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INTERVISTA AL DOTTOR VITTORIO MARCHESI
Medico, si è laureato a Torino nel 1985. Nello stesso anno ha conseguito il diploma in omeopatia, rilasciato dalla Scuola Internazionale di Omeopatia di Torino.
Dal 1987 esercita come Medico Omeopata.
In seguito ha perfezionato la formazione con Corsi Master a Milano per due anni con A. Masi Elizalde e per sei anni con R. Petrucci presso i Centro di Omeopatia.
Inoltre ha frequentato Seminari Master con : G. Vithoulkas, P.S. Ortega, P. Herscu, F. Schroyens, R.Petrucci, M. Mangialavori, G. Dimitriadis, S.e B.Joshi, D. Spinedi.
Iscritto alla Federazione Italiana Associazioni e Medici Omeopati ed al Registro Italiano dei Medici Omeopati Accreditati della Societa' italiana Medicina Omeopatica.
D. Ha deciso di integrare i suoi studi di quella che indichiamo come medicina allopatica con la medicina omeopatica. Che cosa l'ha portata a introdurre questi ulteriori elementi di approfondimento?
R. Io sono stato spinto, sin da quando ero studente, ad ampliare la mia preparazione, perche' ero consapevole che cio' che avevo imparato fino a quel momento non fosse adeguato sia per una conoscenza dell'uomo in senso olistico , sia per la prescrizione delle terapie adatte. Ho quindi studiato la medicina omeopatica ed in seguito la medicina antroposofica. Negli anni successivi, ho approfondito i miei studi frequentando nuovi corsi di omeopatia, e studiando vari aspetti della medicina naturale allo scopo di avere tutti quegli strumenti che mi potevano permettere di prevenire e curare anche patologie impegnative.
D. Come presenterebbe questa disciplina - la medicina omeopatica - per essere sicuro di essere compresa anche da qualcuno che non ne sa proprio nulla ?
R. La medicina omeopatica si basa sull'intuizione del medico tedesco Samuel Hahnemann.
Egli osservo' che la china, veniva usata per curare la malaria, tuttavia sperimentata in una persona sana , causava sintomi simili a quelli della malaria stessa. Sperimento' la somministrazione di alcune sostanze naturali in persone sane , causando una leggera intossicazione con sintomi che annoto' con cura. Poi le somministro' diluite al punto da eliminare gli effetti collaterali in persone che manifestavano gli stessi sintomi e arrivo' a elaborare la "Legge dei simili": una sostanza puo' curare i sintomi che causerebbe a dosi tossiche in una persona sana.
Questa è la base su cui si fonda l'omeopatia.
L' omeopatia classica , quella che deriva direttamente da Hahnemann , prevede l'utilizzo di un solo rimedio per persona.
I rimedi sono tutti di origine naturale : di derivazione vegetale, minerale, e animale. Quindi l'omeopatia classica prevede l'utilizzo del rimedio unico che corrisponde, globalmente, a quella specifica persona : ai sintomi fisici, ai sintomi psichici e alle caratteristiche costituzionali. L'effetto di questo rimedio è globale, agisce cioè a tutti i livelli e permette un riequilibrio generale. Ha un effetto antinfiammatorio, anti-infettivo, va a regolare il sistema neurovegetativo, il sistema endocrino e quello immunitario e nello stesso tempo e nello stesso tempo, riequilibra profondamente la psiche. Non soltanto la persona si sente meglio, ma spesso i pazienti riferiscono anche di sognare di piu'.
Possiamo cosi' constatare che il farmaco ha un effetto anche sull'inconscio .Potremmo dire che questo farmaco attui un'accordatura dell'organismo come i musicisti fanno con i loro strumenti: l'accordatura non si ripete fino a quando non risulti nuovamente necessaria. Allo stesso modo, il rimedio omeopatico si puo' sospendere nel momento in cui il paziente sta meglio per giorni , settimane, mesi o anni e potra' essere ripreso quando ne avra' di nuovo bisogno.
D. Se ci sono diverse scuole o correnti di questa disciplina , opera seguendone una in particolare?
R. L'impulso di Hahnemann ha dato vita nel tempo a diverse correnti.
* L'unicismo mantiene inalterato nel tempo il pensiero di Hahnemann, viene cosi' prescritto un rimedio alla volta che deve corrispondere a tutti i disturbi del paziente.
* Il pluralismo del francese Léon Vannier prevede la somministrazione di alcuni rimedi contemporaneamente.
* La medicina Antroposofica secondo gli impulsi di Rudolf Steiner valorizza l'elemento spirituale presente nell'uomo e lo pone in relazione con il cosmo.
* L'Omotossicologia inaugurata dal tedesco Hans Heinrich Reckeweg è un metodo aperto alle conquiste della biologia molecolare e dell'immunologia.
