Domande del paziente (3)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Sì, può essere assolutamente normale. Ci sono persone molto sensibili all’ambiente esterno, alla luce, al clima e all’atmosfera delle giornate. Quando il cielo è grigio o piove possono sentirsi più giù,... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
da quanto descrive e considerando che gli accertamenti medici non hanno evidenziato problematiche organiche rilevanti, il quadro appare compatibile con una manifestazione ansiosa, verosimilmente...
Altro
Io e il mio ragazzo (entrambi 33anni) abbiamo una relazione a distanza da tre mesi.
Io vivo all’estero e lui viene da un altro paese in Europa.
È venuto a trovarmi e l'altro giorno stavamo camminando mano nella mano. Era un po' alticcio, mentre camminavamo ho visto un tipo che vedo spesso in centro a chiedere insistentemente soldi. Mi sono allontanata con il mio ragazzo, ma lui era incuriosito e continuava a fissarlo. Gli ho chiesto perché lo avesse fatto e ha iniziato a dire un sacco di cose senza senso, tipo "volevo dargli false speranze", "ero curioso di vedere cosa avesse in mano perché le muoveva", "volevo dargli dei soldi ma tu mi hai portato via", "non so se avresti pensato male di me se non gli avessi dato i soldi", per poi cambiare idea e dire "non gli avrei dato i soldi perché sembrava ben curato e aveva dei bei vestiti".
La frase "volevo dargli false speranze" mi ha fatto infuriare più di ogni altra cosa e ne abbiamo parlato a lungo.
Gli ho riparlato di questo episodio quando ci siamo calmati entrambi e mi ha detto che aveva detto tutte quelle cose perché era in preda al panico e non sapeva cosa dire.
Gli ho fatto notare che quella frase in particolare era estremamente disgustosa e crudele, non mi sarei mai aspettata che una cosa del genere gli uscisse di bocca (perché, anche se lo conosco da poco tempo, mi ha dato l'impressione di essere una persona gentile, aveva dato il giorno stesso dei soldi ad un ragazzo che aveva chiesto dei soldi per il biglietto del treno e la volta prima che ci siamo incontrati aveva dato dei soldi ad un signore per strada che aveva un cagnolino) e lui se n'è reso conto e ha detto che normalmente non direbbe mai una cosa del genere. Ha detto che stava scherzando, ma che era uno scherzo di pessimo gusto.
Ha inoltre aggiunto che dove vive lui ci sono queste persone che lui ha chiamato “gang”, si dividono le zone della città, che chiedono soldi per strada ma in realtà vivono grazie agli aiuti dello Stato e che lui non vuole dare soldi a questo tipo di persone.
Non so cosa pensare o cosa fare.
Mi tratta benissimo, ma non voglio stare con qualcuno che tratta male gli altri o dice cose così cattive.
È giusto condannarlo per questo episodio o dovrei aspettare e vedere come si comporterà in futuro?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Capisco perché questo episodio l’abbia colpita così tanto. A volte non è tanto il fatto in sé, ma una frase detta in un certo modo che ci fa vedere improvvisamente l’altra persona sotto una luce diversa, quasi come se per un attimo crollasse l’immagine che ci eravamo costruiti di lei. Detto questo, credo sia importante non prendere un singolo episodio (soprattutto in un momento di alterazione, confusione o tensione) come definizione assoluta di una persona. Da quello che racconta, il suo ragazzo non sembra aver mostrato abitualmente atteggiamenti crudeli o sadici verso gli altri; anzi, porta anche esempi concreti di momenti in cui si è comportato in modo generoso o empatico. Mi sembra più significativo il fatto che, una volta calmato, abbia riconosciuto che quella frase fosse fuori luogo e di cattivo gusto. Le persone, quando si sentono messe sotto pressione o giudicate, a volte iniziano a parlare “a caso”, contraddicendosi, cercando spiegazioni senza riuscire davvero a spiegarsi bene. Non è bellissimo, ma è umano. Secondo me la domanda più utile non è: “Devo giudicarlo per questa frase?”, ma: “Quello che è successo è coerente con il modo in cui si comporta normalmente?”. Perché una relazione si capisce molto più dai comportamenti ripetuti nel tempo che da un singolo momento sbagliato. Ha senso che lei rimanga vigile su ciò che sente e sui valori che considera importanti, ma forse prima di trarre una conclusione definitiva può osservare come lui si comporta nel tempo, soprattutto nelle situazioni in cui emerge il lato meno “perfetto” di una persona: il conflitto, il disagio, la gestione delle emozioni, l’empatia reale verso gli altri. A volte un episodio del genere non rivela necessariamente cattiveria, ma immaturità, goffaggine emotiva o difficoltà a gestire il momento. Sta a lei capire, col tempo, se si tratta di una stonatura isolata oppure di qualcosa di più profondo.
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