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Esperienze

Ti do il benvenuto in questo spazio. Qui puoi prenotare comodamente i tuoi colloqui online. Il primo colloquio conoscitivo è gratuito.

Cosa faremo insieme: Insieme a te creerò uno spazio fondato su ascolto, presenza e autenticità. Il mio obbiettivo è aiutarti a ritrovare il tuo benessere e a migliorare la qualità delle tue relazioni, costruendo percorsi focalizzati per vivere al meglio la quotidianità.

Come: Per me la sofferenza o il sintomo (che sia ansia, tristezza o un conflitto interno) non è un nemico da sconfiggere, ma un segnale che cerca di dirti qualcosa. Insieme, cercheremo di capire 'cosa' per trasformarlo e farti ritrovare la serenità.

La terapia online è uno spazio flessibile e sicuro che ti permette di prenderti cura di te, ovunque tu sia, senza barriere, in un percorso in cui potremo:

  • Camminare assieme verso una nuova consapevolezza.

  • Esplorare la tua storia, rispettando i tuoi tempi e i tuoi bisogni.

  • Co-costruire nuovi significati per raggiungere i tuoi obiettivi di vita.

Di cosa mi occupo principalmente:

  • Problemi relazionali e affettivi

  • Ansia, stress e gestione delle emozioni

  • Momenti di blocco o transizione di vita (lavoro, studio, scelte importanti)

  • Difficoltà universitarie o nella gestione dello studio

  • Bassa autostima e senso di insicurezza

Il mio approccio: L'approccio sistemico-relazionale mi permette di occuparmi di te nella tua unicità e interezza. Non guardo solo al problema isolato, ma tengo conto della tua storia, delle tue radici e delle tue relazioni. È proprio nella relazione terapeutica che costruiremo la chiave del cambiamento, attraverso un legame sicuro, basato su rispetto, assenza di giudizio e professionalità. Il mio obiettivo è accogliere non solo le tue parole, ma Te.

Se senti il bisogno di scoprirti, fermarti e trovare un luogo in cui prenderti cura di te, sei nel posto giusto. Scegli una data dal calendario e prenota il tuo primo colloquio gratuito. Sarà il nostro primo passo insieme.

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  • Psicologia clinica

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Simona Fresu

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32 recensioni

Più menzionato dai pazienti

  • Attenzione durante la visita
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  • M

    Ho trovato la Dott.ssa Fresu tramite i suoi canali social e sono rimasta piacevolmente colpita. Ho scelto di iniziare un percorso con lei viste le mie difficoltà relazionali. Ho trovato da subito una professionista preparata e pronta ad accogliere la mia richiesta. Mi sento a mio agio e compresa nelle nostre sedute, inoltre la possibilità di fare gli incontri online mi permette di organizzare al meglio tutti i miei impegni. Davvero consigliata!

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    Dott.ssa Simona Fresu

    Martina laringrazio per il gentile riscontro, a presto.


  • F

    Ho iniziato da poco un percorso con la dottoressa Fresu, posso già dire che è stata attenta, gentile, disponibile e paziente alle mie esigenze. Ho ricevuto delle "dritte" per avere fin da subito dei miglioramenti.
    Consigliata

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    Dott.ssa Simona Fresu

    La ringrazio per il gentile riscontro positivo.


  • L

    La Dottoressa è una professionista in gamba e capace di mettere a proprio agio.

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    Dott.ssa Simona Fresu

    Grazie per il riscontro Luca.


  • C

    Con la dottoressa Fresu mi sono trovata molto bene, è una persona molto pacata che ti mette subito a tuo agio. Il mio percorso con lei è iniziato da poco, ma con il suo prezioso aiuto inizio già a stare meglio. Consiglio

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    Dott.ssa Simona Fresu

    Gentilissima, grazie per il riscontro positivo.


  • G

    Psicologa molto professionale, empirica e disponibile. Grazie al suo supero affronto le difficoltà in modo più sereno e consapevole. Consigliata

     • Studio di consulenza online consulenza online  • 

    Dott.ssa Simona Fresu

    Grazie per il riscontro positivo Gabriele.


  • J

    La Dott.ssa Fresu si distingue per grande preparazione, competenza e professionalità. Fin dal primo incontro è riuscita a creare un ambiente accogliente, in cui ci si sente ascoltati e mai giudicati.
    La sua capacità di mettere a proprio agio permette di esprimere liberamente ogni tipo di emozione, pensiero e fragilità, favorendo un percorso autentico e consapevole.
    Empatia, sensibilità e attenzione si uniscono a tutto questo. Consiglio sinceramente il suo supporto a chiunque stia cercando una professionista capace di accompagnare le persone con umanità e grande capacità.

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    Dott.ssa Simona Fresu

    J. grazie per queste calorose parole. Sono contenta che siamo riuscite a co-costruire uno spazio per te accogliente e autentico.


