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Esperienze

Sono una psicologa clinica e psicoterapeuta di orientamento psicodinamico relazionale (psicoanalisi della relazione). Nel mio lavoro accolgo la persona in uno spazio protetto e non giudicante, dove può sentirsi libera di esplorare ciò che vive e di dare voce alle proprie emozioni.

Credo che ogni esperienza di sofferenza porti con sé un significato che può essere compreso e trasformato. Attraverso la relazione terapeutica, accompagno la persona in un percorso di consapevolezza e ascolto profondo, volto a riscoprire le proprie risorse e a ritrovare fiducia nella continuità della propria storia emotiva.

Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica-dinamica
  • Psicoterapia
  • Psicologia clinica

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Comunicazioni importanti

Dott.ssa Chiara Campadello

Via Lattanzio 76, Roma 00136

In occasione della Giornata Mondiale dei Disturbi dell'Alimentazione, vorrei dedicare uno spazio di ascolto e sensibilizzazione a chi vive, direttamente o indirettamente, una relazione difficile con il cibo e con il proprio corpo.
I disturbi dell'alimentazione non riguardano solo il cibo, ma parlano di emozioni, controllo, fatica, solitudine e bisogno di essere visti. Spesso restano nascosti, silenziosi, difficili da raccontare.

Per tutto il mese colloqui psicologici a
tariffa agevolata, con l'obiettivo di
accogliere il disagio e orientare verso un possibile percorso di supporto.

29/03/2026

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    60 €

  • Primo colloquio individuale

    60 €

  • Visita a domicilio


  • Superamento di eventi traumatici

    60 €

  • Sostegno psicologico adolescenti

    60 €

Indirizzi (3)

Chiara Campadello
Studio Psicologico

Via Francesco Silla 7, Bracciano 00062

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5 recensioni

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  • A

    La dottoressa mi ha subito messo a mio agio. Mi ha ascoltato ( e devo dire che a volte "ascoltare" non è sempre così scontato) e compreso il mio problema e mi ha prospettato un percorso da fare insieme. Penso che ritornerò.

     • Studio Psicologico Clinico colloquio psicologico individuale  • 

  • L

    Ho iniziato il mio percorso con la dottoressa Campadello per le mie difficoltà nel rapporto con il cibo, che da tanti anni non credevo più di poter risolvere. Fin dai primi incontri mi sono sentita accolta e compresa, senza giudizio, in uno spazio sicuro dove poter parlare liberamente.

    La dottoressa è molto professionale, attenta e capace di ascoltare davvero. Mi sta aiutando a capire meglio le mie emozioni con un approccio delicato ma allo stesso tempo efficace.

     • Studio Psicologico Clinico psicoterapia  • 

  • M

    Grande esperienza in ambito relazionale, la dottoressa Campadello mi sta aiutando a superare la mia dipendenza affettiva: col suo aiuto e il suo sostegno mi sento ogni giorno più forte, consapevole e in grado di affrontare la vita con le mie risorse. Una professionista attenta e disponibile, la consiglio.

     • Studio Psicologico Clinico Altro  • 

  • L

    la Dott.ssa ti fa sentire prima a tuo agio cercando di conoscerti e poi il problema viene fuori da se, anche per me che ero un pò scettica L.C

     • Consulenza online dott.ssa Chiara Campadello consulenza online  • 

    Dott.ssa Chiara Campadello

    Gentilissima L.C. , è normalissimo, quando si inizia un percorso psicologico, avere dubbi e difficoltà ad affidarsi, ma come ha avuto modo di sperimentare le risposte sono dentro di noi, il terapeuta ti aiuta solo a trovarle.


  • F

    La Dottoressa Campedello mi sta accompagnando in questo percorso di "rinascita" da.cui sono partita per motivazioni legate solo al lavoro...la sua mano discreta e delicata mi da il supporto giusto per ritrovare la parte migliore che avevi dimenticato.consigliatissima!

     • Studio Psicologico psicoterapia  • 

    Dott.ssa Chiara Campadello

    Carissima Federica, la ringrazio per la fiducia accordata a me e al nostro lavoro insieme, lavoro che non sarebbe possibile senza la sua determinazione e il suo coraggio di mettersi in discussione.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 6 domande da parte di pazienti di MioDottore

Sono una donna di 34 anni, sposata con separazione dei beni nell'ottobre 2020. Non abbiamo figli per volontà principale di mio marito.
Viviano insieme ai suoceri fin subito dopo il matrimonio su idea principale di mio marito in quanto, a detta sua, per tutelarmi dal patrimonio che ho ereditato dalla morte di mia madre avvenuta a maggio 2020 e per il fatto che all'epoca non avevamo entrambi un'occupazione.

