Aderisco al Bonus Psicologo, il contributo per sostenere le spese relative a colloqui psicologici e sessioni di psicoterapia. Si può fare domanda attraverso il portale dell’Inps.
Leggi di più02/07/2025
Milano 3 indirizzi
Sono una psicologa e psicoterapeuta specializzata in Analisi Transazionale; mi sono formata all'Università degli Studi di Torino e presso il Centro di Psicoterapia e Analisi Transazionale di Milano.
Mi occupo di: sostegno psicologico, sostegno alla genitorialità, psicoterapia e percorsi di counseling per adolescenti, giovani adulti, adulti e terza età. Seguo le coppie con percorsi di psicoterapia e percorsi di strategie comunicative efficaci.
Inoltre sono un’Orientatrice scolastico-professionale, diplomata con un master presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore; opero anche nella sfera legata all′attività lavorativa, svolgendo percorsi di bilanci di competenze e percorsi di consulenza alla carriera.
Attualmente collaboro con lo studio Legein e con l′Associazione Progetto Psiche.
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6 recensioni
ll percorso di psicoterapia analitico transazionale che ho seguito è stato un’esperienza trasformativa. Mi ero rivolto alla dottoressa Annesi per gestire un periodo di stress intenso, dovuto a responsabilità lavorative e difficoltà personali, e nel tempo ho imparato a riconoscere e comprendere meglio le dinamiche interiori che alimentavano la mia tensione.
Seduta dopo seduta, ho acquisito strumenti concreti per ascoltarmi, ridurre il senso di pressione e affrontare le situazioni con maggiore equilibrio. L’approccio analitico transazionale, con la sua attenzione alle diverse parti dell’Io e alla qualità delle relazioni, mi ha aiutato a sciogliere vecchie modalità di pensiero e a costruirne di nuove, più funzionali e consapevoli.
Oggi sento di gestire meglio lo stress e di mantenere un miglior contatto con me stesso, anche nei momenti più impegnativi. È un percorso che consiglio a chi desidera comprendere a fondo se stesso e ritrovare una serenità autentica e duratura. Grazie dottoressa!
Dott.ssa Valentina Annesi
La ringrazio di cuore per le parole e per la fiducia che ha espresso nel condividere la sua esperienza. Sapere che il percorso intrapreso l’ha aiutata a ritrovare maggiore equilibrio e consapevolezza è per me motivo di profonda soddisfazione. Il lavoro sulla gestione dello stress richiede impegno e presenza, e il suo percorso ne è stato un chiaro esempio. Le auguro di continuare a coltivare con serenità quanto ha consolidato nel tempo.
Ringrazio la dottoressa Annesi per la sua disponibilità e professionalità. Mi sono rivolta a lei come supporto per gestire lo stress, già dopo due mesi sentivo di essere migliorata. Ora sto proseguendo la terapia per comprendere meglio le cause del mio malessere. Lo studio l’ho trovato accogliente e confortevole, nonché facilmente raggiungibile con i mezzi.
Dott.ssa Valentina Annesi
La ringrazio sinceramente per la sua recensione. Sono lieta che abbia riscontrato benefici già nelle prime fasi del percorso e che abbia trovato lo studio un ambiente accogliente e funzionale. Proseguire nella comprensione delle cause profonde del proprio malessere rappresenta un passaggio significativo, e sarà mia cura accompagnarla con la massima attenzione e professionalità.
Buona giornata.
Sono stata in terapia dalla Dottoressa Annesi perché Il mio partner è deceduto 4 anni fa. A seguito di questo sono caduta in una profonda tristezza, che poi ho scoperto essere depressione. Grazie alla dottoressa ho imparato a convivere con l’accaduto senza che controllasse la mia vita e mi limitasse nelle relazioni.
Dott.ssa Valentina Annesi
La ringrazio profondamente per avere condiviso la sua esperienza. So quanto coraggio richieda affrontare un dolore così grande e trasformarlo in un percorso di crescita. E' un onore sapere che il nostro lavoro insieme l'abbia aiutata a ritrovare uno spazio di serenità e libertà nelle sue relazioni. Le auguro di continuare a portare con sé questa forza nel suo cammino futuro.
Ho iniziato la terapia con la Dott.ssa Annesi In seguito a due eventi molto traumatici che mi hanno portato a depressione e stati ansia molto pesanti da gestire. Non avrei pensato di arrivare a poter gestire i miei stati emotivi con così tanta consapevolezza. Ad oggi mi sento finalmente libero e felice di essere me stesso.
Grazie Dottoressa
Mi sono rivolta alla dottoressa perché mi sto separando ed è un momento davvero pesante, anche perché abbiamo due figli piccoli. La dottoressa mi sta aiutando nell’affrontare la mia paura di fare male a loro, sostenendomi sul come dire ai bambini della situazione. Grazie al suo supporto ora sto meglio.
Dott.ssa Valentina Annesi
Buonasera E., grazie della sua recensione.
Della sua storia mi colpisce la serietà e la determinazione con le quali la sta affrontando.
La ringrazio per il nostro incontro.
Buona serata, Valentina Annesi
Sono molto soddisfatto della visita con la dottoressa Annesi: è stata accogliente e mi ha aiutato a capire meglio i motivi della mia ansia. Grazie dottoressa
Dott.ssa Valentina Annesi
Buongiorno A., grazie per la sua recensione.
È stato coraggioso nel voler affrontare il suo ‘mostro maligno’, come lei stesso ha definito la sua ansia. Continuiamo a lavorarci insieme come stiamo facendo, per renderlo sempre più piccolo e meno potente.
