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Leggi di più05/02/2026
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Sono il Dott. Andrea Boggero, psicologo clinico qualificato in psicoterapia cognitivo-comportamentale. Il mio obiettivo è mettere le mie competenze al servizio del paziente, offrendo un ambiente sicuro e di supporto per esplorare pensieri, sentimenti e comportamenti. La psicoterapia cognitivo-comportamentale (CBT) è una metodica scientificamente valida che aiuta a comprendere come i pensieri influenzino le emozioni e i comportamenti. Utilizzando la CBT, è possibile lavorare in modo pratico e diretto sui problemi, fornendo strumenti concreti per gestire le difficoltà psicologiche. Questo approccio consente di sviluppare nuove strategie per affrontare le sfide quotidiane e promuove un cambiamento duraturo.
Mi occupo prevalentemente di:
disturbi d’ansia
disturbo ossessivo-compulsivo (DOC)
disturbi di personalità
gestione dei momenti di difficoltà e dei periodi di crisi
supporto nella pianificazione delle giornate anche in presenza di sintomi depressivi
terapia di coppia
Ho pubblicato diversi studi, contribuendo attivamente alla ricerca e alla pratica nel mio campo. Ho maturato una significativa esperienza nel trattare pazienti oncologici e le loro famiglie, affrontando le complesse dinamiche emotive e psicologiche che emergono in queste situazioni difficili. Credo fermamente nel diritto di ogni individuo a vivere una vita piena e soddisfacente. Con un approccio terapeutico personalizzato, mi impegno a rispondere alle esigenze specifiche di ogni persona.
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116 recensioni
Ho iniziato il mio percorso con il Dott. Boggero e fin da subito mi sono sentita veramente ascoltata e compresa. Alla prima seduta mi ricordo di essere arrivata in studio con un peso enorme sulle spalle e una grande paura di tutto, ma da quel momento fino ad oggi ho fatto dei passi in avanti che prima mi sarebbero davvero sembrati infattibili. Lo studio ormai è il mio posto sereno, perché ho trovato un professionista in cui so che posso riporre il 200% della fiducia.
Grazie alla terapia piano piano, e giorno per giorno sto imparando ad essere padrona di me stessa veramente e per la prima volta! Andrea è un professionista affidabile, gentile e di una delicatezza davvero immensa. Riesce a rendere più facili anche i pesi più complicati da sopportare. Grazie perché mi sta aiutando a riprendermi la mia vita, ad amarla e a tenermela stretta. Grazie Andrea!
Il dottor Boggero mi ha dato una risposta dettagliata e completa alla mia domanda, persona molto gentile e empatica grazieee
Andrea è un professionista raro, attento alla sua continua formazione, empatico verso chi vuole affrontare un percorso per superare qualsiasi tipo di difficoltà. Con le metodologie che applica e, soprattutto, con la sua esperienza, riesce ad individuare immediatamente le strategie da suggerire e mettere in pratica.
Segue ogni caso con attenzione e alta capacità di personalizzazione alle diverse reazioni e personalità.
Il suo approccio mira, sin da subito, a rendere autonoma la persona e non a dipendere da un percorso di affiancamento continuo.
Ci si sente davvero in buone mani e, insieme, si viaggia spediti verso la parte migliore di se stessi.
Estremamente non giudicante. Permette un ottimo fluire del dialogo fra paziente e professionista. Ascolta in modo attivo e offre un tipo di terapia molto elastico adattato sul paziente! Trovato benissimo e lo consiglio vivamente!!
Ho avuto un’esperienza molto positiva con il Dott. Andrea Boggero. È una persona estremamente attenta, empatica e capace di mettere a proprio agio fin dal primo incontro. Durante i colloqui mi sono sentita ascoltata con rispetto e senza giudizio, cosa che per me è stata molto importante.
Apprezzo molto il suo modo di spiegare le cose in maniera chiara e il suo approccio equilibrato e professionale. Ho percepito grande competenza ma anche molta umanità, qualità che non sempre si trovano insieme.
Lo consiglierei sicuramente a chi cerca uno psicologo serio, sensibile e capace di accompagnare davvero le persone nel loro percorso.
