Dott. Tiziano Roberti

Psicologo · Altro sulle specializzazioni

Cerro al Lambro 1 indirizzo

Esperienze

Sono il dottor Tiziano Roberti (uso tutti i pronomi), psicologə iscrittə all'Ordine Psicologi della Lombardia (Albo A, n°31383). Mi sono laureatə in Psicologia Sociale, sviluppando un approccio alla persona che tiene conto contemporaneamente di variabili sociali e individuali. Mi interesso di tematiche legate alla comunità LGBTQIA+, soprattutto alle questioni relative all'identità di genere. Come professionista della salute mentale porto nel mio lavoro diversi valori:

  • l'autodeterminazione della persona. Credo nel diritto di decidere per sé e nel definirsi come meglio si ritiene;

  • la dignità umana. Credo nel diritto al supporto psicologico in quanto persona, non in funzione della propria capacità di produrre;

  • la diversità. Credo nel diritto a essere diversə e ritengo che la normalità sia una
    costruzione sociale (per esempio che si parli di genere, orientamento sessuale/romantico o orientamento relazionale);

  • l'euforia di genere. Credo nel diritto a essere felice e a sentirsi connessə con il proprio genere, andando oltre a un'ottica centrata sulla sofferenza della persona transgender (binaria o non-binaria);

Mi riconosco in un approccio affermativo.

Rispetto al mio tariffario, offro due opzioni:

  • per persone maggiorenni di massimo 24 anni di età e per coloro che hanno problemi di necessità economica, il prezzo è di 40 euro totali;

  • per persone maggiorenni dai 25 anni di età il prezzo è di 50 euro totali;

Attualmente ricevo solo online via Google Meet e mi occupo di pazienti adultɜ.

Altro Su di me

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    Da 40 €

  • Consulenza psicologica

    Da 40 €

  • Primo colloquio individuale

    Da 40 €

  • Sostegno psicologico

    Da 40 €

Indirizzo

Tiziano Roberti
Studio ONLINE del Dottor Tiziano Roberti

Via Vittorio Alfieri, 7, Cerro al Lambro 20070

Vedi mappa si apre in una nuova scheda

Disponibilità

Questo dottore non offre prenotazioni online a questo indirizzo

Convenzioni assicurative non attive

Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che abbia una convenzione con la tua assicurazione

Recensioni in arrivo

Scrivi la prima recensione

Hai avuto una visita con Dott. Tiziano Roberti? Condividi quello che pensi. Grazie alla tua esperienza gli altri pazienti potranno scegliere il miglior dottore per loro.

Aggiungi una recensione

Risposte ai pazienti

ha risposto a 1 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno dottori, sono una ragazza di 24 anni, vi scrivo perché sono un po’ confusa riguardo al mi

Buongiorno dottori, sono una ragazza di 24 anni, vi scrivo perché sono un po’ confusa riguardo al mio orientamento sessuale e romantico, o meglio sull’etichetta da usare. So che l’etichetta non è obbligatoria, ma a me piace usarla anche solo nella mia testa perché sono una persona che categorizza le cose e vorrei almeno saper dare un nome a quello che provo. Praticamente, so di essere bisessuale da qualche anno, e credevo di esserlo anche romanticamente (biromantica), ma recentemente ho iniziato a pensare bene a se questo sia o meno la realtà, perché essenzialmente io mi sono sempre e solo innamorata di donne, ho sempre pensato che fosse perché gli uomini sono ancora immaturi alla mia età ma forse sto realizzando che emotivamente io non mi trovo proprio con gli uomini, e se questo fosse un segno che appunto io sia omoromantica piuttosto. Ho avuto tante celebrity crushes da adolescente sia per uomini che donne a livello estetico e ideale, ma il sentimento e la cotta romantica nasceva solo per le donne, non solo celebrità irraggiungibili ma pure ragazze vicine a me. Tutto quello che mi ha fatto credere di essere biromantica fino a ora era una cotta delle elementari per un mio compagnetto, era sincera, ma dopo quel caso non è più successo di provare sentimenti per un maschio, e soprattutto non è mai successo con un uomo fatto e finito, perché comunque eravamo bambini al tempo. Ho spesso avuto fantasie sessuali per uomini e donne in modo astratto, quindi nella mia testa, ma comunque so che non farei a prescindere nulla sessualmente senza un sentimento, nè con uomini nè con donne, però come ho detto il sentimento può nascere solo con delle donne; quando penso all’amore penso alle donne, e se mi immagino innamorata non riesco a immaginare di farlo verso un uomo proprio perché in amore sono una che cerca una grande connessione e questo lo vedo abbastanza impossibile per me con un uomo. Ne ho incontrati comunque molti anche abbastanza gentili e esteticamente belli, ragazzi che consideravo attraenti e idealmente il tipo ideale, ma non è mai scattato niente di lontanamente paragonabile a come mi sento quando mi piace una ragazza e non sono attivamente interessata a cercare un fidanzato mentre una fidanzata si, proprio perché preferisco il mondo femminile. Quando sono innamorata mi viene da prendermi cura dell’altra persona, e questo non riesco a sentirlo per i maschi, solo per le ragazze. A questo punto mi sono chiesta se io non sia essenzialmente lesbica. Ho utilizzato fino a ora bisessuale omoromantica, che probabilmente sulla carta è anche giusta, ma ho letto che la definizione di lesbica è “attrazione esclusiva o prevalente verso altre donne”, il che mi ha fatto pensare se non fossi categorizzabile anche io nella parola lesbica. Ho spesso visto ragazze lesbiche che non sentono proprio niente per gli uomini, nemmeno in modo astratto con fantasie, dire che una ragazza lesbica è una ragazza esclusivamente attratta da donne in ogni modo, e quindi non ho mai utilizzato quel termine per me pensando fosse errato e poco accurato e non mi sembrava giusto utilizzare la stessa parola per me, che comunque a volte sento attrazioni astratte per uomini mentre loro zero assoluto. Cosa ne pensate? Il termine lesbica è un termine che potrei utilizzare o in fondo è meglio bisessuale? Vi ringrazio per il tempo che mi dedicherete.

