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Esperienze

Salve, sono Serena Comucci, psicologa iscritta all’albo della Regione Lazio e psicoterapeuta in formazione di orientamento psicodinamico.

Attraverso il percorso psicologico punto ad offrire uno spazio sicuro e non giudicante in cui, a partire dalla condivisione, il paziente potrà intraprendere un nuovo viaggio alla scoperta di se stesso, aprendo le porte a nuove prospettive e costruendo nuovi significati dei propri vissuti.

Ho esperienze di lavoro con adulti, giovani adulti e adolescenti in diversi contesti; ho inoltre avuto modo di fornire sostegno a persone migranti e persone LGBTQIA+ che stavano sperimentando gli effetti negativi del minority stress.

Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicologia clinica-dinamica

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicologia scolastica

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Dott.ssa Serena Comucci

Via Arrigo Davila, 112, Roma 00179

Offro percorsi con prezzo agevolato a tutti gli under 30 e alle persone, in qualsiasi fascia di età, fortemente motivate ad intraprendere un percorso che però si sentono frenate dall'aspetto economico e/o si trovano in un momento difficile.

07/01/2026

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    45 €

  • Consulenza online

    45 €

  • Colloquio psicologico individuale

    45 €

  • Colloquio individuale

    45 €

  • Colloquio psicologico clinico

    45 €

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Serena Comucci

Via Arrigo Davila, 112, Roma 00179

Disponibilità

Pagamento online

Accettato

Telefono

06 9763...
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13 recensioni

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  • C

    La dottoressa Comucci è stata particolarmente sensibile nel trattare il tema che mi ha portato ad intraprendere il percorso, è molto attenta ai dettagli ed estremamente oggettiva.
    Mi ha aiutata davvero molto.
    La consiglio sinceramente.

     • Serena Comucci sostegno psicologico  • 

    Dott.ssa Serena Comucci

    La ringrazio sinceramente per le sue parole, sono lieta di esserle stata d’aiuto nel suo percorso.
    Un saluto


  • P

    Mi sono rivolta alla dottoressa Comucci recentemente per un problema che non riuscivo a risolvere, mi ha fornito supporto facendomi sentire ascoltata e compresa. La consiglio

     • Serena Comucci colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Serena Comucci

    La ringrazio per il feedback, mi fa piacere sapere che ha tratto beneficio dai nostri incontri
    Un saluto


  • P

    Una professionista molto attenta ed empatica, mi ha fatta sentire capita e sostenuta nel momento del bisogno, aiutandomi ad affrontare un momento molto complesso.

     • Serena Comucci sostegno psicologico  • 

    Dott.ssa Serena Comucci

    Grazie per le sue parole, mi fa piacere che il lavoro svolto insieme l’abbia aiutata in un frangente così delicato


  • R

    Mi sono affidato alla dottoressa in un momento di difficoltà a livello personale e lavorativo; grazie al lavoro svolto con lei sono riuscito ad affrontare le cose in maniera diversa e mi sono sentito meglio, la consiglio

     • Serena Comucci Altro  • 

    Dott.ssa Serena Comucci

    La ringrazio per le sue parole, mi fa piacere che si sia sentito supportato nel suo percorso e che ne abbia tratto benefici


  • V

    Da quando ho iniziato il percorso con la Dottoressa Comucci mi sento molto meglio, soprattutto nella gestione dell’ansia con la quale convivo praticamente da sempre.
    Mi sono sentita compresa fin dal primo giorno.

     • Serena Comucci colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Serena Comucci

    La ringrazio vivamente per il feedback, sono lieta che stia riscontrando effetti positivi del percorso per quanto riguarda i sintomi ansiosi.


  • A

    La dottoressa Comucci mi ha accolta nel suo studio facendomi sentire fin da subito a mio agio. Mi ha ascoltata con empatia e ha mostrato una grande professionalità in un momento particolarmente delicato della mia vita. La consiglio!

