Dott.ssa
Martina Diorio
Psicologa
·
Psicologa clinica
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sulle specializzazioni
Roma 1 indirizzo
Esperienze
Mi definisco una persona empatica e appassionata del mio lavoro.
Riuscire a prendermi cura delle persone e lavorare insieme ad esse per raggiungere il benessere psicologico è il mio obiettivo principale.
Nel corso degli anni ho preso coscienza di quanto sia fondamentale prendersi cura di sé stessi, credo che sia importante mettere al primo posto il proprio benessere psicologico, per tale motivo ho deciso di intraprendere questo percorso universitario conseguendo la laurea in "Scienze e Tecniche Psicologiche" e successivamente in "Psicologica Clinica e della Riabilitazione", entrambe a Roma presso l'Università degli Studi Niccolò Cusano. Successivamente ho superato l'esame di Stato per l'abilitazione alla professione presso l'Università degli Studi di Padova e, sono iscritta alla Sez. A dell'Albo degli Psicologi del Lazio con numero di iscrizione 29211.
Il mio lavoro consiste nell'essere una valida alleata in grado di aiutare ogni persona che sta vivendo un particolare momento della vita.
Grazie al percorso psicologico è possibile:
* dare vita alle proprie risorse interiori
* conoscere e sviluppare le proprie potenzialità
* elaborare e acquisire strategie per gestire i propri conflitti interiori, familiari, di coppia e lavorativi
* imparare a riconoscere, gestire ed esprimere liberamente le proprie emozioni
* lavorare per migliorare la propria autostima
* migliorare la propria vita, il proprio modo di comunicare
* iniziare un percorso di cambiamento
* risolvere problemi legati al passato per poter migliorare il presente e affrontare il futuro
Tutti i percorsi che offro sono pensati e calibrati rispetto alle esigenze specifiche di ogni paziente.
Ogni persona ha delle caratteristiche peculiari ed uniche e per questo è importante costruire insieme un percorso che possa essere realmente d'aiuto e di supporto.
L’obiettivo è quello di individuare e valorizzare insieme alla persona le risorse interne di cui dispone, farle emergere e potenziarle così da poterla aiutare a trovare un equilibrio che sia soddisfacente per la propria vita.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
Principali patologie trattate
- Ansia
- Stress
- Depressione
- Autostima
- Problemi comportamentali
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Foto e video
Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
50 € - 60 € -
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Colloquio psicologico di coppia
80 € - 90 € -
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Consulenza psicologica
50 € - 60 € -
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Sostegno psicologico
50 € - 60 € -
Indirizzi (2)
Disponibilità
Telefono
Assicurazioni non accettate
Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che accetti la tua assicurazione
Recensioni
25 recensioni
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G
Gg
Molto professionale , attenta ed empatica . Sono davvero soddisfatta del percorso!
• Studio di Psicologia • colloquio psicologico •
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R
Roberta
Ho iniziato il percorso in un momento di grande confusione e fragilità. Fin dal primo incontro mi sono sentita accolta, ascoltata e mai giudicata. La dottoressa ha una capacità rara di mettere a proprio agio e di aiutare a dare senso anche alle emozioni più difficili. Il percorso mi ha permesso di conoscermi meglio e di affrontare le difficoltà con maggiore consapevolezza. La consiglio sinceramente a chi sente il bisogno di prendersi cura di sé.
• Studio di Psicologia • colloquio psicologico •
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C
C.S.
Professionista seria puntuale ottimi risultati raggiunti Consigliata decisamente !
• Consulenza online • sostegno psicologico •
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E
E.A.
La dottoressa mi è stata davvero vicina, a volte facendomi dimenticare di star parlando con una specialista, ma quasi con un'amica. Serietà e professionalità in ogni seduta. Consigliatissima.
