Domande del paziente (16)

    Io ho il mosaico cromatico: occhi a sia verdi che marroni in entrambe le iridi. È un periodo però che gli occhi diventano o totalmente verdi o totalmente scuri per un certo tempo, per poi tornare come prima. Mi è sempre successo un po' con il cambiare delle luci e del tempo atmosferico, ma ultimamente accade più frequentemente e molto più evidentemente (diventano così verdi da sembrare azzurri a tratti). Mi devo preoccupare?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Filippo La Mantia

    Buongiorno.Il "mosaico cromatico" che descrive — iridi con settori verdi e marroni — è quasi certamente un'eterocromia iridis settoriale (o segmentale), una variante anatomica benigna dovuta a distribuzione non uniforme della melanina stromale. Non è una condizione patologica.
    Le variazioni di colore percepite in base alla luce e alle condizioni atmosferiche sono un fenomeno ottico ben noto: l'iride non cambia pigmentazione, ma la percezione del colore varia enormemente in base alla lunghezza d'onda della luce incidente, al contrasto con l'ambiente circostante e alla dimensione pupillare (una pupilla più dilatata "mostra" più stroma anteriore, spostando l'impressione verso il verde/azzurro).
    Il punto su cui vale la pena soffermarsi è l'aumento di frequenza e intensità recente che lei descrive. In sé, variazioni cromatiche percepite non sono un segnale d'allarme — ma se nota anche:

    asimmetria nella dimensione delle pupille
    variazione della dimensione pupillare indipendente dalla luce
    ptosi palpebrale (abbassamento della palpebra), anche lieve
    rossore o dolore oculare
    sarebbe indicata una visita oculistica.
    In assenza di questi segni associati, quello che descrive rimane molto probabilmente nell'ambito della variabilità percettiva normale.


    Buongiorno,
    sono un uomo di 38 anni: ho subito un intervento di cataratta ad entrambi gli occhi con inserimento IOL monofocali di gradazione -8 OD e -8.5 OS per correggere alta miopia con residuo di un pò di astigmatismo. Dopo circa 20 gg ho iniziato a vedere flash e aumento di corpi mobili all'OD e il mio oculista ha praticato diverse sedute di laser per tentare di arginare le diverse rotture retiniche dovute alla trazione del vitreo sulla retina. Purtroppo non sono state sufficienti e sono stato operato con cerchiaggio episclerale e il giorno successivo con inserimento di una bolla di gas per un ampio distacco di retina, che ha coinvolto anche la macula... probabilmente a causa di attesa dell'intervento di circa 72 ore (fine settimana) A distanza di poco più di 3 mesi dall'intervento, dopo molte sedute di laser, la retina adesso risulta piana il mio visus corretto con occhiali è di circa 6/10 all’ occhio operato, ma rimpicciolito e con visione ondeggiante delle lettere e con presenza di corpi mobili anche nella visione centrale in entrambi gli occhi. A seguito del sopraggiungere di nuove distorsioni, questa volta periferiche, ho effettuato anche esami OCT dai quali è stato rilevato un edema maculare e una membrana epiretinica, credo secondari all'intervento di DR (spessore campo secondario 426hm / medio spessore 359hm) Per il primo mi è stata data terapia di collirio FANS e 3 mezze cp di DIAMOX al giorno per almeno un mese, per la membrana mi è stato riferito che va monitorata e solo se il visus dovesse diminuire sarebbe necessario intervenire con vitrectomia per asportare la membrana. Vorrei chiedere:
    1) È corretto attendere un eventuale peggioramento per poi intervenire (già ora la situazione è abbastanza compromessa, poiché le ondulazioni influiscono sulla visione binoculare…) ? Se è corretto attendere un eventuale peggioramento, questo presuppone che con l’operazione si ripristini una situazione precedente e si migliori? Altrimenti perché aspettare se poi non c’è miglioramento? Tanto varrebbe operare quanto prima e tentare di preservare quanto rimasto…
    2) Immagino che la vitrectomia per membrana maculare non sia una passeggiata di salute, ma ho letto che se effettuata da mani esperte e con strumenti adeguati c’è buona probabilità di non avere grandi conseguenze negative. E’ così?
    3) Mi è stato diagnosticato anche una fibrosi capsulare posteriore (cataratta secondaria) ad entrambi gli occhi a cui si potrebbe rimediare con laser senza grosse complicazioni… è così anche nel mio caso? Potrei recuperare qualche decimo o comunque migliorare un po' la visibilità?
    4) La terapia per edema è condivisibile?
    5) Il mio lavoro è al PC: spesso ho contrattura alla nuca, e pesantezza della testa. Può dipendere dal fatto che l'OD non "legge" più i caratteri e le lettere ed è tutto "a carico dell'OS" ? Quasi tutti hanno escluso il collegamento, consigliandomi di consultare un fisiatra/posturologo...

