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Esperienze

Sono il Dottor Alberto D'Agostino, Psicologo Clinico iscritto all'Ordine degli Psicologi del Piemonte e Psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico, formato presso la Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica di Torino (S.P.P.).

Aree di competenza principali:

  • Psicoterapia psicoanalitica

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Dott. Alberto D'Agostino

Viale Vittorio Veneto 39, Chivasso 10034

Si garantisce un colloquio telefonico di 10 minuti gratuito per ascoltare le vostre esigenze, per accogliere le vostre domande e pensare ad un possibile percorso insieme.

17/12/2025

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    60 €

  • Consulenza online

    60 €

  • Psicoterapia

    60 €

  • Psicoterapia individuale

    60 €

  • Colloquio psicologico clinico

    60 €

Indirizzi (3)

Disponibilità

Pagamento online

Accettato

Telefono

011 1980...

Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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Studio Di Psicoterapia

Viale Vittorio Veneto 39, Chivasso 10034

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Studio di psicoterapia - Torino

Via Bava, 21, Torino 10124

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4 recensioni

Tutte le recensioni contano e non possono essere rimosse o modificate dai dottori a proprio piacimento. Scopri come funziona il processo di moderazione delle recensioni. Per saperne di più sulle opinioni
  • D

    Il Dottore D'Agostino è un professionista con grande capacità di ascolto,molto paziente e attento.

     • Studio di consulenza online colloquio psicologico online  • 

    Dott. Alberto D'Agostino

    Grazie per la recensione. A presto!


  • S

    Empatia,disponibilità, professionalità, sorriso e gentilezza.

     • Studio di consulenza online colloquio psicologico online  • 

    Dott. Alberto D'Agostino

    La ringrazio Sandra, è stato un piacere lavorare con lei. A presto!


  • C

    Il dottore D’Agostino è molto disponibile mi ha ascoltato con tanta pazienza senza mai farmi sentire a disagio. Spero di fare un percorso che mi porterà a trovare l’equilibrio di cui ho bisogno.

     • Studio Di Psicoterapia colloquio psicologico clinico  • 

    Dott. Alberto D'Agostino

    Grazie per le parole Caterina, a presto!


  • L

    Il dott. D'Agostino è competente, professionale e ha passione verso il proprio lavoro. Consiglio a tutti coloro che abbiano qualsiasi esigenza o problematica di contattarlo. Io mi sono trovata molto bene e a mio agio con la consulenza on line.

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    Dott. Alberto D'Agostino

    Grazie Antonia, a presto!


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 2 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno
Siamo I genitori di un ragazzo di 22 anni che ha scelto un percorso di psicoterapia per affrontare un periodo difficile fatto di dubbi e paura nel futuro.
Devo dire che ha iniziato da circa 1 mese e mezzo. Ogni tanto ci parla e si sfoga.
Vorrei capire come poter stargli vicino. Sono preoccupata ma allo stesso tempo fiduciosa.
Alle volte al solo chiedergli qualcosa si innescano risposte di malo modo. Non vorrei essere invasiva o sembrare indifferente.
Grazie

Buonasera,
grazie per aver condiviso un’esperienza così delicata.
Da genitore, non è mai semplice e scontato gestire un figlio che vive una situazione di vita particolare e difficile. E' un grande passo per lui aver deciso di intraprendere un percorso di psicoterapia, e onde evitare di essere invasiva o indifferente così come ha scritto, è fondamentale cercare di essere accoglienti e far sentire la propria disponibilità all’ascolto, senza forzare il dialogo quando emergono chiusure o risposte di irritazione. A volte anche il semplice comunicare “se vuoi, io ci sono” può essere sufficiente, lasciando a lui la possibilità di scegliere quando e come aprirsi.
Le reazioni di nervosismo o di malo modo che descrivete possono far parte del processo che sta attraversando: non necessariamente indicano mancanza di fiducia o rifiuto, ma talvolta una fatica interna nel gestire emozioni e aspettative.

Per quanto riguarda il percorso terapeutico, per rispetto del suo spazio e della sua autonomia, è importante che resti un luogo protetto e riservato per lui. Se vostro figlio lo riterrà opportuno, potrà essere lui stesso a condividere con voi alcuni aspetti del lavoro che sta facendo.

Resto comunque disponibile, qualora emergesse un bisogno specifico concordato anche con lui, a valutare insieme come procedere.

