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Esperienze

Ciao, sono Marco Musto. Sono uno psicologo iscritto all’Albo della Regione Lazio e psicoterapeuta presso l’AIPA – Associazione Italiana di Psicologia Analitica.

Negli anni ho avuto la possibilità di lavorare con ragazzi, adolescenti e adulti in diversi contesti, affrontando insieme a loro sfide legate a difficoltà emotive, relazionali o legate a condizioni come lo spettro autistico, l’ADHD o altre situazioni di vulnerabilità.

Ho svolto interventi sia individuali che di gruppo, in ambito scolastico, domiciliare e sportivo.

Da sempre ho coltivato una forte passione per lo sport e il benessere psico-fisico, che mi ha portato a formarmi come psicologo dello sport. In questo ambito ho lavorato con giovani atleti, sostenendoli nello sviluppo delle loro risorse personali, nella gestione delle emozioni e nel potenziamento delle performance.

Credo fortemente nel valore educativo dello sport e nel suo potere trasformativo, anche nella vita quotidiana. Il mio percorso è stato guidato dalla curiosità per l’essere umano e dal desiderio di accompagnare le persone in un cammino di consapevolezza e crescita.

Mi impegno ogni giorno a costruire uno spazio accogliente, sicuro e non giudicante, dove poter riflettere su di sé, condividere ciò che pesa e, insieme, cercare nuove prospettive.

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  • Psicologo
  • Psicologia sportiva
  • Psicologia clinica

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Dott. Marco Musto

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Psicologia e sport: il valore di un approccio psicodinamico nel lavoro con giovani calciatori agonisti.
Intervento all'evento "tennis&friends" - ottobre 2025.

Nel calcio giovanile agonistico, l’attenzione è spesso rivolta alla prestazione, al risultato, alla tecnica.
Ma il campo da gioco è anche – e soprattutto – un luogo dove si esprimono emozioni, dinamiche relazionali e vissuti profondi, spesso poco ascoltati.

Molti interventi psicologici nello sport puntano su obiettivi rapidi: aumentare la motivazione, migliorare la concentrazione, gestire l’ansia pre-gara.
Questi approcci (come il coaching sportivo) possono essere utili nel breve termine, ma rischiano di restare in superficie.

L’approccio psicodinamico, invece, lavora in profondità: non solo su cosa il giovane atleta fa, ma su chi è, cosa sente, come si relaziona agli altri e a sé stesso.

In particolare, un intervento psicodinamico di gruppo diventa un potente strumento per:

Favorire l’espressione di emozioni spesso represse o considerate "debolezze" (ansia, rabbia, senso di inadeguatezza);
Permettere ai ragazzi di rispecchiarsi nei vissuti dei compagni, scoprendo di non essere soli nei propri stati d’animo;
Sviluppare consapevolezza, empatia e capacità di mentalizzazione, fondamentali per gestire relazioni, pressioni e conflitti;
Migliorare la coesione del gruppo e, di riflesso, la prestazione sportiva.

Il gruppo diventa così uno spazio di crescita psicologica, oltre che sportiva, un luogo dove imparare a comunicare, costruire fiducia, dare significato alle esperienze.

Ma perché tutto questo accada, è fondamentale il ruolo dell’allenatore:
è lui a creare (o bloccare) le condizioni per un ambiente emotivamente sicuro.
Se riesce a sostenere il valore del lavoro psicologico, diventa un vero alleato nel percorso di crescita dell’atleta.
Se invece teme di "perdere il controllo" o non è disposto a mettersi in gioco, rischia di ostacolare un processo prezioso.

Oltre all’allenatore, è fondamentale coinvolgere nel percorso anche le figure che fanno parte dell’organizzazione societaria.
Ma soprattutto, è essenziale offrire un supporto dedicato ai genitori e promuovere una cultura del dialogo con loro, poiché attraverso di essi si muovono speranze, aspettative e timori che non sempre sono facili da riconoscere o gestire — né per i ragazzi, né per le famiglie stesse.

Un altro aspetto importante riguarda i ragazzi più talentuosi, spesso convinti di “non aver bisogno” di supporto psicologico.
In realtà, sono proprio loro a poter beneficiare di più da un lavoro interno, perché il talento senza consapevolezza emotiva rischia di bruciarsi.