    Mi scuso per le tante domande, ho fiducia negli specialisti consultati, anche se a volte non c’è univocità… ma la situazione è psicologicamente abbastanza pesante e da qui tutti i miei dubbi.
    Ringrazio per l’attenzione e la disponibilità

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Filippo La Mantia


    Buongiorno,
    la sua situazione è oggettivamente complessa e capisco quanto sia pesante affrontarla — cerco di risponderle con la franchezza che merita.
    Tutto nasce dall'intervento di cataratta: in un occhio con alta miopia come il suo, la cataratta può comparire anche in età relativamente giovane, ma vale la pena chiedersi se in questo caso l'intervento fosse motivato principalmente dalla cataratta in sé o anche — o soprattutto — dall'obiettivo di correggere l'alta miopia. Quando la chirurgia del cristallino viene anticipata a scopo refrattivo in occhi fortemente miopi, il rischio di complicanze retiniche serie, come quelle che lei ha purtroppo vissuto, è significativamente più elevato rispetto alla popolazione generale. Questo non significa necessariamente che la scelta fosse sbagliata, ma è un elemento che merita riflessione.
    Quanto alla gestione del distacco di retina, la scelta chirurgica adottata merita qualche riflessione. In un distacco così ampio, coinvolgente la macula, il solo cerchiaggio episclerale seguito da iniezione di gas è un approccio che molti chirurghi oggi considererebbero insufficiente — la vitrectomia primaria, da sola o in combinazione, avrebbe potuto offrire un controllo più completo della situazione. Non è possibile dire a posteriori se avrebbe cambiato l'esito, ma è lecito chiedersi se una strategia chirurgica diversa avrebbe ridotto il rischio delle complicanze successive.
    Il problema reale è che quando il distacco coinvolge la macula, come nel suo caso, le conseguenze visive sono in larga misura imprevedibili a prescindere dalla bravura del chirurgo e dalla tempestività dell'intervento. Il 6/10 attuale, con le distorsioni che descrive, è un esito che rientra purtroppo nel range possibile.
    Rispondendo alle sue domande:
    Sulla membrana epiretinica (pucker): l'atteggiamento attendista del suo medico è corretto. La vitrectomia va considerata solo quando vi sia una chiara progressione del danno visivo attribuibile alla membrana stessa — non prima. I disturbi soggettivi che descrive, comprese le ondulazioni e i problemi di visione binoculare, tendono spesso a ridursi nel tempo grazie a un progressivo adattamento cerebrale: questo è un elemento importante che non va sottovalutato.
    Sulla capsulotomia laser: sì, si può fare senza particolari rischi anche nel suo caso, e potrebbe migliorare la nitidezza visiva, ma va pesato l'impatto della cataratta secondaria sulla qualità della sua visione.
    Sulla terapia per l'edema maculare: l'associazione FANS topici e Diamox è un approccio condivisibile. Esistono altre opzioni terapeutiche, sarà il suo oculista a valutare
    Sul dolore cervicale e la pesantezza alla testa:potrebbe trattarsi di una forma di cefalea muscolo tensiva su base "nervosa". E' anche plausibile che lo squilibrio visivo tra i due occhi contribuisca a una maggiore tensione posturale, ma è difficile stabilire un nesso diretto. Una valutazione fisiatrica non è una risposta evasiva — può essere genuinamente utile.
    Le auguro di cuore un recupero progressivo.


