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Esperienze

"Di relazioni ci si ammala, di relazioni si guarisce." P. A. Rook

Credendo fortemente da sempre nel potere delle relazioni, mi sono formata - e continuo tuttora a farlo - come psicologa clinica dinamica e come psicoterapeuta ad orientamento sistemico-relazionale. 

Presso il mio studio o in modalità telematica è possibile fissare colloqui clinici di consultazione, valutazione e sostegno psicologico. È possibile, inoltre, valutare la possibilità di intraprendere un percorso psicoterapeutico ad orientamento sistemico-relazionale, sia individuale che di coppia o familiare. 

Lavoro abitualmente con bambini, adolescenti ed adulti.

Essendo esperta in psicodiagnosi clinica e forense, collaboro in qualitá di consulente tecnica con Tribunali e Procure, somministrando strumenti proiettivi e test cognitivi e di personalità anche presso il mio studio professionale.

Sono esperta in terapia EMDR (livello I e livello II), strumento del quale mi avvalgo per poter elaborare, insieme, esperienze fortemente traumatiche. 

Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Psicodiagnostica
  • Psicoterapia
  • Psicologia giuridica
  • Psicodiagnostica
  • Psicoterapia
  • Psicologia clinica-dinamica
  • Psicodiagnostica
  • Psicologia nutrizionale
  • Psicologia dell'età evolutiva
  • Psicotraumatologia
  • Psicologia dell'emergenza
  • Psicoterapia sistemico relazionale
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Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    70 €

  • Psicoterapia di coppia

    140 €

  • Primo colloquio adolescente

    70 €

  • Primo colloquio familiare

    140 €

  • Primo colloquio individuale

    70 €

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Dott.ssa Valeria Baldi Psicologa

Corso Vittorio Emanuele, 665, 2 piano, Napoli 80122

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333 353...

Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
  • Pazienti con assicurazione sanitaria

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24 recensioni

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  • A

    La dottoressa si è dimostrata estremamente competente, attenta e capace di cogliere dinamiche profonde senza forzare i tempi.
    In poche sedute è riuscita a creare uno spazio sicuro in cui sentirsi ascoltati davvero.
    Un percorso che consiglio sinceramente a chi vuole comprendere meglio se stesso e le proprie relazioni, con profondità e serietà.

     • Dott.ssa Valeria Baldi Psicologa colloquio psicologico di coppia  • 

  • G

    È una professionista straordinaria: empatica, attenta, competente e umana. Sono davvero contenta di averla incontrata.

     • Dott.ssa Valeria Baldi Psicologa consulenza psicologica  • 

  • E

    Professionista competente, umana ed empatica. Ottimo punto di riferimento

     • Altro Altro  • 

  • C

    Professionale ed accogliente, capace di mettere subito a proprio agio. Consigliatissima

     • Dott.ssa Valeria Baldi Psicologa colloquio psicologico clinico  • 

  • M

    Dottoressa attenta, scrupolosa e sempre molto disponibile.

     • Dott.ssa Valeria Baldi Psicologa colloquio familiare  • 

  • S

    la dottoressa aiuta e motiva ad iniziare con fiducia un proprio percorso di approfondimento interiore.

     • Dott.ssa Valeria Baldi Psicologa Altro  • 

  • S

    La dottoressa Baldi è stata una vera guida in un momento non semplice della mia vita.
    Mi sono sentito guidato, accolto, aiutato nel trovare le risposte che mi servivano e ad avere una nuova visione e prospettiva su alcune situazioni personali.
    Attenta, presente, disponibile.

     • Dott.ssa Valeria Baldi Psicologa sostegno psicologico  • 

  • D

    Professionista competente e attenta ai bisogni del paziente

     • Dott.ssa Valeria Baldi Psicologa psicoterapia individuale  • 

  • R

    La dottoressa Baldi mi ha accolta nel suo studio con grande professionalità e calore. Nonostante fossi in un momento critico della mia vita, lei è riuscita a non farmi sentire sola.
    Mi ha aiutata e mi ha fornito numerosi strumenti per conoscere meglio me stessa.
    La terapia con lei mi fa comprendere ogni giorno di più quanto sia importante prendersi cura di sè.
    Consiglio a tutti di rivolgersi a lei perchè saprà aiutarvi con tanta competenza e umanità.

