Dott.ssa
Valentina Lucia Pollini
Psicologa
·
Psicologa clinica
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Arese 2 indirizzi
Esperienze
Sono la dott.ssa Valentina Lucia Pollini, psicologa clinica ad orientamento integrato. Ricevo presso gli studi di Arese (MI), Rho (MI) oppure online.
Il mio approccio
Nel mio lavoro metto al centro la persona nella sua interezza: pensieri, emozioni, corpo e relazioni sono dimensioni profondamente connesse tra loro e contribuiscono a costruire il modo in cui ognuno vive la propria esperienza. Per questo motivo, adatto ogni percorso in modo flessibile ai bisogni specifici di ciascuno, tenendo conto della sua storia, delle sue risorse e degli obiettivi che desidera raggiungere. Attribuisco grande importanza alla relazione terapeutica, intesa come uno spazio sicuro e di fiducia in cui poter esplorare, comprendere e trasformare la propria esperienza.
Di cosa mi occupo?
Offro percorsi individuali rivolti a giovani adulti e adulti, in particolare nelle seguenti aree:
Fasi di blocco, cambiamento o transizione personale e professionale
Gestione di ansia e stress, sovraccarico emotivo e difficoltà legate al sonno
Difficoltà relazionali, familiari e emotive e comprensione dei propri schemi affettivi
Orientamento professionale e formativo, obiettivi, attitudini e direzione futura
Autostima, potenziamento delle risorse personali e sviluppo delle proprie potenzialità
Crescita personale e percorsi di maggiore conoscenza e consapevolezza di sé
Le aree indicate sono orientative e non esaustive. Durante il primo colloquio potremo comprendere insieme la tua richiesta e valutare il percorso più adatto ai tuoi bisogni.
Non tratto minori, disturbi del comportamento alimentare, situazioni di violenza o abuso, rischio suicidario o autolesionismo e disturbi psichiatrici gravi. Quando necessario, posso orientare verso professionisti o servizi più adeguati.
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica-dinamica
- Neuropsicologia del benessere e salute mentale
Principali patologie trattate
- Disturbi emotivi
- Confusione mentale
- Disturbi relazionali
- Autostima
- Ansia
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
70 € -
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Colloquio psicologico online
70 € -
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Primo colloquio psicologico
70 € -
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Colloquio psicologico telefonico
Prestazione gratuita -
Indirizzi (3)
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Pagamento dopo la consulenza
Consulenza online
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Disponibilità
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Convenzioni assicurative non attive
Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che abbia una convenzione con la tua assicurazione
Recensioni
3 recensioni
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G
Giorgia
Sono sempre stata una persona insicura con problemi di autostima. Questa situazione mi ha creato diversi problemi sul luogo di lavoro. La dottoressa Valentina mi sta aiutando tantissimo creando ad ogni incontro un clima rilassato, sereno e di grande empatia. Sento che questi incontri mi stanno veramente aiutando a uscire dalla mia condizione. Finalmente riesco a vedere il mondo che mi circonda con un’altra prospettiva. Un grande Grazie dottoressa.
- Attenzione durante la visita
- Spiegazioni dettagliate
- Efficacia del trattamento
- Ottimo studio
- Puntualità
• Vertex Palestra e Centro Medico • colloquio psicologico •
Dott.ssa Valentina Lucia Pollini
Grazie G., sono molto contenta che i nostri incontri ti siano d’aiuto. Il tuo feedback è molto importante e mi conferma che stiamo andando nella giusta direzione. A presto!
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M
M R
Mi sono rivolta alla dottoressa per un problema di ansia che mi impediva di vivere serenamente creandomi problemi nel dare esami universitari... Mi sono sentita a mio agio ascoltata e compresa davvero. Consigliata
- Attenzione durante la visita
- Efficacia del trattamento
• Vertex Palestra e Centro Medico • colloquio psicologico •
Dott.ssa Valentina Lucia Pollini
Ti ringrazio M., sono felice che tu ti sia sentita a tuo agio e soprattutto compresa. A presto!
