Via Bolognese 24, Firenze 50139
Si effettuano visite a domicilio, previo accordo telefonico
Leggi di più21/07/2025
Firenze 1 indirizzo
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Accettato
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15 recensioni
Molto professionale, preparato e dà buoni consigli.
Dott. Maurizio Chiesi
Grazie
Medico onesto, empatico, sincero e già dalla prima visita sembra molto profondo il suo capire reale l'esigenza del paziente.
Dott. Maurizio Chiesi
Grazie Anna
Sa ascoltare ti consiglia ed éstatomolto professionale
Dott. Maurizio Chiesi
Grazie Annalisa
Professionista esperto, che mette a proprio agio la persona...e la tratta come tale piuttosto che come "paziente". Grazie Maurizio.
Dott. Maurizio Chiesi
Grazie di cuore
Professionisra serio accurato.
Il problema te lo fa calire conoscere ed emergere da futti i lati.
Molto attento alle dinamiche e alle situazioni.
Orofessionalità da 10 e lode.
Molto paziente ti mette a tuo agio.
Niente resfa sospeso o altro.
Da consigliare merita
Dott. Maurizio Chiesi
Grazie per le sue parole
Ho iniziato da poco il percorso con Maurizio, mi trovo benissimo. Persona con cui ci si trova subito a proprio agio e che ha la grande dote di saper ascoltare
Dott. Maurizio Chiesi
Grazie Stefano
Voglio ringraziare il Dott.Chiesi per il percorso svolto e che stiamo
ancora affrontando. La sua grande empatia e capacità di ascolto mi ha permesso di acquisire gli strumenti preziosi per affrontare l’ansia e gestire meglio determinate situazioni. È riuscito con delicatezza a farmi sentire a mio agio e ogni seduta è stata un’occasione di crescita personale. Lo consiglio a chiunque voglia intraprendere un percorso di benessere interiore.
Dott. Maurizio Chiesi
Grazie Silvia Per le sue parole
Ho visto notevoli differenze da quando ho cominciato la terapia con lui.
Dott. Maurizio Chiesi
Grazie Silvia per le sue parole
Il Dottor Chiesi si distingue per la sua grande professionalità e straordinaria capacità di ascolto. Nel suo studio ho trovato uno spazio sicuro e accogliente in cui esplorare il mio mondo interiore. Grazie al suo supporto, sto affrontando con maggiore consapevolezza e accettazione molte sfide della mia vita. Lo consiglio vivamente!
Dott. Maurizio Chiesi
Grazie Marta
Sono arrivato dal Dott. Chiesi in un momento molto difficile della mia vita, a causa della separazione da mio marito Fin dal primo incontro, ho percepito un ambiente accogliente e di fiducia. Il dottor Chiesi ha dimostrato grande professionalità, competenza e un'autentica capacità di ascolto.
Attraverso le nostre sedute, ho acquisito una maggiore consapevolezza di me stessa.
ha risposto a 2 domande da parte di pazienti di MioDottore
Salve a tutti.
Sono in un periodo di perdita della speranza...
E’ che sono tanto affamata di affetto, compagnia, comprensione e ascolto. Per anni tutto questo mi è stato definito come una continua ricerca di attenzioni, compassione, conferme e approvazione, sono stata definita debole e quella a cui piace piangersi addosso e essere vittima di tutti e tutto.
Ho finito per credere a tutte queste affermazioni anch’io dopo 28 anni di vita.
Si, seguo una psicoterapia cognitivo comportamentale da inizio anno (ho iniziato a conoscere la psicoterapia nel 2015, ho provato diversi approcci), e si, seguo anche una cura farmacologica gestita dal mio psichiatra ovviamente e che mi sa a breve dovrò modificare, sempre con il suo aiuto logicamente.
Oggi mi sono fatta una lista di tutti i sintomi che ho, in realtà è una lista aggiornata nel corso degli anni grazie anche alla consapevolezza che ho acquisito. Premessa, di mia spontanea volontà lo scorso anno ho voluto farmi fare una psicodiagnosi da cui è uscito fuori depressione con tratti borderline.
- cheilofagia (mangiarsi le pellicine delle labbra)
- fame nervosa
- dipendenza da internet
- dermatillomania
- confusione mentale
- depressione
- pensieri suici**
- dipendenza affettiva
- idealizzazione e svalutazione delle persone
- timidezza (so che me lo chiederete, qui riesco a parlarvi di tutto perché sono in anonimo)
- paura dell’abbandono
- stanchezza fisica e mentale
- procrastinazione
- autostima assente
- disturbo evitante di personalità (diagnosticato nel corso degli anni da ben 2 differenti psicoterapeute)
- costante speranza e sfiducia
- pessimismo (dal 1995)
- mi sento incompresa, sola e anomala
- odio verso me stessa
- facilmente influenzabile
- onicofagia
- sensi di colpa
- perdita del controllo = frustrazione
- senso di inadeguatezza
- solitudine
- amaxofobia (paura di guidare)
- paura della sofferenza
- ansia sociale = somatizzazioni (sudorazioni fredde, meteorismo, borborigmi, nausea)
Tornando al mio post, sto scrivendo qui perché sto vivendo uno dei miei tanti odiati momenti no, è che mi sento davvero così sola e incompresa…
Ieri ho pianto tanto, ho ripensato a come fare per poter….avete capito, è che sono stanca, vorrei tanto dirvi il contrario ma mentirei a me e a voi pure. Mi sento così sbagliata, come dico spesso alla mia psicologa “un giocattolo rotto”, e quando hai qualcosa di rotto tra le mani la maggior parte di noi cosa fa? In pochi riparano.
