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Esperienze

"Se stai attraversando un momento difficile, o senti il bisogno di ritrovare equilibrio, sarò felice di camminare al tuo fianco con empatia, ascolto e professionalità". Laureata presso l'Università degli Studi La Sapienza di Roma, specializzata  in Psicoterapia presso l'Istituto Freudiano, Master di II livello in psicologia forense.  Mi occupo di problematiche di natura relazionale, dipendenze affettive, disturbi dell'alimentazione e problematiche afferenti quella che definisco l' "adolescenza 2.0". Come psicoterapeuta da anni accompagno le persone in percorsi di consapevolezza, crescita e cambiamento. Chi si è rivolto a me racconta di aver trovato un ambiente sicuro, accogliente e privo di giudizio, dove potersi sentire finalmente a proprio agio. Uso un linguaggio semplice, diretto e rispettoso, perché credo che il primo passo per stare meglio sia sentirsi compresi davvero. Lavoro con strumenti efficaci e mirati, che spesso permettono di vedere cambiamenti concreti anche in tempi brevi. Lavoro con con adulti, adolescenti, genitori e coppie. Come Psicologa Forense  mi occupo di valutazione del danno psichico e sono Consulente di Parte in procedimenti penali e militari , come CTU del tribunale ordinario di Roma mi occupo di valutazione delle competenze genitoriali in sede separativa ed effettuo consulenze di parte sia in ambito civile che militare. E come psicologa del lavoro mi occupo di idoneità al Servizio Militare Incondizionato degli appartenenti alle Forze dell'Ordine per i quali realizzo interventi di riabilitazione e sostegno. Sono membro della Commissione per la Classificazione delle Opere Cinematografiche in qualità di esperta nei comportamenti dell'infanzia e dell'adolescenza e valuto l'idoneità alla visione dei film in uscita da parte del pubblico minorile. Sono iscritta all'Ordine degli Psicologi del Lazio dal 2002 e sono annotata nel registro degli psicoterapeuti.

Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicoterapia
Psicologia breve e strategica
Psicoanalisi

Aree di competenza principali:

  • Psicologia del lavoro
  • Psicologia scolastica
  • Psicologia forense
  • Psicologia giuridica
  • Psicosomatica
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Dott.ssa Alessandra D'Alessio

Via Raimondo Montecuccoli 15, Roma 00176

Venerdì 5 Settembre la d.ssa D'Alessio è intervenuta nel programma Psiche criminale con il prof. Carlo Taormina in una puntata dedicata all'uso del taser da parte delle forze di Polizia trattando la tematica dei risvolti psicologici sui militari a seguito di morte del criminale. La puntata è visibile al seguente link:
https://www.cusanomediaplay.it/puntata/4769/l-uso-del-taser-sotto-accusa?fbclid=PAVERDUAMnuPZleHRuA2FlbQIxMAABp6HlDQiesk4qfoHMD-d1fopruu8tmq4F4jeSAlIKcYrkNalVGZNPFRIACIMT_aem_ROtkwOvduHlRkhrk_3Y62Q

06/09/2025

Prestazioni e prezzi

  • Psicoterapia

    80 €

  • Colloquio psicologico

    80 €

  • Consulenza online

    120 €

  • Psicoterapia individuale

    Da 80 €

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    120 €

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Studio Atena

Via Raimondo Montecuccoli 15, Roma 00176

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Dottoressa D'Alessio presso Odontoiatria e Progresso

Via Alcide De Gasperi 4, Pomezia 00071

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Studio Medico Cerba Helath Care

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Consulenza tecnica di parte presso le sedi deputate

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117 recensioni

Tutte le recensioni contano e non possono essere rimosse o modificate dai dottori a proprio piacimento. Scopri come funziona il processo di moderazione delle recensioni. Per saperne di più sulle opinioni
  • R

    La mia esperienza con la dottoressa è stata eccellente
    mostrandosi sin da subito disponibile, professionale, tecnica
    da subito efficace nella risoluzione di alcune problematiche espresse dal sottoscritto ,la CONSIGLIO assolutamente.

     • Studio - ON LINE consulenza online  • 

  • A

    Dottoressa gentilissima e preparata mi é di grande aiuto e supporto! Grazie per quello che sta facendo per me!