Sin dal primo momento non mi sono trovata bene nella convivenza in quanto mi hanno sempre fatto sentire un'ospite indesiderato e ingombrante, controllando e giudicando negativamente ogni mia azione, rinfacciando quotidianamente gli aiuti dati nonostante si dimostrano disponibili in maniera morbosa e mite malgrado io mi fossi sempre comportata in modo consono e civile.
Mio marito è riuscito a convincermi che non c'era un'altra soluzione immediata e col tempo mi sono pian piano rassegnata sopportando molte situazioni di disagio e di mancata libertà spesso al limite della resistenza psicologica anche perché ogni volta che ho chiesto chiarimenti oppure mi sono fatta valere come persona ho innescato furibondi litigi in cui sono stata accusata di essere una persona permalosa, paranoica, infantile, altezzosa, ingrata, sensibile, preziosa, con un brutto carattere passando per la vittima e negando, anche di fronte all'evidenza, il suo atteggiamento nei miei confronti, cercando di farmi venire i sensi di colpa tenendomi il broncio come se fossi io ad aver agito male e
facendomi capire che essendo ospite è anagraficamente più piccola dei miei suoceri, devo rispettarli e riverirli sempre e comunque.
A volte attuano comportamenti provocatori in cui fanno di tutto per avere una mia reazione, cosa che col tempo, ho imparato a non avere.

Nel settembre 2021 io e mio marito abbiamo aperto un'attività di ristorazione con formula di impresa individuale in cui risulto come coadiuvante e garante qualora ci fossero difficoltà nel fronteggiare I costi dell'azienda, la quale tutto sommato funziona discretamente, nonostante ci sia un debito di qualche migliaia di euro. Da mio marito però non ho mai percepito nessuna retribuzione in quanto lui sostiene che io non abbia una reale occupazione.
In questi anni per affrontare spese personali, mi sono dovuta arrangiare con le mance dei clienti, fondo cassa, interessi dei conti deposito e vendita di lavoretti fai da te quasi sempre all'insaputa di mio marito, il quale mi controlla continuamente gli acquisti, sia quelli necessari che di svago attuando comportamenti per indurmi a spendere solo quando è relativamente d'accordo, arrabbiandosi se compro qualcosa in più minacciando di nominare un amministratore di sostegno costringendomi ad agire di nascosto o raccontare bugie in ogni ambito.
Se per caso dovessi sbagliare qualcosa, come ad esempio mi scivola il bicchiere e si rompe, spiargendo un po di acqua, ricevo subito rimproveri pesanti mentre se succede a lui o ad altri della famiglia mi risponde che può capitare.
Quando mio marito insiste nel cercare un dialogo per chiarire le difficoltà, mi rendo sempre disponibile a spiegare con calma e precisione il tutto purtroppo senza ottenere mai un confronto sereno, costruttivo e risolutivo, perché inizia ad alzare la voce, si arrabbia facilmente iniziando un monologo in cui non ho quasi mai il diritto di intervenire. A volte minaccia il divorzio, getta a terra alcuni oggetti, offende sottolineando I miei difetti, rinfacciando favori del passato e offendendo la mia persona, accusandomi infine, di avere solo io la colpa per questa situazione, sminuendo e criticando qualsiasi mio hobby o passione, prendendomi in giro se tengo un diario personale chiedendomi se scrivo le mie memorie

Quando si calma si comporta come se nulla fosse successo dicendo che scherzava, promettendo di voler cambiare le cose senza però mai mantenere il patto, spronandomi ad avere l'esclusività di scelta sulle decisioni per poi non approvare ciò che ho preferito accusandomi di sbagliare.

Il rapporto fra mia suocera e suo figlio è basato sull'amore e odio: se discuto con mio marito lo difende sempre e a prescindere, mentre lei ha il permesso di offenderlo, trattarlo male e urlargli contro sostenendo che lei è la madre e può dire tutto ciò che gli passa per la testa. Raramente mio marito si difende ed è consapevole di ciò che sua mamma dice.

In passato ho subito episodi di bullismo, abbandono della figura paterna, lutti importanti e improvvisi. Grazie ad un antidepressivo, nuove esperienze e conoscenze, il mio amore proprio è migliorato, anche se ogni giorno devo combattere per non ricadere nel pensiero di non valere nulla.

Essendo consapevole che mio marito mi sconsiglia ed è contrario ad un percorso psicoterapeutico perché non è d'accordo che io racconti cose personali e perché secondo lui è solo una perdita di tempo e soldi, mi sono rivolta a diverse piattaforme online, a sua insaputa, senza però ottenere dei risultati sperati in quanto non mi hanno mai seguito in un percorso o dato indicazioni per uscire da questa situazione. Cosa posso fare visto che mi sento sola?

