Dott.
Mauro De Luca
Psicologo
·
Psicoterapeuta
Psicologo clinico
Altro
Taranto 1 indirizzo
Esperienze
Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale con oltre 25 anni di esperienza. Mi occupo di ansia, depressione, autismo, comportamenti autolesivi e gioco d’azzardo. Ricevo nel mio studio a Taranto. Offro colloqui online riservati e professionali, disponibili in tutta Italia.
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicologia forense
- Psicologia giuridica
- Psicologia clinica
- Psicodiagnostica
- Psicologia scolastica
- Psiconcologia
Principali patologie trattate
- Ansia
- Attacco di panico
- Depressione
- Disturbo Ossessivo Compulsivo
- Disturbo d'ansia generalizzato
- +15 a11y_sr_more_diseases
Presso questo indirizzo visito
Foto e video
Prestazioni e prezzi
-
Consulenza online
80 € -
-
Psicoterapia individuale
80 € -
-
Colloquio psicologico clinico
80 € -
-
Psicoterapia di coppia
Da 100 € -
-
Perizia psicologica legale
Da 350 € -
-
-
-
-
-
-
Indirizzi (2)
Consulenza online
Pagamento dopo la consulenza
Consulenza online
Pagamento dopo la consulenza
Disponibilità
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Corso Umberto I n.127, Taranto 74123
Disponibilità
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Recensioni
164 recensioni
-
N
Nicolò S.
Professionale e impeccabile come sempre. Valido professionista.
• Studio • psicoterapia individuale •
-
G
Giovanni
Bravissimo e disponibile. Competente nel suo lavoro.
• Studio • psicoterapia individuale •
-
E
E.P.
Ho scelto il Dottore basandomi sulle recensioni delle altre persone ed ho fatto bene!
Sono stata da lui soltanto due volte ma già dalla prima ho trovato una persona preparata, positiva, empatica ed anche simpatica.
Il suo approccio è molto delicato, quasi impercettibile, non ti fa sentire mai giudicata o sbagliata.
Continueró con lui fino al raggiungimento dell’obiettivo.• Studio • psicoterapia individuale •
-
D
D.Z
Ho avuto un’esperienza positiva. È stato bravo e professionale. Mi sono sentita sempre a mio agio. Lo consiglio!
• Consulenza Online • consulenza online •
-
A
A.DL
Ha subito centrato il punto individuando il problema in modo chiaro e diretto e onestamente rispetto ad altre esperenze sono sicuro che il dottore potrà indubbiamente risolvere il mio problema 5 stelle il minimo
• Studio • psicoterapia individuale •
-
C
C.P.
Ringrazio il dottor De Luca ,per la sua professionalità e umanità..Mi ha messo subito a mio agio,senza farmi sentire sbagliata o diversa. Grazie per avermi ascoltata e guidata!Ve lo consiglio
• Studio • psicoterapia individuale •
-
L
LC
A primo impatto la cosa che subito mi ha colpito è stato lo studio, diverso dagli altri. Molto accogliente e particolare. Il dottore molto professionale. Lo consiglio vivamente.
• Studio • psicoterapia individuale •
-
B
Bene
Mi ha fatto sentire a mio agio e mi sono trovata molto bene, mi é stato di aiuto
• Consulenza Online • consulenza online •
-
S
S.D
Tre mesi fa ho iniziato un percorso di coppia dal Dott Mauro De Luca. Volevo farlo da tempo, (parlo in generale) ma credo che a molti capiti di trovare scuse a se stessi e rimandare questo momento il più possibile, non fatelo. Sin dal primo istante ho capito di trovarmi nel posto giusto, persino il suo studio trasmette un senso di tranquillità e vibrazioni positive. Ogni seduta è stata una conferma ed una presa di coscienza, un percorso che non sarà sempre facile, ma non sarete soli. Puntuale, professionale, così tanto da sembrare un amico, un confidente. Nonostante io sia una persona introversa, mi sono aperta da subito e soprattutto mi sono sentita capita. Un immeso grazie.
