Indirizzi (6)

Girotondo di Luce
Via Salvatore Matarrese 2/13, Bari


Pazienti senza assicurazione sanitaria


Presso questo indirizzo visito: adulti, bambini a partire da 5 anni
Contanti, Carta di credito, Carta di debito
080 999..... Mostra numero


Medical Center
Via L. Azzarita 79, Molfetta


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Pazienti senza assicurazione sanitaria


Consulenza online (descrizione) • 20 €

Visita nutrizionistica (descrizione) • 70 €

Visita di controllo (descrizione) • 40 €


080 999..... Mostra numero

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Clinica CHC
Via Don Giustino Russolillo, 41, Mola di Bari

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Ortho Multimedica

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Misure di sicurezza adottate in questo studio

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Pazienti con assicurazione sanitaria e pazienti senza assicurazione sanitaria


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Prima visita nutrizionale • 80 €

Visita nutrizionistica

Analisi della composizione corporea • 40 € +2 Altro

Dieta personalizzata • 80 €

Visita di controllo • 40 €


Esperienze

Su di me

La Dott.ssa Marika De Tullio è un Biologo Nutrizionista e Tecnologo Alimentare iscritto ad entrambi gli ordini professionali.
Laureata col mass...

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Formazione

  • Laurea in Scienze degli Alimenti e Nutrizione Umana, con voti 110/110 e lode - Università degli Studi di Foggia
  • Laurea triennale e magistrale in Scienze e Tecnologie Alimentari, con voti 110 e lode/110 - Università degli studi di Bari
  • Corso di Alto Perfezionamento Professionale post-laurea in Biologia della Nutrizione - Università degli studi di Bari
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Specializzazioni

  • Scienze dell'alimentazione umana


Competenze linguistiche

  • Inglese,
  • Italiano

Prestazioni e prezzi

I prezzi indicati sono quelli per pazienti senza assicurazione sanitaria

Prestazioni suggerite


20 €

Consulenza Online

QUESTA E' UNA PRE CONSULENZA ONLINE ATTA A CONOSCERE IL PAZIENTE E A CONDIVIDERE INSIEME GLI OBIETTIVI.

La pre-consulenza online è importante per il paziente affinchè non solo possa esporre quelle che sono le sue esigenze ed i suoi obiettivi in termini nutrizionali ma soprattutto per un fine prettamente conoscitivo col professionista, in modo da avere un confronto diretto e immediato su quella che sarà la prima visita online ed i successivi controlli, il percorso nutrizionale, la tipologia di dieta che potrebbe essere maggiormente idonea, e su quello che sarà il mio supporto durante il percorso stesso.
Avere sin da subito delle linee guida, direttive e consigli nutrizionali, è il giusto modo per approcciarsi al concetto di dieta.



Via Cesare Battisti 91,

80 €

Ortho Multimedica



Via Salvatore Matarrese 2/13, Bari

100 €

Girotondo di Luce

La prima visita nutrizionale ha una durata di circa un’ora e si compone di più parti:

1. ANAMNESI FISIOLOGICA e ALIMENTARE. Consiste in un piccolo colloquio volto ad inquadrare al meglio il paziente e l’ambiente che lo circonda, al termine del quale annoto dati e informazioni salienti relative alle sue abitudini alimentari e voluttuarie (fumo, alcool), attività lavorativa, attività sportiva, qualità e quantità del sonno, alvo, diuresi, allergie e intolleranze e, se donna, anche sull’assetto ormonale con domande riguardanti il ciclo mestruale, eventuali parti, aborti o menopausa.

2. ANAMNESI PATOLOGICA IN ATTO O REMOTA inclusa l’ANAMNESI FAMILIARE. Mi interessa conoscere l’obiettivo che il paziente si propone di raggiungere o i sintomi che pensa di poter risolvere con l’alimentazione, eventuali patologie pregresse o in atto. Alcune domande saranno poi incentrate sulla predisposizione familiare per alcune patologie, per completare l’inquadramento del paziente. In questa parte della visita, prendo visione di analisi cliniche o esami diagnostici effettuati e dei referti relative alle visite specialistiche, con la registrazione delle terapie farmacologiche e/o integrative seguite.

3. ANAMNESI ANTROPOMETRICA: attraverso la misurazione di peso, altezza, circonferenze corporee ed eventualmente pliche, e attraverso l’esame bioimpedenziometrico (BIA VECTOR) comprendo lo stato nutrizionale del paziente e l’analisi completa dei vari distretti corporei (massa magra, massa grassa, massa muscolare, % di cellule muscolari, stato di idratazione, metabolismo basale, angolo di fase). L’esame bioimpedenziometrico dura meno di 5 minuti ed al paziente è consigliato di indossare delle calze corte piuttosto che dei collant e di non applicare sulla cute del dorso della mano e del piede destro creme o olii nel giorno dell’esame. È inoltre consigliato di non mangiare almeno 3 ore prima del test e di non effettuare attività fisica subito prima dell’esame. La bioimpedenziometria è il modo più sicuro e valido per avere una panoramica approfondita del paziente.

Al termine della visita, dopo aver ottenuto un quadro chiaro e definitivo del paziente, consiglio il percorso nutrizionale più adeguato, basandomi sulle problematiche esposte, sui risultati ottenuti in merito alla composizione corporea ed alla costituzione, oltre che sulle abitudini di vita e lavoro del paziente, cercando di adattare il piano nutrizionale quanto più possibile alle sue esigenze, in termini di orari, di organizzazione familiare e lavorativa.

Fornisco inoltre supporto in tutte le fasi del percorso, preferibilmente tramite e-mail oppure telefonicamente nei casi più urgenti.



Via L. Azzarita 79, Molfetta

80 €

Medical Center

La prima visita nutrizionale ha una durata di circa un’ora e si compone di più parti:

1. ANAMNESI FISIOLOGICA e ALIMENTARE. Consiste in un piccolo colloquio volto ad inquadrare al meglio il paziente e l’ambiente che lo circonda, al termine del quale annoto dati e informazioni salienti relative alle sue abitudini alimentari e voluttuarie (fumo, alcool), attività lavorativa, attività sportiva, qualità e quantità del sonno, alvo, diuresi, allergie e intolleranze e, se donna, anche sull’assetto ormonale con domande riguardanti il ciclo mestruale, eventuali parti, aborti o menopausa.

2. ANAMNESI PATOLOGICA IN ATTO O REMOTA inclusa l’ANAMNESI FAMILIARE. Mi interessa conoscere l’obiettivo che il paziente si propone di raggiungere o i sintomi che pensa di poter risolvere con l’alimentazione, eventuali patologie pregresse o in atto. Alcune domande saranno poi incentrate sulla predisposizione familiare per alcune patologie, per completare l’inquadramento del paziente. In questa parte della visita, prendo visione di analisi cliniche o esami diagnostici effettuati e dei referti relative alle visite specialistiche, con la registrazione delle terapie farmacologiche e/o integrative seguite.

3. ANAMNESI ANTROPOMETRICA: attraverso la misurazione di peso, altezza, circonferenze corporee ed eventualmente pliche, e attraverso l’esame bioimpedenziometrico (BIA VECTOR) comprendo lo stato nutrizionale del paziente e l’analisi completa dei vari distretti corporei (massa magra, massa grassa, massa muscolare, % di cellule muscolari, stato di idratazione, metabolismo basale, angolo di fase). L’esame bioimpedenziometrico dura meno di 5 minuti ed al paziente è consigliato di indossare delle calze corte piuttosto che dei collant e di non applicare sulla cute del dorso della mano e del piede destro creme o olii nel giorno dell’esame. È inoltre consigliato di non mangiare almeno 3 ore prima del test e di non effettuare attività fisica subito prima dell’esame. La bioimpedenziometria è il modo più sicuro e valido per avere una panoramica approfondita del paziente.

Al termine della visita, dopo aver ottenuto un quadro chiaro e definitivo del paziente, consiglio il percorso nutrizionale più adeguato, basandomi sulle problematiche esposte, sui risultati ottenuti in merito alla composizione corporea ed alla costituzione, oltre che sulle abitudini di vita e lavoro del paziente, cercando di adattare il piano nutrizionale quanto più possibile alle sue esigenze, in termini di orari, di organizzazione familiare e lavorativa.

Fornisco inoltre supporto in tutte le fasi del percorso, preferibilmente tramite e-mail oppure telefonicamente nei casi più urgenti.



70 €

Consulenza Online

LA VISITA NUTRIZIONISTICA E' ONLINE

La prima visita nutrizionale online ha una durata di meno di un’ora e si compone di più parti:

1. ANAMNESI FISIOLOGICA e ALIMENTARE. Consiste in un piccolo colloquio volto ad inquadrare al meglio il paziente e l’ambiente che lo circonda, al termine del quale annoto dati e informazioni salienti relative alle sue abitudini alimentari e voluttuarie (fumo, alcool), attività lavorativa, attività sportiva, qualità e quantità del sonno, alvo, diuresi, allergie e intolleranze e, se donna, anche sull’assetto ormonale con domande riguardanti il ciclo mestruale, eventuali parti, aborti o menopausa.
Inoltre, il paziente mi fornisce il suo peso corporeo preso, così come consiglio, di prima mattina a digiuno magari in farmacia in quanto dotati di bilance per uso bio-medico.

2. ANAMNESI PATOLOGICA IN ATTO O REMOTA inclusa l’ANAMNESI FAMILIARE. Mi interessa conoscere l’obiettivo che il paziente si propone di raggiungere o i sintomi che pensa di poter risolvere con l’alimentazione, eventuali patologie pregresse o in atto. Alcune domande saranno poi incentrate sulla predisposizione familiare per alcune patologie, per completare l’inquadramento del paziente. In questa parte della visita, prendo visione di analisi cliniche o esami diagnostici effettuati e dei referti relative alle visite specialistiche, con la registrazione delle terapie farmacologiche e/o integrative seguite.

Al termine della visita online, dopo aver ottenuto un quadro chiaro e definitivo del paziente, consiglio il percorso nutrizionale più adeguato, basandomi sulle problematiche esposte, oltre che sulle abitudini di vita, allenamento fisico e lavoro del paziente, cercando di adattare il piano nutrizionale quanto più possibile alle sue esigenze, in termini di orari, di organizzazione familiare e lavorativa.

Fornisco inoltre supporto in tutte le fasi del percorso, preferibilmente tramite e-mail oppure telefonicamente nei casi più urgenti.



Via Don Giustino Russolillo, 41, Mola di Bari

80 €

Clinica CHC

La prima visita nutrizionale ha una durata di circa un’ora e si compone di più parti:

1. ANAMNESI FISIOLOGICA e ALIMENTARE. Consiste in un piccolo colloquio volto ad inquadrare al meglio il paziente e l’ambiente che lo circonda, al termine del quale annoto dati e informazioni salienti relative alle sue abitudini alimentari e voluttuarie (fumo, alcool), attività lavorativa, attività sportiva, qualità e quantità del sonno, alvo, diuresi, allergie e intolleranze e, se donna, anche sull’assetto ormonale con domande riguardanti il ciclo mestruale, eventuali parti, aborti o menopausa.

2. ANAMNESI PATOLOGICA IN ATTO O REMOTA inclusa l’ANAMNESI FAMILIARE. Mi interessa conoscere l’obiettivo che il paziente si propone di raggiungere o i sintomi che pensa di poter risolvere con l’alimentazione, eventuali patologie pregresse o in atto. Alcune domande saranno poi incentrate sulla predisposizione familiare per alcune patologie, per completare l’inquadramento del paziente. In questa parte della visita, prendo visione di analisi cliniche o esami diagnostici effettuati e dei referti relative alle visite specialistiche, con la registrazione delle terapie farmacologiche e/o integrative seguite.

