Dott.ssa
Micaela Bozzetti
Psichiatra
·
Psicoterapeuta
Altro
sulle specializzazioni
Terni 1 indirizzo
Esperienze
Ho studiato Medicina e Chirurgia e mi sono specializzata in Psichiatria all'Università degli Studi di Bari; parte della specializzazione l'ho svolta lavorando anche come specializzanda nell'Università di Perugia; ho lavorato anche nel corso della specializzazione con due incarichi da dirigente medico psichiatra, in un Centro di Salute Mentale (CSM) e in un Servizio per le Dipendenze (SerD), lavorando con persone con disturbi psichiatrici nel servizio pubblico, con adolescenti nell'ambito dell'intervento precoce e della prevenzione di disturbi psichiatrici o da uso di sostanze, con famiglie.
Mi sono formata e ho lavorato nell'ambito delle valutazioni diagnostiche (in particolare presso un ambulatorio di valutazione di Disturbi dell'Alimentazione e Nutrizione in collaborazione con la chirurgia bariatrica e in un ambulatorio di psicodiagnostica), per definire la domanda di cura e il possibile intervento terapeutico.
Mi sono inoltre formata come Psicoterapeuta della Gestalt ad Indirizzo Fenomenologico - Esistenziale presso l'Istituto Gestalt di Firenze.
Oggi lavoro come medico psichiatra in un servizio pubblico di salute mentale ed esercito la libera professione come Psichiatra e come Psicoterapeuta.
Sono una pugliese di nascita, quasi umbra di adozione, cosmopolita per ineluttabilità. Vivo in Umbria, a Terni, dove esercito prevalentemente la mia professione.
Ma per mantenere legami e per non separarmi da luoghi e persone in modo definitivo, esercito come Psichiatra anche a Trani e a Firenze, dove mi reco per le visite con una cadenza mensile, rendendomi disponibile ad aggiornamenti a breve termine telefonicamente. In queste due città collaboro con colleghi psicoterapeuti della Gestalt e ricevo presso i loro studi.
Come psicoterapueta sono disponibile anche alla presa in carico con modalità on-line.
Con una lunga esperienza di conduzione di gruppi di incontro in vari contesti, sia di educazione non formale, sia contesti clinici, mi appassionano molto laboratori di gruppo: attualmente conduco un laboratorio di sostegno alla genitorialità in collaborazione con un Nido di Terni e spero sia il preludio a molti altri progetti futuri.
Aree di competenza principali:
- Psicoterapia della gestalt
Principali patologie trattate
- Nevrosi
- Paura
- Disturbo d'ansia generalizzato
- Attacco di panico
- Disturbi psicosomatici
- +88 a11y_sr_more_diseases
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Psicoterapia
Da 60 € -
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Visita psichiatrica
Da 90 € -
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Visita di controllo
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Tecniche di rilassamento
60 € -
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Superamento di eventi traumatici
60 € -
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Recensioni
34 recensioni
Più menzionato dai pazienti
- Attenzione durante la visita
- Spiegazioni dettagliate
- Puntualità
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c
A me non mi ha aiutata pessima. Nonostante le scuse fatte!
• Altro • Altro •
Dott.ssa Micaela Bozzetti
Buon giorno.
Sarebbe utile un feedback costruttivo col quale comprendere in che misura non abbia ricevuto aiuto.
Ad ogni buon conto può succedere di non riuscire ad intercettare l’adeguata richiesta di salute e rispondere secondo le esigenze delle persone.
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F
Fedeli Volfango
Professionale, empatica, puntuale, comunicazione efficace
• Micaela Bozzetti Psichiatra Psicoterapeuta • visita psichiatrica •
Dott.ssa Micaela Bozzetti
La ringrazio, anche se sul “puntuale” è generoso perché non è la mia principale caratteristica, sono certamente grata del riconoscimento di ciò che mi impegno attivamente a dare ai miei pazienti: professionalità cioè individuare esattamente il bisogno e dare da specialista la risposta appropriata, chiarezza nella comunicazione e vicinanza nell’ineffabile esperienza della sofferenza psichica.