• Studio • psicoterapia di coppia •
-
S
Stefania
Il dott. De Luca è molto disponibile e capace di mettere subito a proprio agio. Durante il nostro incontro ha dimostrato grande capacità di ascolto e una profonda comprensione delle esigenze di chi, come me, vive all’estero. Lo consiglio vivamente.
• Consulenza Online • consulenza online •
Risposte ai pazienti
ha risposto a 7 domande da parte di pazienti di MioDottore
Salve sono una ragazza di 27 anni ho vertigini da stress e ho iniziata a non uscire sono sotto cura ho iniziato Zoloft prendendo gocce di Xanax mattina pomeriggio e mirtazapina adesso da sei giorni prendo più mirtazapina e ridotto le Xanax del pomeriggio come mai mi sento più ansiosa e con più vuoti di testa come se le vertigini fossero aumentate e sembra che sto girando stando ferma ?
Salve,
quello che descrive è comprensibile nella fase di assestamento dei farmaci, soprattutto nei primi giorni di modifica della terapia.
Provo a spiegarle in modo chiaro cosa può stare succedendo.
1⃣ Ha cambiato un equilibrio farmacologico
Lei sta assumendo:
• Zoloft (sertralina) → antidepressivo SSRI
• Xanax (alprazolam) → ansiolitico benzodiazepinico
• Mirtazapina → antidepressivo con effetto anche sedativo
Da sei giorni:
• ha aumentato la mirtazapina
• ha ridotto lo Xanax del pomeriggio
Questo significa che il suo sistema nervoso sta cercando un nuovo equilibrio.
2⃣ Perché può sentirsi più ansiosa?
Ci sono tre motivi molto comuni:
A) Riduzione dello Xanax
Lo Xanax agisce rapidamente calmando l’ansia.
Quando lo si riduce, anche leggermente, il corpo può reagire con:
• aumento dell’ansia
• senso di instabilità
• “vuoti di testa”
• percezione amplificata delle vertigini
Non è pericoloso, ma è un effetto tipico da riduzione benzodiazepinica.
B) Fase iniziale della sertralina (Zoloft)
Nelle prime settimane (o nei cambi di dosaggio) può dare:
• aumento transitorio dell’ansia
• sensazione di derealizzazione
• instabilità
• giramenti
Di solito questo effetto si stabilizza dopo 2–4 settimane.
C) Mirtazapina
Quando si modifica la dose può dare:
• senso di testa ovattata
• stordimento
• sensazione di oscillazione
• sonnolenza “strana”
Anche qui serve qualche settimana di adattamento.
3⃣ La sensazione che “sto girando anche se sono ferma”
Questa descrizione è molto tipica delle vertigini da ansia.
Quando siamo in uno stato di allerta prolungata:
• i muscoli cervicali si irrigidiscono
• la respirazione diventa più superficiale
• l’attenzione si focalizza sulle sensazioni corporee
• il sistema dell’equilibrio diventa ipersensibile
Il risultato è:
instabilità soggettiva
sensazione di oscillazione
paura di cadere anche se non si cade
Più ci si concentra su quella sensazione, più aumenta.
4⃣ È normale dopo 6 giorni?
Sì. Sei giorni sono pochissimi per un assestamento.
Generalmente:
• le benzodiazepine agiscono subito
• gli antidepressivi impiegano 2–6 settimane per stabilizzarsi
Durante i cambi può esserci un peggioramento temporaneo.
5⃣ Quando invece bisogna avvisare il medico?
Contatti il medico se compaiono:
• tremori forti e persistenti
• agitazione incontrollabile
• nausea importante
• tachicardia marcata continua
• sintomi nuovi e molto intensi
Se invece si tratta di aumento dell’ansia e vertigini “come prima ma più forti”, è spesso fase di assestamento.
6⃣ Un punto molto importante
Lei scrive:
“Ho iniziato a non uscire.”
Qui sta il nodo centrale.