L’imprinting con il terapeuta è sempre soggettivo, ma poss dire che per me il dottor Boggero ha avuto un impatto assolutamente positivo. Il percorso sarà lungo ma dal primo incontro ha subito impostato una via pratica da seguire con obiettivi concreti. Mi sono sentita molto a mio agio ad aprirmi e non mi sono mai sentita in difficoltà a rivelare brutti momenti passati. Esperienza in corso totalmente positiva
Ho avuto il piacere di affidarmi ad Dott. Boggero in un momento non felice della mia vita. E' stato fin da subito umano, disponibile con gli orari, propenso all'ascolto e al far sentire a proprio agio l'altra persona. Ha colto da subito i problemi alla base di alcuni malesseri e li ha trattati con professionalità e delicatezza. Nel momento in cui ha visto il miglioramento, non ha esitato a farmi presente che non fossero più necessarie le visite, mostrando grande correttezza a riguardo. Lo consiglio a chiunque cerchi un'esperienza umana, senza giudizio, ma con tutta la professionalità del caso.
Dott. Andrea Boggero
Grazie di cuore per le sue parole
Accurato nelle spiegazioni e molto attento.
Lo consiglio!
Dott. Andrea Boggero
Ringrazio molto!
Un ottimo dottore, empatico ed efficace. Consiglio Andrea a chiunque stia cercando un terapista dal grande cuore che possa incoraggiare e trattare persone vulnerabili o in difficoltà.
Dott. Andrea Boggero
Grazie di cuore, davvero
Mi sono trovato molto bene ed ho avuto modo di imparare molto da Andrea. Ha una empatia ed una capacità di far sentire a proprio agio veramente avanzata!!
Dott. Andrea Boggero
Grazie davvero!
ha risposto a 3043 domande da parte di pazienti di MioDottore
Dicevo a mio marito di andarsene da casa ma lui non lo faceva ad un certo punto di sera lo
Chiudo fuori casa e non lo più visto lo vedo solo quando
Viene giù al
Palazzo a prendere le nostre figlie dopo 30 giorni lo chiamo x avere un confronto io e lui ma lui niente dove parla con me da telefono io gli chiedo di tornare ma lui mi dice che non riesce a u. Bloccho non riesco a capire cosa vuol dire qiesto suo blocchi siamo sposati da 20 anni con 2 figlie lui 47 e io 37
Buongiorno, immagino quanto questa situazione possa essere dolorosa e destabilizzante per lei. Dopo tanti anni di relazione e una famiglia costruita insieme, trovarsi improvvisamente a distanza, senza un confronto vero, può generare confusione, senso di colpa, paura di aver compromesso qualcosa di importante e un forte bisogno di rimettere le cose a posto. È comprensibile che lei cerchi di capire cosa significhi questo “blocco” di cui parla suo marito, perché quando una persona si chiude emotivamente senza spiegarsi, lascia l’altro in una posizione molto difficile. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, in momenti come questi entrano spesso in gioco pensieri molto intensi e automatici, come il bisogno urgente di riparare, il timore di aver perso definitivamente l’altro o l’idea che tutto dipenda da un singolo episodio. Questi pensieri, pur comprensibili, tendono ad aumentare l’ansia e a spingere verso comportamenti che cercano una soluzione immediata, come il tentativo di riavvicinamento o di chiarimento a tutti i costi. Tuttavia, quando l’altra persona è in uno stato di chiusura, più si cerca di forzare un contatto emotivo, più può sentirsi sotto pressione e mantenere la distanza. Il “blocco” che suo marito descrive potrebbe essere una difficoltà emotiva nel gestire ciò che è accaduto, una forma di protezione o di confusione interna che lo porta a evitare il confronto diretto. Non è necessariamente un rifiuto definitivo, ma può essere un modo per prendere distanza da emozioni che in questo momento fatica a elaborare. Questo non significa che la situazione non possa evolvere, ma che i tempi e le modalità potrebbero essere diversi da quelli che lei desidera in questo momento. Per lei, però, diventa fondamentale non rimanere intrappolata in un’unica direzione, cioè quella del cercare continuamente una risposta da lui. Un percorso di supporto psicologico può aiutarla a spostare temporaneamente il focus su di sé, sui suoi pensieri, sulle emozioni che sta vivendo e su come gestire questa fase senza esserne travolta. Lavorare su questi aspetti permette di ridurre l’ansia, di comprendere meglio i propri bisogni e di affrontare la relazione in modo più lucido e meno guidato dalla paura o dal senso di colpa. In uno spazio protetto potrebbe anche esplorare cosa ha portato a quel momento di rottura, quali dinamiche erano presenti nella relazione e come affrontarle in modo più consapevole, indipendentemente da quale sarà l’evoluzione con suo marito. Questo non significa rinunciare alla relazione, ma costruire una base più solida da cui eventualmente ripartire, senza che tutto dipenda da un singolo evento o da una risposta immediata dell’altro. Prendersi cura di sé in questo momento non è egoismo, ma una condizione necessaria per poter affrontare la situazione con maggiore equilibrio e chiarezza. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno dott. da tanti anni oramai sono in cura con il daparox per ansia e disturbo ossessivo... solo che faccio questo post perchè in questo periodo ho pensieri strani, mi era successo l'hanno scorso mi era durato 1 mese circa è adesso di nuovo si è ripresentato... ho pensieri del tipo se lascio l'acqua a qualcuno è dopo magari devo bere mi viene in mente non è che abbia messo qualcosa dentro, quindi prima di berla dico bevila tu cosi se c'è qualcosa ci sentiamo male entrambi, oppure se sono nel balcone è passa qualcuno mi passa in mente non che mi spara, oppure paura di avere allucinazioni anche se non ne ho mai avute in 34 anni, oppure paura di sera di girare per la casa come se prima o poi dovrei vedere qualcuno... cioè pensieri di questo tipo è questi sono alcuni degli esempi... in piu ho uscito questo discorso dei miei pensieri con i miei amici mi anno parlato di psicosi cosa che mi a fatto andare subito in ansia quindi per questo ho fatto questo post... anche perchè ho 34 anni quindi non so se possa essere un esordio di psicosi o schizofrenia... grazie per i vostri pareri
Buongiorno, capisco molto bene quanto questi pensieri possano spaventare e quanto sia facile, soprattutto dopo aver sentito certe parole, iniziare a preoccuparsi ancora di più e a sentirsi in allarme. Quello che descrive è qualcosa che, dal punto di vista cognitivo-comportamentale, ha delle caratteristiche molto riconoscibili: si tratta di pensieri intrusivi, improvvisi, spesso assurdi o poco realistici, che arrivano senza essere desiderati e che proprio per questo generano ansia e bisogno di controllo. Il fatto stesso che lei li riconosca come strani, che li metta in dubbio e che cerchi rassicurazioni è già un elemento molto importante, perché indica consapevolezza e contatto con la realtà. Quando la mente è particolarmente sensibile all’ansia e al dubbio, tende a produrre scenari di pericolo anche molto improbabili, come quelli che racconta, e più si cerca di controllarli, verificarli o neutralizzarli, più questi tendono a ripresentarsi con forza. È come se il cervello, nel tentativo di proteggerla, alzasse continuamente il livello di allerta, proponendo ipotesi catastrofiche che però non corrispondono a un reale pericolo. Il pensiero del tipo e se avessi messo qualcosa nell’acqua oppure e se vedessi qualcuno in casa non è tanto il segnale di qualcosa che sta accadendo davvero, ma piuttosto il risultato di un meccanismo mentale che amplifica il dubbio e la paura. È comprensibile che il riferimento alla psicosi o ad altre condizioni più gravi abbia aumentato la sua ansia, perché quando si è già in uno stato di vulnerabilità emotiva, certe informazioni possono essere interpretate come conferme delle proprie paure. Tuttavia, il modo in cui descrive questi pensieri, il fatto che li riconosca come irrazionali e che cerchi di rassicurarsi, va in una direzione molto diversa da quella che teme. Spesso è proprio la paura di perdere il controllo o di impazzire a diventare essa stessa il contenuto dei pensieri ossessivi, creando un circolo che si autoalimenta. Un lavoro psicologico orientato in senso cognitivo-comportamentale può aiutarla in modo molto concreto a interrompere questo circolo. Si tratta di imparare gradualmente a cambiare il rapporto con questi pensieri, non cercando più di eliminarli o contrastarli direttamente, ma riconoscendoli per quello che sono, cioè prodotti della mente che non hanno bisogno di essere verificati o neutralizzati. Questo tipo di percorso permette anche di comprendere meglio perché in alcuni periodi questi pensieri aumentano, quali fattori li attivano e come gestire l’ansia senza ricorrere a continui controlli o rassicurazioni. Affrontare questo momento con un supporto adeguato può aiutarla non solo a ridurre la paura attuale, ma anche a sviluppare strumenti che le permettano di sentirsi più stabile e sicuro nel tempo, senza dover temere ogni volta il ritorno di questi pensieri. Spesso già solo comprendere il funzionamento di ciò che sta accadendo dentro di sé porta un primo sollievo e apre la strada a un cambiamento concreto. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
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