Via Enrico Frizzoni 38, Treviolo 24048
Disclaimer: spesso internet rilascia informazioni generiche.. Omar Vitali iscritto presso la categoria degli psicologi. Dottore in tecniche psicologiche Albo Lombardia 20767
Leggi di più09/02/2026
Dalmine 2 indirizzi
DISCLAIMER siti web e servizi online: Omar Vitali categoria degli Psicologi. Spesso internet contiene informazioni generiche.
Omar Vitali Professionista Sanitario, perché iscritto all'Albo degli Psicologi della Lombardia sez. B per il Settore delle Tecniche Psicologiche per i servizi alla persona e alla comunità. Convenzionato CADIPROF, ex Candidato per le elezioni del nuovo Consiglio degli Psicologi 2019 con la lista Ordine Insieme, sono nato a Bergamo nel 1972. Sono diplomato in "Dirigente di Comunità".
Durante le scuole secondarie di secondo grado mi appassiono ed entro in contatto con la psicologia e la pedagogia. Ho svolto la professione di OSS domiciliare, Volontario Croce Rossa Italiana e di Educatore nelle comunità neuropsichiatriche infantili e nelle strutture abilitate alla cura delle dipendenze. Ho Frequentato Scienze e Tecniche Psicologiche e ho sostenuto gli esami di Psicopatologia e di Epistemologia delle scienze psicologiche al corso di Psicologia Clinica (specialistica) presso l'Università degli Studi di Bergamo.
Dopo la laurea di I° livello, mi sono abilitato con il tirocinio professionalizzante post- lauream presso "Urgenza Psicologica Milano" ho superato l'esame di stato utile per poter esercitare la professione di Dottore in Tecniche Psicologiche (D.P.R. 328/2001 Psicologo Junior) presso l'Università Milano Bicocca.
Presso gli studi di Dalmine e Treviolo (e anche online) offro supporto-sostegno, counseling rogersiano e supporto per la persona, la coppia e la famiglia. Concordo un percorso personalizzato con ogni paziente/cliente, per definire l'obiettivo pratico da raggiungere.
Tutto inizia con un primo consulto, durante il quale: effettuo una prima concettualizzazione, inquadramento dei bisogni, delle questioni portate o di eventuali problematiche così da poter fornire un parere professionale su modalità di sostegno e di intervento più indicato ed efficace. Fornisco sempre informazioni e chiarimenti e, nel caso si rivelasse necessario, rimando sempre le indicazioni più utili.
Creo un ambiente di accoglienza, senza giudizio e se gradito di grande confidenzialità affinché la persona abbia uno spazio proprio dove sentirsi al sicuro, non giudicato, dove portare le sue preoccupazioni o i suoi dubbi, blocchi, sintomi. Prendo accordi per eventuali ulteriori incontri definendo insieme gli obiettivi, illustrando il mio metodo di lavoro ed eventuali tecniche di intervento, chiarendo aspetti pratici quali la frequenza richiesta oltre agli aspetti economici.
Dopo l'esame di stato mi sono formato in ambito socio-sanitario e ho frequentato master di specializzazione presso provider accreditati dal Ministero della Salute o scuole di psicoterapia (IPSO), acquisendo competenze nel colloquio psicologico con l'adulto, adolescente, nell'assessment, nelle tecniche di rilassamento (Jacobson, Volpe, Benson), visualizzazione, mindfulness, training autogeno, PNL.
Formazione nell'ambito delle neuroscienze, della neuropsicologia e della neuro-psicomotricità dell'età evolutiva e dell'intero ciclo di vita, mental coach sportivo giovani atleti e senior.
Attualmente mi occupo di sostegno e supporto psicologico adulti, adolescenti, psicologia a mediazione corporea, counseling, psicoeducazione e mental training, EMI Therapy.
Attuo interventi per la riabilitazione, rieducazione funzionale e integrazione sociale di soggetti con difficoltà pratiche, con deficit neuropsicologici, con disturbi emotivi-relazionali o con dipendenza da gioco, dipendenza da internet e sostanze (l.56/1989 e l.170/2003).
Pongo particolare attenzione alla prevenzione del disagio psichico-emotivo, alla promozione della salute psicofisica e al miglioramento della qualità di vita.