A presto!
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G
Giada
Con la dottoressa Micaela sono entrata subito in empatia. È stata molto accogliente e alla mano. Mi sono sentita compresa e aiutata. La consiglio sicuramente!
• Micaela Bozzetti Psichiatra Psicoterapeuta • visita psichiatrica •
Dott.ssa Micaela Bozzetti
Grazie Giada.
Ognuno con i suoi tempi, le sue modalità, il proprio linguaggio porta un mondo nuovo, che io ho molta curiosità di conoscere per rispondere come posso ad una attuale richiesta di sostegno.
La fiducia di chi entra in studio non è scontata e certamente fa buona parte del lavoro, facilitandomi!
Grazie! A presto
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A
A v
La dottoressa è accogliente è in grado di capìre in poco tempo il tuo problema.la consiglio vivamente
• Micaela Bozzetti Psichiatra Psicoterapeuta • •
Dott.ssa Micaela Bozzetti
La ringrazio di questa breve e concisa impressione. Certamente la conoscenza nel tempo rivela aspetti più complessi della persona e della sua storia, ma è importantissimo per me cercare di centrare il punto del bisogno attuale di chi si rivolge a me, senza perdere di vista la storia personale - che è certamente non riducibile in circa un'ora di prima visita, ma che per grandi linee si può tracciare.
Grazie! A presto!
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S
SdS
Una psichiatra straordinaria, capace di ascoltare senza giudicare e di trasmettere fiducia e serenità. “Una professionista competente, attenta e molto umana. Mi sono sentita ascoltata e compresa
• Altro • Altro •
Dott.ssa Micaela Bozzetti
Grazie.
L’analisi della domanda è fase delicata, anche e forse soprattutto quando conduce alla conclusione della non necessità della presa in carico.
Per questo è necessario che si crei un clima di fiducia, perché l’ascolto sia attento e reciproco, perché il confronto sia costruttivo.
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M
M.I.
Dopo aver fatto 60km, scusandomi per aver suonato 2 volte alla porta perché non vedevo la targhetta e per paura di disturbare qualcun altro, sono stata accolta dalla dott ssa in canottiera e ciabatte e sbattuta in sala d attesa per 30 minuti..."sto visitando mi aspetti"! Il primo impatto è il biglietto da visita.
Sono andata via• Micaela Bozzetti Psichiatra Psicoterapeuta • Prima Visita •
Dott.ssa Micaela Bozzetti
Come persona - prima ancora che come professionista- sono abituata a chiedere scusa quando commetto uno sbaglio.
Ebbene, riferendomi al Suo appuntamento, quando ho scoperto ricontattandola che era andata via, mi sono scusata perché avevo per una svista e per abitudine pensato che l’appuntamento fosse alle 10:30 e non alle 10:20, e ho terminato la visita precedente - come in psichiatria può accadere - con un quarto d’ora di ritardo. L’ho contattata alle 10:50, dopo aver atteso pensando che fosse in bagno, come Le ho scritto, e ho ricevuto la sua cortese comunicazione che si era allontanata.
Il nostro studio multiprofessionale ha 4 ambulatori, la cui porta resta chiusa durante le visite, e una sala d’attesa facilmente riconoscibile e posizionata in una rientranza che tutela la riservatezza di chi entra ed esce dagli ambulatori. Si chiama, per l’appunto, sala d’attesa, perché può capitare di dover attendere.
Quanto al giudizio sul mio abbigliamento, anzitutto Le segnalo che indossavo dei sandali allacciati. E anche un top décolleté quindi non avevo una canotta, avevo qualcosa senza neanche le spalline,
A scanso di equivoci, chiarisco che “in canottiera e ciabatte” non include il dettaglio dei pantaloni, che indossavo.
Certamente un abbigliamento estivo, come si confà ad una città con 40ºC a giugno e come nessuna delle altre persone che ho visitato dall’inizio della stagione calda si è minimamente preoccupata (per non dire: permessa) di giudicare.
