Domande del paziente (8)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Il disagio di suo padre merita certamente degli approfondimenti, anche di carattere neuropsicologico, per la determinazione dell'eventuale tipo di decadimento cognitivo in corso e quindi per l'individuazione... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Certamente non deve essere il paziente ad adeguarsi alla terapia, ma il terapeuta ad adeguarsi alle esigenze del paziente. Il nostro lavoro si basa fondamentalmente sull'empatia che ci consente di sintonizzarci... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Lo psicologo non può pronunziarsi sulle dosi di un farmaco in quanto, per farlo, bisogna essere un medico. Tuttavia, va anche detto che, solitamente, un attacco di panico viene curato sia con una terapia... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Sembra che la figura maschile rappresenti qualcosa di altamente ambivalente dentro di lei, a tal punto da portarla ad assumere degli atteggiamenti che le impediscono di riconoscere e legittimare le sue... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
la sua problematica sembra riconducibile non semplicemente ad un trauma. Probabilmente, nel suo passato avrà anche vissuto dei traumi, ma dalla sua descrizione mi sembra di percepire una personalità...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Intanto devo chiederle se ha mai fatto o fa uso di sostanze psicoattive, anche di tipo cannabis, alcool o qualsiasi altra forma di droga. Se tale ipotesi è da escludere, sarebbe opportuno escludere qualsiasi... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Le eruzioni cutanee o i dolori vari di cui parla, possono essere verosimilmente delle somatizzazioni. Di cosa? Magari di emozioni represse, non riconosciute, non ascoltate. Avere tante "cose" nella vita... Altro
Ciao sono una ragazza di quai17 anni, sono cambiata totalmente qualche anno fa', quando è venuta a mancare mia nonna, da li sono iniziati i miei primi attacchi di ansia, mi venivano ogni notte, al talpunto di dormire pochissime ore, da li non riesco a superare la paura della morte, e la morte di mia nonna, che da quasi 4 anni a questa parte non sono riuscita a parlarne con nessuno, oltre a questo è peggiorato il rapporto con i miei genitori, mia madre non è più la stessa, non credo che mi abbia mai capita, è un continuo litigare, quando sbaglia lei non chiede mai scusa, ma trova delle giustificazioni, e alla fine faccio finta di niente come se non fosse successo nulla, e questo mi crea tanto stress e mi dispiace tanto perché non ritrovo più la mamma di quando ero piccola. Sono sempre stata una ragazza molto scherzosa, ironica e quella che fa ridere gli altri, ma al contrario di quando ero una bambina sono diventata una persona molto sensibile, piango appena litigo con i miei genitori, appena mio padre mi alza la voce su determinati argomenti (ma non capita solo con mio padre),questo mio aspetto non l'ho mai mostrato a nessuno, come se io fossi una persona quasi insensibile e quasi menefreghista(perché tendo a nascondere questa mia fragilità) inoltre tendo a provare molta timidezza con persone con cui non ho confidenza e ciò non mi fa stare male, perché tendo a mascherare tutto il mio carattere e il mio modo di fare. Oltre a questo ho sempre avuto grandi problemi di fiducia, da quando ero piccola, non mi sono mai fidata di nessuno, non riesco a vedere fiducia negli altri, a parte una persona al quale riesco a confidarmi, ma anche con lei ho sempre la paura di non potermi fidare al 100%, in compenso oltre a essere una persona scherzosa, so ascoltare e aiutare le mie amiche in momenti meno belli e sono molto empatica. Sto passando un periodo difficile, come per es. a scuola ho degli argomenti da recuperare, oppure nuovi argomenti da studiare, e quando sono a scuola sento la voglia di fare, di dire "arrivo a casa e mi metto a studiare", ma una volta tornata a casa non riesco a sedermi nella scrivania, mi sento demoralizzata e tendo a dormire tutta la sera oppure a usare il telefono, come se fossi sempre stanca, scrivo ciò per una risposta a tutto questo, e perché non so se è il caso di rivolgermi a una/o piscologa/o in quanto io sia ancora "piccola" e magari è solo una fase adolescenziale. Grazie mille per l'attenzione.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao,
a parte nel rapporto con tua nonna, è come se tu non avessi mai avuto la possibilità di percepire nell'altro un porto sicuro al quale poterti veramente appoggiare, di cui poterti veramente fidare. Sicuramente tua nonna era per te un grande punto di riferimento. Ecco perché quando è venuta a mancare hai provato i primi attacchi di ansia. Sembra che le tue reazioni di menefreghismo ti servano a prendere le distanze emotive dall'altro di cui però hai tanto bisogno. Proprio per la tua giovane età hai bisogno di un riferimento stabile, rappresentato dalla psicoterapia, che possa al contempo consetirti di rielaborare le tue relazioni affettive più intime, a partire da quelle con i tuoi genitori, e ristrutturare la possibilità di poterti fidare degli altri e soprattutto di te stessa e delle tue emozioni.