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S
S.T.
Ho richiesto un colloquio online per mancanza di tempo lavorando lontano da casa. Esperienza assolutamente positiva. La Dottoressa e' stata puntuale, dotata di un'ottima empatia. In grado di ascoltare e soprattutto di fare riflettere. Mi ha aiutato tanto capendo la mia situazione e soprattutto, in un mondo cosi' frenetico, non ha mai guardato l'orologio permettendomi di spiegare e sviscerare al meglio il mio problema. Sono assolutamente soddisfatto. Ho ripreso appuntamento. Grazie per tutto.
- Attenzione durante la visita
- Spiegazioni dettagliate
- Efficacia del trattamento
- Ottimo studio
- Puntualità
• Studio online • colloquio psicologico online •
Dott.ssa Valentina Lucia Pollini
Grazie S. per le tue belle parole. Sapere che ha apprezzato l’attenzione e la cura durante la visita è per me molto importante. Sarà un piacere poterla seguire anche in futuro.
Risposte ai pazienti
ha risposto a 7 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno, in seguito a un infortunio sul lavoro sono rimasta invalida e mi trovo impossibilitata a svolgere le cure quotidiane della mia famiglia. Inoltre, non essendo in grado di guidare la macchina, necessito dell'accompagnamento permanente alle visite e cure mediche. Tutto ciò mi crea un forte sentimento di colpa verso la mia famiglia, mi sento depersonalizzata e inutile, anzi, mi sento un peso inutile. È normale tutto questo?
Grazie per un'eventuale risposta.
Buongiorno,
la situazione che descrive è comprensibilmente dolorosa e le emozioni che sta provando sono assolutamente comprensibili.
In seguito a un infortunio che comporta una perdita di autonomia, è frequente sperimentare vissuti come senso di colpa, tristezza, frustrazione e anche una sensazione di perdita del proprio ruolo all’interno della famiglia. Quando per lungo tempo ci si è presi cura degli altri, trovarsi improvvisamente nella condizione di dover ricevere aiuto può generare un forte disorientamento e mettere in discussione la percezione di sé.
Il sentimento di essere “un peso”, “inutile” o il senso di colpa raccontano quanto questo cambiamento abbia inciso profondamente sulla sua identità e sul suo modo abituale di stare nelle relazioni. È importante considerare che il valore di una persona non coincide necessariamente con ciò che riesce a fare in termini pratici o di accudimento. Il fatto di non poter svolgere temporaneamente o stabilmente alcune attività non la rende meno significativa all’interno della sua famiglia. Le relazioni affettive non si basano solo sul “fare” ma anche sull’“essere”, cioè sulla presenza, sul legame, sulla condivisione.
C’è la possibilità, nel tempo e con il giusto supporto, di ritrovare un equilibrio che non sia basato esclusivamente su ciò che si può o non si può fare. Potrebbe essere molto utile avere uno spazio di supporto psicologico in cui elaborare queste emozioni, dar loro un significato e ricostruire, gradualmente, un nuovo senso di sé che tenga conto della nuova situazione senza ridursi ad essa.