Le vertigini da stress migliorano solo con:
• stabilizzazione farmacologica (se necessaria)
• lavoro psicologico sull’ansia
• graduale esposizione all’esterno
Se si evita, il cervello impara che “fuori è pericoloso”, e i sintomi aumentano.
7⃣ Cosa può fare ora concretamente
• Non modifichi la terapia da sola.
• Informi lo psichiatra del peggioramento.
• Dia almeno 2–3 settimane di tempo all’assestamento.
• Lavori sulla respirazione lenta (4 secondi inspiro – 6 secondi espiro).
• Esponga gradualmente se stessa all’uscita (anche solo 5 minuti).
La rassicurazione che forse le serve
La sensazione di “girare stando ferma” è tipica dell’ansia.
Non significa che sta peggiorando neurologicamente.
Non significa che sta impazzendo.
Non significa che i farmaci non funzioneranno.
Significa che il sistema nervoso è in fase di regolazione.
Se vuole, può scrivermi:
• da quanto tempo assume Zoloft
• che dosaggi sta facendo
• se le vertigini sono continue o a momenti
Così posso aiutarla a capire meglio.
Un caro saluto,
Mauro De Luca
Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale
Nel 2021 mi sono trasferita, per cause legate al covid, dalla Lombardia alla Campania (mia regione di nascita). Dopo un mese ho conosciuto lui e dopo 2 mesi è iniziata la nostra relazione. Per ragioni pratiche dopo 6 mesi siamo andati a convivere. Le diversità di mentalità e visione di vita sono apparse subito evidenti, infatti dopo un anno abbiamo interrotto la relazione. La separazione è stata dolorosa e con momenti molto concitati dovuti al fatto che lui voleva tornare con me e io no. Dopo qualche mese lui si è allontanato fisicamente per non avere più la tentazione di cercarmi. Per me è iniziato un bruttissimo periodo, non dovuto solo a questo. Non ero più convinta di voler stare al sud, lontana dalla mia famiglia, ma stavo male e on volevo tornare al nord in quelle condizioni. Lui è tornato quando nel mio momento peggiore, mi è stato vicino dimostrandomi cambiamenti importanti nel modo di affrontare la relazione e abbiamo ricominciato. Oggi stiamo ancora insieme, conviviamo, abbiamo attraversato momenti difficili, ma siamo a un punto di svolta. Io voglio assolutamente tornare al nord, voglio stare con la mia famiglia e i miei amici, anche perchè qui non ho vita sociale e non mi piace la vita che conduco. Inoltre, credo di addossare a lui la responsabilità di colmare il vuoto di rapporti nella mia vita, dovuto al fatto che qui non conosco nessuno. Lui non ha piacere a trasferirsi, vuole restare nella sua città, ma probabilmente tenterebbe per me. Il fatto è che le nostre divergenze di vedute e stile di vita stanno influenzando molto i nostri umori, e ci stiamo chiedendo se questo problema farà finire il nostro rapporto, in quanto la convivenza è fatta di quotidianità, e nella quotidianità pratica abbiamo i nostri più grandi problemi. Io sono molto premurosa, lo accudisco in tutto, lui invece è il contrario, e questo spesso mi fa sentire non vista e non amata.
Sono molto confusa e impaurita, tempo che il trasferimento mi porterà a dover chiudere la relazione.
Spero di trovare spunti e conforto dalle vostre risposte.
Grazie
Buonasera,
quello che descrive non è solo un dubbio di coppia. È un bivio esistenziale che intreccia amore, identità, appartenenza e progetto di vita.
Provo ad aiutarla a mettere un po’ di ordine.
1⃣ Il trasferimento non è un dettaglio logistico
Lei non sta semplicemente dicendo: “Vorrei cambiare città”.
Sta dicendo:
• “Qui non ho vita sociale.”
• “Mi sento sola.”
• “Non mi piace la vita che conduco.”
• “Voglio tornare vicino alla mia famiglia e ai miei amici.”
Questi non sono capricci. Sono bisogni di radicamento.