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott. Tiziano Roberti

Buongiorno,

Partirei da alcune premesse importanti, che esporrò per punti.

1) Lei dice di essere consapevole di avere il diritto di non categorizzarsi e, anche, di farlo ugualmente: sa di godere del diritto di autodeterminarsi. La volontà di trovare un'etichetta per inquadrare la propria identità sessuale in un modo che sia per sé soddisfacente e autentico è una spinta che condividono molte persone (presumo che anche lei parta da questa esigenza). A ciò andrebbe tuttavia aggiunto un dettaglio fondamentale: le etichette sono costruite a livello socio-culturale. Esse sono state elaborate (e negoziate) tra esseri umani per dare una descrizione sufficientemente accurata a parti della nostra identità sessuale, ma soprattutto, dando per scontato che tali categorie identitarie colgano un aspetto oggettivo. In realtà, l’identità sessuale ha una componente soggettiva molto forte: è lei che come persona prova un certo tipo di attrazione, mentre le altre persone possono solo inferirla sulla base di ciò che vedono (i comportamenti sessuali) e di ciò che lei riporta. L’etichetta può anche essere una “teoria imperfetta”, ovvero cogliere molti aspetti della sua identità sessuale, ma potrebbe non coglierli tutti.

2) Si tende a vedere l'orientamento sessuale come un aspetto monolitico che resta tale per sempre, quando invece può anche essere più flessibile nel corso della vita. Può provare di base una forte attrazione per le donne e aver provato più o meno occasionalmente attrazione sessuale e/o romantica per uomini.

3) La bisessualità è una categoria ombrello e uno spettro: essere bisessuale non significa provare un'attrazione 50-50 per uomini e donne. Molte persone bisessuali hanno forti preferenze verso uno o l'altro genere e ne sono pienamente consapevoli. Dopotutto, anche il frequentarsi solo con donne per tutta la vita non toglie legittimità al suo orientamento sessuale: il comportamento sessuale/romantico non coincide per forza con l'orientamento. Ci sono anche donne che scelgono di definirsi lesbiche pur provando un certo grado di attrazione sessuale/romantica verso gli uomini ed è loro diritto farlo. C’è anche chi è indotto a farlo in virtù del pregiudizio bifobico (più correttamente “bi-negativo”) che porta a invalidare l’esperienza bisessuale e intendere la persona bisessuale come “confusa”.

Partendo da queste considerazioni, ha diritto a definire i propri orientamenti sessuale e romantico come preferisce. Se ritiene che, in questo momento della sua vita, un’etichetta tra "lesbica”, “bisessuale biromantica” e "bisessuale omoromantica" costituisca l'opzione migliore per lei, è giusto che la adotti. Sempre in virtù del suo diritto di autodeterminarsi, può anche scegliere di cambiarla col tempo. Può anche darsi che non esista un’etichetta giusta per lei, che riesca a cogliere esattamente la sua identità sessuale.
Inoltre, se questo discorso la impegna particolarmente, può provare a fare un passo indietro e cercare di interrogarsi sul perché sia così importante per lei trovare un’etichetta precisa.

Spero di aver fornito degli spunti utili e chiari.

Buona giornata.


Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.