    Buongiorno a tutti i dottori. Il 17 aprile ho fatto l intervento agli occhi con fentom lasik per ipermetropia. L occhio sinistro per due mesi vedeva limpido.ora è da un mese che se guardo un po' più su rispetto a dritto vedo una nebbiolina se guardo un po' più giù vedo più colorato. Devo preoccuparmi? Passerà ? Poi l occhio destro invece dopo il terzo intervento finito con fare la prk perché il flap non aderiva alla cornea, vede ancora molto male. Aloni con le luci di sera ecc. Il dottore mi ha detto che devo aspettare alcuni mesi che capiamo quanto resta di difetto e poi mi inserirà una lente intera per correggere. È corretto. Devo aspettare? più che altro mi intessa capire il discorso nebbia perché già con uno non vedo. Grazie dottori. Buona giornata

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Filippo La Mantia

    Buongiorno,
    per l'occhio sinistro, i fenomeni che descrive — nebbiolina in alcune direzioni di sguardo, variazioni di colore e nitidezza — dopo un femto-LASIK ipermetropico possono essere legati a piccoli decentramenti del trattamento o a un angolo K di partenza elevato, oppure a una lieve irregolarità nell'interfaccia del flap. Non sono sintomi gravi né richiedono interventi correttivi in questa fase: è semplicemente troppo presto per valutarli. Molto probabilmente migliorano con il tempo, ma vanno comunque monitorati ai controlli programmati.
    Per l'occhio destro, la situazione è più delicata: tre interventi di chirurgia refrattiva con complicanze rappresentano una storia importante. L'ipotesi di una lente intraoculare correttiva va considerata con estrema prudenza — non è una decisione da prendere in tempi stretti. Prima di qualsiasi programmazione sarà necessaria una valutazione molto approfondita delle condizioni dell'occhio, e sarebbe opportuno ottenere anche un secondo parere specialistico indipendente, preferibilmente presso un centro con esperienza specifica in occhi complicati da pregressa chirurgia refrattiva.Per inciso nel suo caso sarebbe interessante considerare anche la sua età anagrafica per orientare meglio la scelta terapeutica.


    Ciao, sono un ragazzo di 20 anni che ogni tanto la notte piange e che anche nei momenti felici diventa triste perché non riesce a scoprire il proprio problema alla vista che è perenne, sono arrivato a chiedere un consulto online perché ho chiambiato 5 oculisti ma mi dicono che il mio occhio sta bene, 4 anni fa feci anche una risonanza encefalica, io sono ipermetrope e soffro di aura visiva e ho qualche mosca bianca, fin qui tutto ok, il mio problema è che ogni volta, ogni SINGOLA volta che vedo una situazione monocromatica, come ad esempio vedere il cielo, un foglio bianco, una parete vedo scintille/stelline microscopiche ma tantissime correre all’impazzata, questo sempre, ogni volta, ed è molto fastidioso, poi in più se osservo un punto fisso mi appare un vortice che più lo guardo e più diventa grande, e poi spesso e volentieri per giorni mi capita che al centro della vista mi appaiono come delle figure geometriche al centro della vista che si muovono sempre nello stesso punto, la differenza di questo ultimo problema è che prima mi capitava quando vedevo un fanalino di una macchina di notte e dopo 1 minuto mi passava, invece ora mi compare senza motivo e non se ne va per giorni, nessuno di questi 3 problemi si toglie se sposto lo sguardo, e sono perenni, nel senso che io vedo proprio così tutto il giorno tutti i secondi quindi non sono fenomeni tranne il vortice che mi capita solo quando guardo il cielo, ripeto, datemi una mano perché sto soffrendo tantissimo e sto attraversando un periodo dove sono così triste da non uscire neanche più con i miei amici ecc.
    la notte piango, e non so cosa fare

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Filippo La Mantia

    Quello che descrivi — le scintille su sfondo uniforme, il vortice quando fissi un punto, le figure geometriche ricorrenti — è un quadro abbastanza riconoscibile che si chiama Visual Snow Syndrome. Se le visite oculistiche non hanno trovato nulla, è un elemento che va proprio in questa direzione: non è un problema degli occhi, ma di come la corteccia visiva elabora i segnali.. Si tratta dunque di un disturbo funzionale cerebrale ,non organico.
    Il passo successivo giusto è una visita neurologica, con eventuale RMN encefalo ed EEG — non perché ci sia motivo di allarme, ma perché la VSS è una diagnosi di esclusione e un neurologo deve confermarla dopo aver escluso altre cause.
    La VSS non è degenerativa. Non peggiora nel tempo in modo progressivo — la maggior parte dei pazienti riferisce una sostanziale stabilità dei sintomi una volta instaurati.
    Non porta a cecità né a danni strutturali. Occhi e nervo ottico sono integri — il problema è nel processing corticale, non nella struttura.
    Una quota significativa di pazienti migliora. Non tutti, ma molti riferiscono una riduzione dell'impatto percepito nel tempo — in parte per adattamento neurale, in parte perché imparano a non focalizzarsi sui sintomi (l'attenzione amplifica enormemente la snow).
    L'elemento più importante: il sintomo è fastidioso ma non invalidante per la maggior parte delle persone. Molti giovani con VSS studiano, lavorano, guidano, conducono una vita normale. Ad oggi non si segnalano terapie in grado di risolvere questo disturbo. Il suggerimento che posso darti è quello di cercare di minimizzare al massimo l'attenzione su questi sintomi e di cercare una razionale modalità di convivenza.
    Saluti