Io personalmente ho avuto modo nel tempo di studiare diversi metodi e scelgo per ogni visita quello che puo' essere piu' adatto per il paziente.
D. Integra questa disciplina - la medicina omeopatica - con altre?
R. Si'. Possiamo distinguere due parti costitutive dell' essere umano : il corpo fisico e la psiche. Parleremo di disturbi somatopsichici quando il corpo fisico condiziona la psiche e di sintomi psicosomatici quando la psiche influenza il corpo fisico. Per il riequilibrio del corpo consiglio integratori vitaminici, minerali e oligoelementi, nutraceutici, fitoterapici, gemmoterapici, fermenti lattici. Per l'equilibro psichico possono essere utili Fiori di Bach e fitoterapici. Ho inoltre approfondito la medicina psicosomatica. Dovremmo considerare l'importanza del corpo energetico in cui l'energia vitale scorre in canali chiamati meridiani ed attraverso centri energetici o chakra . Il corpo energetico mantiene tutte le memorie delle disfunzioni , dei conflitti e dei traumi non risolti del presente, del passato prossimo e remoto, della nascita e della gravidanza e delle generazioni che ci hanno preceduto. Infine vorrei ricordare l'importanza dell'alimentazione per la salute, aspetto che mi è chiaro fin dall'inizio della mia professione in cui ho approfondito il metodo della Dottoressa C. Kousmine.
D. Che cosa ne pensa delle difficolta' che le tecniche alternative incontrano nell'essere presentate al grande pubblico?
R. Chi si rivolge alle medicine cosidette alternative lo fa o perche' cerca un approccio piu' olistico e senza effetti collaterali, o perche' insoddisfatto dei risultati che ha ottenuto fino a quel momento dalla medicina ufficiale. Spesso in entrambi i casi, il paziente ha una conoscenza superficiale della medicina omeopatica o naturale. Questo accade perche' non c'è un'adeguata informazione sia nella scuola che sui mezzi di comunicazione piu' diffusi.
D. Mi pare di vedere che la medicina allopatica sia ad un punto critico. Da una parte si è giunti a una iperspecializzazione che suddivide l'essere umano in apparati e organi a se' stanti; dall'altra si ha una generalizzazione di protocolli che azzerano le differenze individuali di organismi unici e complessi quali sono gli esseri umani. Che cosa ne pensa?
R. Secondo la psiconeuroendocrinoimmunologia , ossia la scienza che studia l'interazione reciproca tra il sistema nervoso, il sistema endocrino, la risposta immunitaria ed il loro effetto sul comportamento umano, ogni parte influenza tutto il corpo umano.
La stessa patologia si puo' presentare con sintomi diversi a secondo delle persone. Andando avanti con l'eta', le patologie cronicizzate e curate in maniera sintomatica si sommano le une alle altre. Quindi il paziente spesso si presenta in studio con piu' malattie che interessano diversi apparati; un organismo unico e complesso che richiederebbe cure il piu' possibile individualizzate, una medicina di precisione .
D. Secondo lei, si puo' riscontrare un pregiudizio a doppio senso che impedisce alle due parti di collaborare apertamente e costruire una nuova metodologia che reintroduce la natura, oltre alla chimica ? Che torna a guardare all'indietro, alle origini e non soltanto in avanti all'ingegneria e alla bionica? Quali osservazioni vuole condividere in merito?
R. Senz'altro si potrebbe avere un'integrazione. Va tenuto presente che non si puo' rinunciare alla medicina allopatica per la cura dei disturbi acuti , gravi e nel caso della terapia sintomatica di malattie croniche sistemiche. Mentre la medicina complementare potrebbe essere da prendere in considerazione per la patologie croniche.
D. Quale messaggio vuole lasciare a chi legge? Che cosa vorrebbe portare come punto di vista e di svolta a conclusione di questa intervista?
R. Vorrei stimolare l'interesse verso la conoscenza della medicina omeopatica e naturale. Ci sono tanti corsi, libri, riviste ma è importante scegliere fonti qualificate.
D. C'è un'immagine che secondo lei puo' essere considerata rappresentativa di questa disciplina, della medicina omeopatica in particolare ?
R. Spesso si dice che il percorso di guarigione dell'omeopatia unicista è un po' come sbucciare una cipolla, nel senso che ogni rimedio che viene somministrato risana e rimuove uno strato della cipolla, dall'esterno all'interno. Lo strato piu' esterno corrisponde alla situazione presente mentre quelli piu' interni al nostro passato.
La guarigione potrebbe cosi' corrispondere alla liberazione da un passato che non è piu' utile e al completo sviluppo delle facolta' psichiche e spirituali, cioe' alla realizzazione della propria autenticita'.
07/12/2025