Via Lattanzio 76, Roma 00136
Desidero informare i pazienti che ho aderito al bonus psicologo
Leggi di più07/01/2026
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Sono una psicologa clinica e psicoterapeuta di orientamento psicodinamico relazionale (psicoanalisi della relazione). Nel mio lavoro accolgo la persona in uno spazio protetto e non giudicante, dove può sentirsi libera di esplorare ciò che vive e di dare voce alle proprie emozioni.
Credo che ogni esperienza di sofferenza porti con sé un significato che può essere compreso e trasformato. Attraverso la relazione terapeutica, accompagno la persona in un percorso di consapevolezza e ascolto profondo, volto a riscoprire le proprie risorse e a ritrovare fiducia nella continuità della propria storia emotiva.
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Accettato
4 recensioni
Grande esperienza in ambito relazionale, la dottoressa Campadello mi sta aiutando a superare la mia dipendenza affettiva: col suo aiuto e il suo sostegno mi sento ogni giorno più forte, consapevole e in grado di affrontare la vita con le mie risorse. Una professionista attenta e disponibile, la consiglio.
Ho iniziato il mio percorso con la dottoressa Campadello in seguito a una rottura sentimentale che mi aveva lasciato un senso di vuoto e di profonda sfiducia verso la possibilità di aprirmi di nuovo. Ho incontrato una persona sensibile che ha saputo capire appieno le mia difficoltà e rispettare i miei tempi e mi ha aiutato a ritrovare il mio equilibrio e scoprire nuovi aspetti di me che non conoscevo.
la Dott.ssa ti fa sentire prima a tuo agio cercando di conoscerti e poi il problema viene fuori da se, anche per me che ero un pò scettica L.C
Dott.ssa Chiara Campadello
Gentilissima L.C. , è normalissimo, quando si inizia un percorso psicologico, avere dubbi e difficoltà ad affidarsi, ma come ha avuto modo di sperimentare le risposte sono dentro di noi, il terapeuta ti aiuta solo a trovarle.
La Dottoressa Campedello mi sta accompagnando in questo percorso di "rinascita" da.cui sono partita per motivazioni legate solo al lavoro...la sua mano discreta e delicata mi da il supporto giusto per ritrovare la parte migliore che avevi dimenticato.consigliatissima!
Dott.ssa Chiara Campadello
Carissima Federica, la ringrazio per la fiducia accordata a me e al nostro lavoro insieme, lavoro che non sarebbe possibile senza la sua determinazione e il suo coraggio di mettersi in discussione.
ha risposto a 5 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno , ho la compagna del mio figlio che é narcisista e manipolatrice hanno un bambino di 1 anno e 5 mesi e adesso mio figlio sta cadendo in depressione ha tolto tutti suoi amici e cercato di togliere la sua famiglia ha messo le corna a lui e per di più adesso sta manipolando il figlio piccolino contra mio figlio cosa fare ? Temo per la salute de mio figlio e del mio nipote
Gentile utente,
La relazione con una partner con tratti narcisistici può portare ad una progressiva perdita dell’identità e una dipendenza affettiva patologica, rendendo difficile la separazione.
Suo figlio va pertanto accompagnato in un percorso di comprensione delle motivazioni profonde che lo portano ad accettare e mantenere una relazione che gli provoca sofferenza per poter gradualmente riprendere in mano la sua vita.
Sono una donna di 34 anni, sposata con separazione dei beni nell'ottobre 2020. Non abbiamo figli per volontà principale di mio marito.
Viviano insieme ai suoceri fin subito dopo il matrimonio su idea principale di mio marito in quanto, a detta sua, per tutelarmi dal patrimonio che ho ereditato dalla morte di mia madre avvenuta a maggio 2020 e per il fatto che all'epoca non avevamo entrambi un'occupazione.
Sin dal primo momento non mi sono trovata bene nella convivenza in quanto mi hanno sempre fatto sentire un'ospite indesiderato e ingombrante, controllando e giudicando negativamente ogni mia azione, rinfacciando quotidianamente gli aiuti dati nonostante si dimostrano disponibili in maniera morbosa e mite malgrado io mi fossi sempre comportata in modo consono e civile.
Mio marito è riuscito a convincermi che non c'era un'altra soluzione immediata e col tempo mi sono pian piano rassegnata sopportando molte situazioni di disagio e di mancata libertà spesso al limite della resistenza psicologica anche perché ogni volta che ho chiesto chiarimenti oppure mi sono fatta valere come persona ho innescato furibondi litigi in cui sono stata accusata di essere una persona permalosa, paranoica, infantile, altezzosa, ingrata, sensibile, preziosa, con un brutto carattere passando per la vittima e negando, anche di fronte all'evidenza, il suo atteggiamento nei miei confronti, cercando di farmi venire i sensi di colpa tenendomi il broncio come se fossi io ad aver agito male e
facendomi capire che essendo ospite è anagraficamente più piccola dei miei suoceri, devo rispettarli e riverirli sempre e comunque.
