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Esperienze

Sono la Dott.ssa Chiara Saba, mi sono specializzata in Psicologia Clinica dello Sviluppo, per poi proseguire la mia formazione tramite un tirocinio presso l'Equipe Adozioni dell'Aulss 6 Euganea e un Master in Psicologia Pediatrica, esperienze che mi hanno permesso di appassionarmi al sostegno a genitori che si trovano ad affrontare realtà familiari complesse e delicate. 

Frequento il terzo anno della Scuola di Specializzazione in Terapia Cognitiva dell'Età Evolutiva (Istituto M.In.D.) e ho una formazione come Consulente Sessuale. Mi occupo di educazione affettiva ed emotiva e di prevenzione e contrasto alla violenza di genere, tema che ho estremamente a cuore, motivo per il quale collaboro come volontaria con il Centro Antiviolenza E.M.M.A di Torino e integro una prospettiva di genere nel mio lavoro clinico. 

Mi rivolgo a minori, giovani adulti, genitori e adulti che desiderano uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni, comprendere meglio se stessi, affrontare cambiamenti o sviluppare strategie più funzionali per gestire le sfide quotidiane. Credo che il percorso terapeutico nasca da una relazione di fiducia e collaborazione: insieme costruiamo un cammino rispettoso dei tempi e delle necessità di ciascuno, per sostenere il cambiamento e favorire il benessere psicologico.

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Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica

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Dott.ssa Chiara Saba

Corso Germano Sommeiller 4, Torino 10125

Mi occupo di educazione affettiva ed emotiva e di prevenzione e contrasto alla violenza di genere, tema che ho estremamente a cuore, motivo per il quale collaboro come volontaria con il Centro Antiviolenza E.M.M.A di Torino e integro una prospettiva di genere nel mio lavoro clinico. 

Mi rivolgo a minori, giovani adulti, genitori e adulti che desiderano uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni, comprendere meglio se stessi, affrontare cambiamenti o sviluppare strategie più funzionali per gestire le sfide quotidiane. Credo che il percorso terapeutico nasca da una relazione di fiducia e collaborazione: insieme costruiamo un cammino rispettoso dei tempi e delle necessità di ciascuno, per sostenere il cambiamento e favorire il benessere psicologico.

22/10/2025

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    60 €

  • Consulenza online

    60 €

  • Accompagnamento in gravidanza

    60 €

  • Colloquio psicologico età evolutiva

    60 €

  • Educazione sessuale

    60 €

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Tukè Psicoterapia

Corso Germano Sommeiller 4, Torino 10125

Disponibilità

Pagamento online

Accettato

Telefono

011 1980...

Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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  • Pazienti senza assicurazione sanitaria

2 recensioni

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  • I

    La dott.ssa è empatica e attenta. Mi sono sentita accolta e ascoltata fin da subito, per cui la consiglio vivamente!
    Grazie sempre, doc!!

     • Tukè Psicoterapia colloquio psicologico clinico  • 

    Dott.ssa Chiara Saba

    La ringrazio di cuore per le sue parole!


  • L

    Con la dottoressa mi sono sentita a mio agio fin dal primo momento, è attenta e preparata. La consiglio!

     • Tukè Psicoterapia colloquio psicologico clinico  • 

    Dott.ssa Chiara Saba

    Grazie per le sue parole!