Dott. Omar Vitali Settore delle Tecniche Psicologiche per i Servizi alla Persona e alla Comunità Iscrizione Ordine degli Psicologi della Lombardia n. 20767 sez. B, Iscrizione al Registro Nazionale dei NeuroPsicomotricisti SINP n. 0102 Counselor Bioenergetico somato-relazionale IPSO, Mental Coach Sportivo e Motivator, Terapista EMI Italy Psico-Traumatologo EMI Italy (elaborazione e integrazione attraverso i movimenti oculari)
Via Enrico Frizzoni 38, Treviolo 24048
Disclaimer: spesso internet rilascia informazioni generiche.. Omar Vitali iscritto presso la categoria degli psicologi. Dottore in tecniche psicologiche Albo Lombardia 20767
Leggi di più09/02/2026
46 recensioni
Nel dottor Vitali ho trovato un collega appassionato e attento, sempre aggiornato sull'attualità e sui progressi che si raggiungono nel nostro campo. È una persona che mette passione e impegno in ciò che fa, oltre ad essere umanamente piacevole: simpatico ed empatico. Sono molto contenta di conoscerlo e di avere occasioni per collaborare con il dottore.
Dott. Omar Vitali
Grazie, le tue parole mi riempiono di orgoglio
La mia esperienza con Omar è stata molto importante ed efficace. Abbiamo percorso un periodo di due anni che sono volati, durante i quali siamo andati a lavorare soprattutto sulla mia situazione familiare.
Ha centrato appieno i risultati che volevo ottenere, è sempre stato paziente e non mi sono mai sentito giudicato. Un professionista con la P maiuscola.
Dott. Omar Vitali
Grazie di cuore Simone, la soddisfazione dei miei clienti sono il regalo più bello. Ora che hai terminato il tuo percorso ricordati cosa ti porti via nella tua valigia, strumenti e risorse. È importante in questi percorsi psicologi stabilire un obiettivo p più mete da raggiungere. A volte basta un mese a volte un anno o due se ci sono più obiettivi da raggiungere in accordo sempre con il paziente. Il protocollo EMI velocizza sempre il percorso. Anch'io nella mia valigia mi porto la tua determinazione, la tua gioia, il tuo desiderio di vivere e di fare. Ti auguro tante cose belle e buone. Omar
Ho iniziato la terapia con il Dott Vitali conosciuto tramite un passaparola di una conoscente. Mi è stato presentato, non come il solito psicologo da cui andare a parlare e basta, ma mi ha parlato di una persona attenta che tramite delle tecniche particolari mi avrebbe potuto aiutare ad eliminare la mia ansia che ormai da anni mi aveva preso in scacco. Inizialmente, comunque ero molto titubante ma poi mi sono deciso e credo che sia stata una delle scelte migliori che io abbia mai fatto nella mia vita. Con la terapia EMI posso dire che dopo poco più di un anno, l'ansia non so più cosa sia e quelle poche volte che sento che vorrebbe prendere il sopravvento su di me, tramite delle tecniche imparate con il dottore, la tengo a bada alla grande! Posso solamente ringraziare il Dott Vitali per l'aiuto che mi ha dato e mi sento di consigliare a chiunque sia li a pensare o rimuginare se andare o non da uno psicologo, andate senza esitare! Ovviamente dal Dott Vitali.
Dott. Omar Vitali
Grazie mille per la recensione, la gratificazione più bella del mio lavoro è vedere i miei clienti soddisfatti.
Tanti auguri e grazie ancora.
Quando ho iniziato la terapia EMI, ero pieno di dubbi. Mi immaginavo le solite sedute in cui si parla e basta, come nei film. Invece, l'incontro con il dottor Vitali e questo approccio terapeutico mi ha permesso di risalire da un periodo buio. Ora che il percorso è finito, ci tengo a ringraziarlo di cuore per il suo lavoro eccezionale e per la passione che mette in ciò che fa. Ha fatto davvero la differenza.
Dott. Omar Vitali
Grazie mille per le tue parole che mi riempiono il cuore. Non è solo lavoro per me ma è un conoscere l'altro incontrare l'altro che ha sempre qualcosa da offrire anche a noi terapeuti.
Grazie mille
Grazie al dottor Omar Vitali e all’utilizzo della EMI Therapy, sono riuscita a superare i miei problemi di ansia generalizzata. Consiglio vivamente questo professionista, molto disponibile, empatico e attento al paziente in tutte le sue esigenze. Ti fa sentire subito a tuo agio, pur mantenendo sempre grande professionalità.
