Viale Battista Bardanzellu, 121, Roma 00155
Al momento le prestazioni vengono erogate esclusivamente online
Leggi di più29/07/2025
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Sono la Dottoressa Alessandra Antei psicologa clinica ad orientamento cognitivo comportamentale e psicoterapeuta in formazione ad orientamento integrato. Sin dalla formazione mi occupo di bambini e adolescenti. Approccio che mantengo anche nei colloqui clinici individuali con gli adulti poiché la prima fase di vita risulta cruciale nello sviluppo dell'individuo. Effettuo anche colloqui di Parent Training, per accompagnare i genitori nella gestione del bambino e nell'accettazione della diagnosi, lavorando da anni con i disturbi del neurosviluppo.
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4 recensioni
Consiglio la dott.ssa, una persona a mio avviso gentile, preparata capace fin da subito di mettere a proprio agio il paziente già dal primo incontro.
Alessandra è una professionista straordinaria. La sua competenza ed esperienza si riflettono in ogni seduta. Un punto di riferimento professionale, sicuro e affidabile.
La dott. Alessandra è una professionista con la p maiuscola, capace di accogliere e ascoltare un alleata preziosa nel cammino da affrontare.
La dottoressa Antei è una persona accogliente, empatica e attenta, che sa mettere a proprio agio. La consiglio vivamente a chiunque stia cercando un supporto professionale e umano.
ha risposto a 4 domande da parte di pazienti di MioDottore
Salve, ho 37 anni, credo di avere qualcosa che non va, non mi sento bene in questo periodo, penso sempre che mi stia per capitare qualcosa, o che qualcosa di brutto possa capitare a mio figlio di 7 anni o a mio marito. Penso che questa paura della morte dipenda dal mio vissuto, non ho più ne genitori ne nonni, ne zii, sono tutti morti da tempo. Mia madre quando avevo 23 anni e mio padre(con cui non sono mai andata d'accordo, a malapena ci scambiavamo un saluto nelle rare occasioni in cui ci si vedeva) è morto l'anno scorso. I miei nonni e zii/zie sono morti nel lasso di tempo tra infanzia e adolescenza. Da quando e morta mia madre non riesco più a vedere alcune tipologie di film e ad ascoltare la musica, perché inevitabilmente , anche nelle cose allegre mi capita di scorgere una vena triste. Non so che fare, ultimamente , quando sto da sola, mi capita di scoppiare in pianti disperati, e di fissarmi sulle cose, soprattutto se mi capita di avere delle discussioni con alcune persone. Volevo andare da uno psicologo, ma proprio non riesco a dire queste cose di persona(in generale, al mondo mi presento come una persona allegra che ride spesso, ma quando sto sola cambia tutto)... E provo molto rancore per la mia infanzia, per come sono stata "cresciuta" anche se di fatto ero lasciata a me stessa... i miei mi hanno fatta a 40 anni, passavo lunghi periodi dai miei nonni o da un'amica di mia madre, mai nessuno che mi chiedeva dei compito o di quello che pensavo. si faceva solo quello che voleva mia sorella( di 13 anni più grande di me) in ogni ambito della vita, dalla religione che dovevamo seguire, per non farle fastidio, al cambio di città ecc. A volte mi sembra che la testa mi esploda per tutte le cose che ho dentro. Vorrei sentirmi bene, senza tutta questa tristezza.
Salve,
Ho letto con molta attenzione le sue parole e credo sinceramente che il suo vissuto come la sua sofferenza meritino davvero uno spazio e del tempo dedicati. Le emozioni sono messaggeri e la tristezza ci invita a fermarci e a prenderci del tempo per elaborare per quanto difficile sia (di fatto lo è) poiché l'unica via è attraverso! Se la testa esplode per le cose che ha dentro c'è bisogno di fare spazio e di lasciare andare e non c'è davvero bisogno che lei lo faccia da sola, può essere supportata in un percorso psicologico. Anche se è difficile per lei vederlo ora, tutti possono e meritano di sentirsi bene e la buona notizia è che oggi lei può farci qualcosa. Si prenda cura di lei.
Buongiorno, il mio compagno 65enne mostra che qualsiasi cosa da dire o fare ci mette piu tempo di altre persone e qualche volta deve essere spronato per fare qualche cosa del tipo “ cambiare l’acqua al gatto “ rispondendomi che lo ha dimenticato! Quando deve fare qualche cosa anche semplice o banale non osserva come deve eseguirlo e sbaglia molto spesso, a volte quando parliamo sembra non ascoltare realmente e di conseguenza dice cose la quale ti fa pensare se ha problemi oppure non è realmente interessato e quindi le persone lo giudicano come se fosse solo al 70% così non riesce a comunicare o partecipare a discorsi con altre persone! Da piu di 1 anno viene seguito da uno psicologo ma non vedo miglioramenti e vive sempre nel suo mondo! Per piu di 30 anni ha lavorato in una banca come fattorino tramite computer ma senza un’ incarco di responsabilità, attualmente si trova in pre-pensione e a partire da settembre 2024 riceverà la pensione totale! Purtroppo anche se gli chiedi qualcosa quasi sempre risponde dicendo “ e si ma no e ma e no e si “ infine il suo interessamento per sentirsi bene guarda di continuo e tutto ii giorno la tv oppure le notizie sul cellulare addormentandosi sia di giorno che durante la notte rifugiandosi nel suo mondo senza interessi per la vita e per se stesso! Che ne pensate?
Gentilissima, data l'età del suo compagno e la situazione descritta io consiglierei di allertare il medico di base in prima battuta per avere un'impegnativa per approfondimento diagnostico neurologico presso strutture come il centro per i Disturbi Cognitivi e Demenze (CDCD), solo in seguito ad un'attenta valutazione, escluse in caso patologie neurologiche, può contattare un professionista della salute mentale. Spero di essere stata esaustiva e non averla spaventata, ma è molto importante escludere in primis l'aspetto neurologico per poter fornire il supporto necessario a suo marito e migliorare la sua e la vostra qualità di vita. Buona fortuna per tutto, cordialmente. Dott.ssa Alessandra Antei Psicologa Clinica
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