• Studio di Psicologia • colloquio psicologico •
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M
Monica
La Dott.ssa Martina è una professionista preparata, attenta e capace di mettere subito a proprio agio. Il suo approccio è concreto ma al tempo stesso profondo, e mi ha aiutato a comprendere e gestire aspetti di me che non riuscivo a vedere da sola. Consiglio vivamente di intraprendere un percorso con lei a chi desidera un cambiamento reale e duraturo.
• Studio di Psicologia • colloquio psicologico •
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R
Roberto
Molto empatica, disponibile, mi sono trovato subito a mio agio. Attenta nell'ascolto.
• Studio di Psicologia • consulenza psicologica •
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L
Lorenzo Andreoli
La Dott. Ssa è stata molto empatica fin da subito, mi ha fatto Sentire a mio agio dal primo giorno che sono entrato nel suo studio, è stata sempre disponibile e gentilissima nei miei confronti.
Ho seguito una terapia con lei che mi ha aiutato ad acquisire più consapevolezza di me stesso e mi ha aiutato a migliorare in ogni ambito della mia vita.
Vi consiglio assolutamente di affidarvi a lei, siete sicuramente in buone mani!!• Studio di Psicologia • consulenza psicologica •
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C
Cristina
Lascio qui una recensione perché spero possa essere di aiuto a chi, come me, non sapendo a chi rivolgersi, si è documentata on- line e ha letto i commenti dei molti utenti. La dottoressa Martina oltre ad essere una bravissima professionista è veramente una persona speciale! Da cinque mesi abbiamo intrapreso un percorso insieme e ad oggi posso affermare con certezza di sentirmi molto molto meglio grazie a lei! È stata molto brava e attenta nel comprendere la mia storia e i miei stati d'animo. Mi ha dato ottimi consigli e cosa più importante è stata capace di mettermi subito a mio agio. Non abbiate paura! Lasciatevi aiutare!
• Studio di Psicologia • sostegno psicologico •
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V
Viviana
La Dott.ssa Martina Diorio è una professionista di grande empatia e competenza.
Capace di comprendere a fondo le mie preoccupazioni e di accompagnarmi con rispetto e delicatezza, senza mai giudicare.
Grazie al suo aiuto, sono riuscita a capire meglio le mie emozioni e ad affrontare le difficoltà con maggiore serenità.
Consiglio vivamente la Dott.ssa Martina a chi cerca un supporto psicologico sincero e attento: è davvero una guida preziosa per chiunque voglia intraprendere un percorso di crescita personale.• Studio di Psicologia • colloquio psicologico •
Dott.ssa Martina Diorio
Grazie Viviana!
Per me è un privilegio poter accompagnare le persone in un cammino di crescita personale, e sapere che hai trovato il nostro lavoro insieme utile mi dà grande soddisfazione.
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A
AS
Bravissima, disponibile e professionale.
La consiglierei sicuramente• Studio di Psicologia • Altro •
Dott.ssa Martina Diorio
Grazie per il feedback estremamente positivo!
Risposte ai pazienti
ha risposto a 12 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno,
Ho 43 anni di età.
Purtroppo soffro di dipendenza affettiva e ne ho sempre sofferto. In più ho bassissima autostima, paura dell'abbandono e del rifiuto.
Sono stata seguita da uno psicologo della mutua per oltre 15 anni quando ero più giovane, ma ho fatto piccoli passi.
Da meno di un anno sono seguita invece da una psicoterapeuta, sempre tramite mutua, una o due volte al mese.
Lei è specializzata in psicodinamica.
Il ciclo che si ripete è sempre lo stesso:
Sono sola per molto tempo (da 1 a 3 anni), nessun incontro, nessun flirt, nulla di nulla, poi all'improvviso incontro qualcuno che finalmente mi piace, ma è emotivamente indisponibile (con me ovviamente!). Vengo usata e scartata e poi, subito dopo o poco dopo, lo stesso uomo da valore, presenza e impegno a un'altra donna.