Gentilissima signora,
cercare aiuto nonostante il parere contrario di suo marito è stata un atto di coraggio, di libertà e amore verso se stessa.
un amore che lei merita e che non ha bisogno di essere elemosinato attraverso briciole di attenzioni di chi non la rispetta e non la valorizza.
Un gesto che parla di un bisogno legittimo di ascolto e di cura,
il primo passo per sottrarsi a una posizione in cui il suo valore viene costantemente messo in discussione. Per andare verso la possibilità di riconoscersi al di là dello sguardo dell’altro.
Ora però deve continuare a camminare, a cercare.
Non so che tipo di terapia abbia fatto precedentemente né su quale piattaforma ma può farsi seguire in un percorso psicologico (in presenza oppure on line) che l’accompagni nella ricerca di uno spazio suo, sicuro e legittimo, in cui trovare ascolto, riconoscimento dei suoi bisogni e che l’aiuti a superare le sue difficoltà.
A ritrovare la vera se stessa, non più l’ombra di un altro.

Cordialmente, dott.ssa Campadello

Dott.ssa Chiara Campadello

Salve, ho 30 anni e mi sono trasferita pochi mesi fa in una nuova città raggiungendo il mio compagno che è venuto qui per lavoro. Premetto che sono venuta qui anche per iniziare un percorso di 2 mesi come stage in un posto per fare esperienza nel mio campo e vedere se può veramente piacermi questo lavoro. Lo stage non è andato a buon fine perchè alla fine dei due mesi, ho deciso di non proseguire a causa di dissapori con i titolari. Questi mi hanno umiliata dicendomi che non mi sono integrata bene nel gruppo e altre cose che mi hanno fatta stare parecchio male per giorni. Recarmi in quel luogo era per me tossico, mi faceva stare male emotivamente e fisicamente. Ho pertanto deciso di non proseguire per questo. Adesso sono quindi in cerca di lavoro da diverse settimane, sono veramente disperata perchè ho bisogno di uno stipendio per poter rimanere qui. Non voglio assolutamente tornare al mio paese perchè ciò vorrebbe dire tornare dai miei e fallire. Non lo accetto, perchè ho fatto tanti sacrifici per essere qui, per andare via di casa, per crescere, per crearmi una vita da adulta, non posso buttare tutto all'aria. Ma il solo pensiero di iniziare un nuovo lavoro mi mette molta agitazione. Perchè penso di non essere capace, ho paura di non trovarmi bene, ho paura di ritrovare persone tossiche anche lì e ho paura di fallire. Vorrei tanto poter trovare un ambiente sereno e iniziare finalmente la mia carriera. Avere un lavoro stabile, avere uno stipendio tutti i mesi. Poter pensare un po' di più a fare programmi, cosa che ora non posso fare per motivi economici. Se non dovessi trovare niente come faccio a restare qui? Quanto tempo posso darmi come limite? Sono spaventata. (Sto seguendo anche un percorso dalla psicologa che sto diminuendo sempre più perchè non posso permettermi di fare le sedute ogni settimana) Mi sento motivata a darmi da fare per rimanere qui, ma allo stesso tempo non so da dove cominciare. Mi spaventano i nuovi inizi e fin'ora non ho ottenuto neanche un singolo colloquio. Mi sento davvero indietro su tutto. Vorrei essere più serena. Le mie amiche si sposano e io sto in questa situazione. Sento davvero di aver sbagliato tutto a volte. Cosa mi consigliate? Considerando la mia ansia anticipatoria/scarsa autostima/pessimismo e altre cose.

Gentile utente,
Spesso succede di leggere un’esperienza negativa come un fallimento, e questo può finire per bloccarci. L’esperienza dello stage di lavoro le ha causato una comprensibile sofferenza e la paura di soffrire nuovamente, ma testimonia anche una capacità preziosa (che non tutti possiedono) di ascoltare i suoi bisogni e rispettarsi, allontanandosi da una situazione che per lei era fonte di malessere. Esperienze difficili capitano nella vita, un po' come le cadute dei bambini quando iniziano a muovere i primi passi: cadono ma poi si rialzano e alla fine imparano! Una caduta non è un fallimento, è la testimonianza del coraggio di aver provato, di essersi mettersi in gioco.
Allo stesso modo, anche il fatto di non essere ancora arrivata a una situazione di vita che sente stabile non significa necessariamente aver sbagliato tutto. Ognuno ha i propri tempi… e a volte il confronto con gli altri può farci sentire più in difficoltà, o come se fossimo “indietro”.

Dott.ssa Chiara Campadello
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