fare per ridurre questo valore? Da cosa può dipendere? Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Gerardo Esposito

    Gentile paziente,
    un DHEA-S lievemente elevato (come nel suo caso) è un dato da interpretare nel contesto clinico, non isolatamente.

    La prima cosa davvero importante è capire se è presente un iperandrogenismo clinico, cioè:

    peluria aumentata (irsutismo)
    acne
    diradamento dei capelli (alopecia androgenetica)

    Se questi segni non sono presenti, il valore di DHEA-S non è di per sé preoccupante e non richiede necessariamente una terapia specifica.

    Nel contesto di ovaio policistico (PCOS), può esserci una lieve alterazione degli androgeni (anche surrenalici come il DHEA-S), ma il punto centrale resta:

    insulino-resistenza
    stile di vita

    Per migliorare il quadro (ciclo, ormoni, ecc.) le strategie più efficaci sono:

    alimentazione equilibrata (stile mediterraneo)
    attività fisica regolare, soprattutto allenamento di forza oltre al movimento quotidiano
    eventuale ottimizzazione del peso corporeo, se necessario

    Questi interventi migliorano la sensibilità insulinica e, di conseguenza, aiutano a ridurre anche gli androgeni e a regolarizzare il ciclo.

    In sintesi:
    il valore va contestualizzato
    conta più il quadro clinico che il numero isolato
    lo stile di vita è la vera terapia di base

    Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta degli esami. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico.

    Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo


    Mi hanno prescritto, ed ho ritirato, il prolia a febbraio, e lo conservo in frigo perché per altre ragioni non ho potuto ancora assumerlo.
    Il giorno del ritiro dalla farmacia, a febbraio, è rimasto erroneamente in auto (ferma, quindi senza riscaldamento acceso) di sera, per due ore, non di più, con temperatura esterna intorno ai 14 gradi.
    Al tatto, l'involucro esterno si sentiva freddo.
    Posso farmelo somministrare o va sostituito?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Gerardo Esposito

    Gentile paziente,
    il Prolia (denosumab) deve essere conservato tra 2–8°C e non andrebbe lasciato fuori frigo per tempi prolungati.

    Nel suo caso:

    esposizione per circa 2 ore a ~14°C
    confezione ancora “fredda” al tatto

    teoricamente potrebbe non aver perso stabilità, ma non c’è certezza assoluta, soprattutto perché è un farmaco biologico sensibile alla temperatura.

    Per questo motivo, per sicurezza, consiglierei di farlo sostituire prima della somministrazione.

    Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta degli esami. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico.

    Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo


    Buongiorno ho il diabete 2 Melito flda 1 mese è mezzo urino molto spesso
    Sono in cura con la Metformina 2 volte al giorno
    Controllo 3 volte Al giorno i parametri e sono dai 100 ai 130
    Ma faccio ancora molta urina
    C'è un rimedio

    Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Gerardo Esposito

    Gentile paziente,
    se le glicemie che misura sono realmente tra 100 e 130 mg/dL, è abbastanza improbabile che la causa della minzione frequente sia ancora il diabete scompensato.

    Per sicurezza, però, sarebbe utile controllare:

    glicemia ed emoglobina glicata (HbA1c)
    esame urine completo
    creatinina
    rapporto albuminuria/creatininuria

    così da escludere con certezza una causa metabolica o renale.

    Se questi esami risultano nella norma, allora è importante valutare altre cause di poliuria, soprattutto se si alza spesso anche la notte (nicturia), ad esempio:

    problematiche prostatiche
    disturbi urinari/urologici
    altre condizioni non legate al diabete

    In sintesi:
    con quei valori glicemici non sembrerebbe il diabete la causa principale
    utile fare alcuni controlli mirati
    poi eventualmente approfondire in ambito urologico

    Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta degli esami. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico.

    Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo


    Buongiorno ho fatto emoglobina glicata con valore 5,7 vorrei prendere a digiuno Berberina verso le ore 18:00.Cosa ne pensate Grazie attendo

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Gerardo Esposito

    Gentile paziente,
    una emoglobina glicata di 5,7% rientra in un quadro di iniziale alterazione glicemica/prediabete, ma è una situazione ancora molto modificabile.

    La berberina può avere un piccolo effetto favorevole sul metabolismo glicidico, quindi può anche essere utilizzata, ma è importante chiarire che:
    l’effetto della berberina è molto meno importante rispetto allo stile di vita.

    Le strategie che fanno davvero la differenza sono:

    alimentazione mediterranea equilibrata
    attività fisica regolare:
    almeno 7000 passi al giorno
    ma soprattutto attività anaerobica/di forza (es. pesi, corpo libero, piscina)

    Sono questi gli interventi che riducono realmente il rischio di evoluzione verso il diabete.

    In sintesi:
    berberina possibile
    ma non è la parte più importante della terapia
    stile di vita resta fondamentale

    Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta degli esami. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico.

    Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo


    Domande su visita endocrinologica

    Salve, ho fatto i miei esami di routine e il mio TSH è arrivato a 15 e quindi il dottore mi ha detto di aumentare la dose eutirox da 50 a 75 tutti i giorni per tre mesi. Prima di ripetere gli esami. È giusto ?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Gerardo Esposito

    Gentile paziente,
    sì, con un TSH a 15 è assolutamente corretto aumentare la terapia da 50 a 75 mcg e ricontrollare gli esami dopo circa 2–3 mesi, perché la levotiroxina impiega tempo a stabilizzarsi.