3. ANAMNESI ANTROPOMETRICA: attraverso la misurazione di peso, altezza, circonferenze corporee ed eventualmente pliche, e attraverso l’esame bioimpedenziometrico (BIA VECTOR) comprendo lo stato nutrizionale del paziente e l’analisi completa dei vari distretti corporei (massa magra, massa grassa, massa muscolare, % di cellule muscolari, stato di idratazione, metabolismo basale, angolo di fase). L’esame bioimpedenziometrico dura meno di 5 minuti ed al paziente è consigliato di indossare delle calze corte piuttosto che dei collant e di non applicare sulla cute del dorso della mano e del piede destro creme o olii nel giorno dell’esame. È inoltre consigliato di non mangiare almeno 3 ore prima del test e di non effettuare attività fisica subito prima dell’esame. La bioimpedenziometria è il modo più sicuro e valido per avere una panoramica approfondita del paziente.

Al termine della visita, dopo aver ottenuto un quadro chiaro e definitivo del paziente, consiglio il percorso nutrizionale più adeguato, basandomi sulle problematiche esposte, sui risultati ottenuti in merito alla composizione corporea ed alla costituzione, oltre che sulle abitudini di vita e lavoro del paziente, cercando di adattare il piano nutrizionale quanto più possibile alle sue esigenze, in termini di orari, di organizzazione familiare e lavorativa.

Fornisco inoltre supporto in tutte le fasi del percorso, preferibilmente tramite e-mail oppure telefonicamente nei casi più urgenti.



Via Ceresio 20, Roma

Villa Ada World Medicine

La prima visita nutrizionale ha una durata di circa un’ora e si compone di più parti:

1. ANAMNESI FISIOLOGICA e ALIMENTARE. Consiste in un piccolo colloquio volto ad inquadrare al meglio il paziente e l’ambiente che lo circonda, al termine del quale annoto dati e informazioni salienti relative alle sue abitudini alimentari e voluttuarie (fumo, alcool), attività lavorativa, attività sportiva, qualità e quantità del sonno, alvo, diuresi, allergie e intolleranze e, se donna, anche sull’assetto ormonale con domande riguardanti il ciclo mestruale, eventuali parti, aborti o menopausa.

2. ANAMNESI PATOLOGICA IN ATTO O REMOTA inclusa l’ANAMNESI FAMILIARE. Mi interessa conoscere l’obiettivo che il paziente si propone di raggiungere o i sintomi che pensa di poter risolvere con l’alimentazione, eventuali patologie pregresse o in atto. Alcune domande saranno poi incentrate sulla predisposizione familiare per alcune patologie, per completare l’inquadramento del paziente. In questa parte della visita, prendo visione di analisi cliniche o esami diagnostici effettuati e dei referti relative alle visite specialistiche, con la registrazione delle terapie farmacologiche e/o integrative seguite.

3. ANAMNESI ANTROPOMETRICA: attraverso la misurazione di peso, altezza, circonferenze corporee ed eventualmente pliche, e attraverso l’esame bioimpedenziometrico (BIA VECTOR) comprendo lo stato nutrizionale del paziente e l’analisi completa dei vari distretti corporei (massa magra, massa grassa, massa muscolare, % di cellule muscolari, stato di idratazione, metabolismo basale, angolo di fase). L’esame bioimpedenziometrico dura meno di 5 minuti ed al paziente è consigliato di indossare delle calze corte piuttosto che dei collant e di non applicare sulla cute del dorso della mano e del piede destro creme o olii nel giorno dell’esame. È inoltre consigliato di non mangiare almeno 3 ore prima del test e di non effettuare attività fisica subito prima dell’esame. La bioimpedenziometria è il modo più sicuro e valido per avere una panoramica approfondita del paziente.

Al termine della visita, dopo aver ottenuto un quadro chiaro e definitivo del paziente, consiglio il percorso nutrizionale più adeguato, basandomi sulle problematiche esposte, sui risultati ottenuti in merito alla composizione corporea ed alla costituzione, oltre che sulle abitudini di vita e lavoro del paziente, cercando di adattare il piano nutrizionale quanto più possibile alle sue esigenze, in termini di orari, di organizzazione familiare e lavorativa.

Fornisco inoltre supporto in tutte le fasi del percorso, preferibilmente tramite e-mail oppure telefonicamente nei casi più urgenti.



Via Cesare Battisti 91,

Ortho Multimedica

Altre prestazioni


Via Cesare Battisti 91,

40 €

Ortho Multimedica



Via Salvatore Matarrese 2/13, Bari

50 €

Girotondo di Luce

La BIA (Body Impedence Assessment) è un esame molto semplice e non invasivo che viene effettuato per l'analisi qualitativa e quantitativa della composizione corporea. In particolare, l'analisi misura l’impedenza – una grandezza elettrica - del corpo umano, in base alle sue capacità di condurre corrente elettrica in funzione della quantità di acqua ed elettroliti presenti. I software dedicati, attraverso algoritmi validati scientificamente, stimano dei dati numerici sull’analisi della composizione corporea tra cui in particolare:

•TBW: acqua totale presente nel corpo, calcolata sulla resistenza incluso ECW ossia acqua extra-cellulare e ICW o acqua intra-cellulare;
•BCM o ATM: massa cellulare corporea o massa tissutale attiva che rappresenta la parte metabolicamente attiva della massa magra, ossia quella responsabile del metabolismo basale calcolato sempre dal bioimpedenziometro;
•FFM: massa libera da grasso, quindi massa magra, costituita principalmente da muscoli, acqua e ossa;
•FM: massa grassa, data dal tessuto adiposo;
•BCMI: indice di massa cellulare corporea che consente di valutare lo stato nutrizionale e la presenza di sarcopenia (perdita di massa muscolare). Per cui è necessario che tal valore non sia inferiore a 7 nelle donne e a 8 negli uomini;
•AF: Angolo di fase. Stima la proporzione tra i volumi intra ed extra-cellulari dei fluidi: in un soggetto sano questo valore varia tra 6°-7°, mentre nelle persone muscolose può anche arrivare a 10°. Valori inferiori a 5° sono associati ad es. ad un accumulo abnorme di fluidi extra-cellulari come nei casi di importante ritenzione idrica o edema.

COME SI ESEGUE L’ANALISI?
Il paziente si sdraia sul lettino, gli vengono posizionati gli elettrodi su una sola mano e un solo piede, e rimane sdraiato in questa posizione per circa 10 minuti per consentire una buona ridistribuzione dei liquidi corporei. Successivamente viene effettuato l'esame che richiede solo qualche minuto. È però importante che il paziente sia almeno a digiuno da solidi e liquidi da almeno 2-5 ore, e che sia in uno stato di riposo.
L’analisi è assolutamente indolore e si esegue da sdraiati. Quindi diffidate dalle bilance bioimpedenziometriche che eseguono l'analisi corporea mentre il paziente è in piedi: non sono strumenti molto efficaci e sensibili.

QUANTO E’ IMPORTANTE LA BIA DURANTE LE VISITE COL NUTRIZIONISTA?
È importante effettuare l’analisi bioimpedenziometrica sia durante la prima visita che nelle visite di controllo, proprio per essere in grado di valutare, prima e dopo una dieta, cosa accade alla massa grassa e alla massa magra e a tutti i parametri precedentemente citati: è necessario, infatti, che a seguito di una dieta ad esempio dimagrante, vi sia stata una perdita esclusiva di massa grassa e non di massa magra, altrimenti si incorrerebbe nel rischio di massa muscolare, fattore estremamente negativo. E tutto ciò è possibile valutarlo solo con questa analisi.



Via L. Azzarita 79, Molfetta

40 €

Medical Center

La BIA (Body Impedence Assessment) è un esame molto semplice e non invasivo che viene effettuato per l'analisi qualitativa e quantitativa della composizione corporea. In particolare, l'analisi misura l’impedenza – una grandezza elettrica - del corpo umano, in base alle sue capacità di condurre corrente elettrica in funzione della quantità di acqua ed elettroliti presenti. I software dedicati, attraverso algoritmi validati scientificamente, stimano dei dati numerici sull’analisi della composizione corporea tra cui in particolare:

•TBW: acqua totale presente nel corpo, calcolata sulla resistenza incluso ECW ossia acqua extra-cellulare e ICW o acqua intra-cellulare;
•BCM o ATM: massa cellulare corporea o massa tissutale attiva che rappresenta la parte metabolicamente attiva della massa magra, ossia quella responsabile del metabolismo basale calcolato sempre dal bioimpedenziometro;
•FFM: massa libera da grasso, quindi massa magra, costituita principalmente da muscoli, acqua e ossa;
•FM: massa grassa, data dal tessuto adiposo;
•BCMI: indice di massa cellulare corporea che consente di valutare lo stato nutrizionale e la presenza di sarcopenia (perdita di massa muscolare). Per cui è necessario che tal valore non sia inferiore a 7 nelle donne e a 8 negli uomini;
•AF: Angolo di fase. Stima la proporzione tra i volumi intra ed extra-cellulari dei fluidi: in un soggetto sano questo valore varia tra 6°-7°, mentre nelle persone muscolose può anche arrivare a 10°. Valori inferiori a 5° sono associati ad es. ad un accumulo abnorme di fluidi extra-cellulari come nei casi di importante ritenzione idrica o edema.

COME SI ESEGUE L’ANALISI?
Il paziente si sdraia sul lettino, gli vengono posizionati gli elettrodi su una sola mano e un solo piede, e rimane sdraiato in questa posizione per circa 10 minuti per consentire una buona ridistribuzione dei liquidi corporei. Successivamente viene effettuato l'esame che richiede solo qualche minuto. È però importante che il paziente sia almeno a digiuno da solidi e liquidi da almeno 2-5 ore, e che sia in uno stato di riposo.
L’analisi è assolutamente indolore e si esegue da sdraiati. Quindi diffidate dalle bilance bioimpedenziometriche che eseguono l'analisi corporea mentre il paziente è in piedi: non sono strumenti molto efficaci e sensibili.

QUANTO E’ IMPORTANTE LA BIA DURANTE LE VISITE COL NUTRIZIONISTA?
È importante effettuare l’analisi bioimpedenziometrica sia durante la prima visita che nelle visite di controllo, proprio per essere in grado di valutare, prima e dopo una dieta, cosa accade alla massa grassa e alla massa magra e a tutti i parametri precedentemente citati: è necessario, infatti, che a seguito di una dieta ad esempio dimagrante, vi sia stata una perdita esclusiva di massa grassa e non di massa magra, altrimenti si incorrerebbe nel rischio di massa muscolare, fattore estremamente negativo. E tutto ciò è possibile valutarlo solo con questa analisi.



Via Don Giustino Russolillo, 41, Mola di Bari

40 €

Clinica CHC

La BIA (Body Impedence Assessment) è un esame molto semplice e non invasivo che viene effettuato per l'analisi qualitativa e quantitativa della composizione corporea. In particolare, l'analisi misura l’impedenza – una grandezza elettrica - del corpo umano, in base alle sue capacità di condurre corrente elettrica in funzione della quantità di acqua ed elettroliti presenti. I software dedicati, attraverso algoritmi validati scientificamente, stimano dei dati numerici sull’analisi della composizione corporea tra cui in particolare:

•TBW: acqua totale presente nel corpo, calcolata sulla resistenza incluso ECW ossia acqua extra-cellulare e ICW o acqua intra-cellulare;
•BCM o ATM: massa cellulare corporea o massa tissutale attiva che rappresenta la parte metabolicamente attiva della massa magra, ossia quella responsabile del metabolismo basale calcolato sempre dal bioimpedenziometro;
•FFM: massa libera da grasso, quindi massa magra, costituita principalmente da muscoli, acqua e ossa;
•FM: massa grassa, data dal tessuto adiposo;
•BCMI: indice di massa cellulare corporea che consente di valutare lo stato nutrizionale e la presenza di sarcopenia (perdita di massa muscolare). Per cui è necessario che tal valore non sia inferiore a 7 nelle donne e a 8 negli uomini;
•AF: Angolo di fase. Stima la proporzione tra i volumi intra ed extra-cellulari dei fluidi: in un soggetto sano questo valore varia tra 6°-7°, mentre nelle persone muscolose può anche arrivare a 10°. Valori inferiori a 5° sono associati ad es. ad un accumulo abnorme di fluidi extra-cellulari come nei casi di importante ritenzione idrica o edema.