    Salve, avrei una domanda da porre.
    Il 28 settembre ho effettuato il laser PRK- trans per la miopia, tutto procede per il meglio. Sto continuando con l'applicazione delle gocce e non ho fastidi o dolori particolari, se non il fatto che ancora non riesco a mettere bene a fuoco le scritte, soprattutto da vicino. Per quanto riguarda questo disagio, però, sono già stata tranquillizzata dal dottore che mi ha operata, il quale mi ha detto che è il decorso normale dell'intervento. Ho una visita di controllo, per capire come sta procedendo la ripresa, il 12 Novembre; però, prima del 12 novembre, mi hanno invitato ad un centro benessere, una Spa con sauna finlandese, vasche con acqua calda e fredda. Posso andare o le alte temperature della sauna e gli sbalzi di temperatura tra acqua calda e fredda potrebbero causarmi danni alla vista o compromettere la mia ripresa? Ringrazio anticipatamente per la risposta.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Filippo La Mantia

    Buona sera. Dopo due mesi da PRK la cornea dovrebbe essere soatanzialmente guarita. I processi di riadattemanto della cornea sono abbondantemente consolidati. Non c'è pericolo all'esposizione alle temperature. Un atteggiamento prudente bisognerebbe adottare per la sauna a "secco" (avere l'accortezza di tenere gli occhi chiusi), mentre il caldo umido è innoquo. Saluti


    Salve, pongo alla vs attenzione il mio caso che a distanza di oltre 2 mesi non trova soluzione. A seguito di un periodo di forte stress visivo per le troppe ore passate al PC (in particolare vedevo troppi video e scroll veloci delle pagine sollecitando quindi troppo gli occhi), ho avuto una sera un malessere all'occhio sinistro (come se non ce l'avesse fatta a reggere l'eccessivo stimolo visivo, tipo quando si fulmina una lampadina, un overstress non retto insomma che individuo nella zona estrema superiore dell'occhio verso il naso).
    Là per là solo una strana sensazione di tensione in tutta la zona dell'occhio, di visone disallineata rispetto all'altro occhio con sensazione di essere fuori dalla realtà.
    Ma i problemi sono cominciati dal giorno dopo, quando mettendomi al pc (ci lavoro come informatico), dopo poco più di un'ora cominciai ad avvertire una serie di sintomi neurologici sempre crescenti su tutto il lato sinistro del corpo: prima tremori interni braccio e gamba, poi man mano anche sensazione di debolezza e equilibrio precario, sensazione di confusione, perdita di energie fino addirittura a fare fatica a camminare per qualche chilometro o a parlare troppo infervoratamente o gridare, a cui si è aggiunta dopo 1-2 settimane anche una marcata fotofobia, tutto sempre e solo sul lato sinistro, come se il cervello avesse un rifiuto dello stimolo visivo e lanciasse tutta questa serie di messaggi al corpo.
    La zona intorno all'occhio e sopraccigliare e frontale le sento irritate quando ci premo un po' sopra con le mani.
    Allontanandomi per 1/2 ore dai terminali cominciavo a stare progressivamente meglio.
    Pur cercando di ridurre sempre di più il tempo passato ai terminali, i sintomi hanno cominciato a manifestarsi sempre prima al punto che ho dovuto ridurre al minimo luminosità di pc e terminale e della stanza, stare con occhiali da sole (a volte anche al pc) e trovando beneficio solo chiudendo l'occhio sinistro e facendo tutto col solo destro aperto (col rischio però di affaticarlo).
    Premessa importante: fotofobia a parte nessun problema all'occhio a livello di visione.
    Sono stato nell'ordine dall'oculista (visita generica + analisi cellula gangliare, analisi RNFL e ONH OU con esito negativo, solo pressione oculare 22 all'occhio sinistro), poi in ospedale (anlisi sangue, ECG, TAC Encefalo tutto con esito negativo), poi visita neurologica di base che ha escluso patologie gravi e RM Encefalo senza mdc con esiti negativi.
    Solo il collirio LacriComplex riesce un minimo a limitare la fotofobia ma il problema resta.
    Aggiungo che 25 anni or sono ho fatto cerchiaggio laser quesi completo della retina su entrambi gli occhi per retina sottile con bave di lumaca ecc. L'oculista non ha fatto il fondo oculare. Lo dico perché a volte la luce o movimenti veloci dell'occhio mi procurano delle piccole fitte di nervi (tipo punutura di spillo) nell'estremità superiore dell'occhio, proprio la zona oggetta del cerchiaggio laser e in cui nell'angolo col naso ho individuato la sensazione di lampadina fulminata nel momento iniziale.
    Ringrazio in anticipo per qualsiasi suggerimento possiate darmi per indirizzarmi a capire cosa possa essere successo e come risolvere.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Filippo La Mantia