Il mio biglietto da visita sono le valutazioni delle persone che della mia professionalità si sono avvalse, riconoscendomi il rispetto, la capacità di ascolto, l’umanità, l’empatia, la preparazione.
Spero che altrove trovi ciò che cerca.
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010101
Spiegazioni dettagliate, comunicazione chiara ed esaustiva e un approccio pragmatico.
• Micaela Bozzetti Psichiatra Psicoterapeuta • visita psichiatrica •
Dott.ssa Micaela Bozzetti
È importante per me cogliere l’atmosfera nella quale viene formulata la domanda di cura, rispettando sempre e comunque la priorità della persona che si rivolge a me. Questo si traduce necessariamente in concretezza nelle risposte, rispettose delle richieste esplicite e dirette delle persone che si rivolgono a me.
Grazie del feedback!
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M
Massimo melidei
Dottoressa con conoscenza ottima , precisa e scrupolosa ed anche severa il giusto.
• Micaela Bozzetti Psichiatra Psicoterapeuta • visita psichiatrica •
Dott.ssa Micaela Bozzetti
L’onestà intellettuale è per me un valore fondante e credo che la trasparenza e la chiarezza siano di grande aiuto per affrontare i problemi in modo concreto e risolutivo, a volte occorre dire le cose schiettamente, sempre con grande rispetto.
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S
Silvia
Disponibile all'ascolto, riesce ad individuare con delicatezza e professionalità le mie problematiche nascoste, creando una sorta di empatia tra lei e me.
• Micaela Bozzetti Psichiatra Psicoterapeuta • psicoterapia individuale •
Dott.ssa Micaela Bozzetti
Il mio maestro citando Nietzsche mi ha insegnato ad avere orecchi dietro gli orecchi, per ascoltare anche ciò che non viene detto.
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J
Johnny
Come prima esperienza molto bene.
Ha subito capito varie problematiche e le mie esigenze• Micaela Bozzetti Psichiatra Psicoterapeuta • visita psichiatrica •
Dott.ssa Micaela Bozzetti
È importante per me cercare di rispondere immediatamente alle esigenze della persona, sebbene a volte alcune cose richiedano osservazione, pazienza e tempi non immediati.
Ad ogni modo anche se le soluzioni non sono rapide che si vorrebbe, è per me importante cogliere sin da subito il nucleo dell’aiuto necessario.
Risposte ai pazienti
ha risposto a 29 domande da parte di pazienti di MioDottore
Mi sento in trappola, sento di non avere vie d'uscita. Ho quasi 33 anni e ho passato gli ultimi 15 a
Mi sento in trappola, sento di non avere vie d'uscita. Ho quasi 33 anni e ho passato gli ultimi 15 a fare cose senza aver mai raggiunto niente. Vengo dalla classica relazione familiare in cui i miei fino ai miei 17 anni sono stati separati in casa, penso (e ricordo) di aver voluto ad un certo punto di voler far loro del male cercando di diventare il peggio piuttosto che il contrario. È come se dai 17 anni mi fossi impegnato a fare tutto nel peggiore dei modi. Ho collezionato molte esperienze (ho vissuto quasi ogni anno in un posto diverso, sia in italia sia all'estero, sempre lavorando, ovviamente), anche se avessi avuto la possibilità di fare un percorso sicuro, diventando farmacista, ho abbandonato gli studi più volte. Ho fatto di tutto per distruggermi, anche lì, attraverso numerose rinunce agli studi. Dopo la prima volta che interruppi l'università, ho cominciato a viaggiare, quasi sentendomi senza pensieri, che ovviamente venivano a riprendermi successivamente. Ero una persona con una miriade di interessi, tante persone intorno e una voglia bestia di cambiare. Ho sempre fatto una vita quasi sana. Nessuno mi ha mai chiesto di fare il farmacista, ma sono il primo della mia famiglia, da almeno 3 generazioni che non lo è diventato. Per anni, chiedendo consigli agli altei, mi sono fatto convincere a tornare sui miei passi riiscrivendomi varie volte all'unibersità, per arrivare sempre a un momento di stallo in cui mi rendevo conto non fosse quello che mi facesse battere il cuore e di conseguenza abbandonavo. Essendo sempre stato convinto (almeno fino ai 27 anni) che quello sarebbe stato il mio posto nel mondo mi sono formato anche autonomamente su quello, inutile dire che durante il covid mi sia passata qualsiasi fantasia (lavoravo molto in farmacia).