COME SI ESEGUE L’ANALISI?
Il paziente si sdraia sul lettino, gli vengono posizionati gli elettrodi su una sola mano e un solo piede, e rimane sdraiato in questa posizione per circa 10 minuti per consentire una buona ridistribuzione dei liquidi corporei. Successivamente viene effettuato l'esame che richiede solo qualche minuto. È però importante che il paziente sia almeno a digiuno da solidi e liquidi da almeno 2-5 ore, e che sia in uno stato di riposo.
L’analisi è assolutamente indolore e si esegue da sdraiati. Quindi diffidate dalle bilance bioimpedenziometriche che eseguono l'analisi corporea mentre il paziente è in piedi: non sono strumenti molto efficaci e sensibili.

QUANTO E’ IMPORTANTE LA BIA DURANTE LE VISITE COL NUTRIZIONISTA?
È importante effettuare l’analisi bioimpedenziometrica sia durante la prima visita che nelle visite di controllo, proprio per essere in grado di valutare, prima e dopo una dieta, cosa accade alla massa grassa e alla massa magra e a tutti i parametri precedentemente citati: è necessario, infatti, che a seguito di una dieta ad esempio dimagrante, vi sia stata una perdita esclusiva di massa grassa e non di massa magra, altrimenti si incorrerebbe nel rischio di massa muscolare, fattore estremamente negativo. E tutto ciò è possibile valutarlo solo con questa analisi.



Via Ceresio 20, Roma

Villa Ada World Medicine

La BIA (Body Impedence Assessment) è un esame molto semplice e non invasivo che viene effettuato per l'analisi qualitativa e quantitativa della composizione corporea. In particolare, l'analisi misura l’impedenza – una grandezza elettrica - del corpo umano, in base alle sue capacità di condurre corrente elettrica in funzione della quantità di acqua ed elettroliti presenti. I software dedicati, attraverso algoritmi validati scientificamente, stimano dei dati numerici sull’analisi della composizione corporea tra cui in particolare:

•TBW: acqua totale presente nel corpo, calcolata sulla resistenza incluso ECW ossia acqua extra-cellulare e ICW o acqua intra-cellulare;
•BCM o ATM: massa cellulare corporea o massa tissutale attiva che rappresenta la parte metabolicamente attiva della massa magra, ossia quella responsabile del metabolismo basale calcolato sempre dal bioimpedenziometro;
•FFM: massa libera da grasso, quindi massa magra, costituita principalmente da muscoli, acqua e ossa;
•FM: massa grassa, data dal tessuto adiposo;
•BCMI: indice di massa cellulare corporea che consente di valutare lo stato nutrizionale e la presenza di sarcopenia (perdita di massa muscolare). Per cui è necessario che tal valore non sia inferiore a 7 nelle donne e a 8 negli uomini;
•AF: Angolo di fase. Stima la proporzione tra i volumi intra ed extra-cellulari dei fluidi: in un soggetto sano questo valore varia tra 6°-7°, mentre nelle persone muscolose può anche arrivare a 10°. Valori inferiori a 5° sono associati ad es. ad un accumulo abnorme di fluidi extra-cellulari come nei casi di importante ritenzione idrica o edema.

COME SI ESEGUE L’ANALISI?
Il paziente si sdraia sul lettino, gli vengono posizionati gli elettrodi su una sola mano e un solo piede, e rimane sdraiato in questa posizione per circa 10 minuti per consentire una buona ridistribuzione dei liquidi corporei. Successivamente viene effettuato l'esame che richiede solo qualche minuto. È però importante che il paziente sia almeno a digiuno da solidi e liquidi da almeno 2-5 ore, e che sia in uno stato di riposo.
L’analisi è assolutamente indolore e si esegue da sdraiati. Quindi diffidate dalle bilance bioimpedenziometriche che eseguono l'analisi corporea mentre il paziente è in piedi: non sono strumenti molto efficaci e sensibili.

QUANTO E’ IMPORTANTE LA BIA DURANTE LE VISITE COL NUTRIZIONISTA?
È importante effettuare l’analisi bioimpedenziometrica sia durante la prima visita che nelle visite di controllo, proprio per essere in grado di valutare, prima e dopo una dieta, cosa accade alla massa grassa e alla massa magra e a tutti i parametri precedentemente citati: è necessario, infatti, che a seguito di una dieta ad esempio dimagrante, vi sia stata una perdita esclusiva di massa grassa e non di massa magra, altrimenti si incorrerebbe nel rischio di massa muscolare, fattore estremamente negativo. E tutto ciò è possibile valutarlo solo con questa analisi.



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Per l'allattamento così come per la gravidanza, esistono linee guida ufficiali italiane emanate dal Ministero della Salute che prevedono di stilare un protocollo alimentare specifico: tutti i macronutrienti e micronutrienti calcolati e presenti nella dieta, saranno necessari per supportare dal punto di vista energetico e nutrizionale la donna durante l'allattamento.
Ovviamente questi protocolli saranno differenti da donna a donna per grammature, gusti alimentari e stile di vita.
Importanti saranno anche i consigli nutrizionali per evitare che il latte materno possa modificarsi nel sapore e per evitare che la donna e quindi il neonato, assumano alimenti considerati troppo allergizzanti e quindi controindicati in quanto ad alto rischio di reazioni immuno-mediate nel bambino.



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Medical Center

Per l'allattamento così come per la gravidanza, esistono linee guida ufficiali italiane emanate dal Ministero della Salute che prevedono di stilare un protocollo alimentare specifico: tutti i macronutrienti e micronutrienti calcolati e presenti nella dieta, saranno necessari per supportare dal punto di vista energetico e nutrizionale la donna durante l'allattamento.
Ovviamente questi protocolli saranno differenti da donna a donna per grammature, gusti alimentari e stile di vita.
Importanti saranno anche i consigli nutrizionali per evitare che il latte materno possa modificarsi nel sapore e per evitare che la donna e quindi il neonato, assumano alimenti considerati troppo allergizzanti e quindi controindicati in quanto ad alto rischio di reazioni immuno-mediate nel bambino.



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Per l'allattamento così come per la gravidanza, esistono linee guida ufficiali italiane emanate dal Ministero della Salute che prevedono di stilare un protocollo alimentare specifico: tutti i macronutrienti e micronutrienti calcolati e presenti nella dieta, saranno necessari per supportare dal punto di vista energetico e nutrizionale la donna durante l'allattamento.
Ovviamente questi protocolli saranno differenti da donna a donna per grammature, gusti alimentari e stile di vita.
Importanti saranno anche i consigli nutrizionali per evitare che il latte materno possa modificarsi nel sapore e per evitare che la donna e quindi il neonato, assumano alimenti considerati troppo allergizzanti e quindi controindicati in quanto ad alto rischio di reazioni immuno-mediate nel bambino.



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Per l'allattamento così come per la gravidanza, esistono linee guida ufficiali italiane emanate dal Ministero della Salute che prevedono di stilare un protocollo alimentare specifico: tutti i macronutrienti e micronutrienti calcolati e presenti nella dieta, saranno necessari per supportare dal punto di vista energetico e nutrizionale la donna durante l'allattamento.
Ovviamente questi protocolli saranno differenti da donna a donna per grammature, gusti alimentari e stile di vita.
Importanti saranno anche i consigli nutrizionali per evitare che il latte materno possa modificarsi nel sapore e per evitare che la donna e quindi il neonato, assumano alimenti considerati troppo allergizzanti e quindi controindicati in quanto ad alto rischio di reazioni immuno-mediate nel bambino.



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Le diete chetogeniche, nelle sue svariate forme che vanno dal digiuno intermmitente (IF), alla chetogenica standard, alla dieta VLCKD (es. dieta oloproteica secondo Blackburn) ecc., sono accomunate da un regime alimentare che riduce in modo drastico i carboidrati, aumentando di contro le proteine e i grassi. Lo scopo principale di questo sbilanciamento delle proporzioni dei macronutrienti nella dieta è costringere l’organismo a utilizzare i grassi come fonte di energia. In presenza di carboidrati, infatti, tutte le cellule ne utilizzano l’energia per svolgere le loro attività. Ma se questi vengono ridotti a un livello sufficientemente basso, esse cominciano a utilizzare i grassi. Si avvia quindi un processo chiamato chetosi, perché porta alla formazione di molecole chiamate corpi chetonici, che verranno utilizzati, soprattutto dal cervello, a scopo energetico. In genere la chetosi si raggiunge dopo qualche giorno (da 5 ad un massimo di 10 giorni a seconda del protocollo utilizzato) e il passaggio in chetosi porta di solito alcuni effetti collaterali - non sempre riscontrabili - come stitichezza, stanchezza, mal di testa, irascibilità, sapore metallico in bocca. Una volta entrati in chetosi questi effetti collaterali spariranno e ci sentirà, invece, molto più energici e concentrati.
Questo tipo di alimentazione ha un grande impatto sull’organismo, tanto che nasce in origine come dieta consigliata per ridurre le crisi epilettiche nei pazienti che non rispondevano ai farmaci, ma ad oggi il successo della dieta chetogenica è legato soprattutto alla sua efficacia nel ridurre il peso corporeo, nel resettare il metabolismo facendolo diventare più efficiente, e nel combattere determinati stati patologici tra cui quelli neurodegenerativi, ma anche ipertensione, dislipidemie, insulino-resistenza, alterata glicemia a digiuno ecc..
Tuttavia, è importante sottolineare che le diete chetogeniche non sono dei regimi semplici da seguire, non possono essere seguite per lunghi periodi, necessitano di fasi di transizione a termine dieta per reintrodurre gradualmente i carboidrati nella propria alimentazione, necessitano di determinate supplementazioni con integratori specifici che vanno a sostenere il paziente per tutta la durata della dieta. Ma soprattutto non vanno applicate nei seguenti casi: diabete tipo I, diabete insulino-richiedente, insufficienza renale, problemi cardiovascolari, donne in gravidanza e allattamento, bambini e anziani, malattie oncologiche, disturbi del comportamento alimentare, malnutrizioni per difetto.
I controlli per le diete chetogeniche sono in genere più ravvicinati, meno di 1 mese, proprio perchè sono diete più articolate e più impattanti sullo stato di salute del paziente: infatti, qualora dovessero sorgere delle problematiche, la dieta viene subito interrotta.