    Buongiorno,
    il quadro che descrive — sintomi emisomatici sinistri scatenati dallo stimolo visivo, fotofobia, miglioramento con il riposo e la riduzione della luce — è molto caratteristico dell'emicrania con aura, anche in forme atipiche in cui il mal di testa classico è assente o in secondo piano. Gli esami che ha già fatto (TAC, RM, visita neurologica, OCT) sono tutti negativi e questo è molto rassicurante: escludono le cause serie.
    Il cervello in questi casi diventa ipersensibile allo stimolo visivo e "protesta" con tutta la serie di sintomi che descrive — non c'è nulla di rotto nell'occhio, è una risposta funzionale del sistema nervoso centrale. Il fatto che chiudere l'occhio sinistro dia sollievo è coerente con questo meccanismo.
    Le suggerirei due cose pratiche:
    1. Tornare dal neurologo con questa chiave di lettura, chiedendo esplicitamente una valutazione per emicrania/sensibilizzazione centrale.
    2. Fare comunque il fondo oculare, che stranamente non è stato eseguito. Con un precedente di cerchiaggio laser e le fitte occasionali in quella zona, è un controllo doveroso — non perché sia probabile che ci sia qualcosa, ma perché è un esame semplice che chiude definitivamente quella porta.


    L'elettroretinogramma mi ha causato un'abrasione e ho dovuto mettere il collirio Tobrastill per 5 giorni oltre a Thealoz Duo da continuare, adesso mi sembra di stare bene ma sono stata molto male i giorni dopo l'esame, ed ho ancora il timore che questo esame mi può aver causato qualche problema che non avevo... Per la fotofobia associata anche a dolore oculare in presenza di luce soprattutto artificiale (es. una lampada o lampadario la quale luce arriva nell'occhio) l'oculista mi ha detto di recarmi da un neurologo perchè il problema non è degli occhi. Questi i risultati degli esami: vista e campo visivo tutto ok, miopia stabile da circa 6 anni occhio dx - 3,00 occhio sx -2,50, mentre l'otc risultato "macula gcc ridotta" e l'elettroretinogramma erg standard il "combinato" risulta "lievemente elettronegativo". Non so il significato di questi risultati, mi è stato detto solo di fare un controllo rapido in caso di visione di lampi di luce. Consigliereste altri esami o già questi escludono problemi gravi agli occhi? Posso stare tranquilla per l'abrasione dopo l'elettroretinogramma? Sono stati usati elettrodi di argento che nonostante l'anestetico mi procuravano dolore...Grazie infinite

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Filippo La Mantia

    Buongiorno,
    Sull'abrasione: può stare tranquilla. È una complicanza nota degli elettrodi corneali, si risolve in pochi giorni con la terapia corretta — che ha già fatto — e non lascia conseguenze. Se ora non ha più dolore, è guarita.
    Sui risultati degli esami: la GCC lievemente ridotta all'OCT e l'ERG lievemente elettronegativo sono reperti da non trascurare, ma il fatto che le sia stato consigliato solo un controllo in caso di fotopsie (lampi) indica che chi ha refertato non li ha ritenuti allarmanti. Un controllo retinologo di follow-up a 6-12 mesi è sufficiente, senza fretta.
    Sulla fotofobia: il suo oculista ha correttamente escluso cause oculari strutturali. Il rinvio al neurologo è la strada giusta — spesso dietro a questo tipo di fotofobia c'è una componente emicranica o da sensibilizzazione centrale, gestibile e non grave.
    In bocca al lupo , Saluti