Le auguro una buona giornata.
ha risposto a 17 domande da parte di pazienti di MioDottore
buongiorno io ho una domanda. Il sesso del terapeuta può essere in qualche modo rilevante? Mi spiego meglio. Quando ho iniziato la mia terapia volevo per forza una terapeuta donna. Un’opzione diversa non era neanche contemplata. Fortunatamente ho incontrato subito un’analista con cui mi sono trovato molto bene. Dopo un anno però nonostante fossi molto felice del nostro lavoro e avevo anche raggiunto un certo benessere ho sentito il bisogno di qualcosa di nuovo, di voler cambiare. La mia terapeuta era d’accordo con me e riteneva fosse importante fare questo passaggio.
Ora, da questo momento in poi, ho incontrato diverse analiste, ma sono sempre insoddisfatto, non interessato, come se non fosse ciò che voglio. Non mi interessa essere ascoltato da loro. Inoltre i miei sogni sono diventati abbastanza ripetitivi, c’è sempre di mezzo mio padre. Nonostante io dica che mi sarebbe molto utile trovare un terapeuta uomo, non provo neanche a incontrarne uno. Se lo facessi e avessi modo di sentirmi accolto e ascoltato, come non è mai successo con mio padre, riuscirei a tirare fuori ed elaborare più facilmente ciò che non riesco. Allo stesso tempo provo a convincermi che in realtà non farebbe la differenza, ma non funziona. In più so che non ci vuole nulla a chiamare e fissare un incontro. Ma mi è difficilissimo, ho paura di rivivere esattamente ciò che ho vissuto con mio padre. É una vera angoscia, io pensavo fosse più importante ciò che avevo vissuto con mia madre, che già non è stata per niente una buona madre. Che ne pensate?
Buonasera, il genere del terapeuta può avere un forte impatto sul procedimento del processo terapeutico, soprattutto se si affrontano dinamiche relazionali antiche che riguardano adulti di riferimento. Credo che il suo bisogno di rivolgersi ad un terapeuta uomo sia legittimo, ma forse è un po’ timoroso proprio perché va a toccare sentimenti ed emozioni profonde. Credo che questo non sia necessariamente un ostacolo, ma che possa diventare un ‘opportunità per affrontare, in un ambiente protetto come l’ analisi, parte della sua storia.
Buona serata, Valentina Annesi
Buonasera dottori,
Non so se sono nella sezione giusta ma ho veramente bisogno di aiuto.
Sono una Donna di 40 anni che sta con suo marito da 17 anni, purtroppo ho sviluppato una gelosia iper controllante da circa un anno. Mio marito guarda e fissa spesso altre donne da sempre, di recente gli ho controllato il telefono (mai fatto prima d'ora) dove ho trovato chat con un amico del calcetto dove parlavano solo di femmine. Si i nviavano reel di donne mezze nude e provocanti, premetto che i commenti non erano volgari ma tutti del tipo (questa ha due bombe esagerate). Ad oggi gli ho privato di tutto non va più a giocare a calcetto, non esce più con i colleghi a cena perché ho paura dei suo continui sguardi ad altre donne mentre è fuori. Sto in ansia anche quando è a lavoro perché lavora con ragazze molto giovani. Litighiamo spesso, lo accuso sempre di volermi tradire visto gli sguardi insistenti verso tutte, dalle giovani alle grandi senza distinzione. Mi sto ammalano ed ho perso molti kg perché non mi sento abbastanza. Tuttavia mio marito a sua volta si sta provando forzatamente di tutto, anche di un semplice caffè al bar prima di entrare a lavoro. Come posso fare a tornare come ero prima? Perché il mio pensiero è solo quello di lasciarlo per via degli atteggiamenti, ma abbiamo un figlio di 15 anni ed io dovrei tornare nella mia città natale a 1000 km da qui. Lui dice che mi ama, che anche se guarda non prov a desiderio sessuale, che non riesce a immaginare la sua vita senza di me e non mi tradirebbe mai, ma io non riesco a credergli. Sto sbagliando a privargli tutto perché entro in ansia? Per favore aiutatemi a capire cosa è successo e se ho bisogno di fare terapia per non prendere una decisione sbagliata . Grazie infinitamente a tutti.
Buonasera,
la sua sofferenza traspare con grande chiarezza e desidero innanzitutto validare quanto sia difficile per lei attraversare questo momento. È importante riconoscere il coraggio che ha avuto nel cercare aiuto e aprirsi, perché è già un primo passo verso una possibile soluzione.
La gelosia, specie quando assume un carattere intenso e “iper-controllante”, non è mai solo una questione superficiale: spesso nasce da emozioni profonde come la paura di perder l’altro, la paura di non essere abbastanza o di non essere degni d’amore, o ancora da insicurezze personali che in certi momenti possono venire amplificate. È comprensibile che, di fronte a comportamenti del partner percepiti come minacciosi o ambigui, si attivino ansia e reazioni di controllo, nel tentativo di proteggersi dalla sofferenza del possibile abbandono.
Tuttavia, come lei stessa nota, queste dinamiche rischiano di generare un circolo vizioso: più cerca di controllare, più sente crescere ansia e insicurezza, fino a mettere in crisi la relazione e il suo benessere personale. Anche privare il partner delle sue libertà raramente aiuta a risolvere alla radice la paura o l’insicurezza: spesso anzi, acuisce la distanza e il malessere reciproci.
Ciò che descrive racconta di quanto la situazione stia diventando “insostenibile” anche per lei e non solo per il partner. Questi segnali — ansia costante, timore di non valere, pensieri ossessivi, restrizioni così rigide — meritano una cura e un’attenzione adeguata: la psicoterapia può essere uno spazio dove affrontare e comprendere più a fondo le origini di queste emozioni, lavorare sull’autostima, sulle paure e sulle modalità relazionali che si sono consolidate nel tempo.
Buona serata, Valentina Annesi
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