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Leggi di più24/08/2025
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102 recensioni
Puntuale, preciso e flessibile. Quando necessario, è stato capace di adattare le sue competenze professionali al mio modo di essere e alle mie necessità con grande attenzione ai dettagli. Consigliato
Mi sono rivolta al dottore in un momento della mia vita in cui mi sentivo molto confusa e spesa triste.
Il percorso che ho intrapreso con lui, ormai qualche mese fa, mi sta portando ad avere maggiore chiarezza e consapevolezza.
Il dottore è sempre attento ed estremamente accogliente.
É bello sentirsi compresi in questo modo.
Mi sono rivolta al dottor Boggero in un momento della mia vita in cui mi sentivo tremendamente sola, persa e senza speranza.
In passato mi sono rivolta ad un’altra psicologa, ma a lungo andare la mia esperienza con la terapia si è rivelata traumatica.
Avevo paura a rivolgermi di nuovo ad uno specialista, ma Andrea mi ha dato modo di ritrovare la fiducia nella terapia e mi ha aiutato ad uscire da uno dei periodi peggiori della mia vita.
Mi ha ridato la speranza che avevo perso, e mi sento di consigliarlo a chiunque si trovi ad affrontare una situazione o un periodo di difficoltà.
Assolutamente empatico e disponibile, molto professionale e preparato.
Sono davvero contenta di aver scelto di affidarmi a lui, non potevo fare scelta migliore per me stessa!
Disponibile, attento all’ascolto e molto bravo a metterti a tuo agio. Spiegazione del percorso molto dettagliata. Consigliato!
Ottimo! Nelle spiegazioni, e durante la visita paziente, e gentilissimo
Il Dottor Boggero, mi ha subito fatta sentire a mio agio e capita, e ciò mi ha permesso di raccontare molto di me stessa. È metodico, professionale e competente. Lo consiglio!
Esperienza positiva, nelle sedute è sempre stato disponibile e aperto al dialogo che è un aspetto che ho apprezzato particolarmente.
Competente e disponibile: cerca di comprendere il tuo problema e ti mette a tuo agio
Dott. Andrea Boggero
Grazie davvero!
Rivolgersi al Dott. Boggero è stata una delle decisioni migliori che abbia mai preso. Fin dal primo incontro mi sono sentita accolta e compresa senza alcun giudizio.
Grazie al suo supporto ho acquisito strumenti concreti per gestire meglio emozioni e situazioni che prima mi mettevano in difficoltà.
Lo consiglio sinceramente a chiunque stia cercando uno psicologo competente.
Dott. Andrea Boggero
Ne sono davvero felice, grazie davvero!
Ho conosciuto Andrea tramite feedback positivi su questo sito. Posso assicurare che ha sempre un ottima soluzione a ogni problematica. E' uno psicologo cognitivo comportamentale e come tale ha un focus improntato sul comportamento, e in base alle situazioni proposte, aiuta a trovare delle alternative e dei spunti differenti che ti aiutano a riflettere e migliorare. Non ti fa mai sentire in disagio/difetto. Lo consiglio vivamente per coloro che non vogliono vivere la classica seduta di "sfogo" dallo psicologo, ma per coloro che vogliono veramente intraprendere un percorso di miglioramento personale
Dott. Andrea Boggero
Grazie di cuore Alessandro!!
ha risposto a 2651 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buonasera a tutti mi è capitata una cosa strana, mi sono cambiata la maglia molto velocemente e mio figlio di sette anni poco dopo mi ha fatto un commento dicendo che gli si era alzato il pisellini.
Mi sono sentita male gli ho detto che non andava bene ma poi dopo ha cercato di dire non ho guardato e successo mentre non guardavo.
Mio figlio non capiva il perché non andava bene.
Beh ora mi sento male e in colpa.