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Filippo La Mantia

    La contrattura dell'orbicolare delle palpebre può avere cause piuttosto aspecifice e spesso non preoccupanti. Il blefarospasmo (così si chiama la contrazzione involontaria del muscolo orbicolare) tipicamente... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Filippo La Mantia

    Gentile utente il glaucoma solo in rari casi provoca una cecità improvvisa. Il più delle volte il glaucoma consuma piano piano la funzionalità visiva. In corso di terapia con iniezioni intravitreali non... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Filippo La Mantia

    Buona sera. La centratura delle lenti è un momento cruciale per la realizzazione dell'occhiale. Oggi esistono sistemi di interpupillometria sofisticati che sono molto precisi ed adatti alle correzioni... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Filippo La Mantia

    Buona sera. La cavità orbitaria ospita numerosi organi e strutture: Ghiandole, Vasi,Nervi, Muscoli, Tessuto connettivo,Tessuto adiposo etc . Un evento flogistico prevede quasi sempre un edema ed un conseguente... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Filippo La Mantia

    Buona sera.Tre giorni sono pochi per valutare gli esiti. Le lesioni corneali possono lasciare delle cicatrici spesso permanenti, ma talvolta suscettibili di miglioramento spontaneo. Le consiglio di monitorare... Altro


    L'anno scorso a ottobre ho notato che con l'occhio sinistro vedevo ondulate le linee rette e dopo un mese di uso del collirio yellox, non vedendo miglioramenti ho fatto la fluoroangiografia a marzo con questa diagnosi :iperfluorescenza precoce in sede foveale che mostra incremento filodiffusivo nelle fasi tardive compatibile con dmce in fase attiva. Il visus è 10/10. Nel frattempo c'è stato un vistoso peggioramento. Ci sono rimedi per recuperare una visione buona? è troppo tardi? Ho 70 anni e sono stata operata di cataratta 12 anni fa. Tengo sotto controllo la pressione e il colesterolo ma niente di preoccupante. Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Filippo La Mantia

    Buona sera .La Fluorangiografia depone per una forma di maculopatia in fase di attività. Le consiglio di consultare un centro per le maculopatie o ,se vuole, un oculista che si occupa di patologia retinica. Saluti


    Salve
    Premetto che vivo in un piccolo paese africano dove ci sono solo due oculisti e le possibilità di test e di diagnostica sono molto limitate.
    Tutto comincia circa quattro mesi fa durante il giorno stavo bene poi arriva la sera e comincio a sentirmi le palpebre che si chiudono da sole. Pensavo fosse un problema di stanchezza e quindi ho provato a dormire di più. nonostante questo dopo un periodo di tempo la cosa non migliora.
    Prendo appuntamento con l'oculista e mi viene diagnosticato un occhio secco per disfunzione delle ghiandole di meibomio e una Blefarite squamosa. mi da una cura di un mese con un collirio antinfiammatorio e una pomata antibiotica e mi prescrive degli impacchi con acqua calda e una pulizia cigliare con le dita.
    Dopo un mese ritorno la blefarite è sparita ma resta l'occhio secco che mi dice essere cronico.
    Quindi ordino dall'Italia una maschera "Posiforlid" per occhio secco e due tipi diversi di lacrime artificiali : "Evo tears" e "Renova Lipo".
    dopo dieci giorni di trattamento, con le lacrime artificiali e la maschera la situazione non migliora, anzi dopo l'applicazione di "Evo tears" sento fastidio agli occhi quindi sospendo l'applicazione di "Evo Tears".
    Ad oggi la situazione è che da quando mi sveglio fino alle 3-4 del pomeriggio sto benissimo, Non ho nessun problema di nessun tipo. alle quattro del pomeriggio gli occhi si chiudono da soli e non vogliono più aprirsi.
    Ho provato a svegliarmi più presto, ho provato a svegliarmi più tardi ma la situazione non cambia l'ora a cui si chiudono gli occhi è sempre la stessa.
    Ho provato a mettere le lacrime artificiali dopo la chiusura degli occhi ma non cambia niente .Ho provato anche a fare la maschera dopo la chiusura degli occhi ma non cambia nulla.
    Finché gli occhi sono chiusi sono rilassati e sto anche bene a parte il fatto di non riusvire ad aprirli, se provo però ad impormi di aprirli sento una strizzatura degli occhi molto forte quasi una chiusura ancora più forzata.
    L'unico modo che ho di aprire gli occhi è forzarli con le dita, questo però li lascia aperti per uno o due minuti dopodiché si richiudono da soli e ricomincia tutto.
    Quando dormo non ho nessun problema.
    Negli ultimi mesi ho praticamente eliminato l'uso del computer, della televisione e limitato moltissimo l'uso del telefono.
    Quello che non capisco è come mai, se la causa è l'occhio secco, durante il giorno non ho nessun problema ci vedo bene, gli occhi sono aperti normalmente e alle 4:00 circa del pomeriggio gli occhi si chiudono in automatico, ed anche con le lacrime artificiali non si riaprono più fino alla mattina dopo.
    A giugno sarò in Italia e farò una visita approfondita e tutti gli esami necessari. per adesso ringrazio di cuore chi vorrà darmi qualche suggerimento su come arrivare a giugno con meno problemi possibili.
    E magari qualche idea su quelle che potrebbero essere le cause

