Domande del paziente (186)
Buona sera,vorrei sapere se l'analisi della glicata in farmacia e attendibile.
Spiego brevemente: mi misuro la glicemia con il glucometro, risultato 109 ,dopo di che per curiosità minreco in farmacia e mi fanno la loro misurazione della glicata! Il risultato e glicata 7.1... glicemia 158 mg/dl e 55 mmol/mol...
Secondo me c'è qualcosa che non va!
Io prendo metformina ( slowmet) da 1000 2 volte al giorno. Che ne pensate?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
la misurazione della glicata in farmacia può essere utile come screening orientativo, ma non ha l’affidabilità degli esami di laboratorio eseguiti su sangue venoso.
Quindi, se il risultato è sorprendente o non coerente con i suoi controlli abituali, la cosa corretta è:
ripetere HbA1c in laboratorio
Anche la glicemia capillare con glucometro può differire rispetto ai valori reali venosi, quindi confrontare numeri ottenuti con metodiche diverse può creare discrepanze.
Detto questo:
se una glicata del 7,1% venisse confermata, sarebbe corretto rivalutare il controllo del diabete e parlare con il diabetologo per eventuale ottimizzazione della terapia
ma prima bisogna verificare il dato con esami attendibili
In sintesi:
la glicata in farmacia non è sempre precisa
importante confermare con esame del sangue in laboratorio
poi eventualmente rivalutare la terapia
Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta degli esami. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico.
Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo
Buongiorno, ho 36 anni e manifesto i seguenti sintomi:
Nebbia mentale,
Depressione mista ad ansia,
Poco desiderio sessuale
Assenza di erezioni mattutine e quasi nulle erezioni spontanee durante la giornata,
Poca motivazione e stanchezza generale.
Sono in cura per Hashimoto e controllo periodicamente THS T3 e T4 e sono perfettamente nella norma.
Ho effettuato ulteriori analisi ed il mio testosterone libero è risultato inferiore al limite minimo.
In questi casi è possibile provare una temporanea terapia con TRT per vedere se ha un impatto positivo sulla sintomatologia descritta?
Grazie in anticipo
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
se TSH, FT3 e FT4 sono nella norma, allora la Tiroidite di Hashimoto non spiega i sintomi che descrive.
Il punto importante è invece capire bene il discorso testosterone.
Prima di parlare di TRT (terapia sostitutiva con testosterone) è fondamentale:
vedere i valori precisi di testosterone totale e libero
valutare anche SHBG, LH, FSH, prolattina
soprattutto ripetere il dosaggio una seconda volta (al mattino ore 8:00), perché il testosterone può variare
I sintomi che riferisce (calo libido, assenza di erezioni mattutine, stanchezza, scarsa motivazione) possono essere compatibili con un ipogonadismo, ma possono avere anche componenti psicologiche/metaboliche associate.
Una TRT “di prova” non va fatta senza un inquadramento corretto, soprattutto a 36 anni, perché può avere implicazioni sulla fertilità e sull’asse ormonale.
In sintesi:
la tiroide compensata non c’entra
il testosterone va approfondito seriamente
serve una valutazione andrologica/endocrinologica dal vivo prima di decidere una TRT
Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta degli esami. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico.
Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo
Buonasera, ho 43 anni e sono affetta da ipotiroidismo e tiroidite di Hashhimoto. Dopo un periodo di benessere il mio tsh ha fatto un salto in due mesi da 1.15 a 11.5, mi è stata alzata gradualmente la dose e ad oggi sono a 125 mcg. Nonostante i valori siano ok io ho preso quasi 8 chili pur facendo attività sportiva intensa 4/5 volte a settimana. Ho indagato e ho scoperto di avere la ferritina a 5(causa ciclo frequente e emorroidi) ma emoglobina a 12 e altri valori nella norma. Quindi il mio metabolismo si è fermato, avendo poco ferro in riserva utilizza quello che ha per le funzioni vitali e mi ha messo in risparmio energetico. Il problema è che io ho gambe gonfie, piene di mixedema e doloranti e mi vedo pure orribile, che per una persona atletica come me è terribile, non ho definizione muscolare e faccio tantissima fatica a fare quello che facevo fino a 5 mesi fa, sembro un'altra, invecchiata di 10 anni. Con una ferritina così bassa non posso sperare in un'adeguata conversione di t4 in t3 neanche se di eutirox ne prendo un tir. Nonostante ciò mi hanno dato solo integrazione orale e detto di provvedere a chiudere il rubinetto emorroidi, ma io ho letto che per chi ha hashimoto è consigliabile 70/80 di ferritina. Non ci arriverò mai con la via orale, e semmai ci arriverò forse tra 2 anni. Sono condannata a stare così? Mi devo accontentare? Io non vedo via di uscita.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
la situazione che descrive è sicuramente complessa e capisco molto bene la frustrazione, soprattutto per una persona sportiva e attenta al proprio corpo.
Un passaggio di TSH da 1 a 11 in così poco tempo merita comunque una riflessione più approfondita. Certamente può succedere nella tiroidite di Hashimoto, ma è corretto anche chiedersi se ci sia stato un problema di assorbimento della terapia. A maggior ragione, in presenza di una malattia autoimmune, avrebbe senso escludere eventuali condizioni associate che possano ridurre l’assorbimento della levotiroxina, come celiachia o gastrite autoimmune.
La ferritina a 5 indica una reale carenza di ferro e questo può contribuire molto a stanchezza, ridotta performance fisica, peggior recupero muscolare e peggior percezione generale del benessere. Detto questo, il concetto della “mancata conversione da T4 a T3 per ferritina bassa” ha poche evidenze solide nella pratica clinica reale e spesso online viene enfatizzato troppo. Non credo abbia molto senso ragionare esclusivamente su questo meccanismo, anche se chiaramente la carenza marziale va corretta.
La domanda importante è anche capire se davvero la causa siano solo ciclo frequente ed emorroidi oppure se coesistano altre problematiche di perdita o malassorbimento. Non è raro che pazienti con una patologia autoimmune ne sviluppino altre associate.
Sul ferro endovena/non endovena il discorso dipende molto dal quadro clinico completo, dalla tolleranza alla terapia orale e dalla capacità reale di recuperare le riserve. Non è detto che ci vogliano anni per migliorare, ma serve capire perché la ferritina sia arrivata a questi livelli.
Non credo assolutamente che lei sia “condannata” a stare così, ma penso che serva una rivalutazione globale dal vivo, senza fermarsi soltanto al TSH o alla ferritina presi singolarmente.
Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta degli esami. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico.
Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo
Salve da poco la pediatra ha visto che a mio nipote nn scendono i testicoli ..solo che ho letto che si deve fare l'intervento da 18 a 24 mesi..il bimbo ha compiuto 2 anni a gennaio ..e pericoloso..o troppo tardi grazie..se mi rispondete
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
non è “troppo tardi” né una situazione da vivere con allarme, però è corretto approfondire rapidamente.
Quando i testicoli non sono stabilmente nello scroto (criptorchidismo), l’intervento viene idealmente eseguito tra 12 e 24 mesi per ridurre nel tempo il rischio di:
problemi di fertilità
alterazioni dello sviluppo testicolare
altre complicanze future
Il fatto che il bambino abbia appena compiuto 2 anni non significa che sia in pericolo, ma è opportuno fare una valutazione specialistica urologica/chirurgica pediatrica per capire la situazione e programmare eventualmente il trattamento.
In sintesi:
non è una emergenza
non è “troppo tardi”
ma è corretto non rimandare ulteriormente la visita
Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta degli esami. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico.
Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo
Buongiorno. Sto assumendo Eutirox da 88 mg x 5 gg e da 75 mg x 2 gg.