    È però molto importante anche come viene assunta l’Eutirox:

    attendere circa 30 minuti prima della colazione
    evitare assunzione vicina a farmaci che ne riducono l’assorbimento, come:
    gastroprotettori/inibitori di pompa (es. omeprazolo)
    calcio
    ferro
    magnesio

    Se al mattino è complicato, può essere assunta anche in altri orari, purché:

    ci siano almeno 3 ore di digiuno
    si evitino interferenze
    (es. prima di dormire o nel pomeriggio se non fa spuntini)

    In sintesi:
    aumento corretto
    corretto ricontrollare dopo circa 3 mesi
    fondamentale ottimizzare l’assorbimento

    Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta degli esami. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico.

    Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo


    Domande su Balanite

    Si creano delle micro lesioni nel solco balano prepuziale che mi provocano bruciore durante il rapporto sessuale. Come posso curarle?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Gerardo Esposito

    Gentile paziente,
    lesioni o fissurazioni del solco balanoprepuziale vanno valutate direttamente, perché possono avere cause diverse:

    infettive (micotiche o batteriche)
    infiammatorie/dermatologiche
    irritative o traumatiche
    più raramente legate a malattie sessualmente trasmissibili

    Per questo motivo è importante una valutazione specialistica dal vivo (andrologo/urologo o dermatologo), così da capire se servono:

    terapie topiche specifiche
    tamponi/esami microbiologici
    eventuali accertamenti per escludere MST

    Eviterei terapie “a caso” senza una diagnosi precisa, perché alcune creme possono peggiorare il quadro.

    Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta degli esami. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico.

    Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo


    Domande su visita endocrinologica

    Buongiorno. Volevo sapere cortesemente se posso assumere triptofano e melatonina. Assumo giornalmente Eutirox al mattino a digiuno e pillola la sera. È possibile un'interferenza con questi farmaci e con la tiroide? Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Gerardo Esposito

    Gentile paziente,
    in generale triptofano e melatonina possono essere assunti anche se prende Eutirox e pillola anticoncezionale.

    Non ci sono interazioni significative dirette con la tiroide o con la levotiroxina.

    L’unica attenzione è:

    assumere l’Eutirox a digiuno, come già fa
    evitare di prendere altri prodotti troppo vicini all’Eutirox (soprattutto integratori contenenti calcio, ferro o magnesio)

    La melatonina viene normalmente assunta la sera e non interferisce con la terapia tiroidea. Anche il triptofano generalmente non crea problemi in questo contesto.

    In sintesi:
    compatibili
    nessuna interazione rilevante con la tiroide
    mantenere corretta assunzione dell’Eutirox

    Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta degli esami. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico.

    Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo


    Domande su Ipotiroidismo

    Buongiorno, ho scoperto da poco, cambiando medico di base, che mi hanno dato per tre anni una terapia per la tiroide quando non ne avevo necessità. Il nuovo medico mi ha detto che avevo una predisposizione, avevo un valore iniziale TSH di 4 e che potevo stare qualche altro anno senza prenderlo. Come poteva alzare o poteva scendere ma non avevo una grossa necessità. Ma siccome prendo da tre anni il Levotirsol (esami di sangue di continuo, una volta sono arrivata ad averlo soppresso, ecografia tutto normale) dice che non la posso mai più staccare, è a vita. Il mio problema è che dal primo giorno dei tre anni fino ad oggi ogni volta che lo prendo mi causa nausea fortissima per tutto il giorno, tanto che per mangiare mi sforzo perché non vorrei sentirmi debole fisicamente, ma di conseguenza prendo dei malox nei casi dove non reggo. Ora, chiedo a voi medici, ci sono stati casi in cui si può sospendere gradualmente la terapia e vedere se la tiroide funziona anche senza? Grazie in anticipo.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Gerardo Esposito

    Gentile paziente,
    senza vedere nel dettaglio:

    esami precedenti
    andamento del TSH negli anni
    eventuali anticorpi tiroidei
    ecografia

    è difficile dare una risposta definitiva.

    Detto questo, le posso dire una cosa importante:
    non è vero in assoluto che “una volta iniziata la levotiroxina non si possa mai più sospendere”.

    Se la terapia era stata iniziata per un TSH solo lievemente aumentato (es. 4), con ecografia normale e senza una chiara tiroidite autoimmune, in alcuni casi è possibile valutare una riduzione graduale o una sospensione controllata, monitorando poi il TSH nel tempo.

    Questa cosa però va fatta:
    lentamente
    sotto controllo medico
    con rivalutazioni periodiche degli esami

    Per quanto riguarda la nausea, non è un effetto comune della levotiroxina, ma può succedere una scarsa tolleranza individuale o una associazione con gastrite/reflusso (considerando anche l’uso frequente di Malox).

    In sintesi:
    una rivalutazione della reale necessità della terapia è possibile
    la sospensione “di prova” può essere fatta in casi selezionati
    ma solo con monitoraggio medico accurato

    Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta degli esami. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico.

    Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo


Domande più frequenti

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