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Filippo La Mantia

    Buona sera. La chiusura involontaria delle palpebre può fare pensare ad un riflesso alla stimolazione delle terminazioni sensitive corneali in risposta ad uno stimolo irritativo che, in assenza di infiammazione, si può associare ad iposecrezione lacrimale. In questo caso però vi è quasi sempre una sintomatologia che genericamente chiamiamo disconfort oculare. In questa ipotesi un minimo miglioramento dovrebbe derivare dall'uso di soostituti lacrimali (cosa che nel suo caso non avviene). Pertanto la diagnosi differenziale deve essere posta con il Blefarospasmo benigno essenziale:
    La cui presentazione classica inizia non con lo spasmo franco, ma con una sensazione compulsiva di chiudere (blink urge), peggiore in condizioni di affaticamento, luce intensa, guida. L'aggravamento pomeridiano è tipico. Il tocco meccanico della palpebra che interrompe temporaneamente il fenomeno è un fenomeno abbastanza comune.
    In questo caso delle infiltrazioni di tossina botulinica a basso dosaggio potrebbero migliorare molto il disturbo. Necessariamente occorre considerare nella diagnosi differenziale la ptosi palpebrale che si verifica nella Miastenia in questo caso la sintomatologia(fastidio,stanchezza oculare ) è quasi assente ed il sintomo viene riferito come involontaria necessità di chiudere le palpebre. L'apertura meccanica delle palpebre con le dita non modifica di molto la ptosi palpebrale. Nel suo caso bisognerebbe considerare diversi fattori: Quanti anni ha?, da quanto tempo ha questo sintomo?
    Il fenomeno riguarda entrambi gli occhi o uno solo?
    Riesce ad aprire gli occhi se vuole, o è proprio impossibile per qualche secondo?
    Ha secchezza, bruciore, sensazione di corpo estraneo?
    Peggiora alla luce intensa o al vento?
    Assume farmaci (in particolare per stomaco, psichiatrici).
    Ha altri movimenti involontari del viso (bocca, guance)?
    Familiari con problemi simili?
    Per il momento le consiglierei di insistere con i sostituti lacrimali, quando verrà in Italia si vedrà. Il problema è da affrontare presso un centro specializzato in superficie oculare, a meno che non si renda necessario una valutazione neurologica. Cordiali saluti e auguri


    Buongiorno. Devo operarmi di cataratta occhio destro ma mi hanno detto che ho gli occhi secchi e i vedo ragnatele da entrambi gli occhi ho fatto mille visite e non c'è niente altro che queste due cose
    Posso comunque fare l intervento di cataratta?
    Grazie per la risposta. Buona giornata

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Filippo La Mantia

    Buona sera. L'intervento per cataratta non presenta difficoltà aggiuntive in caso di iposecrezone lacrimale.Nel post operatorio si può avere un po di disconfort oculare ma nulla che non possa essere curato. Quanto alle 'ragnatele' non c'è da aspettarsi significative variazioni.
    Saluti


Domande più frequenti

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