Buongiorno Dottori, racconto brevemente la mia ultima esperienza con una persona conosciuta da poco. Ci incontriamo, ci piacciamo, decidiamo che la nostra relazione debba essere solo di natura fisica. Ci vediamo, proviamo ad avere un rapporto ma durante quest'ultimo mi rendo conto di avere molto dolore ( è un qualcosa che mi capita quando mi sento tesa ma poi si risolve) per cui gli chiedo di fermarsi. Lui lo fa ma la reazione che ne segue è del tutto inaspettata: Si innervosisce, si arrabbia, mi dice che l'ho messo in una situazione di disagio e imbarazzo che non sa come gestire perchè essendo il nostro rapporto di natura sessuale,non avrebbe saputo cosa fare con una donna in casa tutta la serata ( cito testualmente). Inoltre mi dice che sono stata egoista e scorretta a non dichiarare prima di avere talvolta dei dolori nei rapporti, perche sapendolo, lui avrebbe potuto decidere se fosse il caso di vedersi o meno.. Decisamente agghiacciata, chiamo un taxi per andar via e nel mentre lui stava gia organizzando il resto della serata con un amico..mi chiede quando ci vuole perche il taxi arrivi, gli dico una decina di minuti.. mi chiede di dargli il telefono cosi che lui potesse controllare in quanto sarebbe arrivato. Ovviamente glielo nego e lui mi dice " me lo neghi perche secondo me non hai mai chiamato il taxi"... Vado via.. non mi sono mai sentita cosi umiliata, in imbarazzo e in preda alla vergogna in tutta la mia vita. Cosa può spingere una persona a comportarsi in questo modo? Grazie per i vostri pareri.
Buongiorno,
quello che descrive è un episodio decisamente spiacevole, e ciò che ha provato è assolutamente legittimo e comprensibile, soprattutto quando ci si trova esposti a una risposta così brusca e svalutante in un contesto intimo. In una situazione come questa è fondamentale riportare l’attenzione su due pilastri centrali di qualsiasi interazione, sessuale e non: il consenso e il rispetto. Il consenso non è un accordo dato una volta per tutte, né qualcosa che vincola a portare a termine un rapporto iniziato. È un processo continuo, che può essere modificato o ritirato in qualsiasi momento, per qualunque ragione e senza necessità di preavviso, sia per un dolore fisico sia per un cambiamento nello stato emotivo. Interrompere un rapporto perché si prova dolore rappresenta un atto di ascolto e tutela di sé, non una mancanza nei confronti dell’altro. Qualsiasi reazione che metta in discussione questo diritto rimanda a una scarsa comprensione dei confini personali e della reciprocità. Il rispetto, strettamente connesso al consenso, riguarda la capacità di riconoscere l’altro come persona e non come mezzo per un proprio bisogno. Anche all’interno di una relazione dichiaratamente “solo fisica”, il rispetto non viene meno: implica saper accogliere un imprevisto, modulare le proprie aspettative e gestire la frustrazione senza colpevolizzare o umiliare l’altro. La reazione descritta, al contrario, sembra indicare una difficoltà a mantenere questo livello minimo di considerazione, trasformando una situazione intima in un’esperienza svalutante. Piuttosto che tollerare l’imprevisto e ricalibrarsi, ha attribuito a lei la responsabilità del proprio stato emotivo, utilizzando modalità accusatorie e poco empatiche.
A partire da quanto accaduto, potrebbe esserle utile prendersi un momento per rielaborare l’esperienza, distinguendo ciò che appartiene all’altro da ciò che riguarda lei. Il modo in cui questa persona ha reagito parla delle sue difficoltà nella gestione delle emozioni e dei limiti, non di lei, che ha esercitato un suo diritto nel momento in cui ha scelto di interrompere il rapporto. Se c’è un aspetto di questa esperienza che può trasformarsi in risorsa, è stata proprio la sua capacità di riconoscere il disagio e proteggersi, fino alla decisione di allontanarsi da una situazione che stava diventando poco rispettosa. Questo rappresenta un indicatore importante di consapevolezza e tutela di sé. Allo stesso tempo, può essere uno spunto per chiarire ancora di più con se stessa quali sono i suoi confini, anche all’interno di relazioni leggere o esclusivamente fisiche. Il consenso, il rispetto e la sicurezza emotiva sono elementi che meritano spazio in qualsiasi tipo di incontro. Se sente che l’episodio ha lasciato in lei un segno particolarmente intenso, potrebbe esserle utile dare spazio a queste emozioni, eventualmente anche in un contesto di ascolto più approfondito.
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