In conclusione

Un intervento psicodinamico non si limita a sostenere la prestazione sportiva:
accompagna l’atleta adolescente a conoscersi meglio, a gestire ciò che sente, a costruire relazioni più sane e a portare in campo non solo tecnica, ma identità, presenza e resilienza.
Allenare le emozioni è importante quanto allenare i muscoli; conoscere sé stessi e comprendere ciò che ci muove dentro contribuisce a rendere l’atleta non solo più forte, ma anche più consapevole e completo.

07/11/2025

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico individuale

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  • Primo colloquio individuale

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  • Sostegno psicologico adolescenti

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  • Colloquio psicologico

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18 recensioni

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  • A

    Sono in terapia con il dott. Musto da circa tre mesi, sottolineo la sua attenzione ed empatia durante le sedute, che mi hanno dato sempre in questa prima fase spunti interessanti su cui continuare a lavorare

     • Studio di Psicologia colloquio psicologico  • 

  • C

    Mi trovo molto bene con il dottor Musto. Ormai sto facendo un percorso con lui da diversi mesi e mi sta aiutando molto nelle mie difficoltà. Lo consiglio vivamente.

     • Studio di Psicologia colloquio psicologico  • 

  • M

    Il dott. Musto é stato da subito molto professionale e attento. Sono molto contenta che mi sia stato consigliato e soddisfatta di come mi sia sentita e motivata a proseguire nel percorso.

     • Studio di Psicologia primo colloquio psicologico  • 

  • A

    Sono rimasto molto soddisfatto di questo primo colloquio poiché mi sono trovato da subito a mio agio, data la disponibilità ed empatia del terapeuta.
    Propenso ad intraprendere questo percorso con curiosità e fiducia.

     • Studio di Psicologia primo colloquio individuale  • 

  • F

    Ho incontrato il Dott. Musto in un momento particolare della mia vita. È stato in grado di affrontare temi e momenti che da solo non sarei mai stato in grado. Professionista preciso e sensibile, gli sarò per sempre grato. Consiglio vivamente a chi si sentisse in difficoltà e avesse voglia di rinascere.

     • Studio di Psicologia psicoterapia  • 

  • E

    Grazie al percorso con il dottore sento di riaver preso in mano la mia vita. Grande professionalità e attenzione

     • Consulenza online psicoterapia online  • 

  • C

    Ho da poco iniziato un percorso con il dott. Musto. Sin dai primi incontri mi sono sentita ascoltata e accolta nella mia richiesta di aiuto, grazie alla sua empatia e professionalità. Sono motivata a proseguire questo percorso, convinta che possa darmi nuovi strumenti per proseguire nella mia crescita.

     • Studio di Psicologia psicoterapia individuale  • 

  • A

    Mi sono trovata molto bene con il Dott. Musto. È una persona empatica, attenta e capace di mettere a proprio agio fin dal primo incontro. Grazie al suo supporto sto affrontando meglio alcune difficoltà personali e sto riscoprendo maggiore serenità nella mia quotidianità. Consigliato vivamente.

     • Studio di Psicologia colloquio psicologico  • 

  • C

    Ho incontrato il dottor Musto per avere un confronto su un problema personale e capire quali strade avrei potuto intraprendere. Il dottore mi ha fatta sentire ascoltata e a mio agio e mi ha aiutata a fare chiarezza. È stata un’esperienza positiva.

     • Consulenza online consulenza online  • 

  • L

    Dai primi colloqui posso dire di essermi trovare molto bene con il dott. Musto. Sembra molto competente, serio e accogliente. Confido nell’iniziare un percorso stabile

     • Studio di Psicologia colloquio psicologico individuale  • 

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 19 domande da parte di pazienti di MioDottore

Salve mi chiamo Sara ho 38 anni e il mio compagno 44 anni abitiamo in 2 città diverse ma ci vediamo il fine settimana....
Stiamo insieme da 11 anni ,abbiamo trovato finalmente una casetta ,la stiamo pagando,ma quando arriva il giorno di andare a vivere li (io mi trasferisco)lui diventa molto nervoso e mette in dubbio tutto ....quando poi dico che va bene aspettare diventa di nuovo dolcissimo e molto presente ...Noi ci amiamo moltissimo e ne sono stra sicura di questo ,secondo lei perché si irrigidisce quando si parla di vivere insieme?(Anche lui dice di volerlo fare )grazie mille

