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Esperienze

Ci sono momenti nella vita in cui ci si può sentire bloccati, disorientati o sopraffatti dalle difficoltà, e trovare uno spazio in cui sentirsi accolti, ascoltati e compresi può fare la differenza. È da qui che nasce il mio modo di lavorare: offrire un luogo sicuro e rispettoso, in cui poter dare significato a ciò che si sta vivendo e valorizzare le proprie risorse.

Offro supporto psicologico a bambini, adolescenti e adulti, accompagnando con attenzione e sensibilità nei momenti di difficoltà, cambiamento e crescita personale. Credo nell’importanza di costruire una relazione basata sull’ascolto e sulla fiducia, all’interno di uno spazio accogliente e non giudicante, che permetta alla persona di sentirsi libera di esprimersi e di conoscersi più profondamente.

Mi occupo di età evolutiva e disturbi del neurosviluppo, con particolare riferimento a DSA e ADHD, attraverso percorsi di valutazione, intervento e supporto psicoeducativo. Nel mio lavoro dedico particolare attenzione al benessere emotivo, al potenziamento dell’autostima e allo sviluppo di strategie di apprendimento efficaci, costruite sulle caratteristiche e sui bisogni specifici di ciascuna persona.

Propongo inoltre percorsi basati sulla mindfulness, orientati a sviluppare maggiore consapevolezza, regolazione emotiva e strumenti per la gestione dello stress, con l’obiettivo di favorire un maggiore equilibrio e benessere nella vita quotidiana.

Mi occupo anche di orientamento scolastico e professionale, accompagnando adolescenti e giovani adulti nei processi di scelta e nella costruzione del proprio percorso formativo e lavorativo, promuovendo una maggiore conoscenza di sé e delle proprie potenzialità.

Il mio approccio è integrato e considera la persona nella sua complessità, tenendo conto dei contesti familiari, scolastici e sociali in cui vive.

Ricevo online e in provincia di Modena. Sono disponibile a rispondere a domande o dubbi per accompagnarti al meglio nel tuo percorso.

Contattatemi alla e-mail sophiacorridore.psicologa@gmail.com

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 1 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buonasera, scrivo su questo forum perché ho bisogno di capire cosa sta passando per la testa di questo ragazzo con cui mi frequento da 7 mesi ma non c'è mai stata un'etichetta ufficiale.
Lui è una persona difficile, è adhd, ha sofferto di depressione, carenze affettive dalla mamma e nella sua ultima relazione (6 mesi) è stato tradito, e quanto mi dice quella relazione per lui è stata pesante sia a livello psicologico che fisico.
Noi ci siamo conosciuti a novembre, poco dopo che lui si era lasciato, accordandoci con una scopamicizia. I primi mesi scorrono molto lineari ma da febbraio in poi le cose iniziano a farsi più pesanti. Si sentiva che entrambi ci stavamo legando in modo non indifferente, gite fuori porta insieme, appuntamenti, tutto bene, ma l'etichetta non arrivava mai. Quando lui è via per il weekend (siamo studenti fuorisede ma lui vive vicino) mi scrive poco, tante volte sono io che comincio la conversazione. Quando siamo insieme invece va tutto bene, come se fossimo fidanzati. A marzo siamo ufficialmente diventati esclusivi ma comunque senza dire "fidanzati", nonostante chiunque attorno a noi ci vede come fidanzati. I mesi successivi li passiamo nel migliore dei modi, si sta benissimo insieme. Qualche litigio qua e là ma che nella sostanza non conta nulla, anzi credo che le discussioni ogni tanto facciano bene alla coppia perché entrambi mettono impegno nel risolvere e quindi non si è indifferenti all'altro. Nell'effettivo continuiamo a comportarci come una coppia, buon sesso, baci, carezze, effort ecc.
Nell'ultima settimana è cambiato tutto. Eravamo a casa di una nostra amica che, parlando al telefono con una sua amica a sua volta, menziona questo ragazzo come il mio fidanzato, senza nemmeno pensarci perché appunto tutti ormai lo danno per scontato. Quella sera prosegue in modo normale e anche i giorni successivi, fino a ieri che, dopo avermi invitato dove abita lui (io non c'ero mai stata quindi è un evento non da poco) mi dice "ma noi siamo fidanzati?" io lo guardo e ovviamente gli dico di no, ma perché appunto nell'effettivo non lo siamo, lui come se tirasse un sospiro di sollievo e gli dico "ti farebbe così schifo l'idea?" lui mi dice di no, ma che secondo lui non ci potrà mai essere nulla perché secondo lui siamo incompatibili, nel mentre mi diceva che non aveva mai voluto così bene ad una persona come che a me. Io chiedo spiegazioni su questa "incompatibilità" e mi risponde in modo vago "eh perché a me delle cose di te non piacciono, come viceversa", che a me come spiegazione non regge granché perché in 7 mesi le volte che abbiamo discusso si contano sulle dita di una mano e quindi raramente ci siamo trovati in situazioni difficili per la coppia. Io martedì andrò comunque da lui, ma non so come iniziare a prendere questa cosa, perché dopo mesi e mesi che va avanti sto iniziando ad avere bisogno di più chiarezza. Io non credo alla sua favoletta dell'essere incompatibili, quando fino a qualche giorno fa mi diceva che siamo una coppia bilanciata. La sera poi è tutto tornato alla normalità e lui si è comportato come suo solito, ovvero come una persona che vedendola pensi "questa ragazza gli piace".
Come dovrei gestirla? Grazie in anticipo.

Buonasera,
da ciò che racconta emerge una situazione che può generare molta confusione, perché sembra esserci una differenza tra ciò che avete costruito nel tempo e ciò che viene riconosciuto o nominato esplicitamente. Mi riferisco al fatto che descrive una relazione fatta di esclusività, condivisione, vicinanza e progettualità, elementi che generalmente vengono associati a un legame di coppia.

Allo stesso tempo, sembra che proprio nel momento in cui la relazione viene percepita o definita dall’esterno come qualcosa di più stabile (“il mio fidanzato”), lui abbia mostrato un’esitazione o un bisogno di prendere le distanze. Questo non significa necessariamente che non provi affetto o interesse nei suoi confronti: le persone possono vivere con difficoltà il tema dell’impegno, avere timori legati a esperienze precedenti o sentirsi incerte rispetto a ciò che desiderano. Tuttavia, da un racconto esterno non è possibile sapere con certezza quale sia il significato del suo comportamento.

Farei attenzione anche a un altro aspetto: è naturale cercare di comprendere “cosa gli passa per la testa”, ma il rischio è quello di concentrare tutta l’attenzione sull’altro e sulle possibili spiegazioni del suo comportamento. Nel suo messaggio, invece, emerge anche qualcosa che riguarda lei: scrive che dopo mesi inizia ad avere bisogno di maggiore chiarezza. Questo mi sembra un elemento importante.

Più che cercare di convincersi o convincerlo che la spiegazione dell’“incompatibilità” sia o meno credibile, potrebbe essere utile utilizzare il confronto che avrete per esprimere i suoi bisogni in modo chiaro: capire cosa desidera lui da questa relazione, ma anche chiedersi cosa desidera lei e se ciò che sta vivendo oggi la fa sentire serena.

Le etichette, da sole, non definiscono una relazione; la chiarezza però aiuta a capire se due persone stanno costruendo qualcosa nella stessa direzione.

Un caro saluto.

Dott.ssa Sophia Corridore

Dott.ssa Sophia Corridore

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