Vi prego ditemi il vostro pensiero
Buonasera, capisco molto bene quanto questo episodio possa averla scossa e fatta sentire in colpa. Quando si tratta dei figli, soprattutto su temi così delicati, è facile spaventarsi e temere di aver fatto qualcosa di sbagliato. È importante però fermarsi un momento e guardare l’accaduto con calma e lucidità. Nei bambini di quell’età possono comparire reazioni corporee automatiche che non hanno un significato sessuale nel senso adulto del termine. Il corpo può rispondere a stimoli anche neutri o casuali senza che il bambino ne comprenda il motivo e senza che ci sia intenzione, desiderio o consapevolezza. Proprio il fatto che suo figlio non capisse perché “non andava bene” e abbia cercato di spiegare che non stava guardando è un segnale della sua ingenuità e della sua mancanza di malizia. La cosa più importante in questi momenti è il messaggio emotivo che passa. Se il bambino percepisce paura, disgusto o colpa, rischia di associare quelle sensazioni al proprio corpo, sviluppando confusione o vergogna. Dire che non andava bene può essere stato fatto con l’intento di proteggere, ma ciò che conta ora è aiutarlo a capire con semplicità che alcune reazioni del corpo succedono senza volerlo e che non c’è nulla di sbagliato in lui. Allo stesso tempo è giusto trasmettere che esistono confini e momenti privati, senza caricare tutto di allarme. Il suo sentirsi male oggi parla della sua attenzione e del suo essere una madre premurosa, non di una colpa. Non ha fatto nulla di grave e non ha danneggiato suo figlio. Può essere utile, se lo ritiene, tornare sull’argomento con tranquillità, magari dicendo che a volte il corpo fa cose strane senza che significhi nulla e che non c’è bisogno di preoccuparsi. Questo può aiutare a riportare serenità e normalità. Cerchi anche di essere gentile con se stessa. Episodi come questo capitano più spesso di quanto si pensi e non definiscono né lei come madre né suo figlio come bambino. Quello che davvero fa la differenza è il clima emotivo che si crea dopo, fatto di calma, protezione e chiarezza. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Salve, sto con un ragazzo da due anni circa, premetto che c'è differenza di età(circa 20 anni, io 26), non so cosa fare di noi due.. una volta era successo che avesse scritto a una ragazza su un social (tipiche ragazze che mettono foto con qualcosa mezzo fuori insomma)e le avesse scritto un ciao che, si può non significare nulla ma comunque perché farlo se ci sono io con te..infatti quando glielo avevo chiesto con calma e tranquilla mi aveva risposto che non lo sapeva che neanche e non si ricordava di averlo fatto e che lo aveva fatto per distrazione o cosa del genere ecco, senza un motivo e comunque senza secondi fini..però che senso ha, mi aveva chiesto scusa, che mi ama e so che mi ama, che ci tiene e fa tanto per me però io come faccio a credere a stare con lui e stare tranquilla.. come faccio a crederci che lui non faccia piu queste cose? per una probabile tentazione o altro solo perche vede una foto provocante o altro..cioe avrei sempre il pensiero ogni tanto..io ci sono passata sopra a questo ma comunque ci penso mi capita..cosa faccio? è giusto rimanere con lui? Io vorrei stare tranquilla e non dover pensare che possa succedere di nuovo di vedere qualcosa cosi, non voglio che se magari lui sente mancanze mie io devo essere costretta ad mandargli cose magari o fare con lui perche altrimenti le guarda altrove ecco..che faccio, come posso continuare a stare con lui, o altrimenti dovrei forse chiudere? rimanere amici? Grazie a chi mi darà un parere.
Buongiorno, da quello che scrive emerge molta confusione ma anche un bisogno molto chiaro, che è quello di sentirsi serena, al sicuro e rispettata nella relazione. Quando accade un episodio come quello che descrive, anche se apparentemente piccolo, non è tanto il gesto in sé a fare male, quanto ciò che va a toccare dentro di lei. Si incrina la fiducia, nasce il dubbio e da lì inizia un dialogo interno continuo fatto di domande, ipotesi e timori che finiscono per occupare spazio e togliere tranquillità. È comprensibile che lei faccia fatica a credere che non possa ricapitare. La mente, quando è stata ferita, tende a restare in allerta per proteggersi. Non è segno di debolezza o di gelosia eccessiva, ma il tentativo di evitare un nuovo dolore. Il punto però è che vivere costantemente con il pensiero di dover controllare, temere o prevenire qualcosa rischia di trasformare la relazione in una fonte di ansia invece che di benessere. Lei stessa coglie un aspetto molto importante quando dice che non vuole sentirsi obbligata a fare qualcosa per paura che lui possa cercare altrove. Questo è un confine fondamentale. In una relazione sana non ci si dovrebbe muovere per timore di perdere l’altro, ma per desiderio e scelta. Se la tranquillità dipende dal fatto che lei debba continuamente compensare, rassicurare o prevenire possibili mancanze, allora il peso emotivo diventa troppo grande e sbilanciato. Il fatto che lui le abbia chiesto scusa e le abbia espresso amore è sicuramente un elemento da considerare, ma la fiducia non torna solo con le parole. Ha bisogno di tempo e soprattutto di coerenza tra ciò che viene detto e ciò che viene fatto. Lei non può costringersi a stare tranquilla, così come non può imporsi di non pensarci. Più prova a scacciare quei pensieri, più tendono a tornare. La domanda forse non è tanto se lui rifarà o meno quel gesto, perché su questo lei non può avere controllo, ma se questa relazione, così com’è oggi, le permette di sentirsi rispettata, libera e serena. Rispetto alla differenza di età, è possibile che giochi un ruolo nel modo in cui lui vive i social, l’attenzione e i confini. Questo non significa giustificare, ma capire che potreste trovarvi in momenti evolutivi diversi. Capire non vuol dire accettare tutto. Lei ha il diritto di chiedersi se ciò che per lui è una distrazione, per lei diventa una ferita. Restare insieme ha senso se lei sente che, nonostante la paura, può costruire lentamente una fiducia nuova senza rinunciare a se stessa. Chiudere o trasformare il rapporto in amicizia può essere una scelta se si rende conto che questa relazione la tiene costantemente in tensione, in dubbio, in allerta. Nessuna delle due opzioni è sbagliata in assoluto. La scelta più giusta è quella che la avvicina a una vita emotiva più tranquilla e rispettosa dei suoi bisogni. Si conceda il tempo di ascoltarsi davvero, senza giudicarsi per ciò che prova. Le sue domande non sono eccessive, sono segnali. Meritano attenzione. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
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