Via L. Azzarita 79, Molfetta

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Le diete chetogeniche, nelle sue svariate forme che vanno dal digiuno intermmitente (IF), alla chetogenica standard, alla dieta VLCKD (es. dieta oloproteica secondo Blackburn) ecc., sono accomunate da un regime alimentare che riduce in modo drastico i carboidrati, aumentando di contro le proteine e i grassi. Lo scopo principale di questo sbilanciamento delle proporzioni dei macronutrienti nella dieta è costringere l’organismo a utilizzare i grassi come fonte di energia. In presenza di carboidrati, infatti, tutte le cellule ne utilizzano l’energia per svolgere le loro attività. Ma se questi vengono ridotti a un livello sufficientemente basso, esse cominciano a utilizzare i grassi. Si avvia quindi un processo chiamato chetosi, perché porta alla formazione di molecole chiamate corpi chetonici, che verranno utilizzati, soprattutto dal cervello, a scopo energetico. In genere la chetosi si raggiunge dopo qualche giorno (da 5 ad un massimo di 10 giorni a seconda del protocollo utilizzato) e il passaggio in chetosi porta di solito alcuni effetti collaterali - non sempre riscontrabili - come stitichezza, stanchezza, mal di testa, irascibilità, sapore metallico in bocca. Una volta entrati in chetosi questi effetti collaterali spariranno e ci sentirà, invece, molto più energici e concentrati.
Questo tipo di alimentazione ha un grande impatto sull’organismo, tanto che nasce in origine come dieta consigliata per ridurre le crisi epilettiche nei pazienti che non rispondevano ai farmaci, ma ad oggi il successo della dieta chetogenica è legato soprattutto alla sua efficacia nel ridurre il peso corporeo, nel resettare il metabolismo facendolo diventare più efficiente, e nel combattere determinati stati patologici tra cui quelli neurodegenerativi, ma anche ipertensione, dislipidemie, insulino-resistenza, alterata glicemia a digiuno ecc..
Tuttavia, è importante sottolineare che le diete chetogeniche non sono dei regimi semplici da seguire, non possono essere seguite per lunghi periodi, necessitano di fasi di transizione a termine dieta per reintrodurre gradualmente i carboidrati nella propria alimentazione, necessitano di determinate supplementazioni con integratori specifici che vanno a sostenere il paziente per tutta la durata della dieta. Ma soprattutto non vanno applicate nei seguenti casi: diabete tipo I, diabete insulino-richiedente, insufficienza renale, problemi cardiovascolari, donne in gravidanza e allattamento, bambini e anziani, malattie oncologiche, disturbi del comportamento alimentare, malnutrizioni per difetto.
I controlli per le diete chetogeniche sono in genere più ravvicinati, meno di 1 mese, proprio perchè sono diete più articolate e più impattanti sullo stato di salute del paziente: infatti, qualora dovessero sorgere delle problematiche, la dieta viene subito interrotta.



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Le diete chetogeniche, nelle sue svariate forme che vanno dal digiuno intermmitente (IF), alla chetogenica standard, alla dieta VLCKD (es. dieta oloproteica secondo Blackburn) ecc., sono accomunate da un regime alimentare che riduce in modo drastico i carboidrati, aumentando di contro le proteine e i grassi. Lo scopo principale di questo sbilanciamento delle proporzioni dei macronutrienti nella dieta è costringere l’organismo a utilizzare i grassi come fonte di energia. In presenza di carboidrati, infatti, tutte le cellule ne utilizzano l’energia per svolgere le loro attività. Ma se questi vengono ridotti a un livello sufficientemente basso, esse cominciano a utilizzare i grassi. Si avvia quindi un processo chiamato chetosi, perché porta alla formazione di molecole chiamate corpi chetonici, che verranno utilizzati, soprattutto dal cervello, a scopo energetico. In genere la chetosi si raggiunge dopo qualche giorno (da 5 ad un massimo di 10 giorni a seconda del protocollo utilizzato) e il passaggio in chetosi porta di solito alcuni effetti collaterali - non sempre riscontrabili - come stitichezza, stanchezza, mal di testa, irascibilità, sapore metallico in bocca. Una volta entrati in chetosi questi effetti collaterali spariranno e ci sentirà, invece, molto più energici e concentrati.
Questo tipo di alimentazione ha un grande impatto sull’organismo, tanto che nasce in origine come dieta consigliata per ridurre le crisi epilettiche nei pazienti che non rispondevano ai farmaci, ma ad oggi il successo della dieta chetogenica è legato soprattutto alla sua efficacia nel ridurre il peso corporeo, nel resettare il metabolismo facendolo diventare più efficiente, e nel combattere determinati stati patologici tra cui quelli neurodegenerativi, ma anche ipertensione, dislipidemie, insulino-resistenza, alterata glicemia a digiuno ecc..
Tuttavia, è importante sottolineare che le diete chetogeniche non sono dei regimi semplici da seguire, non possono essere seguite per lunghi periodi, necessitano di fasi di transizione a termine dieta per reintrodurre gradualmente i carboidrati nella propria alimentazione, necessitano di determinate supplementazioni con integratori specifici che vanno a sostenere il paziente per tutta la durata della dieta. Ma soprattutto non vanno applicate nei seguenti casi: diabete tipo I, diabete insulino-richiedente, insufficienza renale, problemi cardiovascolari, donne in gravidanza e allattamento, bambini e anziani, malattie oncologiche, disturbi del comportamento alimentare, malnutrizioni per difetto.
I controlli per le diete chetogeniche sono in genere più ravvicinati, meno di 1 mese, proprio perchè sono diete più articolate e più impattanti sullo stato di salute del paziente: infatti, qualora dovessero sorgere delle problematiche, la dieta viene subito interrotta.



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Le diete chetogeniche, nelle sue svariate forme che vanno dal digiuno intermmitente (IF), alla chetogenica standard, alla dieta VLCKD (es. dieta oloproteica secondo Blackburn) ecc., sono accomunate da un regime alimentare che riduce in modo drastico i carboidrati, aumentando di contro le proteine e i grassi. Lo scopo principale di questo sbilanciamento delle proporzioni dei macronutrienti nella dieta è costringere l’organismo a utilizzare i grassi come fonte di energia. In presenza di carboidrati, infatti, tutte le cellule ne utilizzano l’energia per svolgere le loro attività. Ma se questi vengono ridotti a un livello sufficientemente basso, esse cominciano a utilizzare i grassi. Si avvia quindi un processo chiamato chetosi, perché porta alla formazione di molecole chiamate corpi chetonici, che verranno utilizzati, soprattutto dal cervello, a scopo energetico. In genere la chetosi si raggiunge dopo qualche giorno (da 5 ad un massimo di 10 giorni a seconda del protocollo utilizzato) e il passaggio in chetosi porta di solito alcuni effetti collaterali - non sempre riscontrabili - come stitichezza, stanchezza, mal di testa, irascibilità, sapore metallico in bocca. Una volta entrati in chetosi questi effetti collaterali spariranno e ci sentirà, invece, molto più energici e concentrati.
Questo tipo di alimentazione ha un grande impatto sull’organismo, tanto che nasce in origine come dieta consigliata per ridurre le crisi epilettiche nei pazienti che non rispondevano ai farmaci, ma ad oggi il successo della dieta chetogenica è legato soprattutto alla sua efficacia nel ridurre il peso corporeo, nel resettare il metabolismo facendolo diventare più efficiente, e nel combattere determinati stati patologici tra cui quelli neurodegenerativi, ma anche ipertensione, dislipidemie, insulino-resistenza, alterata glicemia a digiuno ecc..
Tuttavia, è importante sottolineare che le diete chetogeniche non sono dei regimi semplici da seguire, non possono essere seguite per lunghi periodi, necessitano di fasi di transizione a termine dieta per reintrodurre gradualmente i carboidrati nella propria alimentazione, necessitano di determinate supplementazioni con integratori specifici che vanno a sostenere il paziente per tutta la durata della dieta. Ma soprattutto non vanno applicate nei seguenti casi: diabete tipo I, diabete insulino-richiedente, insufficienza renale, problemi cardiovascolari, donne in gravidanza e allattamento, bambini e anziani, malattie oncologiche, disturbi del comportamento alimentare, malnutrizioni per difetto.
I controlli per le diete chetogeniche sono in genere più ravvicinati, meno di 1 mese, proprio perchè sono diete più articolate e più impattanti sullo stato di salute del paziente: infatti, qualora dovessero sorgere delle problematiche, la dieta viene subito interrotta.



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Per la gravidanza, così come per l'allattamento, esistono linee guida ufficiali italiane emanate dal Ministero della Salute che prevedono di stilare un protocollo alimentare specifico: tutti i macronutrienti e micronutrienti calcolati e presenti nella dieta, saranno necessari per supportare dal punto di vista energetico e nutrizionale la donna durante i tre trimestri della gravidanza. In particolar modo, nel II e III trimestre di gravidanza, sarà importante aumentare man mano la quota proteica per sostenere la crescita del bambino e, in alcuni casi, si vedranno necessarie supplementazioni varie mediante determinati integratori precedentemente concordati col medico ginecologo.
Ovviamente questi protocolli saranno differenti da donna a donna per grammature, gusti alimentari e stile di vita, nonchè per determinati stati patologici, come ad esempio sovrappeso e obesità o ancora in caso di diabete gestazionale: in quest'ultimo caso sarà importante e determinante la quota di carboidrati - ben calcolati in particolare per quelle donne in terapia con l'insulina - che dovranno necessariamente essere a basso indice glicemico per evitare sia i picchi glicemici che pericolose ipoglicemie.
Importanti saranno anche i consigli nutrizionali, secondo linee guida ministeriali, per evitare alimenti e bevande considerati a rischio o pericolosi per una gestante, consigli su come disinfettare al meglio frutta e verdura, onde evitare tossinfezioni alimentari, nonchè consigli nutrizionali mirati in caso di nausee, vomito, stitichezza, ossia per tutte quelle condizioni molto frequenti e debilitanti per una gestante.



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Per la gravidanza, così come per l'allattamento, esistono linee guida ufficiali italiane emanate dal Ministero della Salute che prevedono di stilare un protocollo alimentare specifico: tutti i macronutrienti e micronutrienti calcolati e presenti nella dieta, saranno necessari per supportare dal punto di vista energetico e nutrizionale la donna durante i tre trimestri della gravidanza. In particolar modo, nel II e III trimestre di gravidanza, sarà importante aumentare man mano la quota proteica per sostenere la crescita del bambino e, in alcuni casi, si vedranno necessarie supplementazioni varie mediante determinati integratori precedentemente concordati col medico ginecologo.
Ovviamente questi protocolli saranno differenti da donna a donna per grammature, gusti alimentari e stile di vita, nonchè per determinati stati patologici, come ad esempio sovrappeso e obesità o ancora in caso di diabete gestazionale: in quest'ultimo caso sarà importante e determinante la quota di carboidrati - ben calcolati in particolare per quelle donne in terapia con l'insulina - che dovranno necessariamente essere a basso indice glicemico per evitare sia i picchi glicemici che pericolose ipoglicemie.
Importanti saranno anche i consigli nutrizionali, secondo linee guida ministeriali, per evitare alimenti e bevande considerati a rischio o pericolosi per una gestante, consigli su come disinfettare al meglio frutta e verdura, onde evitare tossinfezioni alimentari, nonchè consigli nutrizionali mirati in caso di nausee, vomito, stitichezza, ossia per tutte quelle condizioni molto frequenti e debilitanti per una gestante.