     • Dott.ssa Valeria Baldi Psicologa psicoterapia  • 

  • B

    Ho avuto il piacere di conoscere la dott.ssa Valeria Baldi tramite una mia amica.
    Ciò che mi ha colpito di lei non è stato solo la delicatezza nel sapersi consigliare ma la capacità nell’ascoltatore, mi sono sentito accolto in ciò che cercavo di comunicare.
    “Parliamo tanto con il mondo ma ascoltiamo e ci ascoltiamo poco, cosa che dovremmo fare più spesso con noi stessi”
    Dottoressa top!

     • Dott.ssa Valeria Baldi Psicologa colloquio psicoterapeutico  • 

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 22 domande da parte di pazienti di MioDottore

Salve. Ho 32 anni e da più di un anno ho un rapporto (che credevo una relazione a tutti gli effetti, ma che temo rientri invece nella “situationship”, per usare uno slang anglofono) con un uomo più grande di me che aveva manifestato interesse sentimentale nei miei confronti da tempo. Viviamo abbastanza distanti e anche per motivi di lavoro siamo passati dal vederci 1 volta a settimana circa a circa 2, non sempre ogni settimana. Lui mi diceva di dover gestire il padre malato e quindi gli incontri si complicavano sempre di più a livello logistico. I problemi per me sono soprattutto due: per tutto questo tempo mi ha ripetuto sempre di voler trascorrere più tempo con me, e anche di andare a casa sua (mai stata, sebbene mi abbia invitata più volte senza però dare seguito alla cosa), e di definire insieme le “prospettive del rapporto “ (ora: dopo più di un anno di “frequentazione” - per lui evidentemente, per me era una relazione e mi sono sentita shockata quando ha usato la parola “rapporto” - mi vieni a dire che bisogna chiarirci le idee?) perché “non è una cosa vissuta come passatempo”. Da un paio di mesi ho avvertito come se cercasse di defilarsi senza assumersi alcuna responsabilità: mi ha fatto sentire in colpa e mi ha minacciata di troncare le comunicazioni perché in una settimana gli ho mandato 4 messaggi, chiedendogli quando potessimo vederci; eravamo d’accordo di organizzarci per una gita, gli avevo scritto e lui mi aveva risposto in modo estremamente brusco dicendomi di chiamarlo invece di mandare messaggi (lo avevo chiamato e non aveva mai risposto). Questi comportamenti si sono ripetuti molto in questi ultimi due mesi, aggravati dal fatto che quando ci vediamo (purtroppo una volta a settimana) il tempo trascorso insieme è diminuito (30 minuti massimo a settimana; e massimo una telefonata da parte sua in 7 giorni, e non devo insistere a chiedere di più se no ho il timore che si arrabbi e che voglia interrompere le comunicazioni facendomi sentire una seccatura). Il secondo problema è che nel tempo trascorso insieme assume atteggiamenti sessuali espliciti, mi dice che ci sentiremo e ci organizzeremo per stare di più insieme e poi sparisce per i giorni seguenti, senza neanche rispondermi (e se lo fa appare molto arrabbiato o seccato). Nonostante la ricerca di momenti intimi (in luoghi poco adatti) non ha mai avuto un rapporto sessuale completo con me, e questo mi causa ancora più sofferenza. Ho il sentore che per lui tutto questo tempo sia stata solo una valvola di sfogo sessuale, e che non mi abbia neanche “degnata” di un rapporto sessuale completo perché sa che per me significa fare un passo avanti importante e lui non vuole una relazione che richiede responsabilità emotive (sebbene mi abbia detto diversamente per tanto tempo, addirittura dicendomi in più occasioni che vorrebbe un figlio con me). Ho spesso timore a contattarlo per paura che si arrabbi e non mi voglia più vedere. Temo di essere vittima di un abuso psicologico che si è protratto nel tempo perché non è normale sentirsi insicura e ansiosa nel contattare o comunicare la persona che dovrebbe sentirsi entusiasta di vederti e sentirti; invece io mi sento di camminare sulle uova. Alcuni giorni mi cerca e mi vuole vedere e altri ignora totalmente le mie richieste di vederci. Perché mi tratta in questo modo? Mi sento invisibile e privata della mia dignità emotiva, non vorrei esagerare nel sentirmi così ma è quello che sento.