Tireotropina a 3,28.
Dovrò prenderlo a vita? Grazie!
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
è difficile rispondere con certezza senza conoscere:
i valori di TSH prima di iniziare la terapia
il motivo per cui è stato prescritto l’Eutirox
eventuale presenza di anticorpi tiroidei (tiroidite autoimmune)
risultato dell’ecografia tiroidea
Se la terapia è stata iniziata per una Tiroidite di Hashimoto con ipotiroidismo vero, spesso la terapia tende a essere a lungo termine.
In altri casi (TSH solo lievemente alterato o situazioni transitorie), può anche essere rivalutata nel tempo.
Il valore attuale di TSH 3,28 da solo non basta per capire se la terapia sarà “a vita”.
Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta degli esami. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico.
Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo
Buongiorno,
Sto facendo la preparazione per la terapia metabolica con iodio 131 che dovrò assumere tra 10 giorni . Oggi ho un mal di testa da cervicale , volevo sapere se posso assumere Enantyum o quale altro tipo di antidolorifico posso assumere ? Essendo domenica , sia endocrinologo che medico di base che il reparto di medicina nucleare non sono reperibili . Vi ringrazio tanto se vorrete aiutarmi .
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
in generale un antidolorifico come Enantyum (dexketoprofene) non interferisce con la preparazione alla terapia metabolica con Iodio-131.
La cosa importante nella preparazione riguarda soprattutto:
dieta povera di iodio
eventuale sospensione/sostituzione di farmaci contenenti iodio
corretto protocollo indicato dalla medicina nucleare
Un antinfiammatorio assunto occasionalmente per cefalea/cervicalgia non rappresenta di solito un problema.
Detto questo, se soffre di gastrite, reflusso, problemi renali o assume altri farmaci particolari, potrebbe essere più prudente utilizzare paracetamolo.
Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta degli esami. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico.
Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo
Buongiorno io ho leggermente alto il diabete ma non uso medicinali, posso usare sxl 7 pro ?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
non conosco evidenze scientifiche solide a supporto di prodotti come “SXL 7 Pro”, soprattutto nel trattamento di problematiche sessuali o metaboliche.
Inoltre, se ha una glicemia “leggermente alta”, il punto importante non è assumere integratori, ma capire:
se si tratta realmente di prediabete o diabete
quali siano glicemia ed emoglobina glicata
quali fattori di rischio siano presenti
Molto spesso migliorare stile di vita, peso, attività fisica e controllo metabolico aiuta anche la funzione sessuale.
Prima di assumere prodotti di questo tipo, soprattutto se non si conosce bene la composizione, consiglierei una valutazione medica per capire il problema reale ed evitare di spendere soldi in prodotti con efficacia poco dimostrata.
Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta degli esami. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico.
Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo
Ciao, ho 33 e soffro di diabete tipo 1 e ipotiroidismo. Ho letto su diversi forum di pazienti dt1 che usano mounjaro, ottenendo risultati positivi sia a livello di glicata, sia di peso. Cerco un diabetologo che sia aperto a questa possibilità e che non la escluda a priori. Avete suggerimenti?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
l’ipotiroidismo in sé non rappresenta né una indicazione né una controindicazione particolare all’utilizzo di tirzepatide (Mounjaro).
Per quanto riguarda il diabete tipo 1, è vero che negli ultimi anni stanno emergendo dati e osservazioni cliniche interessanti sull’utilizzo di agonisti incretinici (GLP1 o GLP1-GIP) anche in pazienti con DT1, soprattutto in presenza di:
sovrappeso/obesità
elevato fabbisogno insulinico
difficoltà nel controllo glicemico
In alcuni casi si osservano miglioramenti di:
peso
variabilità glicemica
fabbisogno insulinico
glicata
Detto questo, è importante chiarire che al momento non esiste una indicazione ufficiale approvata per il diabete tipo 1. Quindi si tratta di un utilizzo off-label e, nella pratica, generalmente a carico del paziente salvo indicazione per obesità.