  • G

    È una giovane professionista attenta e disponibile.

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    Dott.ssa Simona Fresu

    La ringrazio.


  • L

    La dottoressa è stata super gentile e accogliente. Mi ha messa subito a mio agio, la consiglio assolutamente!

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    Dott.ssa Simona Fresu

    Felice di averla fatta sentire a suo agio. Grazie per il riscontro.


  • G

    Ho avuto il piacere di conoscere la Dottoressa e da subito mi sono sentita accolta e compresa, per questo ho deciso di iniziare un percorso con lei.
    Consigliatissima!
    Uno spazio di ascolto professionale

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    Dott.ssa Simona Fresu

    Grazie Giovanna, sono contenta che abbia deciso di dedicarsi questo spazio per Sè.


  • G

    La dottoressa è molto disponibile, accogliente e preparata

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    Dott.ssa Simona Fresu

    Grazie per le belle parole.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 10 domande da parte di pazienti di MioDottore

Salve dottori sono appena diventato padre da qualche giorno sono molto sereno anche se ho un dubbio che mi assale , qualche giorno fa mi sono venuti alla mente della parole di un counseling filosofico che avevo guardato qualche video dicendo che senza un percorso di liberazione e di risveglio non saremo capaci di amare i nostri figli e che inconsapevolmente gli facciamo anche del male, io adesso non mi interessa minimamente fare un percorso del genere quindi vuol dire anche io che farò del male a mia figlia ? Quindi dovrei risvegliarmi ? Dovrei seguire il percorso del counseling? E eventualmente anche meditazione?

Gentile papà,
intanto congratulazioni per la nascita della sua bambina. Mi sento di rassicurarla sul fatto che diventare genitori oltre ad essere un evento bellissimo può risvegliare dubbi e paure. Da psicologa specializzanda in psicoterapia familiare, ad approccio sistemico-relazionale mi sento di dirle che no, non serve un percorso di counseling filosofico o un ‘risveglio’ per essere un buon padre. Diventare genitori smuove tante emozioni e video che dichiarano tali cose marciano sull’incertezza che questo periodo porta con sé. La genitorialità non è un qualcosa che si determina da un ‘risveglio’ spirituale o seguendo regole dettate da un corso filosofico online. La genitorialità si costruisce piuttosto nella relazione quotidiana che costruisce con sua figlia. Fatto di gesti, presenza, insegnamenti. Questa relazione si basa sulla sintonizzazione con i bisogni della sua bambina e il suo rispondere ad essi, è una relazione fatta di cura e amore. Il solo fatto che lei si stia ponendo il problema di proteggerla mostra già il suo grande amore e sensibilità rispetto all’educazione e desiderio di voler essere un buon genitore. A mio parere, già un qualcosa di fondamentale che pone le basi per fondare una solida relazione padre-figlia. Sul web circolano molti messaggi, e alcuni di questi toccano delle parti di noi che in alcuni momenti risuonano di più. Si dia del tempo per abituarsi a questo nuovo ruolo, si permetta di scoprirlo anche imparando nella relazione con sua figlia. Se dovesse sentire la necessità di approfondire ulteriormente questi dubbi, uno spazio psicologico, o di sostegno genitoriale, può essere un ottimo spazio per dar voce a questi suoi dubbi. Le lascio la mia disponibilità, per affrontare insieme questo nuovo inizio della sua vita.
Le auguro di vivere questo momento con maggiore sicurezza e di avere fiducia nelle sue capacità genitoriali.
Dott.ssa Simona Fresu
Psicologa - Specializzanda in Psicoterapia Sistemico-Relazionale

Dott.ssa Simona Fresu

Gentili Dottori, vorrei chiedere un parere psicologico su una situazione familiare che mi sta causando molta ansia e confusione.

Mio padre vuole donarmi una casa di famiglia, con l’idea che debba “restare in famiglia” e che io debba vivere vicino a mia sorella. Mia sorella stessa mi dice che non vorrebbe “estranei accanto” e che per lei è importante che io rimanga lì.

Il problema è che mi sento profondamente combattuta. Razionalmente so che ricevere una casa è un enorme privilegio, soprattutto perché al momento non sono economicamente stabile, sto attraversando un periodo difficile e realisticamente oggi non posso permettermi di vivere altrove in modo indipendente. Quindi questa donazione mi darebbe concretamente un posto dove vivere e una sicurezza materiale importante che in questo momento non riuscirei ad avere da sola.

Allo stesso tempo, però, emotivamente vivo questa situazione come una possibile perdita di libertà. Dopo una recente discussione con mia sorella, ho iniziato a stare molto male: nausea, mal di stomaco, pianto, una sensazione di soffocamento e pensieri come “la mia vita è rovinata” oppure “rimarrò intrappolata per sempre”.