Dott. Omar Vitali
Grazie mille. Le sue parole mi riempiono di gioia. Sono l'altra faccia del mio splendido lavoro
Il dott. Omar Vitali è un serio professionista, disponibile, molto attento al paziente/cliente, dotato di grande umanità ed empatia. Estremamente competente, conoscitore ed utilizzatore di numerose tecniche e strumenti psicologici. Mi ha aiutata molto nella gestione e risoluzione di ansia e attacchi di panico. Devo dire che mi ha migliorato la vita. Consiglio vivamente il dott.Omar Vitali
Dott. Omar Vitali
Grazie mille, le tue parole mi fanno molto piacere. Tanti auguri di buona vita.
Omar
Ho avuto un periodo difficile tra lavoro e famiglia. Soffrivo di attacchi panico e la mia vita era diventata un incubo. Il dott. Omar come un coach o un personal trainer mi accompnata verso la guarigione. Lo consiglio
Dott. Omar Vitali
Buonasera, penso di svolgere il lavoro più bello del mondo. Le lodi dei miei clienti sono le soddisfazioni più grandi. Tanti auguri
Esperienza non positiva. Molto marketing e poca attenzione al paziente.
Dott. Omar Vitali
Buongiorno, mii dispiace di averla delusa. Purtroppo non la posso seguire perché per la prestazione richiesta. È un mese che rincorre il mio profilo per mettermi recensioni negative. Ho seguito etica e codice deontologico: le avrei fatto perdere tempo e soldi. Comunque rimango a disposizione per ogni chiarimento o necessità. Grazie per il suo feedback
Ho avuto un'esperienza estremamente positiva con il Dott. Omar Vitali.
Fin dal primo incontro, mi sono sentito accolto e compreso.Omar ha dimostrato grande professionalità e competenza.
Ho apprezzato molto il suo approccio personalizzato, utilizzando le tecniche EMI e la sua capacità di adattare le tecniche alle mie specifiche esigenze.
Semplicemente mi ha svoltato la vita.
Consiglio vivamente a chiunque stia cercando un professionista serio e veramente di alto livello.
Dott. Omar Vitali
Grazie mille, le tue parole mi riempiono il cuore.
Primo colloquio psicologico per capire chi ero e perchè ero li,davvero bravo e professionale. Mi ha aiutato molto anche nell'aprirmi e parlare dei miei problemi. Utilizzo della tecnica EMI che ha davvero contribuito tanto nel risolvere la dipendenza che avevo. Davvero consigliato
Dott. Omar Vitali
Buongiorno, grazie grazie mille per le sue parole che mi riempiono il cuore. Tanti tanti auguri.
Omar
ha risposto a 167 domande da parte di pazienti di MioDottore
Gentilissimi, sono appena uscita da una relazione durata sette anni, di cui tre di convivenza. Ho molto amato il mio compagno e in cuor mio penso di amarlo ancora, sono in una fase molto delicata, a volte posso piangere per ore fino a sentirmi svuotata, a volte sono razionale e penso di avere preso la giusta decisione, altre mi sento a pezzi e vorrei solo potesse tornare da me. Sono stata compagna, amica, amante e troppo spesso nell'ultimo periodo sua madre, mi è mancata la reciprocità, sapere che la persona accanto a me ci fosse per me, ho dato tutto e l'ho messo sempre al primo posto, ho cercato di non fargli mai mancare niente e i suoi bisogni sono diventati il centro della nostra vita: troppo lavoro, le lunghe trasferte, ansie. Così, ad un certo punto mi sono resa conto che tante cose mancavano a me: affetto, comprensione, una spalla su cui piangere, i miei bisogni costantemente ignorati, il sostegno e sapere di potere dividere i pesi della vita. Eppure, è come se avessi sempre dato tanto per cercare di ottenere amore, ho fatto di tutto per farmi amare da lui eppure la dimostrazione di un attaccamento autentico da parte sua non c'è mai stata, mai un complimento, mai una parola di affetto, un gesto, la collaborazione inesistente nelle faccende amministrative e casalinghe, il carico mentale dell'organizzazione del nostro piccolo nucleo familiare totalmente sulle mie spalle. Insomma il peso è diventato considerevole, ho cominciato a sentire una forte ansia sin dal mattino, il pensiero del cibo a volte sembra un peso insostenibile, altre invece l'unica via d'uscita con conseguente senso di colpa che sfocia in abbuffate e vomito indotto. Sentirmi così male fisicamente mi ha dato la misura di quanto la relazione mi stesse facendo del male in tutti i modi. Non sono mai stata una persona dotata di grande autostima, ma il nostro rapporto ha continuato ad eroderla, l'assenza totale di gratificazioni, di considerazione e l'invisibilità mi hanno veramente buttata giù.