Un caro saluto
Alberto

Dott. Alberto D'Agostino

Gentilissimi Dottori, vi scrivo per esporvi una dinamica complessa che FORSE non dovrei neanche porre, perchè non riguarda direttamente me, ma il ragazzo con cui mi frequento. Situazione difficile che non sto qui a spiegare nei dettagli, perchè sarebbe troppo lunga. Lui ha una vita complessa, tante dinamiche importanti a cui pensare ed un carattere più distaccato, anche se all'inizio era totalmente onnipresente a parole e con i fatti. Questa sua presenza eccessiva lo spaventò, perché era consapevole di non volere una relazione, ma io lo avevo colpito talmente tanto che voleva comunque conoscermi. Dopo qualche settimana si iniziò ad allontanare e lì io sono entrata in crisi, mostrando insicurezza e l'ho un po' inseguito. Successivamente a settembre abbiamo passato un periodo di tira e molla, fino a quando non abbiamo deciso di provarci senza ansie e timori. Dal vivo c'è. Ridiamo, giochiamo, parliamo, mi include nella sua vita con gli amici. Ma a distanza sparisce. Fino a due mesi fa mi scriveva spesso di notte.. e parlavamo ore ed ore.. Di giorno solo per organizzarci.. Poi due mesi fa ebbe un incidente e la sua vita è cambiata totalmente. Da lì è diventato molto più presente dal vivo. Nel senso che quella volta a settimana che ci vediamo, lo percepisco più vicino. Ma a distanza non c'è più, neanche di notte. Se gli scrivo io, non sempre risponde. Io mi sento limitata nel condividere con lui racconti, perchè non voglio "pressarlo". Ma mi sento limitata anche nel chiedergli "come stai?".. Ieri ho deciso di parlargliene, perchè la sua ambiguità non mi fa più stare bene. Ambiguità che lui riconosce ed ammette. Io gli ho detto che non chiedo una relazione, ma chiedo la possibilità di condividere di più quando ho voglia, senza dovermi sentire limitata o un peso. Lui mi dice che non sono un peso e che si rende conto che il suo comportamento non è piacevole e che non lo fa a posta. Io continuo chiedendogli come mi dovrei comportare per far sì che possiamo stare bene entrambi nel rispetto dei reciproci bisogni. E lui mi risponde " io a questo non so risponderti, perchè è strano e destabilizzante". Io continuo dicendogli che la domanda che lui si deve porre è se ha piacere nel sentirmi o meno. Lui risponde "certo che si, ma come con qualunque persona non sempre". Poi io continuo dicendogli "ma a te viene mai da scrivermi e poi ti freni?" e lui "Onestamente no. Non mi viene con nessuno, non so perchè, sono strano". Allora io ribatto dicendo che quella è già una risposta e gli chiedo cosa prova quando gli arriva un mio msg. Lui risponde testuali parole "curiosità e benessere. Poi dipende dai messaggi. Bu, io credo di aver molto le emozioni spente e confuse". Io gli rispondo dicendogli che secondo me lui ha paura di rivivere il passato, che ha un blocco emotivo e che io posso esserci solo se lui c'è. Che non posso convincerlo a fare qualcosa che non vuole, perchè non sarebbe spontaneo. Gli ho detto che dovrebbe spegnere un po' la testa e lasciarsi andare, se vuole continuare a vivermi (questo è il sunto principale). Lui mi ha risposto dicendomi che crede di avere la testa spenta, perchè vive le cose come vengono in modo naturale ed in base a come si sente. Io poi gli ho detto che non mi ha fornito una risposta a tutto (mi riferivo al fatto del "io ci sono, se tu ci sei, perchè io voglio essere a 360 gradi). Non mi ha più risposto. Mi rendo conto di averlo messo davanti ad uno specchio, ad ascoltare cose che forse non vuole sentire. Da un punto di vista razionale, penso di aver fatto bene perchè devo tutelare me stessa in primis; dall'altro ho paura di aver esagerato

Gentile utente,
da ciò che descrive emerge una dinamica relazionale caratterizzata da ambivalenza: una presenza affettiva viva e coinvolta dal vivo, alternata a un ritiro significativo nella distanza. Questo tipo di funzionamento, soprattutto quando viene riconosciuto ma non chiaramente orientato al cambiamento, può generare molta confusione e insicurezza in chi lo vive.

È comprensibile che lei abbia sentito il bisogno di chiarire i propri bisogni e i propri limiti: non è eccessivo chiedere coerenza, né esagerato tutelare il proprio benessere emotivo. Allo stesso tempo, dalle risposte di lui sembra emergere una difficoltà reale nel contatto emotivo e nella reciprocità, difficoltà che lei non può risolvere al posto suo.

Più che chiedersi se ha “esagerato”, può essere utile domandarsi se questa relazione, così com’è ora, le consente di stare bene e di sentirsi libera di esprimersi. Quando una persona dice di non sapere cosa vuole o di sentirsi emotivamente spenta, sta già comunicando un limite importante.

In questi casi, il lavoro principale non è convincere l’altro a esserci, ma ascoltare ciò che la relazione, nei fatti, sta offrendo.

Dott. Alberto D'Agostino

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