Mi sono resa conto di una cosa importante: se non ci fossero aspettative familiari legate a questa situazione e se avessi abbastanza indipendenza economica, probabilmente sceglierei di vivere altrove. La mia paura principale non è la casa in sé, ma l’idea di dover sopportare per anni dinamiche familiari emotivamente pesanti, sentendomi senza spazio personale e senza una reale possibilità di scegliere la mia vita.

La pressione che sento è sia burocratica che emotiva.

Burocratica perché mio padre mi dice che sarebbe molto difficile vendere la casa in futuro a causa di complicazioni burocratiche/legali.

Emotiva perché vuole donarmi questa casa con l’aspettativa implicita che io non la venda mai a estranei e che la casa resti “all’interno della famiglia”. Anche mia sorella insiste molto sul fatto che non vuole estranei accanto.

Nella mia famiglia, ogni volta che provo a esprimere bisogni o dubbi che escono dal “percorso” già deciso da loro, vengo spesso accusata di creare problemi, complicare la vita agli altri, essere egoista o destabilizzare la famiglia. Questo mi fa sentire estremamente in colpa anche solo per il fatto di desiderare autonomia.

Sono anche terrorizzata dall’idea che accettare la casa significhi moralmente perdere il diritto di cambiare vita in futuro, anche se razionalmente so che le situazioni possono evolvere nel tempo.

L’unica possibile via d’uscita che riesco a immaginare in questo momento sarebbe accettare la donazione, ma chiedere a mio padre di fare un accordo privato in cui si stabilisce che, se un giorno volessi trasferirmi altrove e lui volesse davvero che la casa restasse solo nella famiglia, allora la proprietà della casa potrebbe tornare a lui invece di essere venduta a estranei.

Tuttavia, so già che anche solo proporre questa idea probabilmente porterebbe a discussioni e a una forte pressione emotiva da parte sua, ed è questo che mi paralizza.

Vorrei capire:

- Come posso costruire la sensazione che i miei bisogni siano legittimi quando la famiglia reagisce con senso di colpa o pressione;
- Come prendere decisioni importanti nella mia vita senza sentirsi responsabili della felicità emotiva degli altri.

Grazie a chi risponderà.

Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso con tanta lucidità una situazione emotivamente così complessa. Nel suo racconto si percepisce la sua sofferenza. La percepisco come impossibilità nel muoversi e compiere una scelta: sé stessa, o la famiglia. Mi colpisce molto questo suo racconto perché mi porta a pensare a cosa questa casa rappresenti: un dono che vincola. Il quale porta ad una sorta di ricatto emotivo, che passa a livello molto sottile sia dalla comunicazione con suo padre che con sua sorella. Ciò la mette in una posizione in cui la lealtà familiare che le viene chiesta le provoca malessere in quanto vorrebbe dire pagare il prezzo della sua libertà di decidere, non solo rispetto alla casa, ma anche rispetto a prendere una decisione che a lei risulta un po' stretta. Da psicologa, specializzanda in psicoterapia familiare, vedo che questo la inserisce in una dinamica relazionale in cui accettare la casa può significare dover rinunciare alla propria autonomia e differenziazione. Nella sua famiglia, la casa non è solo un immobile, ma rappresenta il custode di una regola implicita: "dobbiamo restare uniti, e senza estranei vicini". Accettare la casa, significa accettare anche questo copione, che forse a lei inizia a stare un po' stretto? Non a caso, nel momento in cui lei prova a distanziarsi un po' da questo copione, i suoi familiari reagiscono colpevolizzandola, accusandola di essere egoista e di complicare la vita. La invito a notare come la possibilità di cambiamento e la sua possibile differenziazione, non vengono accolti ma vengano percepiti con paura rispetto all’equilibrio familiare. I sintomi che ha menzionato sono una risposta somatica rispetto al disagio che questa situazione le provoca e alla possibile sensazione di impossibilità di decisione in cui si trova. Il suo sé, tramite questi sintomi sta cercando di emergere e di comunicarle qualcosa. Che cosa? Uscire da queste dinamiche, sia a livello emotivo che burocratico, da soli può essere molto faticoso. C’è appunto il rischio di somatizzare e sentirsi paralizzati, proprio come descrive lei. Un percorso psicologico in questi casi potrebbe offrirle uno spazio sicuro, in cui dare voce a ciò che sente, e alla decisione che sente più in linea con i suoi bisogni. Esplorare inoltre le dinamiche familiari potrebbe aiutarla a gestire il senso di colpa e capire come muoversi senza perdere sé stessa. Se sente il bisogno di approfondire questa situazione e di essere sostenuta nel fare chiarezza tra le sue scelte e le aspettative familiari, le lascio la mia disponibilità per dei colloqui insieme. Le auguro di cuore di riuscire a trovare il suo posto sicuro.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Simona Fresu
Psicologa - Specializzanda in Psicoterapia Sistemico-Relazionale

Dott.ssa Simona Fresu
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