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Per la gravidanza, così come per l'allattamento, esistono linee guida ufficiali italiane emanate dal Ministero della Salute che prevedono di stilare un protocollo alimentare specifico: tutti i macronutrienti e micronutrienti calcolati e presenti nella dieta, saranno necessari per supportare dal punto di vista energetico e nutrizionale la donna durante i tre trimestri della gravidanza. In particolar modo, nel II e III trimestre di gravidanza, sarà importante aumentare man mano la quota proteica per sostenere la crescita del bambino e, in alcuni casi, si vedranno necessarie supplementazioni varie mediante determinati integratori precedentemente concordati col medico ginecologo.
Ovviamente questi protocolli saranno differenti da donna a donna per grammature, gusti alimentari e stile di vita, nonchè per determinati stati patologici, come ad esempio sovrappeso e obesità o ancora in caso di diabete gestazionale: in quest'ultimo caso sarà importante e determinante la quota di carboidrati - ben calcolati in particolare per quelle donne in terapia con l'insulina - che dovranno necessariamente essere a basso indice glicemico per evitare sia i picchi glicemici che pericolose ipoglicemie.
Importanti saranno anche i consigli nutrizionali, secondo linee guida ministeriali, per evitare alimenti e bevande considerati a rischio o pericolosi per una gestante, consigli su come disinfettare al meglio frutta e verdura, onde evitare tossinfezioni alimentari, nonchè consigli nutrizionali mirati in caso di nausee, vomito, stitichezza, ossia per tutte quelle condizioni molto frequenti e debilitanti per una gestante.



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Per la gravidanza, così come per l'allattamento, esistono linee guida ufficiali italiane emanate dal Ministero della Salute che prevedono di stilare un protocollo alimentare specifico: tutti i macronutrienti e micronutrienti calcolati e presenti nella dieta, saranno necessari per supportare dal punto di vista energetico e nutrizionale la donna durante i tre trimestri della gravidanza. In particolar modo, nel II e III trimestre di gravidanza, sarà importante aumentare man mano la quota proteica per sostenere la crescita del bambino e, in alcuni casi, si vedranno necessarie supplementazioni varie mediante determinati integratori precedentemente concordati col medico ginecologo.
Ovviamente questi protocolli saranno differenti da donna a donna per grammature, gusti alimentari e stile di vita, nonchè per determinati stati patologici, come ad esempio sovrappeso e obesità o ancora in caso di diabete gestazionale: in quest'ultimo caso sarà importante e determinante la quota di carboidrati - ben calcolati in particolare per quelle donne in terapia con l'insulina - che dovranno necessariamente essere a basso indice glicemico per evitare sia i picchi glicemici che pericolose ipoglicemie.
Importanti saranno anche i consigli nutrizionali, secondo linee guida ministeriali, per evitare alimenti e bevande considerati a rischio o pericolosi per una gestante, consigli su come disinfettare al meglio frutta e verdura, onde evitare tossinfezioni alimentari, nonchè consigli nutrizionali mirati in caso di nausee, vomito, stitichezza, ossia per tutte quelle condizioni molto frequenti e debilitanti per una gestante.



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I protocolli per la sindrome del colon irritabile (IBS) si modificano a seconda della sintomatologia riportata dal paziente durante la visita nutrizionale. La sindrome, infatti, può caratterizzarsi da un alvo stitico o diarroico o alterno, seguito o meno da un forte senso di gonfiore addominale, crampi addominali, digestione lenta. Sarà proprio sulla base di questi sintomi che la dieta si modificherà nell'utilizzo di determinati protocolli (es. Low FODMAP); di determinati integratori e fermenti lattici per il ripristino graduale della flora intestinale e per ridurre il gonfiore addominale; di determinate fibre che aiuteranno il transito intestinale nei casi di alvo stitico; e di specifiche indicazioni e consigli nutrizionali per ridurre l'alvo diarroico e il gonfiore addominale.
Ovviamente ogni dieta sarà personalizzata sulla base delle esigenze di ogni paziente, stili di vita, abitudini e gusti alimentari oltre che essere differente nelle grammature e nei fabbisogni energetici.
I vari controlli mensili saranno cruciali in quanto serviranno a comprendere se il protocollo designato sia stato utile nel migliorare la sintomatologia avvertita dal paziente o se sia o meno necessario apportare ulteriori modifiche alla dieta.



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I protocolli per la sindrome del colon irritabile (IBS) si modificano a seconda della sintomatologia riportata dal paziente durante la visita nutrizionale. La sindrome, infatti, può caratterizzarsi da un alvo stitico o diarroico o alterno, seguito o meno da un forte senso di gonfiore addominale, crampi addominali, digestione lenta. Sarà proprio sulla base di questi sintomi che la dieta si modificherà nell'utilizzo di determinati protocolli (es. Low FODMAP); di determinati integratori e fermenti lattici per il ripristino graduale della flora intestinale e per ridurre il gonfiore addominale; di determinate fibre che aiuteranno il transito intestinale nei casi di alvo stitico; e di specifiche indicazioni e consigli nutrizionali per ridurre l'alvo diarroico e il gonfiore addominale.
Ovviamente ogni dieta sarà personalizzata sulla base delle esigenze di ogni paziente, stili di vita, abitudini e gusti alimentari oltre che essere differente nelle grammature e nei fabbisogni energetici.
I vari controlli mensili saranno cruciali in quanto serviranno a comprendere se il protocollo designato sia stato utile nel migliorare la sintomatologia avvertita dal paziente o se sia o meno necessario apportare ulteriori modifiche alla dieta.



Via Don Giustino Russolillo, 41, Mola di Bari

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I protocolli per la sindrome del colon irritabile (IBS) si modificano a seconda della sintomatologia riportata dal paziente durante la visita nutrizionale. La sindrome, infatti, può caratterizzarsi da un alvo stitico o diarroico o alterno, seguito o meno da un forte senso di gonfiore addominale, crampi addominali, digestione lenta. Sarà proprio sulla base di questi sintomi che la dieta si modificherà nell'utilizzo di determinati protocolli (es. Low FODMAP); di determinati integratori e fermenti lattici per il ripristino graduale della flora intestinale e per ridurre il gonfiore addominale; di determinate fibre che aiuteranno il transito intestinale nei casi di alvo stitico; e di specifiche indicazioni e consigli nutrizionali per ridurre l'alvo diarroico e il gonfiore addominale.
Ovviamente ogni dieta sarà personalizzata sulla base delle esigenze di ogni paziente, stili di vita, abitudini e gusti alimentari oltre che essere differente nelle grammature e nei fabbisogni energetici.
I vari controlli mensili saranno cruciali in quanto serviranno a comprendere se il protocollo designato sia stato utile nel migliorare la sintomatologia avvertita dal paziente o se sia o meno necessario apportare ulteriori modifiche alla dieta.



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I protocolli per la sindrome del colon irritabile (IBS) si modificano a seconda della sintomatologia riportata dal paziente durante la visita nutrizionale. La sindrome, infatti, può caratterizzarsi da un alvo stitico o diarroico o alterno, seguito o meno da un forte senso di gonfiore addominale, crampi addominali, digestione lenta. Sarà proprio sulla base di questi sintomi che la dieta si modificherà nell'utilizzo di determinati protocolli (es. Low FODMAP); di determinati integratori e fermenti lattici per il ripristino graduale della flora intestinale e per ridurre il gonfiore addominale; di determinate fibre che aiuteranno il transito intestinale nei casi di alvo stitico; e di specifiche indicazioni e consigli nutrizionali per ridurre l'alvo diarroico e il gonfiore addominale.
Ovviamente ogni dieta sarà personalizzata sulla base delle esigenze di ogni paziente, stili di vita, abitudini e gusti alimentari oltre che essere differente nelle grammature e nei fabbisogni energetici.
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Le diete per i pazienti diabetici sono generalmente accumunate da alto introito di fibre, da un basso introito di zuccheri semplici e da uno specifico introito di carboidrati complessi a basso indice glicemico, ossia carboidrati che hanno un basso impatto sulla glicemia post-prandiale onde evitare picchi glicemici e picchi insulinemici. Importante sarà anche evitare le ipoglicemie che nei pazienti diabetici sono molto pericolose.
Le diete a basso indice glicemico sono diete che coadiuvano le varie terapie farmacologiche sia che queste prevedano l'utilizzo di insulina, come nei casi di diabete tipo I, sia che prevedano l'utilizzo di ipoglicemizzanti orali. In caso di terapia con insulina, la quota di carboidrati introdotta dovrà essere cacolata con precisione proprio sulla base delle unità di insulina prescritte dal medico diabetologo.
Ovviamente le varie diete a basso indice glicemico saranno differenti da paziente a paziente nelle grammature e nell'introito calorico a seconda del fabbisogno energetico specifico, oltre che per gusti alimentari e stile di vita. Sono inoltre presenti in ogni dieta consigli alimentari, alimenti e integratori specifici volti proprio a ridurre la glicemia a digiuno e post-prandiale.
I controlli mensili successivi saranno cruciali e fondamentali per comprendere come sia variata la glicemia prendendo visione del diario glicemico del paziente: qualora necessario, le diete possono subìre modifiche per ottenere una maggiore stabilità dei valori glicemici.



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Le diete per i pazienti diabetici sono generalmente accumunate da alto introito di fibre, da un basso introito di zuccheri semplici e da uno specifico introito di carboidrati complessi a basso indice glicemico, ossia carboidrati che hanno un basso impatto sulla glicemia post-prandiale onde evitare picchi glicemici e picchi insulinemici. Importante sarà anche evitare le ipoglicemie che nei pazienti diabetici sono molto pericolose.
Le diete a basso indice glicemico sono diete che coadiuvano le varie terapie farmacologiche sia che queste prevedano l'utilizzo di insulina, come nei casi di diabete tipo I, sia che prevedano l'utilizzo di ipoglicemizzanti orali. In caso di terapia con insulina, la quota di carboidrati introdotta dovrà essere cacolata con precisione proprio sulla base delle unità di insulina prescritte dal medico diabetologo.
Ovviamente le varie diete a basso indice glicemico saranno differenti da paziente a paziente nelle grammature e nell'introito calorico a seconda del fabbisogno energetico specifico, oltre che per gusti alimentari e stile di vita. Sono inoltre presenti in ogni dieta consigli alimentari, alimenti e integratori specifici volti proprio a ridurre la glicemia a digiuno e post-prandiale.
I controlli mensili successivi saranno cruciali e fondamentali per comprendere come sia variata la glicemia prendendo visione del diario glicemico del paziente: qualora necessario, le diete possono subìre modifiche per ottenere una maggiore stabilità dei valori glicemici.



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Le diete per i pazienti diabetici sono generalmente accumunate da alto introito di fibre, da un basso introito di zuccheri semplici e da uno specifico introito di carboidrati complessi a basso indice glicemico, ossia carboidrati che hanno un basso impatto sulla glicemia post-prandiale onde evitare picchi glicemici e picchi insulinemici. Importante sarà anche evitare le ipoglicemie che nei pazienti diabetici sono molto pericolose.
Le diete a basso indice glicemico sono diete che coadiuvano le varie terapie farmacologiche sia che queste prevedano l'utilizzo di insulina, come nei casi di diabete tipo I, sia che prevedano l'utilizzo di ipoglicemizzanti orali. In caso di terapia con insulina, la quota di carboidrati introdotta dovrà essere cacolata con precisione proprio sulla base delle unità di insulina prescritte dal medico diabetologo.
Ovviamente le varie diete a basso indice glicemico saranno differenti da paziente a paziente nelle grammature e nell'introito calorico a seconda del fabbisogno energetico specifico, oltre che per gusti alimentari e stile di vita. Sono inoltre presenti in ogni dieta consigli alimentari, alimenti e integratori specifici volti proprio a ridurre la glicemia a digiuno e post-prandiale.
I controlli mensili successivi saranno cruciali e fondamentali per comprendere come sia variata la glicemia prendendo visione del diario glicemico del paziente: qualora necessario, le diete possono subìre modifiche per ottenere una maggiore stabilità dei valori glicemici.



