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Psicologia e sport: il valore di un approccio psicodinamico nel lavoro con giovani calciatori agonisti.
Intervento all'evento "tennis&friends" - ottobre 2025.
Nel calcio giovanile agonistico, l’attenzione è spesso rivolta alla prestazione, al risultato, alla tecnica.
Ma il campo da gioco è anche – e soprattutto – un luogo dove si esprimono emozioni, dinamiche relazionali e vissuti profondi, spesso poco ascoltati.
Molti interventi psicologici nello sport puntano su obiettivi rapidi: aumentare la motivazione, migliorare la concentrazione, gestire l’ansia pre-gara.
Questi approcci (come il coaching sportivo) possono essere utili nel breve termine, ma rischiano di restare in superficie.
L’approccio psicodinamico, invece, lavora in profondità: non solo su cosa il giovane atleta fa, ma su chi è, cosa sente, come si relaziona agli altri e a sé stesso.
In particolare, un intervento psicodinamico di gruppo diventa un potente strumento per:
Favorire l’espressione di emozioni spesso represse o considerate "debolezze" (ansia, rabbia, senso di inadeguatezza);
Permettere ai ragazzi di rispecchiarsi nei vissuti dei compagni, scoprendo di non essere soli nei propri stati d’animo;
Sviluppare consapevolezza, empatia e capacità di mentalizzazione, fondamentali per gestire relazioni, pressioni e conflitti;
Migliorare la coesione del gruppo e, di riflesso, la prestazione sportiva.
Il gruppo diventa così uno spazio di crescita psicologica, oltre che sportiva, un luogo dove imparare a comunicare, costruire fiducia, dare significato alle esperienze.
Ma perché tutto questo accada, è fondamentale il ruolo dell’allenatore:
è lui a creare (o bloccare) le condizioni per un ambiente emotivamente sicuro.
Se riesce a sostenere il valore del lavoro psicologico, diventa un vero alleato nel percorso di crescita dell’atleta.
Se invece teme di "perdere il controllo" o non è disposto a mettersi in gioco, rischia di ostacolare un processo prezioso.
Oltre all’allenatore, è fondamentale coinvolgere nel percorso anche le figure che fanno parte dell’organizzazione societaria.
Ma soprattutto, è essenziale offrire un supporto dedicato ai genitori e promuovere una cultura del dialogo con loro, poiché attraverso di essi si muovono speranze, aspettative e timori che non sempre sono facili da riconoscere o gestire — né per i ragazzi, né per le famiglie stesse.
Un altro aspetto importante riguarda i ragazzi più talentuosi, spesso convinti di “non aver bisogno” di supporto psicologico.
In realtà, sono proprio loro a poter beneficiare di più da un lavoro interno, perché il talento senza consapevolezza emotiva rischia di bruciarsi.
In conclusione
Un intervento psicodinamico non si limita a sostenere la prestazione sportiva:
accompagna l’atleta adolescente a conoscersi meglio, a gestire ciò che sente, a costruire relazioni più sane e a portare in campo non solo tecnica, ma identità, presenza e resilienza.
Allenare le emozioni è importante quanto allenare i muscoli; conoscere sé stessi e comprendere ciò che ci muove dentro contribuisce a rendere l’atleta non solo più forte, ma anche più consapevole e completo.
07/11/2025