È peggio di un lutto con cui convivo da anni, lo so perché è morto mio padre qualche mese fa e ho una situazione economica e familiare molto delicate e difficili.
In altre parole sono sempre la persona sbagliata in ogni storia.
I pensieri che mi vengono in mente sono:
"Faccio schifo"
"Non mi vuole nessuno"
"Non merito di avere una relazione vera, posso solo essere usata"
"Non valgo nulla"
"Tanto resterò da sola per tutta la vita"
"È inutile che ci spero, tanto so già come andrà a finire"
Però intanto rimango spettatrice di altre donne che ottengono il meglio senza fare il minimo sforzo. Quello che avrei voluto io, viene dato a un'altra. Loro sono le regine, le Femmes fatales, mentre io resto solo un orinatoio da usare e abbandonare.
Mi chiedo sempre: "Perché a lei sì e a me no? Cos'ha lei più di me?"
È un ciclo che continua a ripetersi. Ho deciso di deporre le armi, di rassegnarmi, perché tanto so che, se anche dovessi iniziare una frequentazione domani o in qualsiasi altro momento, tanto conosco già il finale.
Dopo queste esperienze, mi dico "mai più!" ed effettivamente mi chiudo in me stessa, non voglio nessuno, ma ho anche capito che, anche chiudendomi, il dolore, la svalutazione e il vuoto restano fermi lì a germogliare dentro di me e a consumarmi giorno per giorno, lentamente e inesorabilmente.
C'è poi un ulteriore problema, che comunque dopo periodi prolungati di solitudine, nel momento in cui sto relativamente "meglio", appena incontro qualcuno che mi piace, ci ricasco. I miei standard, il mio istinto e ciò che il mio intuito mi comunicano, vacillano e alla fine cedono.
Razionalmente capisco che non è la mia strada, capisco i segnali di un uomo emotivamente non disponibile con me, ma non riesco poi a staccarmi, soprattutto dopo che ho investito emotivamente.
Subisco passivamente senza prendere alcuna posizione.
Ho solo due scelte:
O resto sola
Oppure vengo usata per un periodo, avendo l'illusione di avere una relazione con un uomo che mi piace e poi... Restare con il nulla.
Aggiungo anche che sono single da più di 11 anni e ho avuto solo due storie in passato. Il primo quando avevo 22 anni per 4 anni con un ragazzo bravo, ma che non mi piaceva fisicamente né mentalmente (mi disse "ti amo" senza nemmeno conoscermi al primo appuntamento e non era love bombing) e dopo 3 anni con un vero e proprio narcisista durata quasi 3 anni.
Nel primo caso mi accontentai, perché pensavo che non potevo meritare di meglio e mia madre mi diceva di provarci, che mi sarei innamorata di lui. Nulla, questo innamoramento da parte mia non avvenne mai. Il risultato è che la relazione diventò infelice e frustrante per entrambi ed era basata sullo sforzo, sull'accontantarsi e sull'insoddisfazione.
Per quanto riguarda la psicodinamica una o due volte al mese sento che non mi basta.
Ho una mente sovraccarica per diverse situazioni accumulate, soprattutto dopo la morte di mio tra cui una frequentazione tossica finita di recente.
Io soffro per più traumi, soprattutto per quelli avuti recentemente e, parlare del mio vissuto familiare negli anni '80 o '90 non mi basta. Oltretutto sono situazioni che non ricordo nemmeno con esatta precisione.
Sicuramente lavorare sul passato è importante, ma non mi aiuta o perlomeno non mi basta.
Certe volte ho anche delle crisi di pianto oppure sento che mi blocco. La mia mente perde direzione, si blocca e non riesco a fare più niente, nemmeno le cose più semplici.
Spesso sento un peso o un vuoto che definirei inferno emotivo invisibile all'esterno che non mi dà pace.
Vorrei capire quale tipo di approccio terapeutico è adatto al mio caso.