Sono abbastanza tormentata all'idea di avere fatto una scelta sciocca, di avere sbagliato, forse avrei potuto lottare di più, dare di più. Eppure, il mio livello di ansia si è tanto abbassato, anche se mi manca tantissimo irrazionalmente correrei da lui all'istante. A ciò però devo aggiungere una cosa strana per il modo abbastanza rigido che ho di vivere le cose, da quando ci siamo lasciati ho cominciato a provare un'attrazione fortissima per un collega con il quale ho sempre avuto un ottimo rapporto e anche profondo di amicizia. Non riesco a distinguere se è un'emozione reale o frutto dell'essere stata vista, per la prima volta, dopo quasi un decennio da invisibile.
Grazie
È del tutto comprensibile che tu ti senta in un turbine di emozioni contrastanti. Sette anni, di cui tre di convivenza, rappresentano un investimento emotivo enorme, e uscirne richiede un tempo di "decompressione" che non segue logiche lineari.
Ti trovi in quello che potremmo definire un vero e proprio lutto relazionale, complicato dal fatto che la tua identità si è fusa per molto tempo con il ruolo di "caregiver" (compagna, amica, amante e, come dici tu, madre).
La trappola dell'iper-responsabilità
Il dubbio di "potevo dare di più" è un classico segnale di quanto tu abbia interiorizzato il peso della relazione. Tuttavia, rifletti su un punto: in un legame asimmetrico, dove i bisogni dell'altro occupano tutto lo spazio, "dare di più" spesso significa solo annullarsi ulteriormente.
L'ansia che cala: Il fatto che, nonostante il dolore della mancanza, il tuo livello di ansia generale sia diminuito è un indicatore prezioso. Il tuo corpo sta segnalando che il "carico mentale" e l'invisibilità erano diventati biologicamente insostenibili.
Il corpo e il controllo: Le dinamiche legate al cibo (abbuffate e vomito) sono spesso tentativi disperati di gestire emozioni travolgenti o di riprendere un controllo che si sente di aver perso nella vita affettiva. È un segnale di allarme che il tuo organismo invia per dirti che la sofferenza ha superato il limite di guardia.
L'attrazione per il collega: Emozione o specchio?
È molto comune che, dopo un lungo periodo di "invisibilità", il primo sguardo che ci riconosce come persone desiderabili scateni una reazione chimica ed emotiva potentissima.
Non è necessario che tu decida oggi se si tratti di amore o di un "rifugio". In questo momento, quel collega rappresenta probabilmente l'antitesi di ciò che hai vissuto: attenzione contro indifferenza, ascolto contro silenzio. È possibile che tu sia attratta non solo da lui, ma dalla sensazione di esistere di nuovo negli occhi di qualcuno. Lascia che questa sensazione ti aiuti a ricostruire l'autostima ferita, senza l'urgenza di doverla etichettare o trasformare subito in una nuova responsabilità.
Alcuni spunti di riflessione per te
Dato il quadro che descrivi, potrebbe esserti utile focalizzarti su piccoli passi di auto-preservazione:
Validazione dei bisogni: Prova a scrivere una lista di ciò che tu desideri in una giornata, indipendentemente dagli altri. Anche cose minime. L'obiettivo è riabituarti a sentire la tua voce.
Gestione del senso di colpa: Quando pensi "avrei potuto fare di più", prova a chiederti: "Cosa avrebbe dovuto fare l'altro per venirmi incontro?". La responsabilità di una relazione è sempre al 50%.
Supporto professionale: Poiché i disturbi del comportamento alimentare e l'ansia sono segnali di un malessere profondo, parlarne con un terapeuta potrebbe aiutarti a processare il trauma dell'invisibilità e a gestire le abbuffate in modo più dolce e meno punitivo.