Gentile Sara,
grazie per aver condiviso con chiarezza e sincerità la sua situazione.
Da quanto descrive, il suo compagno sembra vivere un conflitto interno tra il desiderio reale di costruire una vita insieme e una possibile difficoltà nell'affrontare il cambiamento che questo comporta. È importante ricordare che, anche quando l’amore è solido e il progetto condiviso, il passaggio alla convivenza può attivare timori inconsci legati alla perdita di spazi individuali, al senso di responsabilità o al timore di fallire.
Il fatto che lui diventi nervoso quando il momento si avvicina, ma ritorni affettuoso quando viene posticipato, può suggerire proprio una difficoltà a gestire l'ansia legata a questa nuova fase del vostro rapporto. Non è raro che, in questi casi, la persona alterni momenti di avvicinamento e di ritiro emotivo, pur mantenendo un sentimento autentico.
Dialogare apertamente su questo, senza giudizio, può aiutarvi a rafforzare la comprensione reciproca e ad abbattere insieme eventuali paure o resistenze.

Un caro saluto.

Dott. Marco Musto

Salve dottori,
vi scrivo per condividere una sensazione che sto vivendo in questi giorni, anche in vista del lavoro che sto già portando avanti in psicoterapia.
Sono un ragazzo di 20 anni, quasi 21, e da alcuni mesi sto affrontando un periodo di ansia, soprattutto legata alle sensazioni fisiche e all’iperattivazione del sistema nervoso. Sto seguendo un percorso con una psicologa, con cui sto lavorando in particolare sulla tolleranza delle sensazioni e sull’evitamento.
Negli ultimi giorni ho notato un miglioramento dell’ansia: mi sveglio più sereno, con molta meno attivazione fisica rispetto al passato, e riesco a svolgere le mie attività quotidiane (uscire, stare con amici, mangiare) con maggiore continuità.
Accanto a questo miglioramento, però, sto sperimentando una sensazione nuova per me: non ansia vera e propria, ma un tono dell’umore un po’ basso, una sorta di “vuoto” o stanchezza emotiva. Non è una tristezza intensa né costante, e non è accompagnata da pensieri negativi marcati, ma è comunque una sensazione che noto e che mi incuriosisce, perché diversa dall’ansia a cui ero abituato.
Mi chiedevo se questa fase potesse essere compatibile con una riduzione dell’iperallerta dopo un periodo prolungato di stress e tensione, e se rientri in un normale processo di assestamento mentre si lavora sull’ansia in psicoterapia.
Non scrivo per cercare rassicurazioni, ma per avere un inquadramento generale e capire meglio cosa sto osservando, così da affrontarlo con maggiore consapevolezza insieme alla mia psicologa.
Cordiali saluti

Gentile utente,
grazie per aver condiviso in modo così lucido e consapevole la sua esperienza. Quello che descrive è un passaggio che, in molti percorsi psicoterapeutici orientati al trattamento dell’ansia, può rappresentare una fase assolutamente fisiologica e degna di attenzione.
L’ansia, specie se protratta nel tempo, comporta uno stato di iperattivazione costante del sistema nervoso autonomo. Quando, grazie al lavoro terapeutico, questo stato inizia ad attenuarsi, può emergere un vissuto di “vuoto”, stanchezza o lieve deflessione del tono dell’umore. Questo non è necessariamente indice di una problematica depressiva in atto, ma può riflettere un naturale processo di assestamento neurofisiologico ed emotivo.
In pratica, quando l'organismo si abitua per molto tempo a uno stato di allerta, l’uscita da quella condizione può inizialmente lasciare una sensazione di mancanza o di spaesamento. È come se, nel silenzio lasciato dall’ansia, si iniziasse a percepire uno spazio nuovo, ancora da comprendere e abitare.
Va sottolineato che il fatto stesso che lei noti questi cambiamenti, e li riporti con tale consapevolezza, è un segnale molto positivo, testimonia una buona capacità di introspezione e una collaborazione attiva nel processo terapeutico.
Le consiglio di continuare a esplorare questi vissuti con la sua psicologa; sono spesso momenti fertili, che possono aprire a una maggiore comprensione di sé e a una più ampia gamma di esperienze emotive.

Un caro saluto e buon proseguimento nel suo percorso.

Dott. Marco Musto
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