     • Altro Altro  • 

  • S

    Dottoressa professionale, competente e disponibile. Attenta alle esigenze del paziente e alla stessa tutela. Per mia esperienza posso testimoniare che è una professionista di grande onestà. Ci si sente seguiti.

     • Studio Atena consulenza psicologica  • 

  • R

    La dottoressa D'Alessio è stata accogliente e disponibile din del primo appuntamento, mi ha messa subito a mio agio. Professionale e precisa, ha capito subito le mie difficoltà e il percorso con lei mi sta davvero aiutando. La consiglio vivamente

     • Studio Atena psicoterapia individuale  • 

  • G

    La Dott.ssa è una psicoterapeuta estremamente competente, empatica e attenta. Fin dal primo incontro mette a proprio agio, creando uno spazio sicuro in cui ci si sente ascoltati senza giudizio. Ha una grande capacità di cogliere i nodi profondi delle difficoltà e di restituirli con chiarezza e delicatezza, aiutando davvero a dare senso a ciò che si vive. Il percorso con lei è stato un vero lavoro di crescita e consapevolezza, non solo di “risoluzione dei problemi”. Una professionista seria, preparata e umanamente preziosa. La consiglio senza esitazione.

     • Studio Atena consulenza psicologica  • 

  • L

    Psicoterapeuta molto preparata e professionale. Mi sono sentita ascoltata e accolta fin dal primo incontro. Il percorso è stato chiaro e mi ha aiutata davvero ad affrontare alcune difficoltà. Persona seria, attenta e rispettosa. La consiglio a chi cerca un supporto competente e discreto.

     • Studio Atena consulenza psicologica  • 

  • M

    La dottoressa é una donna empatica e preparata.
    Ti mette a tuo agio e sai che c'è che è presente. Finalmente posso dirlo? Grazie grazie

     • Dottoressa D'Alessio presso Odontoiatria e Progresso consulenza genitoriale  • 

  • M

    Dott8 professionale attenta.Mi sono trovato molto bene.

     • Studio Atena psicoterapia  • 

  • M

    Ottima professionista , dotata di una capacità di ascolto e di empatia nei confronti del paziente non scontate anche per chi lavora in questo ambito. Dopo aver effettuato diverse visite anche con altri esperti avevo perso le speranze perché non vedevo miglioramenti in me , ma con Lei ho rivalutato la figura professionale dello Psicoterapeuta perché pone la giusta attenzione ad ogni virgola che inserisci nel discorso. Disponibile fuori dall’orario di lavoro e per di più anche molto simpatica.
    La consiglio per chi vuole intraprendere un percorso per conoscere più a fondo le proprie emozioni.

     • Studio - ON LINE psicoterapia  • 

  • C

    Professionista competente ed empatica.
    Ha fornito tutte le risposte ai miei dubbi.

     • Studio Atena consulenza psicologica  • 

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 94 domande da parte di pazienti di MioDottore

Sto con il mio ragazzo da quando avevamo 18 anni. Negli anni la nostra relazione è stata profondamente segnata dalla sua ludopatia. All’inizio ho sottovalutato il problema, convinta di poterlo aiutare e di riuscire a contenere la situazione. Con il tempo però il gioco è diventato sempre più invasivo e distruttivo.

Le sue perdite economiche hanno iniziato a pesare concretamente sulla nostra vita e progressivamente anche sulla mia integrità personale. Ho iniziato coprendo le sue perdite con i soldi dei miei genitori, poi ho oltrepassato limiti che non avrei mai pensato di superare. Sono arrivata a rubare, prima oggetti d’oro, poi soldi dalle carte a cui avevo accesso, fino al conto dei miei genitori. Questo è l’aspetto che oggi mi spaventa di più, perché non mi riconosco nella persona che sono diventata pur di sostenere la relazione.

Nonostante tutto ho portato avanti il mio percorso universitario, mi sono laureata con il massimo dei voti e ho iniziato a lavorare da remoto con un ottimo stipendio. Tuttavia il meccanismo è rimasto lo stesso, lui esaurisce il suo stipendio in pochi giorni e io divento il sostegno economico. Ad aprile dell’anno scorso ha vinto circa 100.000 euro, persi interamente nel giro di una settimana.