Stai attraversando una tempesta, ma il fatto che tu riesca a guardarti dentro con tanta lucidità è il primo segno della tua guarigione
Salve piacere Sara ho 38 anni e sto insieme al mio compagno da 11 anni e mezzo ,lui ha 44 anni,stiamo benissimo insieme e ci amiamo tantissimo ogni volta fino a quando arriva il giorno di andare a vivere insieme .....mette in dubbio tutto,diventa nervoso ,agitato (vedo che davvero e ansioso )ho letto su internet che potrebbe essere affetto da filofobia......Sono 7 anni che attendo cercandolo di capire .....lui diventa nervoso poi quando prolungo ritorna dolcissimo e presentissimo......che devo fare?noi abitiamo in 2 città diverse e ci vediamo solo la domenica .....sto malissimo xké ci credo in noi e non so cosa fare ......io voglio una vita con lui ..... grazie mille
Ciao Sara, piacere di conoscerti. È chiaro che il legame tra voi sia profondo, visti gli undici anni di storia e la dedizione che dimostri. È però comprensibile che tu stia male: sette anni di attesa per un passo così naturale sono un carico emotivo molto pesante da portare.
Quello che descrivi somiglia a un ciclo di "vicinanza-fuga": quando il progetto diventa concreto, l'ansia prende il sopravvento; quando la pressione cala, lui torna a essere il compagno ideale.
Ecco alcune riflessioni per aiutarti a guardare la situazione da una prospettiva diversa:
1. Oltre le etichette: Ansia o Scelta?
Hai citato la filofobia (la paura di amare o di legarsi). Sebbene internet offra spesso nomi a queste dinamiche, è importante distinguere tra una patologia e una resistenza al cambiamento.
Il "Vantaggio" della distanza: Dopo 11 anni, la vostra routine domenicale è una zona di comfort assoluta. Per lui, andare a vivere insieme non significa solo "stare con te", ma rinunciare alla sua indipendenza, ai suoi spazi e alla gestione della sua ansia in solitudine.
L'Ansia è reale: Se lo vedi visibilmente agitato, la sua non è cattiveria, ma una reazione emotiva che non riesce a gestire. Tuttavia, spiegare l'ansia non significa doverla accettare passivamente se questa blocca la tua vita.
2. Il ciclo dell'attesa
Dici che quando "prolunghi" (ovvero quando smetti di premere per la convivenza), lui torna dolcissimo. Questo meccanismo purtroppo rinforza il suo comportamento:
Lui impara che, se si mostra agitato, la minaccia (la convivenza) scompare e tu resti comunque lì.
Questo crea un equilibrio statico dove lui ha tutto (l'amore della domenica e l'indipendenza settimanale) e tu sacrifichi i tuoi desideri.
3. Cosa puoi fare concretamente?
Sette anni sono un tempo lunghissimo per una "fase di transizione". È il momento di passare dalla comprensione all'azione per tutelare il tuo benessere:
Evita le diagnosi, parla di bisogni: Invece di dirgli che è filofobico, prova a dirgli: "Io credo in noi, ma il mio bisogno di una quotidianità non è più negoziabile. Mi fa stare male vivere così e ho bisogno di capire se questo progetto fa parte del tuo futuro reale o solo dei nostri discorsi."
La strategia dei piccoli passi: Se il salto verso la convivenza totale lo terrorizza, si potrebbe ipotizzare un periodo di prova (es. un mese insieme) o l'aggiunta di un giorno infrasettimanale. Se rifiuta anche i minimi cambiamenti, il problema potrebbe non essere l'ansia, ma una mancanza di volontà nel cambiare lo status quo.
Un supporto professionale: Data l'intensità della sua ansia, suggerirgli di parlarne con un professionista potrebbe essere utile. Non per "curarlo", ma per aiutarlo a capire cosa lo blocca davvero dopo oltre un decennio.
Una riflessione per te
Amare qualcuno significa anche rispettare i propri tempi, ma dopo 11 anni è lecito chiedersi: "Quanto ancora sono disposta a sospendere la mia vita in attesa che lui gestisca la sua paura?". A volte, mettere un limite non significa amare meno l'altro, ma iniziare ad amare un po' di più se stessi.
Omar Vitali
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.