Grazie in anticipo
Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso in modo così autentico e doloroso la sua storia. Quello che descrive non è “debolezza”, ma una sofferenza profonda e strutturata, che ha radici lontane e che negli ultimi anni è stata riattivata e aggravata da eventi molto impattanti: lutti, instabilità, relazioni traumatiche recenti. Il fatto che lei riesca a raccontarlo con tanta lucidità è già un segnale importante di consapevolezza.
Il ciclo relazionale che descrive (solitudine prolungata → incontro con una persona emotivamente indisponibile → investimento intenso → rifiuto/abbandono → profonda svalutazione) è tipico dei quadri di dipendenza affettiva associata a trauma relazionale e attaccamento insicuro. Non è vero che “lei è la persona sbagliata”: è come se il suo sistema emotivo fosse costantemente orientato verso partner che, purtroppo, confermano convinzioni profonde già presenti (“non valgo”, “non merito”, “verrò lasciata”). Questo non avviene per scelta consapevole, ma per automatismi emotivi molto radicati.
Rispetto alla terapia: ciò che dice è molto chiaro e molto importante. In questo momento una psicoterapia psicodinamica a bassa frequenza (1–2 volte al mese) può effettivamente non essere sufficiente per il livello di sofferenza attuale. Non perché l’approccio non sia valido, ma perché lei oggi ha bisogno anche di:
• maggiore contenimento emotivo
• lavoro sul qui e ora (crisi, blocchi, ruminazione, vuoto)
• strumenti per gestire le attivazioni intense
• elaborazione di traumi recenti, non solo del passato remoto
Un punto fondamentale: lei non deve “rassegnarsi”. Il fatto che oggi senta solo due opzioni (restare sola o essere usata) è l’effetto della sofferenza, non una verità sul suo futuro. Il lavoro terapeutico serve proprio a creare una terza possibilità, che oggi non riesce ancora a vedere, ma che può essere costruita.
Le suggerisco di portare apertamente queste riflessioni alla sua terapeuta attuale: non è una critica, ma un bisogno legittimo. Se sentirà che non basta, valutare un cambio o un’integrazione di approccio non significa fallire, ma prendersi cura di sé in modo più adeguato alla fase di vita che sta attraversando.
Resto a disposizione e le mando un pensiero di grande rispetto per la fatica che sta sostenendo.
Gentilissimi Dottori, vi scrivo per esporvi una dinamica complessa che FORSE non dovrei neanche porre, perchè non riguarda direttamente me, ma il ragazzo con cui mi frequento. Situazione difficile che non sto qui a spiegare nei dettagli, perchè sarebbe troppo lunga. Lui ha una vita complessa, tante dinamiche importanti a cui pensare ed un carattere più distaccato, anche se all'inizio era totalmente onnipresente a parole e con i fatti. Questa sua presenza eccessiva lo spaventò, perché era consapevole di non volere una relazione, ma io lo avevo colpito talmente tanto che voleva comunque conoscermi. Dopo qualche settimana si iniziò ad allontanare e lì io sono entrata in crisi, mostrando insicurezza e l'ho un po' inseguito. Successivamente a settembre abbiamo passato un periodo di tira e molla, fino a quando non abbiamo deciso di provarci senza ansie e timori. Dal vivo c'è. Ridiamo, giochiamo, parliamo, mi include nella sua vita con gli amici. Ma a distanza sparisce. Fino a due mesi fa mi scriveva spesso di notte.. e parlavamo ore ed ore.. Di giorno solo per organizzarci.. Poi due mesi fa ebbe un incidente e la sua vita è cambiata totalmente. Da lì è diventato molto più presente dal vivo. Nel senso che quella volta a settimana che ci vediamo, lo percepisco più vicino. Ma a distanza non c'è più, neanche di notte. Se gli scrivo io, non sempre risponde. Io mi sento limitata nel condividere con lui racconti, perchè non voglio "pressarlo". Ma