Non credo sia corretto escludere a priori questa possibilità, ma nemmeno considerarla automaticamente adatta a tutti: serve una valutazione molto accurata del profilo clinico, del rischio di chetoacidosi, della gestione insulinica e del comportamento alimentare.
Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta degli esami. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico.
Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo
Ho sospeso il forxiga e per qualche giorno ho avuto glicemie basse ( 75/80). Come mai?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
valori di glicemia tra 75 e 80 mg/dL sono assolutamente nella norma e non rappresentano vere ipoglicemie.
Dopo la sospensione di Forxiga possono esserci piccole variazioni glicemiche, ma il significato dipende soprattutto dalla terapia che assume nel complesso.
La situazione diventa più delicata soprattutto se utilizza anche insulina o altri farmaci che possono causare ipoglicemia: in quel caso eventuali modifiche terapeutiche vanno interpretate nel contesto generale.
In sintesi, quei valori non sono preoccupanti e, anzi, rientrano in un range fisiologico.
Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta degli esami. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico.
Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo
Buongiorno, mi chiamo Alessandra, ho 27 anni e nell'ultimo anno ho preso molto peso
Soffro di ipotiroidismo subclinico grave acquisito, ho appena aumentato Eutirox, 75 tutti i giorni
Vorrei trovare un endocrinologo o nutrizionista che sappia darmi una corretta alimentazione anche per riuscire a perdere peso
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Alessandra,
con un ipotiroidismo non ben compensato è assolutamente possibile avere maggiore difficoltà nel controllo del peso. Dopo l’aumento dell’Eutirox a 75 mcg sarà importante ricontrollare TSH e FT4 dopo circa 45 giorni per capire se il nuovo dosaggio sia adeguato.
Detto questo, è importante ricordare che, anche quando la tiroide viene compensata correttamente, la perdita di peso non dipende solo dall’alimentazione. Una corretta alimentazione è fondamentale, ma deve essere associata anche a movimento e attività fisica regolare, soprattutto attività che aiutino a mantenere o aumentare la massa muscolare.
Può sicuramente avere senso affidarsi a un endocrinologo o a un nutrizionista che abbiano esperienza nel trattamento del sovrappeso in un contesto endocrinologico, così da impostare un percorso realistico e sostenibile nel tempo.
Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta degli esami. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico.
Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo
Salve, un anno fa sono stato operato per un tumore alla tiroide con svuotamento completo dei linfonodi del collo. Da allora ho ancora dolore persistente al collo e alle gambe. È normale a distanza di un anno dall’intervento? Da cosa potrebbe essere causato?
Grazie .
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
a distanza di un anno da un intervento per tumore della tiroide con svuotamento linfonodale, un certo fastidio o rigidità del collo può ancora essere presente, soprattutto se l’intervento è stato esteso. Tuttavia, un dolore persistente va comunque rivalutato nel contesto corretto.
Se la funzione tiroidea è ben compensata, il dolore non è legato agli ormoni tiroidei. Per quanto riguarda il collo, il fastidio potrebbe essere correlato a esiti cicatriziali, tensioni muscolari, alterazioni della sensibilità o conseguenze dello svuotamento laterocervicale, ma andrebbe interpretato insieme ai controlli eseguiti, compresa l’ecografia del collo.
Il dolore alle gambe invece mi sembra più difficile da collegare direttamente all’intervento tiroideo, quindi potrebbe esserci un’altra causa da valutare separatamente.
Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta degli esami. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico.
Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo
ho subito ho un intervento di bypass gastrico e dopo un anno ho avuto tanti cali e picchi glicemici con conseguente curva glicemica che attesta che dopo aver ingerito il glucosio mi è arrivata la glicemia a 300 per poi dopo 1.30h scendere a 35, il chirurgo bariatrico mi ha consigliato di fare mounjaro per 6 mesi per far stabilizzare la glicemia e per rallentare lo svuotamento gastrico ma il mio medico curante non è assolutamente d'accordo...nel mio caso sarebbe utile terapia a base di mounjaro? gli effetti collaterali di mounjaro sarebbero peggiori di avere la glicemia a 30? ho la testa confusa e non so più a chi credere grazie in anticipo
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
quello che descrive è compatibile con una forma di ipoglicemia post-bariatrica/dumping syndrome tardiva, una situazione non rara dopo bypass gastrico.
Il meccanismo è questo: dopo il bypass il glucosio viene assorbito molto rapidamente, la glicemia sale in modo eccessivo (come nel suo caso fino a 300) e questo provoca una risposta insulinica sproporzionata, con successiva caduta brusca della glicemia anche a valori molto bassi (30–35 mg/dL).
Per questo motivo il problema non è “solo” l’ipoglicemia, ma il fatto che il sistema glicemico abbia perso stabilità dopo l’intervento.
La base della terapia resta soprattutto imparare a gestire l’alimentazione nel modo corretto: pasti piccoli, frequenti, evitando zuccheri semplici e grandi carichi glicidici isolati. Questo è il punto centrale.
Dal punto di vista farmacologico esistono diverse strategie possibili, tra cui acarbosio e, in casi selezionati, anche agonisti GLP1 o GLP1-GIP come tirzepatide (Mounjaro). Il razionale del suo chirurgo non è sbagliato: rallentando lo svuotamento gastrico e modulando la risposta glicemica questi farmaci in alcuni pazienti possono migliorare il quadro. Tuttavia non è una terapia “standard” valida per tutti e va valutata molto attentamente, perché in alcune persone potrebbe anche peggiorare nausea o altri sintomi.
Detto questo, avere glicemie a 30–35 certamente non è banale né da sottovalutare.
Credo che nel suo caso sarebbe molto utile anche un monitoraggio glicemico con sensore (CGM), almeno a scopo educazionale, perché permette di capire davvero come il corpo reagisce ai diversi alimenti e di personalizzare molto meglio alimentazione ed eventuale terapia.
È una situazione complessa che richiede esperienza specifica in diabetologia/metabolismo post-bariatrico; non credo ci sia una risposta semplice “ha ragione uno o l’altro”.
Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta degli esami. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico.
Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo
Salve, l'esito di un esame istologico, dopo rimozione del lobo tiroideo dx per nodulo cancerogeno di 0,6 cm +istmo, riporta la sigla dello stadio Tnm: pT1a- pNX . I margini sono indenni, niente da segnalare all'interno del lobo, nessuna multifocalita' però c'è la dicitura "Estensione extratiroidea: presente" che non so come interpretare. Prossimi controlli ematici fra un mese ed ecografia collo fra tre mesi. Potete darmi una chiave interpretativa? Attualmente sono in cura con ormoni tiroidei e vitamina D, non sono previste altre cure, ma dovrò attenermi a un follow up.
Grazie mille
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
da quello che descrive sembrerebbe verosimilmente un piccolo carcinoma papillare tiroideo (pT1a = tumore ≤1 cm), con margini indenni e senza multifocalità, che sono elementi generalmente favorevoli.
La dicitura che merita attenzione è invece “estensione extratiroidea presente”, perché in teoria indica che il tumore avrebbe superato la capsula tiroidea. Detto questo, su un nodulo di soli 0,6 cm il reperto appare un po’ particolare e andrebbe interpretato leggendo l’esame istologico completo, anche per capire se si tratta di una minima estensione microscopica oppure di altro.
La sigla pNX significa semplicemente che i linfonodi non sono stati valutati istologicamente.