RESISTENTE AL CAMBIAMENTO.
Questa frase l’avrò sentita non so quante volte all’interno di uno studio di psicoterapia, e a me è arrivata sempre come un “NON VUOI CAMBIARE!”.
Lotto con tutto questo da parecchio tempo e ieri parlavo proprio di questo a mia madre:
“Mamma io sono stanca, non ce la faccio ad andare avanti così, non posso stare con nessuno perché vivo male ogni cosa, nessuno vorrà mai stare con me perché idealizzo le persone e poi le svaluto, non posso vivere con la paura di essere abbandonata (a riguardo le ho parlato di traumi che ho vissuto in passato), io sono complicata…me lo dimostri tu ogni giorno che perdi la pazienza e ti arrabbi ma poi capisci e allora per questo vengo qui a parlarti. Non dire niente a F. (mio fratello), tanto lui non mi capisce e poi si arrabbia (è già successo un mucchio di volte in passato)…”
“Io ho paura di non essere mai capita da nessuno e questa cosa mi fa stare male…aiutami ti prego…dimmi come devo fare, cosa devo fare….?”
Mia madre: “Devi ascoltare quello che ti dice la psicologa, fai gli esercizi che ti da.”
Io: “Ma io li faccio ma non ci credo nel loro potere curativo, non ci ho mai creduto…in tutte le psicoterapie fatte fin’ora è stato sempre così, e se provo a dirla questa cosa si arrabbiano o comunque mi giudicano, come faccio ad essere sincera senza avere paura di essere giudicata male o di una qualsiasi loro reazione negativa? Lo so che sono io il problema ma nella mia testa tutto è così difficile, doloroso, confuso e inaccettabile, come faccio? Ecco perché poi ho quei pensieri e gli incubi e cado in una profonda depressione dove mi trascuro per giorni e non voglio più uscire di casa, senza dare più spiegazioni per non sentirmi ancora più sola e incompresa. Mi sento in trappola…. (tutto questo in lacrime) Non ne uscirò mai….”
“La psicologa è convinta che prima di avere questa ricaduta, quel benessere che ho provato sia stato merito suo e mio, ma io non ci credo e me ne da prova quello che sto vivendo adesso, lo vedi cosa mi succede quando il farmaco inizia a non fare più effetto? Ritorno ad essere un mostro.”
Mia madre: “Martedì andiamo di nuovo dallo psichiatra, risolveremo questa cosa”.
Ho provato a farvi un riassunto di tutta la mia storia ma ovviamente è impossibile.
Gentile signora, anche se è molto giovane, mi spiace sentirla così disperata. Vorrei che prima di ogni altra considerazione lei provasse a capire se la/il terapeuta sia in grado di darle fiducia e creare con lei quell'alleanza tanto importante per il successo della terapia.
Da parte mia vorrei spingerla ad analizzare con la sua terapeuta i suoi traumi e da lì iniziare a farle capire il valore della sua persona.
Al momento non la inviterei ad abbandonare la terapia farmacologica seguita dal suo psichiatra ma valuterei con lei/lui un cambio di cura o se i dosaggi debbano essere riguardati.
Naturalmente non posso spingermi oltre non avendo il quadro completo della situazione ma vorrei ricordale con forza che resistente al cambiamento non significa "TU NON VUOI CAMBIARE".
Le auguro il meglio e di risolvere in fretta gli aspetti più dolorosi della situazione
Buongiorno,
sono una donna di quasi 45 anni, vivo sola, sono single da molto tempo, non ho figli, sono legata alla mia famiglia, ho un lavoro stabile e duraturo, una buona cerchia di amiche e interessi che cerco di coltivare il più possibile.
Reputo di avere un discreto equilibrio (o meglio chiamarla "comfort zone"?) ma a volte mi trovo a vivere male alcune situazioni che si presentano nel mio rapporto con gli altri, in particolare le amiche, forse a causa di una insicurezza di base.
Tra alti e bassi sono sempre riuscita a gestire questi momenti di "turbamento", che ho notato si accentuano nei mesi autunnali/invernali, ma nell'ultimo periodo soffro particolarmente un senso di pesantezza e inadeguatezza, probabilmente condizionata anche da una recente delusione in amicizia.
Vorrei capire cos'è che mi porta a provare queste sensazioni e imparare a lavorare su me stessa per affrontare tutto con più serenità.
Grazie per un vostro consiglio.
Buonasera ho letto quanto ha scritto e mi piacerebbe provare a darle qualche spunto di riflessione. Prima di tutto mi colpisce che in queste righe lei faccia riferimento esclusivamente alla sfera di amicizie femminili, e mi chiedo se abbia le stesse difficoltà nei rapporti con amici dell'altro sesso. La delusione patita recentemente andrebbe sicuramente analizzata meglio, perché può essere causa di un "lutto" che potrebbe complicarsi. Inoltre mi sembra interessante il suo accenno alla comfort zone e qui penso che l'aiuto di un professionista sarebbe veramente utile, perché da soli abbattere i confini della propria sfera sicura non è per niente facile. Infine penso che sia importante lavorare per aumentare la sua autostima. Prima di salutarla vorrei comunque sottolineare che queste impressioni dovranno comunque essere analizzate con la massima attenzione e non possono, né tanto meno vogliono, assumere il ruolo di verità assolute. Le auguro il meglio e la saluto.
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