Scrivendo ho l'impressione che stia facendo un grande miscuglio di quelli che sono i miei pensieri, ma vorrei rendere partecipe chiunque possa leggere di quale sia stato il mio trascorso, per poter guardare alla grande immagine piuttosto che al mero recente. Sono sempre stato una persona con una fame di sapere incredibile ma che già dalle scuole superiori non è mai stato in grado di ottenere buoni risultati (penso di aver scelto la scuola sbagliata perchè mi sentivo in dovere di fare quella che avevano fatto tutti i miei familiari). In realtà, penso proprio che il liceo mi abbia annientato dentro. Ho cambiato tre scuole e ho davvero pochissini ricordi (uno tra i quali: la mia professoressa in gita cadde e si ruppe un braccio e io le dissi che era stato niente rispetto a quel che si meritava). Ho eliminato piano piano nel tempo tutte le conoscenze che avevo. Non ho mai avuto relazioni stabili o sane, seppure abbia avuto abbastanza frequentazioni. Dai 20 anni circa ho coninciato a fare una vita sportiva assidua, accompagnata da molte letture su crescita personale, filosofia (la prof che cadde in gita era di filosofia e me la fece odiare letteralmente, riuscii addirittura ad averla come debito formativo in 3°) e psicologia principalmente. Il tutto fatto con "l'intento" di cambiare, ma a questo punto mi viene il dubbio che piuttosto aspettassi che mi cadesse il cambio dal cielo. Finora ho vissuto in una decina di posti almeno (ho smesso di contarli), sono "abituato" a cambiare velocemente tutto e mi trovo più a mio agio a vivere in situazioni "di emergenza" piuttosto che a vivere la vita tranquilla. Di contro ho un'autostima bassissima (probabilmente non l'ho mai sviluppata) e non ho ancora capito quale sia la direzione da prendere quando la maggior parte delle persone con cui sono cresciuto iniziano a preoccuparsi dei figli o delle cose di cui anche i miei genitori si sono preoccupati alla mia età. Sono 8 mesi che non lavoro, ma avendo avuto la fortuna di guadagnare discretamente l'anno precedente facendo il venditore per un caseificio in abruzzo, "sono riuscito" a non schiantarmi completamente, ma non riesco a trovare un lavoro perchè non riesco a farmi andare bene niente. Faccio comunque una vita molto frugale, non esco praticamente, le mie uniche spese sono i libri e i corsi, anche se ultimamente mi sento davvero che non stia imparando piú nulla. Non riesco ad accettare di fare una vita normale. La mia ultima fidanzata era appassionata di ristoranti, vita comoda e viaggi che io reputo altamente disistruttivi, inutile dire che non sia andata come previsto. Sono appassionato di sport all'aperto, viaggi e sapere, ma ultimamente non sto facendo niente di tutto questo. Addirittura ho ripreso a fumare (avevo smesso per un lungo periodo). Mi sento quasi come se stessi cercando di farmi male, ma non ho comunque il coraggiondi porre fine alla mia esistenza (sono convinto che non sia l'unica scelta). Non vado dal barbiere da piú di 18 mesi, vesti tutti i giorni sempre uguake, guido una macchina che definirla fatiscente sarebbe un complimento. Non capisco se stia cercando di impressionare qualcuno o autoledermi. Non so piû che cosa devo fare, ma sento di aver finito le cartucce. Sono sempre andato in terapia, ma finora non mi ha mai aiutato (probabilmente sono io il mio ostacolo più grande). Leggonsoltanto ora che avrei dovuto essere conciso e che avrei dovuto porre una domanda chiara, quindi chiuderò scusandomi per lo sfogo, che comunque mi ha fatto davvero bene e chiedendovi: se vi sentiste un fallimento completo nella gollvostra vita, non sappiaste cosa fare perchè non avete nessun titolo riconosciuto, aveste l'autostima bassissima e aveste anche questa tendenza a farsi male, come vi comportereste?