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Le diete per i pazienti diabetici sono generalmente accumunate da alto introito di fibre, da un basso introito di zuccheri semplici e da uno specifico introito di carboidrati complessi a basso indice glicemico, ossia carboidrati che hanno un basso impatto sulla glicemia post-prandiale onde evitare picchi glicemici e picchi insulinemici. Importante sarà anche evitare le ipoglicemie che nei pazienti diabetici sono molto pericolose.
Le diete a basso indice glicemico sono diete che coadiuvano le varie terapie farmacologiche sia che queste prevedano l'utilizzo di insulina, come nei casi di diabete tipo I, sia che prevedano l'utilizzo di ipoglicemizzanti orali. In caso di terapia con insulina, la quota di carboidrati introdotta dovrà essere cacolata con precisione proprio sulla base delle unità di insulina prescritte dal medico diabetologo.
Ovviamente le varie diete a basso indice glicemico saranno differenti da paziente a paziente nelle grammature e nell'introito calorico a seconda del fabbisogno energetico specifico, oltre che per gusti alimentari e stile di vita. Sono inoltre presenti in ogni dieta consigli alimentari, alimenti e integratori specifici volti proprio a ridurre la glicemia a digiuno e post-prandiale.
I controlli mensili successivi saranno cruciali e fondamentali per comprendere come sia variata la glicemia prendendo visione del diario glicemico del paziente: qualora necessario, le diete possono subìre modifiche per ottenere una maggiore stabilità dei valori glicemici.



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I protocolli per la disbiosi, ossia per l'alterazione della flora intestinale, si modificano a seconda della sintomatologia riportata dal paziente durante la visita nutrizionale. La disbiosi, infatti, può essere accompagnata da un'alterazione dell'alvo, da stitico a diarroico ad alterno, da un senso di fastidioso gonfiore addominale, crampi addominali, digestione lenta. Sarà proprio sulla base di questi sintomi che la dieta si modificherà nell'utilizzo di determinati protocolli (es. Low FODMAP); di determinati integratori e fermenti lattici per il ripristino graduale della flora intestinale e per ridurre il gonfiore addominale; di determinate fibre che aiuteranno il transito intestinale nei casi di alvo stitico; e di specifiche indicazioni e consigli nutrizionali per ridurre l'alvo diarroico e il gonfiore addominale.
Ovviamente ogni dieta sarà personalizzata sulla base delle esigenze di ogni paziente, stili di vita, abitudini e gusti alimentari oltre che essere differente nelle grammature e nei fabbisogni energetici.
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I protocolli per la disbiosi, ossia per l'alterazione della flora intestinale, si modificano a seconda della sintomatologia riportata dal paziente durante la visita nutrizionale. La disbiosi, infatti, può essere accompagnata da un'alterazione dell'alvo, da stitico a diarroico ad alterno, da un senso di fastidioso gonfiore addominale, crampi addominali, digestione lenta. Sarà proprio sulla base di questi sintomi che la dieta si modificherà nell'utilizzo di determinati protocolli (es. Low FODMAP); di determinati integratori e fermenti lattici per il ripristino graduale della flora intestinale e per ridurre il gonfiore addominale; di determinate fibre che aiuteranno il transito intestinale nei casi di alvo stitico; e di specifiche indicazioni e consigli nutrizionali per ridurre l'alvo diarroico e il gonfiore addominale.
Ovviamente ogni dieta sarà personalizzata sulla base delle esigenze di ogni paziente, stili di vita, abitudini e gusti alimentari oltre che essere differente nelle grammature e nei fabbisogni energetici.
I vari controlli mensili saranno cruciali in quanto serviranno a comprendere se il protocollo designato sia stato utile nel migliorare la sintomatologia avvertita dal paziente o se sia o meno necessario apportare ulteriori modifiche alla dieta.



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I protocolli per la disbiosi, ossia per l'alterazione della flora intestinale, si modificano a seconda della sintomatologia riportata dal paziente durante la visita nutrizionale. La disbiosi, infatti, può essere accompagnata da un'alterazione dell'alvo, da stitico a diarroico ad alterno, da un senso di fastidioso gonfiore addominale, crampi addominali, digestione lenta. Sarà proprio sulla base di questi sintomi che la dieta si modificherà nell'utilizzo di determinati protocolli (es. Low FODMAP); di determinati integratori e fermenti lattici per il ripristino graduale della flora intestinale e per ridurre il gonfiore addominale; di determinate fibre che aiuteranno il transito intestinale nei casi di alvo stitico; e di specifiche indicazioni e consigli nutrizionali per ridurre l'alvo diarroico e il gonfiore addominale.
Ovviamente ogni dieta sarà personalizzata sulla base delle esigenze di ogni paziente, stili di vita, abitudini e gusti alimentari oltre che essere differente nelle grammature e nei fabbisogni energetici.
I vari controlli mensili saranno cruciali in quanto serviranno a comprendere se il protocollo designato sia stato utile nel migliorare la sintomatologia avvertita dal paziente o se sia o meno necessario apportare ulteriori modifiche alla dieta.



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I protocolli per la disbiosi, ossia per l'alterazione della flora intestinale, si modificano a seconda della sintomatologia riportata dal paziente durante la visita nutrizionale. La disbiosi, infatti, può essere accompagnata da un'alterazione dell'alvo, da stitico a diarroico ad alterno, da un senso di fastidioso gonfiore addominale, crampi addominali, digestione lenta. Sarà proprio sulla base di questi sintomi che la dieta si modificherà nell'utilizzo di determinati protocolli (es. Low FODMAP); di determinati integratori e fermenti lattici per il ripristino graduale della flora intestinale e per ridurre il gonfiore addominale; di determinate fibre che aiuteranno il transito intestinale nei casi di alvo stitico; e di specifiche indicazioni e consigli nutrizionali per ridurre l'alvo diarroico e il gonfiore addominale.
Ovviamente ogni dieta sarà personalizzata sulla base delle esigenze di ogni paziente, stili di vita, abitudini e gusti alimentari oltre che essere differente nelle grammature e nei fabbisogni energetici.
I vari controlli mensili saranno cruciali in quanto serviranno a comprendere se il protocollo designato sia stato utile nel migliorare la sintomatologia avvertita dal paziente o se sia o meno necessario apportare ulteriori modifiche alla dieta.



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I protocolli per le intolleranze nonchè per le allergie alimentari, saranno ovviamente differenti a seconda dell'intolleranza presentata e correttamente diagnosticata, ossia se intolleranza al lattosio o al glutine, o a seconda dell'allergia alimentare specifica e diagnosticata dal medico allergologo.
Il fine di queste diete è l'eliminazione totale dell'alimento o degli alimenti verso il quale il paziente è intollerante o allergico, e che sono causa della sua sintomatologia gastrointestinale o extra-intestinale, come orticaria, dermatite, rash cutanei, cefalea ecc., nonchè di tutte le possibili cross-reazioni tra un alimento e l'altro o tra un alimento e determinati farmaci o integratori assunti, che possono esacerbare la sintomatologia a carico del paziente.
Ovviamente ogni dieta di esclusione di un determinato alimento o classe di alimenti, verrà consegnata solo in caso di intolleranze e allergie correttamente diagnosticate con test specifici e validati secondo indicazioni del medico allergologo.



Via L. Azzarita 79, Molfetta

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I protocolli per le intolleranze nonchè per le allergie alimentari, saranno ovviamente differenti a seconda dell'intolleranza presentata e correttamente diagnosticata, ossia se intolleranza al lattosio o al glutine, o a seconda dell'allergia alimentare specifica e diagnosticata dal medico allergologo.
Il fine di queste diete è l'eliminazione totale dell'alimento o degli alimenti verso il quale il paziente è intollerante o allergico, e che sono causa della sua sintomatologia gastrointestinale o extra-intestinale, come orticaria, dermatite, rash cutanei, cefalea ecc., nonchè di tutte le possibili cross-reazioni tra un alimento e l'altro o tra un alimento e determinati farmaci o integratori assunti, che possono esacerbare la sintomatologia a carico del paziente.
Ovviamente ogni dieta di esclusione di un determinato alimento o classe di alimenti, verrà consegnata solo in caso di intolleranze e allergie correttamente diagnosticate con test specifici e validati secondo indicazioni del medico allergologo.



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I protocolli per le intolleranze nonchè per le allergie alimentari, saranno ovviamente differenti a seconda dell'intolleranza presentata e correttamente diagnosticata, ossia se intolleranza al lattosio o al glutine, o a seconda dell'allergia alimentare specifica e diagnosticata dal medico allergologo.
Il fine di queste diete è l'eliminazione totale dell'alimento o degli alimenti verso il quale il paziente è intollerante o allergico, e che sono causa della sua sintomatologia gastrointestinale o extra-intestinale, come orticaria, dermatite, rash cutanei, cefalea ecc., nonchè di tutte le possibili cross-reazioni tra un alimento e l'altro o tra un alimento e determinati farmaci o integratori assunti, che possono esacerbare la sintomatologia a carico del paziente.
Ovviamente ogni dieta di esclusione di un determinato alimento o classe di alimenti, verrà consegnata solo in caso di intolleranze e allergie correttamente diagnosticate con test specifici e validati secondo indicazioni del medico allergologo.



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I protocolli per le intolleranze nonchè per le allergie alimentari, saranno ovviamente differenti a seconda dell'intolleranza presentata e correttamente diagnosticata, ossia se intolleranza al lattosio o al glutine, o a seconda dell'allergia alimentare specifica e diagnosticata dal medico allergologo.
Il fine di queste diete è l'eliminazione totale dell'alimento o degli alimenti verso il quale il paziente è intollerante o allergico, e che sono causa della sua sintomatologia gastrointestinale o extra-intestinale, come orticaria, dermatite, rash cutanei, cefalea ecc., nonchè di tutte le possibili cross-reazioni tra un alimento e l'altro o tra un alimento e determinati farmaci o integratori assunti, che possono esacerbare la sintomatologia a carico del paziente.
Ovviamente ogni dieta di esclusione di un determinato alimento o classe di alimenti, verrà consegnata solo in caso di intolleranze e allergie correttamente diagnosticate con test specifici e validati secondo indicazioni del medico allergologo.



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Le diete post-partum sono differenti qualora la neomamma decida e possa allattare o meno. In caso di allattamento, esistono linee guida ufficiali italiane emanate dal Ministero della Salute che prevedono di stilare un protocollo alimentare specifico: tutti i macronutrienti e micronutrienti calcolati e presenti nella dieta, saranno necessari per supportare dal punto di vista energetico e nutrizionale la donna durante l'allattamento.
Ovviamente questi protocolli saranno differenti da donna a donna per grammature, gusti alimentari e stile di vita.
Importanti saranno anche i consigli nutrizionali per evitare che il latte materno possa modificarsi nel sapore e per evitare che la donna e quindi il neonato, assumano alimenti considerati troppo allergizzanti e quindi controindicati in quanto ad alto rischio di reazioni immuno-mediate nel bambino.
Nei casi di donne che decidono o che non possono allattare e che vogliono semplicemente tornare in forma dopo i chili assunti durante la gravidanza, si può decidere di adottare un qualsiasi protocollo dimagrante quindi ipocalorico, dieta chetogenica inclusa qualora applicabile, in quanto non sussiste controindicazione alcuna.



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Le diete post-partum sono differenti qualora la neomamma decida e possa allattare o meno. In caso di allattamento, esistono linee guida ufficiali italiane emanate dal Ministero della Salute che prevedono di stilare un protocollo alimentare specifico: tutti i macronutrienti e micronutrienti calcolati e presenti nella dieta, saranno necessari per supportare dal punto di vista energetico e nutrizionale la donna durante l'allattamento.
Ovviamente questi protocolli saranno differenti da donna a donna per grammature, gusti alimentari e stile di vita.
Importanti saranno anche i consigli nutrizionali per evitare che il latte materno possa modificarsi nel sapore e per evitare che la donna e quindi il neonato, assumano alimenti considerati troppo allergizzanti e quindi controindicati in quanto ad alto rischio di reazioni immuno-mediate nel bambino.
Nei casi di donne che decidono o che non possono allattare e che vogliono semplicemente tornare in forma dopo i chili assunti durante la gravidanza, si può decidere di adottare un qualsiasi protocollo dimagrante quindi ipocalorico, dieta chetogenica inclusa qualora applicabile, in quanto non sussiste controindicazione alcuna.