A luglio ho scoperto una conversazione tra lui e una ragazza con cui lavorava. Nello stesso posto lavoravano anche la madre del mio ragazzo e il fidanzato di lei. Dai messaggi avevo capito che si erano messi d’accordo per vedersi. Sono intervenuta e ho impedito l’incontro. Siamo andati insieme da lei a chiarire e mi hanno rassicurata dicendo che si trattava di qualcosa di amichevole. Mi hanno convinta a non dire nulla al fidanzato di lei per evitare problemi sul lavoro. Dentro di me non ho mai creduto completamente a quella versione, ma ho scelto di andare avanti.

Il 28 gennaio di quest’anno lui ha avuto una conversazione con la stessa ragazza. Io l’ho scoperta solo a febbraio. Nello stesso periodo ho trovato nella cronologia del suo telefono ricerche di hotel a ore.

Il 31 gennaio, prima che io scoprissi quella conversazione, i miei genitori sono venuti a conoscenza della situazione economica. È stato un momento molto forte, lui è venuto a casa mia, si è assunto le sue responsabilità . Da quel momento ha smesso di chiedermi soldi e ha interrotto il gioco compulsivo. Per la prima volta dopo anni ho avuto la sensazione di una certa stabilità.

Quando tre giorni fa ho scoperto la conversazione del 28 gennaio, ho deciso di informare il fidanzato di lei inviandogli gli screenshot. Dopo che lui ha lasciato la ragazza, lei mi ha scritto confermandomi che quella sera avevano avuto un rapporto sessuale.

Il mio ragazzo continua a negare che sia successo qualcosa e sostiene che la sua ammissione sia una forma di vendetta nei miei confronti per aver coinvolto il fidanzato e aver creato problemi. Insiste su questa versione, mentre allo stesso tempo dice che è colpa sua, che vuole cambiare e che non può stare senza di me.

Mi sento profondamente divisa: da un lato vedo un cambiamento concreto sul piano economico e comportamentale dopo l’intervento dei miei genitori; dall’altro faccio fatica a conciliare le sue negazioni con ciò che ho visto e con l’ammissione di lei. Vivo in uno stato di allerta costante e non riesco a capire se il cambiamento sia frutto di una reale presa di coscienza o della paura di aver perso il controllo della situazione.

So che la relazione è tossica e che mi ha portata a superare limiti che non avrei mai immaginato, eppure faccio fatica a chiuderla definitivamente.

La storia che descrive è molto intensa e mostra quanto questa relazione abbia inciso profondamente non solo sulla sua vita concreta ma anche sul suo senso di sé. Più che il singolo episodio di tradimento o la singola ricaduta nel gioco, colpisce la traiettoria complessiva: negli anni lei ha progressivamente spostato sempre più in là i propri limiti pur di sostenere il legame, fino a compiere azioni che oggi stessa fatica a riconoscere come proprie. Questo dato è centrale, perché indica che la relazione non ha solo comportato sofferenza ma ha anche modificato il suo comportamento e la sua identità morale. Il punto più importante, quindi, non è stabilire con certezza assoluta se l’episodio con l’altra donna sia avvenuto o meno, né valutare se il cambiamento economico del suo partner sia stabile o temporaneo. Il nodo più profondo riguarda lei: comprendere perché, nonostante la lucidità con cui riconosce la tossicità del rapporto e i danni subiti, il legame resti così difficile da interrompere. Quando una persona rimane a lungo accanto a un partner con dipendenza, tradimenti e manipolazioni, spesso si attivano dinamiche di salvataggio, responsabilizzazione e fusione che rendono la separazione emotivamente molto complessa anche in presenza di forte sofferenza. Il fatto che lei abbia coperto debiti, utilizzato risorse familiari e oltrepassato confini personali per sostenere lui indica che la relazione ha assunto nel tempo una struttura in cui il suo valore e il suo ruolo sono stati legati al prendersi carico dell’altro. In queste configurazioni il partner problematico diventa paradossalmente centrale per l’identità di chi aiuta, e la rottura non viene vissuta solo come perdita dell’altro ma anche come perdita di una funzione e di un posto. Per questo la difficoltà a chiudere non va letta come debolezza o incoerenza, ma come segnale che il legame ha intercettato bisogni profondi di riconoscimento, appartenenza o utilità personale. Il lavoro più importante, quindi, non riguarda lui né la verifica del suo cambiamento, ma l’esplorazione di cosa la tiene emotivamente ancorata a questa relazione: quale bisogno soddisfa restare, quale timore si attiva all’idea di lasciarlo, quale immagine di sé è stata costruita nel tempo dentro questo ruolo di sostegno. Solo comprendendo questo può diventare realmente possibile scegliere, al di là della speranza di cambiamento dell’altro. Il fatto che lei riesca a vedere con chiarezza la tossicità e al tempo stesso senta la difficoltà a uscire è già un passaggio di consapevolezza molto significativo: indica che una parte di sé osserva il legame con lucidità. È da quella parte che può iniziare il lavoro di comprensione su di sé, che è il passaggio decisivo per non restare intrappolata in relazioni che la portano a superare i propri limiti.