A breve andrò da una psichiatra per cominciare un nuovo percorso, ma ho paura che rimarrà tutto molto simile.
P.s. non ho mai preso farmaci ma soltanto una volta mi furono prescritti dei sali di litio e a 18 anni mi fu "diagnosticata" l'adhd.
P.p.s. Grazie ancora per la pazienza qualora foste arrivati fin qui a leggere
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Un colloquio valutativo con professionisti della salute mentale è a mio avviso indispensabile per individuare i bisogni prioritari in questo momento preciso della Sua vita. Non è possibile cambiare il passato e non è possibile cambiare tutto della propria vita. Anche qualora vi sia una valutazione diagnostica puntuale, è utile che si proceda per priorità in questo momento, le istanze che Lei riporta sono tantissime, ma se dovesse sceglierne solo una cosa (paradossalmente) cosa desidera cambiare della sua vita, ora?
Questa è a mio avviso la domanda chiave all'inizio di un percorso. Cosa chiede all* psichiatra? Cosa all* psicoterapeuta?
In bocca al lupo per il Suo percorso!
Dopo un episodio di vertigini molto forti.mi e stata fatta al ps, una tac con esito negativo ,da que
Dopo un episodio di vertigini molto forti.mi e stata fatta al ps, una tac con esito negativo ,da quel momento che sono passati due anni,dopo visite neurologiche ,prendo antidepressivi ,amisulpride al mattino da cinquanta mezza pasticca ,e alla sera zarelis da 35 credo il piu basso. Prendo anche al mattino una compressa di candesartan x la pressione .e come provo a sospendere un psicofarmaco vado in depressione, vorrei smettere ma mi e impossibile ,premetto che anche in vecchia data ho sofferto di episodi depressivi ,ma dopo una piccola cura, mi ristabilivo e stavo bene x molto tempo.ora invece e diverso non riesco a smettere ho 69 anni,tra i vari pensieri che mi frullano ,mi viene da attribuire alla compressa della pressione candesartan la colpa di questo malessere.soffro anche di episodi di aura visiva molto di rado una volta piu o meno ogni sei mesi poi magari due volte consecutive..
RISPOSTA DEL DOTTORE:
E' difficile rispondere al suo quesito perché il quesito non è chiaro.
Da una parte, da un punto di vista strettamente medico, mi sento di dirle che i disturbi dell'umore sono spesso ad andamento cronico e recidivante, pertanto in alcune situazioni è difficile sospendere la terapia senza attendersi ricadute di episodi depressivi.
D'altro canto, la situazione che descrive in questa domanda andrebbe approfondita, valutando le caratteristiche dei sintomi che esperisce, studiando il loro andamento nel tempo e conoscendo anche alcune caratteristiche del suo carattere, della sua personalità ... e della sua vita (situazione personale, sociale, lavorativa, affettiva).
Il nostro umore, infatti, per quanto possa essere strettamente influenzato da aspetti biologici che determinano l'insorgenza dei disturbi dell'umore, è anche condizionato da moltissimi fattori ambientali e dal nostro modo di reagire alle cose della vita.
Le consiglio di affidarsi ad una persona che ritiene affidabile, con la quale con fiducia e pazienza ricostrure in modo utile la sua "storia di malattia" e valutare il da farsi.
Se anche il da farsi fosse proseguire un trattamento farmacologico, in sé e per sé non è necessariamente un problema, se risolve i suoi sintomi.
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