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Le diete post-partum sono differenti qualora la neomamma decida e possa allattare o meno. In caso di allattamento, esistono linee guida ufficiali italiane emanate dal Ministero della Salute che prevedono di stilare un protocollo alimentare specifico: tutti i macronutrienti e micronutrienti calcolati e presenti nella dieta, saranno necessari per supportare dal punto di vista energetico e nutrizionale la donna durante l'allattamento.
Ovviamente questi protocolli saranno differenti da donna a donna per grammature, gusti alimentari e stile di vita.
Importanti saranno anche i consigli nutrizionali per evitare che il latte materno possa modificarsi nel sapore e per evitare che la donna e quindi il neonato, assumano alimenti considerati troppo allergizzanti e quindi controindicati in quanto ad alto rischio di reazioni immuno-mediate nel bambino.
Nei casi di donne che decidono o che non possono allattare e che vogliono semplicemente tornare in forma dopo i chili assunti durante la gravidanza, si può decidere di adottare un qualsiasi protocollo dimagrante quindi ipocalorico, dieta chetogenica inclusa qualora applicabile, in quanto non sussiste controindicazione alcuna.



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Le diete post-partum sono differenti qualora la neomamma decida e possa allattare o meno. In caso di allattamento, esistono linee guida ufficiali italiane emanate dal Ministero della Salute che prevedono di stilare un protocollo alimentare specifico: tutti i macronutrienti e micronutrienti calcolati e presenti nella dieta, saranno necessari per supportare dal punto di vista energetico e nutrizionale la donna durante l'allattamento.
Ovviamente questi protocolli saranno differenti da donna a donna per grammature, gusti alimentari e stile di vita.
Importanti saranno anche i consigli nutrizionali per evitare che il latte materno possa modificarsi nel sapore e per evitare che la donna e quindi il neonato, assumano alimenti considerati troppo allergizzanti e quindi controindicati in quanto ad alto rischio di reazioni immuno-mediate nel bambino.
Nei casi di donne che decidono o che non possono allattare e che vogliono semplicemente tornare in forma dopo i chili assunti durante la gravidanza, si può decidere di adottare un qualsiasi protocollo dimagrante quindi ipocalorico, dieta chetogenica inclusa qualora applicabile, in quanto non sussiste controindicazione alcuna.



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Le diete vegane sono diete che rispecchiano appieno lo stile di vita e l'etica del paziente che decide di approcciarsi a questa alimentazione. Compito del nutrizionista è cercare di fornire al paziente vegano tutti i macronutrienti e micronutrienti necessari dal mondo vegetale e tali da soddisfare le sue esigenze nutrizionali ed energetiche, onde evitare stati carenziali che nel lungo periodo possono risultare pericolosi per la salute. A tal proposito saranno indicati determinati integratori necessari per preservare la salute del paziente e che andranno a coadiuvare l'alimentazione vegana come ad esempio la vitamina D ed il calcio, omega-3, ferro, vitamina B12 ecc. Importante sarà il calcolo del corretto apporto proteico dalle fonti alimentari vegetali poichè dovrà essere in grado di sostenere la massa muscolare del paziente calcolata mediante bioimpedenziometria durante la visita nutrizionale.
Per questo motivo, i controlli risulteranno fondamentali per capire se il paziente possa manifestare un calo della massa muscolare o stati carenziali a cui porre subito rimedio migliorando la sua alimentazione e aggiungendo ulteriori integratori specifici.
La quota calorica e le grammature nonchè la tipologia di alimenti proposta, sarà ovviamente differente da paziente a paziente a seconda delle sue esigenze specifiche e a seconda del suo fabbisogno energetico.



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Le diete vegane sono diete che rispecchiano appieno lo stile di vita e l'etica del paziente che decide di approcciarsi a questa alimentazione. Compito del nutrizionista è cercare di fornire al paziente vegano tutti i macronutrienti e micronutrienti necessari dal mondo vegetale e tali da soddisfare le sue esigenze nutrizionali ed energetiche, onde evitare stati carenziali che nel lungo periodo possono risultare pericolosi per la salute. A tal proposito saranno indicati determinati integratori necessari per preservare la salute del paziente e che andranno a coadiuvare l'alimentazione vegana come ad esempio la vitamina D ed il calcio, omega-3, ferro, vitamina B12 ecc. Importante sarà il calcolo del corretto apporto proteico dalle fonti alimentari vegetali poichè dovrà essere in grado di sostenere la massa muscolare del paziente calcolata mediante bioimpedenziometria durante la visita nutrizionale.
Per questo motivo, i controlli risulteranno fondamentali per capire se il paziente possa manifestare un calo della massa muscolare o stati carenziali a cui porre subito rimedio migliorando la sua alimentazione e aggiungendo ulteriori integratori specifici.
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Le diete vegane sono diete che rispecchiano appieno lo stile di vita e l'etica del paziente che decide di approcciarsi a questa alimentazione. Compito del nutrizionista è cercare di fornire al paziente vegano tutti i macronutrienti e micronutrienti necessari dal mondo vegetale e tali da soddisfare le sue esigenze nutrizionali ed energetiche, onde evitare stati carenziali che nel lungo periodo possono risultare pericolosi per la salute. A tal proposito saranno indicati determinati integratori necessari per preservare la salute del paziente e che andranno a coadiuvare l'alimentazione vegana come ad esempio la vitamina D ed il calcio, omega-3, ferro, vitamina B12 ecc. Importante sarà il calcolo del corretto apporto proteico dalle fonti alimentari vegetali poichè dovrà essere in grado di sostenere la massa muscolare del paziente calcolata mediante bioimpedenziometria durante la visita nutrizionale.
Per questo motivo, i controlli risulteranno fondamentali per capire se il paziente possa manifestare un calo della massa muscolare o stati carenziali a cui porre subito rimedio migliorando la sua alimentazione e aggiungendo ulteriori integratori specifici.
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Le diete vegane sono diete che rispecchiano appieno lo stile di vita e l'etica del paziente che decide di approcciarsi a questa alimentazione. Compito del nutrizionista è cercare di fornire al paziente vegano tutti i macronutrienti e micronutrienti necessari dal mondo vegetale e tali da soddisfare le sue esigenze nutrizionali ed energetiche, onde evitare stati carenziali che nel lungo periodo possono risultare pericolosi per la salute. A tal proposito saranno indicati determinati integratori necessari per preservare la salute del paziente e che andranno a coadiuvare l'alimentazione vegana come ad esempio la vitamina D ed il calcio, omega-3, ferro, vitamina B12 ecc. Importante sarà il calcolo del corretto apporto proteico dalle fonti alimentari vegetali poichè dovrà essere in grado di sostenere la massa muscolare del paziente calcolata mediante bioimpedenziometria durante la visita nutrizionale.
Per questo motivo, i controlli risulteranno fondamentali per capire se il paziente possa manifestare un calo della massa muscolare o stati carenziali a cui porre subito rimedio migliorando la sua alimentazione e aggiungendo ulteriori integratori specifici.
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Le diete vegetariane sono diete che rispecchiano appieno lo stile di vita e l'etica del paziente che decide di approcciarsi a questo tipo di alimentazione. Compito del nutrizionista è cercare di fornire al paziente tutti i macronutrienti e micronutrienti necessari dal mondo vegetale e tali da soddisfare le sue esigenze nutrizionali ed energetiche, onde evitare stati carenziali che nel lungo periodo possono risultare pericolosi per la salute. A tal proposito saranno indicati determinati integratori necessari per preservare la salute del paziente e che andranno a coadiuvare l'alimentazione vegetariana ed ogni sua declinazione, come ad esempio la vitamina D ed il calcio, omega-3, ferro, vitamina B12 ecc. Importante sarà il calcolo del corretto apporto proteico dalle fonti alimentari vegetali poichè dovrà essere in grado di sostenere la massa muscolare del paziente calcolata mediante bioimpedenziometria durante la visita nutrizionale.
Per questo motivo, i controlli risulteranno fondamentali per capire se il paziente possa manifestare un calo della massa muscolare o stati carenziali a cui porre subito rimedio migliorando la sua alimentazione e aggiungendo ulteriori integratori specifici.
La quota calorica e le grammature nonchè la tipologia di alimenti proposta, sarà ovviamente differente da paziente a paziente a seconda delle sue esigenze specifiche e a seconda del suo fabbisogno energetico.



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Le diete vegetariane sono diete che rispecchiano appieno lo stile di vita e l'etica del paziente che decide di approcciarsi a questo tipo di alimentazione. Compito del nutrizionista è cercare di fornire al paziente tutti i macronutrienti e micronutrienti necessari dal mondo vegetale e tali da soddisfare le sue esigenze nutrizionali ed energetiche, onde evitare stati carenziali che nel lungo periodo possono risultare pericolosi per la salute. A tal proposito saranno indicati determinati integratori necessari per preservare la salute del paziente e che andranno a coadiuvare l'alimentazione vegetariana ed ogni sua declinazione, come ad esempio la vitamina D ed il calcio, omega-3, ferro, vitamina B12 ecc. Importante sarà il calcolo del corretto apporto proteico dalle fonti alimentari vegetali poichè dovrà essere in grado di sostenere la massa muscolare del paziente calcolata mediante bioimpedenziometria durante la visita nutrizionale.
Per questo motivo, i controlli risulteranno fondamentali per capire se il paziente possa manifestare un calo della massa muscolare o stati carenziali a cui porre subito rimedio migliorando la sua alimentazione e aggiungendo ulteriori integratori specifici.
La quota calorica e le grammature nonchè la tipologia di alimenti proposta, sarà ovviamente differente da paziente a paziente a seconda delle sue esigenze specifiche e a seconda del suo fabbisogno energetico.



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Le diete vegetariane sono diete che rispecchiano appieno lo stile di vita e l'etica del paziente che decide di approcciarsi a questo tipo di alimentazione. Compito del nutrizionista è cercare di fornire al paziente tutti i macronutrienti e micronutrienti necessari dal mondo vegetale e tali da soddisfare le sue esigenze nutrizionali ed energetiche, onde evitare stati carenziali che nel lungo periodo possono risultare pericolosi per la salute. A tal proposito saranno indicati determinati integratori necessari per preservare la salute del paziente e che andranno a coadiuvare l'alimentazione vegetariana ed ogni sua declinazione, come ad esempio la vitamina D ed il calcio, omega-3, ferro, vitamina B12 ecc. Importante sarà il calcolo del corretto apporto proteico dalle fonti alimentari vegetali poichè dovrà essere in grado di sostenere la massa muscolare del paziente calcolata mediante bioimpedenziometria durante la visita nutrizionale.
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Le diete vegetariane sono diete che rispecchiano appieno lo stile di vita e l'etica del paziente che decide di approcciarsi a questo tipo di alimentazione. Compito del nutrizionista è cercare di fornire al paziente tutti i macronutrienti e micronutrienti necessari dal mondo vegetale e tali da soddisfare le sue esigenze nutrizionali ed energetiche, onde evitare stati carenziali che nel lungo periodo possono risultare pericolosi per la salute. A tal proposito saranno indicati determinati integratori necessari per preservare la salute del paziente e che andranno a coadiuvare l'alimentazione vegetariana ed ogni sua declinazione, come ad esempio la vitamina D ed il calcio, omega-3, ferro, vitamina B12 ecc. Importante sarà il calcolo del corretto apporto proteico dalle fonti alimentari vegetali poichè dovrà essere in grado di sostenere la massa muscolare del paziente calcolata mediante bioimpedenziometria durante la visita nutrizionale.
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Durante ogni controllo viene aggiornata la cartella personale e si individuano eventuali punti da migliorare o modificare nel caso in cui i risultati non siano conformi alle attese o per esigenze specifiche manifestate dal paziente.