     • Serena Comucci colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Serena Comucci

    La ringrazio vivamente per la recensione, sono contenta che si sia sentita accolta e a suo agio.
    Un saluto


  • P

    Ho iniziato da poco un percorso con la dottoressa, ma fin da subito mi sono sentita accolta e ascoltata. È stata flessibile nel venirmi incontro con gli orari, perché avevo difficoltà con i turni a lavoro. Sono contenta di aver iniziato questo percorso per tornare a stare meglio, lo consiglio

     • Serena Comucci sostegno psicologico  • 

    Dott.ssa Serena Comucci

    La ringrazio, sono lieta che stia traendo benefici dal percorso che sta affrontando con impegno e fiducia.


  • E

    La dottoressa Comucci è una professionista attenta, competente e disponibile. Con lei si trova un clima di ascolto autentico e senza giudizio.

     • Serena Comucci colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Serena Comucci

    Grazie!


  • V

    In un momento di grande difficoltà la dottoressa Comucci mi ha accompagnata con delicatezza in un percorso di crescita umana e personale. È una professionista capace e comprensiva, mi sono sentita accolta e guidata durante tutto il percorso.

     • Studio di consulenza online colloquio psicologico online  • 

    Dott.ssa Serena Comucci

    Grazie a lei per aver posto fiducia in me in un momento per lei di grande fragilità e per la dedizione con cui ha affrontato il percorso


  • F

    La Dott.ssa Comucci è una professionista competente, disponibile, è in grado di ascoltarti senza farti sentire giudicata. Mi ha accolto in un momento molto difficile, guidandomi in un percorso di crescita che mi ha permesso di conoscere nuove parti di me.
    La consiglio fortemente!

     • Serena Comucci colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Serena Comucci

    La ringrazio per la fiducia riposta nel percorso intrapreso.
    Un saluto


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 35 domande da parte di pazienti di MioDottore

Ciao,
scrivo perché ho bisogno di sfogarmi e magari ricevere qualche parere. Ho 27 anni (quasi 28) e mi sono laureata alla triennale circa 3 mesi e mezzo fa, con fatica. Per molti anni sono rimasta bloccata a tre esami dalla fine, che mi sembravano insormontabili e avevo perso completamente la motivazione. Eppure, alla fine, ce l’ho fatta.

Dopo la laurea ho avuto alti e bassi: momenti in cui il futuro mi sembrava roseo e pieno di opportunità, in cui mi sentivo molto vitale e momenti in cui mi sembrava impossibile trovare un lavoro e mi sentivo prosciugata. Ho mandato tanti CV ma ho ricevuto pochi riscontri, e mi sono scontrata con la realtà del lavoro e con una grande confusione su cosa voglio fare. Nel frattempo ho fatto una breve supplenza fuori regione. Poi sono tornata a casa… e da lì ho iniziato di nuovo a stare male. Ho la testa piena di pensieri, tutti confusi e in contraddizione tra loro.
Quando dovevo finire la triennale mi sentivo spenta, non pensavo nemmeno alla magistrale (anche se in verità ogni tanto ci fantasticavo), ero proprio stanca. E oggi mi ritrovo a sentirmi ancora molto insoddisfatta, a parlarmi in modo molto duro, a pensare sempre che avrei dovuto finire molto prima questo percorso. Che sono fuori tempo massimo.
Eppure, dentro di me, sono anche fiera di essere riuscita a laurearmi, anche se mi sembra che nessuno in famiglia abbia capito i sacrifici e le difficoltà che ho affrontato e che mi sembravano insormontabili. E questo è un altro tema caldo..
Ad oggi mi sento molto confusa: perché se ce l’ho fatta, mi sento comunque così triste? Perché mi sento sempre come se avessi un enorme peso addosso? A volte penso persino che stessi meglio tra tante virgolette quando studiavo.. forse perché pensavo che se fossi riuscita a laurearmi avrei cambiato vita.
Dopo quella supplenza, la scuola mi ha ricontattata più volte, ma inizialmente non avevo un posto dove stare (gli hotel costavano troppo). Quando finalmente ho trovato una stanza in casa condivisa, però, sono andata in crisi: non sapevo più se trasferirmi oppure no, perché nel frattempo avevo deciso di studiare seriamente per un concorso. All’inizio l’avevo preso alla leggera, poi ho iniziato a vederlo come una possibilità concreta, capendo anche la situazione lavorativa nel mio ambito..
Alla fine ho deciso di non trasferirmi e di dedicarmi allo studio per il concorso. Però da tempo ho questo pensiero fisso della magistrale. Devo farla o no? E se poi non sono all’altezza? E se torno nello stesso loop mentale di prima? E se la faccio solo per dimostrare qualcosa a me o agli altri? Per rivendicare la mia autostima e l'immagine minata che ho di me e se la faccio solo per zittire tutti i giudizi che ho ricevuto e che ancora ricevo?
La magistrale che sto considerando è in un’università privata dove studia anche una mia ex compagna della triennale. È molto diversa dalla triennale e dalla mia vecchia università. È molto più dinamica, con tanti lavori di gruppo e laboratori, molte prove intercorso e penso che potrebbe piacermi… forse potrebbe aiutarmi a ritrovare un po’ di motivazione e a riaccendere una scintilla..Ma allo stesso tempo mi vengono mille dubbi. Dovrei tornare nella stessa città della triennale, che da un lato mi ha dato tanto (le amicizie, l’esperienza da fuorisede), ma dall’altro mi riporta anche a momenti molto difficili e bui. Ho paura di rivivere quelle sensazioni, di trovarmi di nuovo punto e a capo.

