Dott.ssa
Mariantonietta Capalbo
Psicologo
·
Psicologo clinico
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Esperienze
Sono una psicologa clinica , mi occupo di sostegno psicologico , gestione dello stress e sintomi ad esso associati, colloqui per l adattamento e integrazione degli adolescenti a scuola.
Sono anche un Tecnico del comportamento Aba, mi occupo di bambini con lo spettro autisico e problemi del neurosviluppo.
Ho scelto questa professione perchè mi ritengo una persona sensibile empatica e propensa ad aiutare gli altri
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicologo
- Psicologia clinica
Principali patologie trattate
- Ansia
- Break-down adolescenziale
- Confusione mentale
- Disadattamento
- Stress
- +39 a11y_sr_more_diseases
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico clinico
70 € -
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Consulenza online
50 € -
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Colloquio psicologico domiciliare
Da 60 € -
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Colloquio psicologico online
60 € -
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Colloquio via Skype
50 € -
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Indirizzi (3)
Via Primavera di Praga 32, Acri 87041
Disponibilità
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Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
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Corso Giuseppe Mazzini, 1, Cosenza 87100
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Recensioni
3 recensioni
Nuovo profilo su MioDottore
I pazienti hanno appena iniziato a rilasciare recensioni.
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A
Alessandra
Dottoressa molto preparata, gentilissima e disponibile. Io ho avuto momenti di forte depressione e lei ha saputo consigliarmi le cose giuste così da essere di grande aiuto.
La consiglio fortemente.• Studio di consulenza online • consulenza online •
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S
S.
Ho riscontrato grande professionalità ed empatia.
• Studio privato • sostegno psicologico •
Dott.ssa Mariantonietta Capalbo
Grazie mille
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J
JR
Persona meravigliosa e attendibile premurosa e gentile non c’è altro da dire
• Studio privato • sostegno psicologico adolescenti •
Dott.ssa Mariantonietta Capalbo
Grazie di cuore
Risposte ai pazienti
ha risposto a 12 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno a tutti e grazie in anticipo per l'attenzione.
Premetto che sono già reduce di relazioni "particolari" e che la mia situazione familiare (con i miei genitori) è un po' un disastro.
Convivo da sei anni, e all'inizio sembrava tutto fantastico. Ho fatto delle rinuncie piuttosto importanti per questa relazione, sin dai primi giorni, ma stavo bene e mi andava bene. Dopo pochissimo tempo abbiamo scoperto un suo problema che ci ha impedito di avere rapporti normali, come tutti gli altri, negli anni. Ad oggi, sono ormai due anni che, per essere prudenti, non abbiamo più rapporti. Nonostante fosse difficile per me (visto anche il mio passato) ho sempre tirato avanti nella speranza che un giorno le cose potessero cambiare e diventare normali. Da qualche giorno a questa parte, però, queste certezze sono crollate perché, a quanto pare, sembra proprio che dovremmo convivere con questo problema per tutta la vita, e lì sono crollata. Adesso non ci sono più appigli, non c'è più speranza ed io sono solo confusa. Da una parte il problema della sfera sessuale (purtroppo per me non indifferente) e dall'altra una lunga convivenza, l'affetto e il tempo investito. Avevo già pensato di proporgli la terapia di coppia, ma non so quanto potrebbe cambiare le cose, visto che io non sono disposta a scendere a compromessi, o a trovare un punto di incontro (anche perché non credo che esista), e non per una questione di cattiveria, ma perché sono giovane (28 anni) e vorrei poter godere della sfera sessuale come farebbe qualsiasi altra giovane della mia età. Forse se avessi avuto il doppio dei miei anni sarei riuscita ad accettare la cosa, ma avere questi problemi, così presto, mi destabilizza tanto. Non so più cosa sia giusto o sbagliato. Cosa avrebbe più senso fare? Esiste una soluzione che non ferisca nessuno? Come affronto questa situazione?
Ciao, ti consiglio di valutare quali sono le tue priorità rispetto alla coppia, facendo anche simbolicamente una lista di cose che per te sono indispensabili, secondo la tua visione di coppia, sicuramente tutto avrà valore rispetto al sentimento che provi verso questa persona.
Salve, onestamente no so bene più a chi rivolgermi... sono al secondo anno di ingegneria. Ho a finito gli esami del primo anno ad esclusione di due. Quelli del secondo ancora non sono riuscita a darli a causa del fatto che ho perso del tutto la fiducia in me stessa oltre che ogni obiettivo che mi ero prefissata. Con la mente sto cercando di capire cosa possa fare, l'anno scorso sono finita in burnout per il fatto che facevo talmente tante cose per sentirmi viva, che alla fine mi sono ritroavta più vuota di prima.Sono sempre stata descitta come molto sensibile e debole, in realtà io dentro mi sento tutt'altro che cagionevole. Sto cercando di capire chi sono e di ritrvoarmi ma nonostante questo sto il giorno in casa a chiedermi dove effettivmanete la mia vita stia andando. Ingegneria probabilmente nemmeno mi piace siccome ogni lezione mi sembra una tortura. Anche se l'immagine di creare macchine all'inizio mi ispirava, ora non più. Un anno e mezzo fa quando ho preso la decisone l'ho fatto toalmente a caso. L'altra opzione era medicina, e un'altra ancora architettura. Però mi fa paura ogni cosa e non capisco se sto abbandonando ingengeria perchè non mi piace o perchè sarei più felice da un'altra parte. Allo stesso momento abbandonare mi crea ansia come l'idea di iniziare medicina. Insomma sto iniziando a chiedermi se io sia portata per fare l'università, e a quel punto se la risposta fosse no finirei per essere una miserabile che non ce l'ha fatta... So che dipende tutto da me e che se voglio fare l'università posso farla, ma non so davvero che fare mi sento catapultata nel vuoto mentre tutti sembrano vivere la vita universitaria con gioia
Ciao, ciò che ti consiglio è di provare a capire se questa tua indecisione nasce dal bisogno di soddisfare le aspettative altrui , quindi prova a fermarti e a prendere del tempo per capire meglio cosa davvero senti di voler fare indipendentemente da ciò che gli altri si aspettano da te, solo allora potrai capire ciò che davvero conta per te.
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