Il colloquio avviene a cadenza mensile, fatta eccezione per casi ed esigenze particolari, e ha una durata di circa 20-30 minuti: consiste innanzitutto nel chiedere al paziente le sue impressioni in merito al piano nutrizionale proposto, quali benefici ha riscontrato e/o se ha avuto problemi di qualsiasi genere ed entità. Vengono rivalutati il peso, le circonferenze e qualora lo si ritenga utile e necessario, l’esame bioimpedenziometrico.
La dieta viene rivista assieme al paziente per capire la sua aderenza al piano nutrizionale fornito e, dopo 2-3 controlli, la dieta viene rivisitata e cambiata in alcuni punti, eccezion fatta per quei pazienti che necessitano sin da subito un cambio radicale di protocollo nutrizionale.



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Il colloquio avviene a cadenza mensile, fatta eccezione per casi ed esigenze particolari, e ha una durata di circa 20-30 minuti: consiste innanzitutto nel chiedere al paziente le sue impressioni in merito al piano nutrizionale proposto, quali benefici ha riscontrato e/o se ha avuto problemi di qualsiasi genere ed entità. Vengono rivalutati il peso, le circonferenze e qualora lo si ritenga utile e necessario, l’esame bioimpedenziometrico.
La dieta viene rivista assieme al paziente per capire la sua aderenza al piano nutrizionale fornito e, dopo 2-3 controlli, la dieta viene rivisitata e cambiata in alcuni punti, eccezion fatta per quei pazienti che necessitano sin da subito un cambio radicale di protocollo nutrizionale.



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Durante ogni controllo viene aggiornata la cartella personale e si individuano eventuali punti da migliorare o modificare nel caso in cui i risultati non siano conformi alle attese o per esigenze specifiche manifestate dal paziente.

Il colloquio avviene a cadenza mensile, fatta eccezione per casi ed esigenze particolari, e ha una durata di circa 20-30 minuti: consiste innanzitutto nel chiedere al paziente le sue impressioni in merito al piano nutrizionale proposto, quali benefici ha riscontrato e/o se ha avuto problemi di qualsiasi genere ed entità. Viene ovviamente rivalutato il peso corporeo che il paziente avrà cura di misurare di prima mattina a digiuno prima della consulenza online.
La dieta viene rivista assieme al paziente per capire la sua aderenza al piano nutrizionale fornito e, dopo 2-3 controlli, la dieta viene rivisitata e cambiata in alcuni punti, eccezion fatta per quei pazienti che necessitano sin da subito un cambio radicale di protocollo nutrizionale.



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Il colloquio avviene a cadenza mensile, fatta eccezione per casi ed esigenze particolari, e ha una durata di circa 20-30 minuti: consiste innanzitutto nel chiedere al paziente le sue impressioni in merito al piano nutrizionale proposto, quali benefici ha riscontrato e/o se ha avuto problemi di qualsiasi genere ed entità. Vengono rivalutati il peso, le circonferenze e qualora lo si ritenga utile e necessario, l’esame bioimpedenziometrico.
La dieta viene rivista assieme al paziente per capire la sua aderenza al piano nutrizionale fornito e, dopo 2-3 controlli, la dieta viene rivisitata e cambiata in alcuni punti, eccezion fatta per quei pazienti che necessitano sin da subito un cambio radicale di protocollo nutrizionale.



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Il colloquio avviene a cadenza mensile, fatta eccezione per casi ed esigenze particolari, e ha una durata di circa 20-30 minuti: consiste innanzitutto nel chiedere al paziente le sue impressioni in merito al piano nutrizionale proposto, quali benefici ha riscontrato e/o se ha avuto problemi di qualsiasi genere ed entità. Vengono rivalutati il peso, le circonferenze e qualora lo si ritenga utile e necessario, l’esame bioimpedenziometrico.
La dieta viene rivista assieme al paziente per capire la sua aderenza al piano nutrizionale fornito e, dopo 2-3 controlli, la dieta viene rivisitata e cambiata in alcuni punti, eccezion fatta per quei pazienti che necessitano sin da subito un cambio radicale di protocollo nutrizionale.



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Cortese e molto empatica! Mi sono trovata benissimo

C
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Molto scrupolosa, attenta puntualissima con gli appuntamenti. Grazie

A
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La dottoressa è stata molto professionale.
La visita ha soddisfatto a pieno le mie aspettative


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Il primo appuntamento con la dottoressa De Tullio è stato soddisfacente in quanto è stata molto esaustiva nello spiegare alcune cose riguardo le mie patologie e come sviluppa la dieta per i pazienti. Ottima impressione, la consiglio.


C
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Molto disponibile, cortese, chiara ed esauriente nelle spiegazioni. Ispira fiducia.


L
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Professionalità ineccepibile, pazienza e cordialità


M
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Ho appena effettuato la prima visita con la dottoressa De Tullio. È una persona molto preparata, professionale, meticolosa ed esauriente nelle spiegazioni. Oltre a questo ha mostrato una grande empatia e una grande capacità di mettermi a mio agio. Sono sicura che con il suo aiuto e la sua preparazione otterrò i risultati sperati. La consiglio vivamente!


S
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La dottoressa De Tullio è una professionista preparata a 360°. Durante la visita per mio marito e mia figlia ha saputo rispondere a tutte le nostre domande, sa mettere a proprio agio ed è sempre disponibile per qualsiasi chiarimento. Consiglio vivamente a tutti.


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Professionale ed estremamente competente. Pone le proprie conoscenze al servizio delle necessità del paziente accompagnandolo in ogni singola fase del percorso.
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Esperienza molto positiva, la Dottoressa si presenta molto preparata e competente, chiara nella comunicazione e disponibile. Dopo una visita accurata e una dieta personalizzata, in due mesi senza grandi sforzi, ho perso grasso addominale e 13kg, Consigliatissima.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 8 domande da parte di pazienti di MioDottore

Dieta e problemi
Salve a tutti, volevo chiedere una cosa. Sono ormai due mesi e mezzo che sto seguendo una dieta "fatta da me" perdendo un totale di 12 kg (sono ancora sovrappeso) (praticamente mangio solo verdura, poco prosciutto e a volte frutta) in termini di calorie non supero le 300cal al giorno + attività fisica in palestra tre volte a settimana.
Premetto che 4 anni fa ho sofferto di anoressia nervosa e dopo un anno ho riacquistato peso (normopeso) attraverso le abbuffate e gli ultimi due anni ho continuato ad abbuffarmi arrivando al sovrappeso.
Comunque nell'ultimo mese ho provato a reinserire cibi più complessi (tipo carboidrati, zuccheri e grassi) purtroppo attraverso delle "abbuffate"che mi capitano almeno una/due volte a settimana (non supero le 1500cal), dopo gli altri giorni della settimana riprendo il regime restrittivo. Oltre al senso di colpa e alla paura di aumentare di peso ho un altro problema:
ogni volta che mangio questi tipi di cibi anche se in poche quantità, ho sempre un dolore acuto allo stomaco (alla parte alta dell addome),gonfiore, nausea che passa almeno dopo due giorni (prendendo nonostante ció farmaci per il dolore stomaco) e senza mangiare quei cibi nei giorni successivi. Non si tratta di bruciore o aciditá di stomaco, ma vero dolore.
A e non mi viene il ciclo da dicembre e non so se si è bloccato.
Adesso mi chiedo se ho sviluppato qualcosa a livello dello stomaco non so tipo debolezza o forse non sono più abituata a digerire quei cibi, ho distrutto il mio apparato digerente?
Mi piacerebbe avere una sana alimentazione ma a causa di questi eventi e al disturbo alimentare ho paura che tornando a mangiare in modo equilibrato e reintroducendo quei cibi (in quantità giuste) mi continui a far male lo stomaco e ho paura che riprenda il peso perso.
Grazie a chiunque mi risponda

Buonasera,
innanzitutto, come detto precedentemente dai miei colleghi, è necessario non solo un consulto nutrizionale ma soprattutto un consulto psicologico. La psicoterapia nei casi di disturbi del comportamento alimentare è fondamentale per combattere le sue paure legate al cibo, e per controllare le abbuffate così come la forte restrizione calorica.
Di sovente accade che una forte restrizione calorica comporti il blocco del ciclo (amenorrea) e che l'introduzione casuale di carboidrati, per mezzo o meno delle abbuffate, possa poi causarle questi forti dolori allo stomaco in quanto non è più semplicemente abituata ad ingerirli e digerirli a dovere. Se poi durante le abbuffatte le capita di mangiare carboidrati con grande foga, di sicuro anche la veloce masticazione non le consentirà di avere una buona digestione per eccessiva aria che, così facendo, introduce nel suo stomaco. I risultati sono forti fitte e senso di gonfiore intra-gastrico.
Si ricordi tuttavia di rivolgersi da uno psicoterapeuta il prima possibile. Questi disturbi non devono mai essere sottovalutati.
Buona serata,
Dott.ssa Marika De Tullio

Dott.ssa Marika De Tullio

Buonasera sono Carmine affetto da diverticolosi e in attesa di resezione del sigma-retto per patologia benigna, mi hanno consigliato di seguire nel frattempo una dieta priva di scorie, in tutto questo sono affetto anche da Celiachia,cosa è consentito e cosa non lo è in questo caso ?visto che online trovo solo informazioni discordanti in merito.Vi ringrazio anticipatamente per le informazioni in merito al tipo di alimentazione da seguire.

Buonasera,
una dieta priva di scorie indica un'alimentazione senza le fibre contenute nelle verdure, nella frutta e negli alimenti integrali (es. cereali integrali, pasta e pane integrale ecc.).
Per la celiachia non ci sono problemi: dovrà sempre continuare a mangiare senza glutine. I prodotti gluten-free non sono ricchi in fibre, quindi può consumarli tranquillamente.
P.S. Attenzione alle notizie presenti sui siti: molto spesso sono fuorvianti in quanto non scritti da esperti nel mondo della nutrizione.
Nel caso di diverticolosi le consiglio di affidarsi ad un nutrizionista che possa gestirle l'alimentazione con protocolli specifici.
Buona serata,
Dott.ssa Marika De Tullio

Dott.ssa Marika De Tullio

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Esperienze

Su di me

La Dott.ssa Marika De Tullio è un Biologo Nutrizionista e Tecnologo Alimentare iscritto ad entrambi gli ordini professionali.
Laureata col mass...

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Formazione

  • Laurea in Scienze degli Alimenti e Nutrizione Umana, con voti 110/110 e lode - Università degli Studi di Foggia
  • Laurea triennale e magistrale in Scienze e Tecnologie Alimentari, con voti 110 e lode/110 - Università degli studi di Bari
  • Corso di Alto Perfezionamento Professionale post-laurea in Biologia della Nutrizione - Università degli studi di Bari
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Specializzazioni

  • Scienze dell'alimentazione umana

Tirocini

  • Unità Operativa di Biologia e Microbiologia degli Alimenti - ARPA Puglia



Competenze linguistiche

  • Inglese,
  • Italiano

Premi e riconoscimenti

  • Miglior Laureato di Dipartimento di Scienze Agrarie, degli Alimenti e dell Ambiente - Università degli Studi di Foggia

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