Dott.ssa
Monica Luigetti
Psicologa
·
Psicologa clinica
Sessuologa
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Firenze 1 indirizzo
Esperienze
Esercito la libera professione in videochiamata whatsapp o skype, e nel mio studio, a Firenze o a Prato
Conduco gruppi per giocatori d’azzardo o per creacita personale p per dipendenza affettiva
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicodiagnostica
- Psicosomatica
- Mediatore familiare
- Psicoterapia
- Approccio terapeutico
Principali patologie trattate
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Recensioni
5 recensioni
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E
E.G.
Professionista eccellente. Riesce sempre a mettermi a mio agio, riesco ad aprirmi con lei senza sentirmi giudicata. È molto gentile e accogliente. Il percorso sta andando benissimo, ho fatto dei passi avanti significativi grazie al suo aiuto. La consiglio senza alcun dubbio.
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P
Paziente
Non si è collegata al consulto online...ho aspettato inutilmente..se sussisteva un problema poteva avvertire
• Consulenza Online • consulenza online •
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E
E.M.
Eccellente professionista! Grazie alla dottoressa ed al percorso intrapreso con lei certe dinamiche e situazioni non si presentano più ! Assolutamente consigliata
• Consulenza Online • terapia familiare •
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F
Flora
Persona e professionista meravigliosa. Mi fa sentire accolta e compresa. Mette ordine nei miei pensieri e mi aiuta a trovare le soluzioni, senza mai farmi sentire giudicata, e questo, per una persona ansiosa come me, è molto importante
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G
Giulia
Professionale ed empatica. Un semplice modo di chiedere e ottenere aiuto. Il giusto aiuto e supporto di cui avevo bisogno! Grazie
• Consulenza Online • consulenza online •
Risposte ai pazienti
ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore
buongiorno,
sono un ragazzo di 21 anni e sono per la prima volta in una relazione omosessuale dopo sole relazioni eterosessuali. Vengo da un periodo di un paio di anni in cui ho lavorato su me stesso per accettare la mia bisessualità, ma senza l'aiuto di esperti. Sono molto contento di come ora vivo questa parte di me e la relazione in cui mi trovo sta andando per il meglio, a parte per la sfera sessuale.
Quando ho un rapporto sessuale con il mio partner, sono frequenti le volte in cui faccio fatica a raggiungere l'orgasmo. Io provo piacere, ma non mi è facile raggiungere l'apice, come invece sembra esserlo per il mio partner. Inoltre dopo aver eiaculato per me è impossibile avere un erezione nelle ore successive e anche a distanza di un giorno trovo difficile riuscire ad avere un rapporto senza perdite di erezione o comunque mantenendo un'erezione forte.
Ho fatto una visita andrologica, ma a prima vista tutto sembra a posto. Sono consapevole che molto faccia la testa e i pensieri intrusivi che mi vengono durante il rapporto, ma mi chiedo se ci sia anche una componente fisica oppure devo accettare il fatto che il periodo refrattario in me sia così tanto prolungato.
Specifico che con il mio partener c'è molto dialogo, lui è molto bravo a farmi sentire a mio agio e non mi fa pesare nulla:
Mi scuso per la lunghezza del messaggio e ringrazio chi vorrà rispondermi.
Quello che descrivi è una situazione abbastanza comune, soprattutto in un periodo di transizione emotiva, sessuale e identitaria come quello che stai vivendo. Provo a darti una risposta articolata, distinguendo tra possibili cause psicologiche, componenti fisiche, e spunti pratici per affrontare la situazione.
Il fatto che tu riconosca l'impatto dei pensieri intrusivi è già un segnale di autoconsapevolezza. Nella sfera sessuale, la mente è potente tanto quanto (e spesso più di) qualsiasi fattore fisico. Quando sei immerso in un'esperienza sessuale nuova, come può esserlo per te il rapporto con un uomo dopo esperienze etero, il cervello può "distrarsi" con interrogativi più o meno consapevoli:
Sto facendo tutto bene?
Mi sento davvero libero?
Mi eccita davvero?
Sto deludendo il mio partner?
Questi pensieri possono interferire con la capacità di abbandonarsi al piacere, causando difficoltà nel raggiungere l’orgasmo o nel mantenere l’erezione, specie quando sei molto focalizzato sulla “performance”. l periodo refrattario (il tempo dopo l’eiaculazione in cui non si riesce ad avere un’altra erezione) varia da persona a persona e può allungarsi in base a stress, ansia, stanchezza, o fattori ormonali. A 21 anni è più comune averne uno breve, ma non è una regola.
Se stai vivendo un periodo di forte stress emotivo o tensione legata alla tua identità, può essere normale avere una reattività fisica più bassa o irregolare. Anche una lieve fluttuazione del testosterone può influire.
L’ansia da prestazione (anche se non la percepisci in modo evidente) può contribuire a una perdita parziale o completa dell’erezione durante il rapporto. Nel concreto potresti fare alcune cose:
Allena la mente a restare nel momento presente può aiutarti moltissimo a diminuire i pensieri intrusivi. Esistono esercizi specifici per imparare a “stare nel corpo” invece che “stare nella testa”.
Prova a vivere il sesso con meno focus sull’erezione e sull’orgasmo. Il piacere può essere esplorato in tanti modi e a volte togliere l’obbligo dell’orgasmo sblocca proprio il piacere stesso.
Quello che stai vivendo non è anormale né preoccupante, ma è qualcosa che merita ascolto, comprensione e un po’ di lavoro su più livelli.
Mia moglie dalla menopausa ha rallentato i rapporti sessuali fino ad interromperli del tutto da ormai due anni, alle mie insistenze sostiene di essere troppo stanca e non se la sente e non vuole essere forzata. Io mi rendo conto che il sesso mi manca molto e quindi alla fine una volta al mese circa mi intrattengo con una prosituta, questo mi accorgo che mi rilassa e mi aiuta molto ad accettare il rifiuto di mia moglie, e non intacca l'amore che le voglio, ma non so come spiegarlo a lei. Si puo' considerare una terapia? Ci sono casi simili? o mi devo forzare all'astinenza facendo terapia che mi aiuti a fare a meno del sesso? Ho 60 anni e ancora un forte desiderio sessuale.
Michele
gentile signore, comprendo quanto possa essere dififcile, vivere questo momento specie se i cambiamenti legati alla menopausa hanno modificato nl'intimità di coppia. Sentirsi rifiutati genera frustrazione, allo stesso tempo tua moglie potrebbe attraversare una fase in cui il corpo e l'energia vitale stanno cambiando. Il fatto che hai ercato un modo per rilassarti è coprensibile, ma è fondamentale distinguere tra ciò che aiuta temporaneamente a gestire un disagio e ciò che può realmente nutrire un legame affettivo. ricorrere a una prostituta può generare sollievo ma non può essere una terapia, piuttosto un tentativo di risposta a un bisogno non ascoltato. Invece che spiegare a sua moglie cosa fa Sarebbe forse più funzionale un dialogo onesto su ciò che entrambi state vivendo, stanchezza, calo del desiderio, bisogni emotivi e fisici. Una consulenza di coppia o anche individuale può aiutare molto , per creare un nuovo modo di comunicare e riscoprire un intimità
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