Ciao,
scrivo perché ho bisogno di sfogarmi e magari ricevere qualche parere. Ho 27 anni (quasi 28) e mi sono laureata alla triennale circa 3 mesi e mezzo fa, con fatica. Per molti anni sono rimasta bloccata a tre esami dalla fine, che mi sembravano insormontabili e avevo perso completamente la motivazione. Eppure, alla fine, ce l’ho fatta.
Dopo la laurea ho avuto alti e bassi: momenti in cui il futuro mi sembrava roseo e pieno di opportunità, in cui mi sentivo molto vitale e momenti in cui mi sembrava impossibile trovare un lavoro e mi sentivo prosciugata. Ho mandato tanti CV ma ho ricevuto pochi riscontri, e mi sono scontrata con la realtà del lavoro e con una grande confusione su cosa voglio fare. Nel frattempo ho fatto una breve supplenza fuori regione. Poi sono tornata a casa… e da lì ho iniziato di nuovo a stare male. Ho la testa piena di pensieri, tutti confusi e in contraddizione tra loro.
Quando dovevo finire la triennale mi sentivo spenta, non pensavo nemmeno alla magistrale (anche se in verità ogni tanto ci fantasticavo), ero proprio stanca. E oggi mi ritrovo a sentirmi ancora molto insoddisfatta, a parlarmi in modo molto duro, a pensare sempre che avrei dovuto finire molto prima questo percorso. Che sono fuori tempo massimo.
Eppure, dentro di me, sono anche fiera di essere riuscita a laurearmi, anche se mi sembra che nessuno in famiglia abbia capito i sacrifici e le difficoltà che ho affrontato e che mi sembravano insormontabili. E questo è un altro tema caldo..
Ad oggi mi sento molto confusa: perché se ce l’ho fatta, mi sento comunque così triste? Perché mi sento sempre come se avessi un enorme peso addosso? A volte penso persino che stessi meglio tra tante virgolette quando studiavo.. forse perché pensavo che se fossi riuscita a laurearmi avrei cambiato vita.
Dopo quella supplenza, la scuola mi ha ricontattata più volte, ma inizialmente non avevo un posto dove stare (gli hotel costavano troppo). Quando finalmente ho trovato una stanza in casa condivisa, però, sono andata in crisi: non sapevo più se trasferirmi oppure no, perché nel frattempo avevo deciso di studiare seriamente per un concorso. All’inizio l’avevo preso alla leggera, poi ho iniziato a vederlo come una possibilità concreta, capendo anche la situazione lavorativa nel mio ambito..
Alla fine ho deciso di non trasferirmi e di dedicarmi allo studio per il concorso. Però da tempo ho questo pensiero fisso della magistrale. Devo farla o no? E se poi non sono all’altezza? E se torno nello stesso loop mentale di prima? E se la faccio solo per dimostrare qualcosa a me o agli altri? Per rivendicare la mia autostima e l'immagine minata che ho di me e se la faccio solo per zittire tutti i giudizi che ho ricevuto e che ancora ricevo?
La magistrale che sto considerando è in un’università privata dove studia anche una mia ex compagna della triennale. È molto diversa dalla triennale e dalla mia vecchia università. È molto più dinamica, con tanti lavori di gruppo e laboratori, molte prove intercorso e penso che potrebbe piacermi… forse potrebbe aiutarmi a ritrovare un po’ di motivazione e a riaccendere una scintilla..Ma allo stesso tempo mi vengono mille dubbi. Dovrei tornare nella stessa città della triennale, che da un lato mi ha dato tanto (le amicizie, l’esperienza da fuorisede), ma dall’altro mi riporta anche a momenti molto difficili e bui. Ho paura di rivivere quelle sensazioni, di trovarmi di nuovo punto e a capo.
Avrei voluto cambiare città, iniziare da zero in un posto nuovo, ma non ho trovato corsi che mi interessano altrove. In più mi sento in colpa verso i miei genitori, perché dovrebbero sostenere altre spese (temo la loro reazione e i loro giudizi), e mi pesa l’idea di arrivare a 30 anni e più ancora a studiare senza essere indipendente. Ho anche pensato a una telematica per poter lavorare, ma ho paura di non essere abbastanza stimolata e anche del giudizio degli altri.
Mi sento in ritardo su tutto: studio, lavoro, vita sociale… tutto.
Allo stesso tempo sento moltissimo l'esigenza di cambiare aria, vorrei anche iscrivermi al servizio civile all'estero (data la mia età sarebbe l'ultimo anno per parteciparvi) fare un'esperienza all'estero, dimenticare per quanto possibile questi anni così bui, conoscere una nuova cultura, una nuova lingua e lavorare nel sociale... Prendere una grande boccata d'aria..
Quindi nella mia testa ci sono: concorso, magistrale, servizio civile estero..tutte cose che cozzano tra loro....
Negli ultimi anni sono rimasta nel mio paesino molto piccolo, lavorando ogni tanto e studiando. Sono stati anni molto pesanti. Non avevo e non ho praticamente vita sociale, le poche amiche che avevo sono andate via, non ho una relazione, esco pochissimo e mi sento molto sola, soprattutto ora che ho finito di studiare. È come se non avessi seminato nulla... come se mi fossi chiusa completamente in me stessa, quasi come una punizione.
È come se avessi lottato e resistito così tanto in modalità sopravvivenza che adesso non riesco più a sopportare niente.
Sono una persona molto sensibile e abbastanza introversa e tutto questo lo sento ancora di più. Ho sempre di più la sensazione di spegnermi, come se mi mancassero le energie. Vorrei riprendere in mano la mia vita, ricostruirla, cambiarla, ma non so da dove iniziare né che direzione prendere. Vorrei riuscire a stare meglio e capire cosa fare. Vorrei sentire che questo dolore che mi porto dietro come una zavorra, prima o poi se ne andrà… o almeno diventerà più leggero...