Il focus sembra essere l'altro, piu che lei, nella relazione. Si conceda uno spazio di ascolto in cui poter esplorare le dinamiche che la portano a scegliere di essere o non essere in una relazione. Possiamo fissare un colloquio conoscitivo online e capire meglio insieme.

Dott.ssa Valeria Baldi

Faccio fatica a reggere la depressione del mio ragazzo.
Da un anno e mezzo ho una relazione con un ragazzo (io 26 anni, lui 29) che fin da subito si è dimostrato essere molto rispettoso ed educato nei miei confronti e con la quale ho instaurato un rapporto stabile di fiducia e di amore.
Il mio ragazzo coltiva poco le sue relazioni di amicizia, parla molto poco, è tendenzialmente portato alla logica ed esprime poco le sue emozioni. Da aprile sta vivendo un burnout lavorativo che lo rende costantemente insoddisfatto, con me ne parla e mi ripete di essere ko, di arrivare a sera esaurito, dice costantemente di voler andare all'estero, di voler cambiare lavoro o di volersi ritagliare più spazio per se stesso. Sono tutte cose che dice ma che poi puntualmente non fa, seppur io lo abbia più volte supportato e spronato.
E' spesso ripiegato sul passato e tende a rimuginare parecchio sulla sua infanzia e la sua adolescenza. Mi ha detto di sentirsi vuoto e di aver vissuto un'adolescenza molto ritirata, nel quale ha fatto fatica a sciogliersi e sentirsi incluso in un gruppo, stessa cosa il periodo universitario; poi raccontandomi di sè è arrivato alla conclusione di non essersi mai sciolto in vita sua e di non essersi mai divertito, cosa che attribuisce al carattere apprensivo della madre quando era piccolo. Una madre che ad oggi rimane sempre molto presente in ogni sua giornata.

Io purtroppo nei mesi non ho visto diminuire la mia insofferenza verso questo suo lato del carattere così ripiegato su se stesso e questo crogiolo, anche perchè la situazione è peggiorata: fisicamente ha spesso degli acciacchi, a livello sessuale mi dice di avere poca libido e anche nei momenti in cui io stessa sono felice faccio fatica ad includerlo nel mio entusiasmo.
Fino a poco fa ho però pensato che il sentimento e l'amore potessero sostenere questa dinamica. Mi accorgo che però quando sono con le amiche o gli amici io sono vitale, energica, socievole. Quando sono con lui finisco per chiudermi e ripiegarmi su me stessa anche io e la cosa mi provoca fastidio. Il fatto che lui non sia mai entusiasta mi fa stare male e mi faccio condizionare a mia volta.
Nelle ultime settimane la sua psicologa gli ha consigliato di andare da uno psichiatra per assumere una cura farmacologica per una depressione maggiore e io mi sento spaccata: da una parte vorrei cercare di stargli vicino; dall'altra sono veramente stanca. Avete dei suggerimenti?

Non deve essere semplice sostenere il carico di un ruolo terapeutico che non le spetta, cosi come non deve essere semplice "lasciar andare". Perche non si concede un aiuto anche lei all'interno di uno spazio di ascolto psicologico? Possiamo fissare un primo colloquio conoscitivo online e capire meglio insieme. Lo spazio per lei c'è e deve esserci.

Dott.ssa Valeria Baldi
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