mi sento limitata anche nel chiedergli "come stai?".. Ieri ho deciso di parlargliene, perchè la sua ambiguità non mi fa più stare bene. Ambiguità che lui riconosce ed ammette. Io gli ho detto che non chiedo una relazione, ma chiedo la possibilità di condividere di più quando ho voglia, senza dovermi sentire limitata o un peso. Lui mi dice che non sono un peso e che si rende conto che il suo comportamento non è piacevole e che non lo fa a posta. Io continuo chiedendogli come mi dovrei comportare per far sì che possiamo stare bene entrambi nel rispetto dei reciproci bisogni. E lui mi risponde " io a questo non so risponderti, perchè è strano e destabilizzante". Io continuo dicendogli che la domanda che lui si deve porre è se ha piacere nel sentirmi o meno. Lui risponde "certo che si, ma come con qualunque persona non sempre". Poi io continuo dicendogli "ma a te viene mai da scrivermi e poi ti freni?" e lui "Onestamente no. Non mi viene con nessuno, non so perchè, sono strano". Allora io ribatto dicendo che quella è già una risposta e gli chiedo cosa prova quando gli arriva un mio msg. Lui risponde testuali parole "curiosità e benessere. Poi dipende dai messaggi. Bu, io credo di aver molto le emozioni spente e confuse". Io gli rispondo dicendogli che secondo me lui ha paura di rivivere il passato, che ha un blocco emotivo e che io posso esserci solo se lui c'è. Che non posso convincerlo a fare qualcosa che non vuole, perchè non sarebbe spontaneo. Gli ho detto che dovrebbe spegnere un po' la testa e lasciarsi andare, se vuole continuare a vivermi (questo è il sunto principale). Lui mi ha risposto dicendomi che crede di avere la testa spenta, perchè vive le cose come vengono in modo naturale ed in base a come si sente. Io poi gli ho detto che non mi ha fornito una risposta a tutto (mi riferivo al fatto del "io ci sono, se tu ci sei, perchè io voglio essere a 360 gradi). Non mi ha più risposto. Mi rendo conto di averlo messo davanti ad uno specchio, ad ascoltare cose che forse non vuole sentire. Da un punto di vista razionale, penso di aver fatto bene perchè devo tutelare me stessa in primis; dall'altro ho paura di aver esagerato
Gentile utente,
da ciò che racconta emerge una dinamica relazionale che le sta creando molta sofferenza e confusione emotiva. È importante sottolineare che lei ha fatto qualcosa di sano e legittimo: ha dato voce ai propri bisogni e ha cercato chiarezza, non una forzatura. Questo non significa “esagerare”, ma prendersi cura di sé.
Il comportamento del ragazzo che descrive appare ambivalente: presenza nel contatto diretto e forte distanza nella comunicazione a distanza. Lui stesso riconosce di essere confuso, emotivamente “spento” e di non sapere come rispondere alle sue richieste. Questo, al di là delle motivazioni personali o del passato che lo riguarda, è un dato importante: al momento non sembra in grado di offrire una reciprocità emotiva stabile.
Il punto centrale non è comprendere cosa prova lui o “sbloccarlo”, ma chiedersi se ciò che oggi questa relazione le offre è compatibile con i suoi bisogni affettivi. Ridursi, trattenersi, avere paura di scrivere o di chiedere “come stai” sono segnali che meritano ascolto.
Lei ha agito in modo coerente quando ha espresso che può esserci solo in una presenza reciproca. La mancanza di risposta finale, più che una sua colpa, sembra indicare un limite attuale dell’altro nel confrontarsi con questa richiesta.
Se sente che questa situazione continua a farla stare male, un percorso psicologico potrebbe aiutarla a fare chiarezza su cosa desidera davvero in una relazione e su come tutelarsi emotivamente, indipendentemente dalle scelte dell’altro.
Resto a disposizione.
Un caro saluto
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