Avrei voluto cambiare città, iniziare da zero in un posto nuovo, ma non ho trovato corsi che mi interessano altrove. In più mi sento in colpa verso i miei genitori, perché dovrebbero sostenere altre spese (temo la loro reazione e i loro giudizi), e mi pesa l’idea di arrivare a 30 anni e più ancora a studiare senza essere indipendente. Ho anche pensato a una telematica per poter lavorare, ma ho paura di non essere abbastanza stimolata e anche del giudizio degli altri.
Mi sento in ritardo su tutto: studio, lavoro, vita sociale… tutto.
Allo stesso tempo sento moltissimo l'esigenza di cambiare aria, vorrei anche iscrivermi al servizio civile all'estero (data la mia età sarebbe l'ultimo anno per parteciparvi) fare un'esperienza all'estero, dimenticare per quanto possibile questi anni così bui, conoscere una nuova cultura, una nuova lingua e lavorare nel sociale... Prendere una grande boccata d'aria..
Quindi nella mia testa ci sono: concorso, magistrale, servizio civile estero..tutte cose che cozzano tra loro....
Negli ultimi anni sono rimasta nel mio paesino molto piccolo, lavorando ogni tanto e studiando. Sono stati anni molto pesanti. Non avevo e non ho praticamente vita sociale, le poche amiche che avevo sono andate via, non ho una relazione, esco pochissimo e mi sento molto sola, soprattutto ora che ho finito di studiare. È come se non avessi seminato nulla... come se mi fossi chiusa completamente in me stessa, quasi come una punizione.
È come se avessi lottato e resistito così tanto in modalità sopravvivenza che adesso non riesco più a sopportare niente.
Sono una persona molto sensibile e abbastanza introversa e tutto questo lo sento ancora di più. Ho sempre di più la sensazione di spegnermi, come se mi mancassero le energie. Vorrei riprendere in mano la mia vita, ricostruirla, cambiarla, ma non so da dove iniziare né che direzione prendere. Vorrei riuscire a stare meglio e capire cosa fare. Vorrei sentire che questo dolore che mi porto dietro come una zavorra, prima o poi se ne andrà… o almeno diventerà più leggero...

Buonasera, è comprensibile che lei si trovi, da quando ha terminato il percorso di studi della laurea triennale in uno stato di dubbio e preoccupazione per il futuro, visti i tanti cambiamenti e il timore di intraprendere una nuova strada, che potrebbe portarla a rivivere momenti che per lei sono stati difficili. La mancanza di una rete solida e la difficoltà ad esternare come si sente possono contribuire a rendere questo periodo ulteriormente faticoso da attraversare e a rafforzare le sue insicurezze. Pertanto le suggerirei di intraprendere un percorso di sostegno psicologico, attraverso il quale potrebbe avere un proprio spazio in cui riflettere su di sé, le sue motivazioni e desideri e capire da dove partire per riuscire a stare meglio
resto a disposizione
un saluto

Dott.ssa Serena Comucci

Buongiorno,

scrivo perché sto vivendo un momento di forte sofferenza legato a una relazione importante della mia vita, e sento il bisogno di un supporto per comprendere meglio me stessa, i miei comportamenti e le dinamiche che si sono create.