A volte attuano comportamenti provocatori in cui fanno di tutto per avere una mia reazione, cosa che col tempo, ho imparato a non avere.
Nel settembre 2021 io e mio marito abbiamo aperto un'attività di ristorazione con formula di impresa individuale in cui risulto come coadiuvante e garante qualora ci fossero difficoltà nel fronteggiare I costi dell'azienda, la quale tutto sommato funziona discretamente, nonostante ci sia un debito di qualche migliaia di euro. Da mio marito però non ho mai percepito nessuna retribuzione in quanto lui sostiene che io non abbia una reale occupazione.
In questi anni per affrontare spese personali, mi sono dovuta arrangiare con le mance dei clienti, fondo cassa, interessi dei conti deposito e vendita di lavoretti fai da te quasi sempre all'insaputa di mio marito, il quale mi controlla continuamente gli acquisti, sia quelli necessari che di svago attuando comportamenti per indurmi a spendere solo quando è relativamente d'accordo, arrabbiandosi se compro qualcosa in più minacciando di nominare un amministratore di sostegno costringendomi ad agire di nascosto o raccontare bugie in ogni ambito.
Se per caso dovessi sbagliare qualcosa, come ad esempio mi scivola il bicchiere e si rompe, spiargendo un po di acqua, ricevo subito rimproveri pesanti mentre se succede a lui o ad altri della famiglia mi risponde che può capitare.
Quando mio marito insiste nel cercare un dialogo per chiarire le difficoltà, mi rendo sempre disponibile a spiegare con calma e precisione il tutto purtroppo senza ottenere mai un confronto sereno, costruttivo e risolutivo, perché inizia ad alzare la voce, si arrabbia facilmente iniziando un monologo in cui non ho quasi mai il diritto di intervenire. A volte minaccia il divorzio, getta a terra alcuni oggetti, offende sottolineando I miei difetti, rinfacciando favori del passato e offendendo la mia persona, accusandomi infine, di avere solo io la colpa per questa situazione, sminuendo e criticando qualsiasi mio hobby o passione, prendendomi in giro se tengo un diario personale chiedendomi se scrivo le mie memorie
Quando si calma si comporta come se nulla fosse successo dicendo che scherzava, promettendo di voler cambiare le cose senza però mai mantenere il patto, spronandomi ad avere l'esclusività di scelta sulle decisioni per poi non approvare ciò che ho preferito accusandomi di sbagliare.
Il rapporto fra mia suocera e suo figlio è basato sull'amore e odio: se discuto con mio marito lo difende sempre e a prescindere, mentre lei ha il permesso di offenderlo, trattarlo male e urlargli contro sostenendo che lei è la madre e può dire tutto ciò che gli passa per la testa. Raramente mio marito si difende ed è consapevole di ciò che sua mamma dice.
In passato ho subito episodi di bullismo, abbandono della figura paterna, lutti importanti e improvvisi. Grazie ad un antidepressivo, nuove esperienze e conoscenze, il mio amore proprio è migliorato, anche se ogni giorno devo combattere per non ricadere nel pensiero di non valere nulla.
Essendo consapevole che mio marito mi sconsiglia ed è contrario ad un percorso psicoterapeutico perché non è d'accordo che io racconti cose personali e perché secondo lui è solo una perdita di tempo e soldi, mi sono rivolta a diverse piattaforme online, a sua insaputa, senza però ottenere dei risultati sperati in quanto non mi hanno mai seguito in un percorso o dato indicazioni per uscire da questa situazione. Cosa posso fare visto che mi sento sola?
Gentilissima signora,
cercare aiuto nonostante il parere contrario di suo marito è stata un atto di coraggio, di libertà e amore verso se stessa.
un amore che lei merita e che non ha bisogno di essere elemosinato attraverso briciole di attenzioni di chi non la rispetta e non la valorizza.
Un gesto che parla di un bisogno legittimo di ascolto e di cura,
il primo passo per sottrarsi a una posizione in cui il suo valore viene costantemente messo in discussione. Per andare verso la possibilità di riconoscersi al di là dello sguardo dell’altro.
Ora però deve continuare a camminare, a cercare.
Non so che tipo di terapia abbia fatto precedentemente né su quale piattaforma ma può farsi seguire in un percorso psicologico (in presenza oppure on line) che l’accompagni nella ricerca di uno spazio suo, sicuro e legittimo, in cui trovare ascolto, riconoscimento dei suoi bisogni e che l’aiuti a superare le sue difficoltà.
A ritrovare la vera se stessa, non più l’ombra di un altro.
Cordialmente, dott.ssa Campadello
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.