Quando una persona vive in un contesto che non sente suo, spesso finisce per caricare il partner di una funzione enorme:
colmare il vuoto sociale
essere famiglia, amici, rete, sicurezza
E lei lo ha colto con grande lucidità:
“Credo di addossare a lui la responsabilità di colmare il vuoto.”
Questa è una consapevolezza molto importante.
2⃣ Il problema non è solo “Nord o Sud”
Il punto critico che emerge è un altro:
• Divergenze di mentalità
• Diversità di stile di vita
• Differenze nella gestione della quotidianità
• Bisogno di accudimento non ricambiato
La convivenza non si gioca sui grandi gesti, ma sui dettagli quotidiani.
Ed è lì che lei si sente:
• non vista
• non accudita
• non ricambiata nello stesso modo
Qui le faccio una domanda (da portare dentro di sé, non a me):
Se viveste nella stessa città, ma senza il problema del trasferimento, queste differenze sarebbero comunque dolorose?
Perché se la risposta è sì, allora il nodo non è geografico.
Se invece la risposta è no, allora il contesto pesa moltissimo.
3⃣ Lui tenterebbe di trasferirsi “per lei”
Questa frase è delicata.
Un trasferimento fatto controvoglia rischia di trasformarsi in:
• sacrificio
• risentimento
• senso di colpa (“mi sono spostato per te”)
• pressione implicita
Una scelta così grande deve essere condivisa, non concessa.
4⃣ La paura che il trasferimento chiuda la relazione
Lei teme che scegliendo sé stessa perderà lui.
E questa è la parte che fa più paura.
Ma proviamo a riformularla:
Non è il trasferimento che potrebbe chiudere la relazione.
È la possibile incompatibilità di progetto di vita.
Ci sono coppie che si amano ma non riescono a costruire una quotidianità che nutra entrambi.
L’amore non sempre basta quando:
• i bisogni di appartenenza sono diversi
• i modelli relazionali sono diversi
• le aspettative di accudimento sono sbilanciate
5⃣ Una riflessione molto importante
Lei scrive:
“Sono molto premurosa, lo accudisco in tutto.”
Le chiedo con delicatezza:
quanto di questo accudimento è spontaneo, e quanto è un modo per sentirsi necessaria e quindi amata?
Perché a volte il dolore non è solo che l’altro non fa quanto facciamo noi.
È che amiamo in un modo che speriamo venga restituito identico.
Ma non tutti amano nello stesso linguaggio.
La domanda vera diventa:
Lui la ama nel suo modo, o la lascia sistematicamente sola nei suoi bisogni emotivi?
6⃣ Cosa può aiutarla a fare chiarezza
Provi a scrivere due scenari:
Scenario A: Resto qui con lui.
Come mi vedo tra 3 anni?
Scenario B: Torno al nord (con o senza di lui).
Come mi vedo tra 3 anni?
Non pensi solo al dolore immediato.
Pensi alla qualità della sua vita quotidiana.
7⃣ Una verità difficile ma liberante
A volte la confusione non nasce dal non sapere cosa vogliamo.
Nasce dal sapere cosa vogliamo… ma avere paura delle conseguenze.
Lei sembra sapere di avere bisogno di tornare al nord.
Il dubbio è se la relazione possa sopravvivere a questo.
La domanda allora diventa:
Voglio adattare la mia vita per salvare la relazione, o voglio una relazione che si integri con la vita che desidero?
Non c’è una risposta giusta in assoluto.
C’è quella più coerente con chi vuole diventare.
Un ultimo punto di conforto
Qualunque scelta farà non sarà una sconfitta.
Sarà un atto di coerenza.
E se una relazione finisce perché due persone hanno bisogni di vita incompatibili, non significa che non si siano amate.
Significa che non erano nel posto giusto, nello stesso momento, con lo stesso progetto.
Si conceda tempo.
Non deve decidere oggi.
Ma non ignori ciò che sente per paura di perdere qualcuno.
Un caro saluto,
Mauro De Luca
Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.