Con questo ragazzo ci conosciamo da circa 4 anni. La nostra non è stata una relazione stabile e lineare, ma caratterizzata da molti alti e bassi, con frequenti allontanamenti e riavvicinamenti. Nonostante questo, tra noi si è creato un legame molto forte e significativo.

All’inizio della relazione ci sono state delle difficoltà importanti: lui mostrava immaturità e non riusciva a mettere limiti chiari, anche nelle amicizie che stavano interferendo tra noi. Questo ha contribuito a creare in me insicurezze e paura di perderlo. Col tempo, queste dinamiche hanno portato da parte mia a comportamenti altalenanti e ai primi “tira e molla”.

Successivamente c’è stato anche un tradimento da parte sua (lasciarlo spesso l’ha portato a cercare altre ragazze, ma quando siamo tornati insieme ha continuato a vederle e a sentirle provandoci con qualcuna di loro a mia insaputa). Questo episodio mi ha ferita molto, ma nonostante questo sono sempre tornata nella relazione, spesso spinta dalla paura di perderlo e da un forte attaccamento emotivo. Allo stesso tempo, però, non sono mai riuscita davvero a perdonare completamente, e questo ha alimentato ulteriormente sfiducia e instabilità.

Nel tempo si è creata una dinamica in cui, da una parte, io avevo bisogno di controllare e cercare conferme, dall’altra lui tendeva a dare molto ma anche a non gestire in modo maturo alcune situazioni. In alcuni periodi lui ha anche messo da parte i suoi amici per ricostruire la mia fiducia perché io non mi fidavo nemmeno più di loro, cosa che oggi riconosco come un sacrificio importante e che nel tempo può aver contribuito a creare squilibri e pressione nella relazione.

Abbiamo avuto diversi periodi di rottura, tra cui uno particolarmente lungo di circa 8 mesi. Dopo questo periodo siamo tornati insieme, ma al ritorno, anche a causa delle ferite non risolte, ho iniziato ad avere comportamenti più controllanti e diffidenti.

Durante la relazione ho avuto anche altre difficoltà: facevo fatica a entrare nel suo contesto familiare, provavo disagio e tendevo a evitare alcune situazioni importanti per lui (sono una ragazza molto timida.) Nei momenti di conflitto reagivo spesso in modo impulsivo, chiudendomi o mettendolo alla prova.

Lui, soprattutto in alcuni periodi, è stato molto presente e affettuoso, ma nel tempo ha accumulato stanchezza. Nell’ultimo periodo mi ha chiesto se fosse possibile costruire una relazione sana, ma io, presa dalla paura e dalla confusione, non sono riuscita ad affrontare quella richiesta nel modo giusto.

Dopo questo, lui ha deciso di allontanarsi e mi ha detto di voler stare da solo. Non c’è ostilità tra noi, ma percepisco un forte distacco emotivo.

Ad oggi mi sento molto in difficoltà: provo ancora un forte attaccamento nei suoi confronti, mi manca molto e ho paura di aver compromesso definitivamente il rapporto. Allo stesso tempo, mi rendo conto che la relazione è stata influenzata da dinamiche complesse e da responsabilità condivise.

Per questo motivo vorrei intraprendere un percorso per comprendere meglio me stessa, lavorare sui miei comportamenti e imparare a costruire relazioni più sane in futuro.

Grazie per l’attenzione.

Buonasera, comprendo la sofferenza che queste problematiche relazionali le stanno causando e le paure che ne conseguono, dal momento che si tratta di una relazione duratura in cui entrambi sembrate aver investito molto, ma in cui si sono anche instaurate alcune dinamiche che vi impediscono di viverla serenamente, ma piuttosto vanno ad esacerbare i conflitti.
Credo che la sua scelta di intraprendere un percorso psicologico possa essere un punto importante, per poterle permettere di lavorare su se stessa in uno spazio che sente suo, al contempo libero e non giudicante, ma anche che possa aiutarla a confrontarsi con delle sue difficoltà e aiutarla a stare meglio in futuro
resto a disposizione,
un saluto

Dott.ssa Serena Comucci
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