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 7 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buonasera, scrivo perché sento come se il rapporto con mio padre influenzasse la mia vita, ma in modo particolare la mia vita sentimentale. Chiedo scusa se il tutto sarà un po’ lungo, ma non ho mai avuto modo di parlare di questo con nessuno. Io e mio padre non abbiamo mai avuto un bel rapporto sin da quando ero piccola, è sempre stato distante, mi sgridava in continuazione e ha sempre detto di preferire mia sorella a me; non mi ha mai incoraggiata, non mi è mai stato vicino emotivamente, aveva sempre dei modi per darmi contro ed è per questo motivo che io sono arrivata a maturare crescendo varie cose: l’idea che forse lui non mi abbia mai voluta sin dal momento in cui io sono nata, il fatto che se mio padre non mi ha mai voluta, amata e accettata allora nessun maschio lo farà perché non importa cosa io faccia, non sarò mai abbastanza per lui. Vorrei poter cambiare questi pensieri, ma penso che il dolore causato rimarrà per sempre e non so se mi trovo davanti a un caso di trauma infantile o meno perché questa situazione continua a influenzarmi , ne sono consapevole ma ho un atteggiamento di arresa perché credo che tutto ciò non possa andar via. Attualmente sono in una relazione, sono felice ma sento che questo “trauma” mi stia condizionando: non credo che una persona come me possa essere amata perché sono convinta di non essere abbastanza per il mio fidanzato, penso “sicuramente mi sostituirà con una ragazza migliore, non sarò mai abbastanza per lui”, faccio difficoltà a credergli (ma in generale a tutto il genere maschile) e a credere alle sue dimostrazioni amorose e se lui si mostra un minimo distaccato per motivi suoi, iniziò a pensare che lui si sia stancato di me e mi sento di nuovo bambina mentre supplicavo piangendo mio padre di amarmi e ciò mi arreca dei problemi severi di gelosia che mi porta ad assumere atteggiamenti molto possessivi e so che questo è un qualcosa di tossico per entrambi. Mi scuso ancora se il messaggio è troppo lungo, ma questo “trauma” mi logora dentro da quando sono piccola e non so come superarlo. Grazie in anticipo per la risposta.

Buongiorno, esprimo innanzitutto la mia vicinanza per la sofferenza che riporta. Le prime relazioni con i nostri genitori o con gli adulti di riferimento rappresentano la prima "palestra" in cui facciamo esperienza del mondo e delle relazioni in generale, creandoci delle aspettative e delle convinzioni ad esempio sul nostro valore, sulla nostra possibilità di essere amati e su come gli altri si comporteranno con noi. Crescendo, tendiamo a riproporre i comportamenti che abbiamo appreso da bambini nel rapporto con le nostre figure di riferimento. Mentre bambini la sofferenza sperimentata all'interno del legame con il genitore può risultare in secondo piano rispetto all'importanza di mantenere il legame stesso, "adattandosi" allo stile relazionale che caratterizza quella specifica relazione, crescendo, e all'interno di relazioni diverse, come ad esempio quelle affettive, la sofferenza data dallo stile di relazione che abbiamo imparato con i nostri adulti di riferimento può diventare sempre meno sostenibile. La sua consapevolezza, sia rispetto ad alcuni meccanismi di funzionamento che le generano sofferenza, sia a come questi siano probabilmente legati ad esperienze di fatica nel legame con le sue figure di riferimento, rappresenta un primo passo importante verso il cambiamento, che a mio parere potrebbe essere l'obiettivo di un percorso di psicoterapia, che le fornisca uno spazio di riflessione e rielaborazione delle difficoltà che riferisce.

Dott.ssa Chiara Saba

Buonasera Dottori, Vi scrivo per mia figlia, 13 anni che non vuole più andare a scuola. La sintomatologia è iniziata 2 anni fa circa con disturbi dell'umore, io che sono suo padre sono bipolare 2, aveva anche molto spesso mal di testa, è in cura da un neuropsichiatra infantile e assume tegretol e mutabon mite. Ha avuto dei miglioramenti, lo scorso anno le abbiamo proposto di effettuare la psicoterapia per completare il tutto, ha provato ma poi ha smesso perché non se la sente di parlare dei suoi problemi. Le ho riproposto di iniziare nuovamente un percorso psicologico, ma non be vuol sentire parlare. Ora a questo punto, che mi consigliate di fare?
Io e mia moglie non sappiamo più dove battere la testa.
in attesa di una Vostra risposta, cordiali saluti.

Salve,
comunico innanzitutto la mia vicinanza per la difficoltà che esprime. Quando una figlia sperimenta una sofferenza come quella descritta ci si può sentire impotenti e smarriti. Da quello che lei racconta la strada di un percorso psicologico per la minore sembra attualmente non percorribile. Mi concentrerei quindi, al momento, sul dedicare uno spazio di cura alla sofferenza di voi genitori, che da questo messaggio emerge forte e chiara ed è assolutamente comprensibile e in linea con il vostro ruolo familiare. Un percorso di sostegno alla genitorialità potrebbe infatti fornirvi uno spazio di riflessione e rielaborazione dei vostri vissuti di difficoltà, indicandovi al contempo nuove prospettive e strumenti per sostenere vostra figlia nella sua sofferenza.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Un caro saluto
Dott.ssa Chiara Saba

Dott.ssa Chiara Saba
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