Gentili dottori, vorrei raccontarvi per bene la mia situazione. Durante il triennio all'università ho partecipato ad una campagna di scavi archeologici. Qui ho conosciuto una ragazza, proveniente da un altro percorso di studi, con la quale ho subito stretto un legame di amicizia. Lei è entrata a far parte del mio gruppo di amici, parlavamo tanto, abbiamo condiviso tante cose, tante esperienze e uscite.
A me questa ragazza piaceva, nonostante lei fosse fidanzata, ma comunque avevamo un rapporto di amicizia.
In quel periodo non stavo affatto bene, avevo un malessere interiore che alla fine riversato sulle persone intorno a me e in modo particolare nei confronti di questa ragazza. Avevo sviluppato una forma di ossessione e di dipendenza affettiva alla fine avevamo un rapporto un po' tossico. Se non sentivo questa ragazza per giorni iniziavo ad andare in ansia, lei doveva sempre rassicurarmi, proteggermi, starmi accanto, ascoltarmi eccetera.
Questa ragazza non era soltanto un'amica, ma era una confidente, una sorta di psicologa e così via
Mi arrabbiavo spesso nei suoi confronti ed ero geloso se per esempio preferiva il passaggio in auto di un altro amico piuttosto che il mio.
Ovviamente, io non mi rendevo conto di questa situazione stavo male. Fin quando alla festa di un nostro amico in comune, per attirare l'attenzione di questa ragazza, ho deciso di bere un po'. Non è successo nulla di grave ma comunque mi ha fatto un po' male, l'alcol e i miei amici sono dovuti stare accanto a me.
Questo evento è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ho perso tutte le mie vecchie amicizie e il rapporto con questa ragazza diciamo e terminato. Lei insieme ad altre mie amiche strette hanno deciso di parlare con i miei genitori per spiegargli un po' il mio stato e mi hanno proposto un percorso terapeutico, dopodiché ci siamo allontanati.
Adesso sono letteralmente due anni che non abbiamo più contatti, nel frattempo ho iniziato un percorso psicoterapeutico, mi sono laureato alla triennale, ho fatto tre esami della magistrale e sto continuando il mio percorso, sto cercando di socializzare con nuove persone, e il rapporto con i miei genitori è sicuramente diverso. Oggi posso dire di aver raggiunto una certa stabilità e non ho più quella sofferenza del passato.
Nel frattempo, frequentando i corsi della magistrale, ho incontrato nuovamente questa ragazza all'università, lei adesso è diventata una mia collega nel senso che lavoriamo con la stessa professoressa. Di conseguenza abbiamo una serie di ambienti in comune. Mesi fa ho partecipato ad una visita con la mia professoressa a Roma e c'era anche questa ragazza. Io non sto facendo niente, non l'ho più contattata non le ho più mandato un messaggio, non la saluto non le parlo. Ma anche questa ragazza non fa più niente, non fa altro che evitarmi. A Roma ho notato che mi ha guardato due volte e a sorriso, ma dal giorno dopo ha un comportamento di evita mento totale. Non mi saluta faccia a faccia e mi evita, addirittura cambia strada quando mi vede, si gira di spalle. L'altro giorno ero all'università per un esame, è passata di fronte a me senza guardarmi e senza salutarmi, poi si è fermata con i suoi colleghi dandomi le spalle. Questo comportamento naturalmente mi fa male, mi ferisce. Perché vuol dire che non vuole avere più niente a che fare con me, mi odia così tanto, mi detesta. Allora a questo punto, io non faccio altro che evitare ogni forma di contatto e di interazione con questa ragazza. Ho chiesto alla mia professoressa un aiuto per un programma e lei mi ha risposto dicendo di passare nel laboratorio dove questa ragazza poteva aiutarmi. Ma ovviamente io non sono entrato e ho detto alla professoressa che per motivi personali non posso entrare nel laboratorio e quindi troverò aiuto altrove. Non ho il coraggio, non ho la faccia, ho troppa paura. Mi faccio tante domande. Perché questa ragazza mi odia così tanto? Perché non mi saluta nemmeno? Il suo comportamento mi dice che non vuole avere niente a che fare con me, allora io non posso fare altro che evitare di entrare nel laboratorio e di evitare di partecipare a delle attività che la professoressa organizza quando c'è lei. Non voglio dare fastidio a nessuno, oltre lei c'è anche il suo fidanzato che è un collega, e ogni volta che mi guarda avverto un peso, mi guarda malissimo.
Io mi sto comportando benissimo, sto continuando un mio percorso terapeutico, sto continuando il percorso all'università, faccio altre attività ho conosciuto nuove persone ho iniziato un corso di teatro. Ma più di questo che devo fare? Possibile che dopo due anni devo vivere in una situazione così pesante? Non penso me lo merito.