Dott.ssa Alessandra D'Alessio

Salve a tutti, sono una ragazza di 29 anni, da quasi due anni sto con un ragazzo 4 anni più piccolo di me, vi scrivo per chiedere un parere su quello che mi sta succedendo.Ho paura che il mio ragazzo mi nasconda sempre qualcosa, mi spiego meglio: all'inizio della nostra relazione mi ha nascosto il fatto che avesse avuto due relazioni sessuali con due ragazze che fanno parte delle sue comitive, di cui una migliore amica della sorella. Qualche tempo fa ho scoperto che nelle ricerche del suo Facebook aveva cercato delle ragazze, ma lui mi ha detto che lo ha fatto per poterle eliminare, poi aveva il vizio di fare il piacione con le mie amiche ai quali faceva delle battute un po' fuori luogo, ho sempre spiegato e cercato di fargli capire che in una relazione vanno rispettate determinate cose e posso dire che lui è cambiato e si è impegnato veramente. Il problema sono io che non riesco più a fidarmi, anche se non c'è stato un tradimento fisico che io sappia ma solo queste cose che mi hanno allertata. Purtroppo ho controllato più e più volte il suo telefono ma senza trovare particolari cose e me ne vergogno abbastanza, ma sento che sono costantemente in ansia, preoccupata e costantemente con dubbi che mi lacerano dentro. A volte mi prendono scatti di ira e comincio a litigare in maniera incontrollata dicendo anche cose brutte, vado via di casa, gli dico che lo lascio, poi dinuovo la quiete, non so più come fare, io amo il mio ragazzo ma vorrei vivere la nostra relazione serenamente perché cosi io non sto vivendo più, delle volte quando lui si organizza per fare qualcosa hobby, sport, non lo tollero, é come se fossi morbosamente attaccata a lui, oltre anche al fatto che ho continuamente voglia di avere rapporti con lui, non sono mai stata cosi e questa situazione mi preoccupa tanto. Grazie in anticipo.

Le sue parole descrivono una sofferenza molto intensa ed è comprensibile alla luce di alcune ambiguità iniziali nella relazione. Quando la fiducia si incrina all’inizio, può rimanere una traccia di allerta che rende difficile sentirsi davvero al sicuro. Detto questo, dal suo racconto emerge anche qualcosa che la riguarda profondamente e non solo i comportamenti del suo partner. L’intensità dell’ansia, il bisogno di controllo, gli scatti di rabbia e soprattutto quella sensazione di attaccamento quasi “morboso”, insieme all’aumento del desiderio sessuale come bisogno costante di contatto e rassicurazione, sembrano indicare una fragilità affettiva che merita uno spazio di comprensione personale. Non è un giudizio, né qualcosa di “sbagliato”: spesso quando si attivano paura di perdita e insicurezza relazionale, alcune persone reagiscono con iper-coinvolgimento emotivo, rabbia e ricerca compulsiva di vicinanza. Sono segnali che parlano di bisogni profondi, non ancora sufficientemente rassicurati dentro di sé. Per questo, al di là di come evolverà la relazione, potrebbe essere molto utile esplorare in un percorso terapeutico cosa rende oggi così difficile tollerare distanza, autonomia e incertezza nel legame. Non per colpevolizzarla, ma per aiutarla a costruire una sicurezza che non dipenda solo dall’altro. Quando una parte fragile trova parole e comprensione, anche le relazioni diventano molto più vivibili e serene. In bocca al lupo.

Dott.ssa Alessandra D'Alessio
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