In ogni caso, dal quadro che riporta non sembrano emergere elementi particolarmente aggressivi o “allarmanti” nell’immediato. È corretto il follow-up con esami ematici ed ecografia del collo. La vera questione da discutere con l’endocrinologo/chirurgo sarà eventualmente capire se vi sia indicazione o meno a completare la tiroidectomia controlaterale, ma oggi, anche in presenza di alcune caratteristiche intermedie, si tende spesso a essere più conservativi rispetto al passato.
Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta dell’esame istologico completo. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico.
Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo
Buongiorno, volevo sapere se è possibile l'assunzione contemporanea di lugol ed eutirox. Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
la domanda principale è: perché assumere insieme Lugol ed Eutirox?
Sono farmaci che normalmente vengono utilizzati in contesti molto diversi, quasi “opposti”:
Eutirox serve a sostituire gli ormoni tiroidei nell’ipotiroidismo
Lugol è una soluzione ad alto contenuto di iodio usata in situazioni molto specifiche (es. alcune forme di ipertiroidismo/preparazione chirurgica)
Quindi, nella pratica, associare i due farmaci spesso non ha molto senso, salvo indicazioni endocrinologiche molto particolari.
Le consiglierei di chiarire bene con il medico il motivo dell’associazione prima di assumerli insieme.
Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta degli esami. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico.
Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo
Buongiorno, ho effettuato gli esami del sangue e riscontrato valori alti di TSH reflex(12,37) e FT4 (13,4) . Sono stata tiroidectomizzata parecchi anni fa, é la prima volta che trovo un valore così alto .
Dose eutirox 100mg una al giorno. Sono molto preoccupata. Un parere?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
non deve preoccuparsi eccessivamente. Un TSH a 12,37 in una paziente tiroidectomizzata indica semplicemente che, in questo momento, la terapia sostitutiva probabilmente non è sufficiente o non viene assorbita in modo ottimale.
La prima cosa da valutare è:
se l’Eutirox viene assunto regolarmente
con quanto tempo di distanza dalla colazione
se assume insieme altri farmaci o integratori (calcio, ferro, gastroprotettori, magnesio ecc.) che possono ridurne l’assorbimento
Il fatto che l’FT4 sia ancora nei range è abbastanza frequente nelle fasi iniziali di “sottodosaggio”.
In molti casi è semplicemente necessario aumentare leggermente il dosaggio. Indicativamente, dopo tiroidectomia completa, il fabbisogno medio è spesso intorno a circa 1,5 mcg/kg/die, quindi anche il peso corporeo aiuta a capire se 100 mcg siano adeguati o meno.
Se però il problema non si spiega con assunzione/interferenze, allora può avere senso escludere condizioni che riducono l’assorbimento, come celiachia o altre problematiche gastrointestinali.
Non è un quadro che faccia pensare a qualcosa di grave o urgente, ma semplicemente a una terapia da rivalutare con il medico/endocrinologo.
Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta degli esami. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico.
Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo
Salve, non ho più la tiroide per gozzo multinodulare e prendo Levotirsol ogni mattina e volevo sapere se posso assumere alghe come integratori. Grazie mille per l'attenzione.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
direi di sì, in linea generale può assumere integratori a base di alghe anche se assume Levotirsol e non ha più la tiroide.
L’importante è non esagerare, perché alcuni prodotti possono contenere quantità elevate di iodio. Nel suo caso, non avendo più la tiroide per gozzo multinodulare, il problema è meno rilevante rispetto a chi ha ancora una tiroide funzionante, ma comunque eviterei eccessi o prodotti “molto concentrati”.
Per prudenza, meglio assumere l’integratore in un orario diverso dalla levotiroxina, così da evitare possibili interferenze sull’assorbimento.
Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta degli esami. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico.
Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo
Buongiorno, sono una ragazza di 28 anni, da un po' di tempo che ho molta stanchezza, giramenti di testa quando mi alzo , ciclo mestruale irregolare e molta ritenzione idrica, ho fatto esami del sangue e ho ACTH 2,5 con cortisolo a 587, può essere una possibile insufficienza surrenalica secondaria? Grazie mille
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
per interpretare ACTH e cortisolo è fondamentale sapere:
a che ora è stato eseguito il prelievo (idealmente alle 8:00 del mattino)
quali sono gli intervalli di riferimento del laboratorio
Detto questo, un cortisolo di 587, se il range è ad esempio circa 250+/- 550 nmol/L, non sembra compatibile con una insufficienza surrenalica significativa. Anzi, sarebbe un valore piuttosto rassicurante.
L’ACTH molto basso va interpretato con cautela perché può essere influenzato da molti fattori tecnici e biologici e, preso da solo, non basta per fare diagnosi.
Inoltre, i sintomi che riferisce (stanchezza, vertigini alzandosi, irregolarità del ciclo, ritenzione) sono molto aspecifici e non indicano automaticamente una insufficienza surrenalica secondaria.
Il consiglio è quindi di far valutare il quadro completo dal medico/endocrinologo nel contesto degli altri esami e della clinica.
Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta degli esami. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico.
Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo
Buon giorno, sono circa 30 anni che prendo eutirox, buone le analisi. Sto provando il digiuno intermittente non so come comportarmi se salto la colazione, prendo eutirox poi per forza devo fare colazione? Posso saltare direttamente al pranzo?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
sì, può tranquillamente fare digiuno intermittente anche assumendo Eutirox.
Non è obbligatorio fare colazione dopo aver preso la terapia. Il concetto importante è semplicemente questo:
assumere Eutirox a digiuno
attendere almeno 30 minuti prima di mangiare
Se poi decide di continuare il digiuno fino al pranzo, non ci sono problemi. Anzi, dal punto di vista dell’assorbimento del farmaco può andare benissimo.
L’importante è mantenere una modalità abbastanza regolare nel tempo e continuare a controllare periodicamente TSH e FT4 per verificare che l’assorbimento resti stabile.
Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta degli esami. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico.
Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo
Può un valore del CPK altissimo essere dovuto a un diabete non controllato da anni?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
un valore di CPK molto elevato può avere molte cause, ma il diabete non controllato da solo difficilmente spiega aumenti marcati.
Le cause più frequenti sono:
attività fisica intensa nei giorni precedenti
traumi o sforzi muscolari
iniezioni intramuscolari
farmaci (ad esempio statine)
infiammazioni o danni muscolari
Esistono poi cause più rare metaboliche o neurologiche che vanno eventualmente escluse in base al contesto clinico.
Il diabete mal controllato può favorire problemi muscolari nel tempo, ma davanti a un CPK “altissimo” è corretto cercare altre spiegazioni principali.
Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta degli esami. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico.
Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo
Buongiorno gentili dottori.Ho un dubbio, ho fatto l'esame glicemia a digiuno per un semplice controllo.Il risultato è 82.La sera precedente ho cenato con filetto di merluzzo e riso.Ho rispettato un digiuno di 11 ore.La sera prima del prelievo, dopo cena, ho effettuato una camminata a passo un poco sostenuto di mezz'ora. La camminata può aver alterato al ribasso il valore della glicemia?Grazie a chi mi risponderà.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
l’attività fisica può effettivamente contribuire a ridurre leggermente la glicemia, quindi una camminata sostenuta la sera prima può avere avuto un piccolo effetto “al ribasso”.
Detto questo, un valore di glicemia a digiuno di 82 mg/dL è assolutamente normale e fisiologico, quindi non c’è nulla che faccia pensare a un problema o a una alterazione “falsata”.
Se vuole avere un quadro ancora più completo nei prossimi controlli (anche annuali), può associare oltre alla glicemia anche l’emoglobina glicata (HbA1c), che rappresenta la media glicemica degli ultimi circa 3 mesi.
Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta degli esami. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico.
Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo
Domande più frequenti
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Ernia del disco lombare
Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa…