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Esperienze

Sono il Dottor Luigi Acquilino, Psicologo e Psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Nel mio studio svolgo consulenze psicologiche e percorsi di psicoterapia rivolti ad adulti, adolescenti e coppie che intendono affrontare ed interrogare le proprie sofferenze e qualunque problematica che riguardi la sfera esistenziale.

La psicoterapia ad orientamento psicoanalitico che offro si struttura a partire da uno spazio intimo di ascolto, privo di ogni forma di giudizio, che mira alla conoscenza della causa di ciò che fa soffrire al fine di trovare il miglior modo possibile per poter stare con se stessi e con gli altri, liberarsi di ciò che impedisce la crescita e il successo personale. 

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Aree di competenza principali:

  • Psicologo clinico

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  • Psicoterapia di coppia

    130 €

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Luigi Acquilino
Studio Privato Dr. Luigi Acquilino

Via Trieste, 86, Volpiano 10088

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7 recensioni

Più menzionato dai pazienti

  • Efficacia del trattamento
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  • D

    Parto con il dire che ero piuttosto scettico riguardo la psicoterapia (non avendone mai avuto bisogno) poi spinto da mia figlia ho voluto provare questo tipo di trattamento e devo dire che dopo anni, dove pensavo che il mio problema fosse di salute in realtà era un problema psicologico, ho trovato una soluzione grazie al dottor Acquilino che mi ha saputo comprendere e trattare. Ad oggi ho risolto il mio problema, mi sento molto meglio e so di poter contare su questo dottore serio e professionale se mai in futuro dovessi averne ancora bisogno. Lo consiglio a tutti. Puntale e professionale oltre che molto empatico.

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    Dr. Luigi Acquilino

    La ringrazio molto Signor Daniele, tanti auguri.


  • V

    Ero alla ricerca di un aiuto per un problema familiare che si portava avanti da un po' di tempo e quasi per caso mi sono trovato sul sito del dottor Acquilino. L'ho contattato un po' sfiduciato per la mia situazione, ma posso confermare che già dai primi incontri ho visto miglioramenti concreti. Ho trovato accoglienza e un senso di benessere, soprattutto tanta professionalità, Ringrazio molto il dottor Acquilino. Gli incontri sono ancora in corso, ma di miglioramenti ne ho avuti tanti. Consiglio di cuore qsto professionista e un grazie grande a lui da parte mia. V P

     • Studio di Consulenza online psicoterapia  • 

    Dr. Luigi Acquilino

    Grazie molte.


  • F

    Ho fatto alcuni incontri con il dottor Acquilino, mi sono sentita a mio agio grazie alla sua empatia. Mi ha trasmesso serenità e coraggio aiutandomi a trovare una strada.
    Ho fatto psicoterapia da sola e online, ma anche insieme al mio compagno.
    Ci siamo trovati bene per questo lo consiglio a tutti. Grazie dottore

     • Studio di Consulenza online psicoterapia  • 

  • C

    Ho iniziato il mio percorso di psicoterapia dal dottor Acquilino ormai da qualche mese, dopo altri tentativi presso altri professionisti.
    Mi sono da subito trovata molto a mio agio e soprattutto sono giunta alle prime risposte che da anni cercavo. Certo, il percorso sarà forse ancora lungo, ma sento di essere sulla buona strada.
    Professionale, puntuale, disponibile, accogliente

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  • S

    Mi sono trovata benissimo già dal primo incontro la ringrazio molto per la sua professionalità.

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  • M

    Professionista competente e disponibile, sono stato subito accolto con gentilezza e professionalità.

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    Dr. Luigi Acquilino

    La ringrazio molto.


  • G

    Professionista di vasta e profonda conoscenza. Ti accoglie, nel vero senso della parola, con il sorriso e con delicata gentilezza, facendoti sentire in un luogo calmo e sicuro.
    Ti permette così di parlare in scioltezza delle tue questioni più personali e attraverso la sua grande capacità di ascolto e comprensione, ti fornisce spunti efficaci, portandoti, in modo naturale, a comprendere la causa del "problema" e aiutandoti a lavorarci su'.
    Mi sono rivolta a lui e sono riuscita a superare un momento molto doloroso, delicato e buio.
    Vi affiderei le persone a me più care.

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    Dr. Luigi Acquilino

    La ringrazio molto, e ci tengo a dirle che i percorsi sono i prodotto di una relazione e quello che sono stati dei progressi sono anche il frutto del suo investimento. Grazie ancora.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 1 domande da parte di pazienti di MioDottore

Salve,
scrivo perché sento il bisogno di capire e fare chiarezza su una relazione che mi ha lasciata molto confusa.

Durante la relazione ho sempre riconosciuto i miei errori, soprattutto nelle reazioni emotive che a volte ho avuto. Mi sono spesso messa in discussione e ho cercato di capire dove stessi sbagliando. Dall’altra parte però non ho mai percepito un reale cambiamento: c’erano comportamenti che mi facevano stare male, come bugie o mancanza di trasparenza, e questo ha alimentato in me una crescente mancanza di fiducia.

Allo stesso tempo però, la relazione è stata per me molto destabilizzante. Mi sono sentita spesso svalutata, giudicata e portata a dubitare di me stessa. L’altra persona tendeva a ribaltare le situazioni, facendomi sentire sempre “quella sbagliata”, arrivando a definirmi “pazza” o “malata di mente”, senza però mai mettersi davvero in discussione e spesso ignorando il mio punto di vista perché considerato non valido o “non capito”. Mi veniva fatto passare il messaggio che fossi io a portarlo al limite, che fossi io a rovinare tutto e a far emergere quei suoi comportamenti, giustificati dal fatto che “prima non era mai stato così”. Questo mi ha portata a interrogarmi molto su me stessa, anche perché io avevo già vissuto relazioni problematiche in passato, mentre lui no, e quindi finivo per convincermi che il problema fossi io e non la dinamica che si era creata.

C’era inoltre una forte contraddizione: da una parte venivo descritta come problematica e piena di difetti (psichici, fisici, mentali), dall’altra questa persona restava comunque nella relazione, quasi come se “sopportarmi” gli desse un certo potere o valore.

Inoltre, nella relazione ero spesso io a sostenere anche aspetti pratici ed economici, come pagare le uscite o mettere a disposizione la macchina, senza ricevere un reale equilibrio o reciprocità. Nonostante questo, non riesco a spiegarmi perché mi sentissi comunque sempre in difetto, come se fossi io in debito nei suoi confronti. Questa sensazione costante di “dover dare di più” e di non essere mai abbastanza ha contribuito ad aumentare il mio senso di colpa e la percezione di valere meno all’interno della relazione.

Col tempo ho iniziato a stare sempre peggio: mi sentivo confusa, presa in giro e non ascoltata. Questa situazione mi ha portata a ossessionarmi nel cercare risposte e conferme, arrivando anche a comportamenti che oggi non condivido, come controllare o cercare prove, perché non riuscivo più a fidarmi e avevo la sensazione costante che qualcosa non tornasse.

Non era mia intenzione controllare o limitare l’altra persona, né rovinargli la vita: il mio bisogno era solo quello di essere capita e di riuscire ad avere un confronto reale su quello che stavo vivendo. Tuttavia, questo confronto veniva evitato. Nel momento in cui la relazione è finita, mi è stato detto semplicemente di “stare alla larga”, senza possibilità di dialogo o chiarimento.

In quel momento, già di grande fragilità per me, ho cercato un confronto proprio perché mi sentivo completamente disorientata e “disarmata” da ciò che era successo. Tuttavia, questo mio tentativo è stato interpretato come qualcosa di sbagliato o eccessivo, arrivando anche a minacce di coinvolgere le autorità. Questo mi ha fatto sentire ancora più confusa, come se la realtà si fosse completamente ribaltata: da una situazione in cui io mi sentivo ferita e in difficoltà, sono passata a essere vista come il problema.

A questo si è aggiunto anche il coinvolgimento di terzi, come la madre e altre persone, e una narrazione di me come persona problematica anche nei confronti dei miei genitori, cosa che ha aumentato ulteriormente il mio senso di isolamento e di colpa.

Con il tempo sono arrivata a un livello di sofferenza molto forte, fino a toccare un punto molto basso emotivamente. In un momento di grande fragilità (anche legato a uno stato alterato) ho avuto pensieri estremi e l’idea di farmi del male, cosa che mi ha spaventata molto e che non avevo mai vissuto prima.

Questi episodi, che per me erano un segnale di forte disagio, non hanno portato a una reale reazione di ascolto o comprensione. Al contrario, sono stati usati per farmi sentire ancora più sbagliata e “problematica”.

Sono arrivata al punto di non riconoscermi più, mettendo in dubbio completamente me stessa e arrivando persino a pensare di essere io il problema, di essere magari una persona narcisista o “sbagliata” alla base.

Ad oggi mi trovo ancora molto confusa e mi faccio continuamente queste domande:
sono io il problema?
Sto vedendo una realtà distorta?
Oppure sono stata dentro una dinamica che mi ha portata a dubitare completamente di me stessa?

Faccio fatica a distinguere tra le mie responsabilità reali e ciò che invece potrebbe essere stato il risultato di una relazione non sana.
Vorrei capire se questo tipo di dinamiche può portare una persona a perdere fiducia nella propria percezione e a sentirsi sempre nel torto, anche quando forse la realtà è più complessa. Infatti, nonostante mi sia già confrontata con diversi specialisti, che mi hanno fatto notare come io abbia sì delle dinamiche su cui lavorare, ma anche una forte tendenza a finire in relazioni in cui la realtà viene manipolata, faccio ancora molta fatica a crederci fino in fondo. Una parte di me continua a dubitare, arrivando a pensare che forse sia io a raccontare una versione distorta dei fatti anche a loro, e che quindi il problema sia comunque mio. Questa difficoltà nel fidarmi della mia percezione mi fa sentire ancora più confusa e incerta rispetto a ciò che ho vissuto.
Grazie per l’attenzione.

Salve, quello che racconta è allo stesso tempo una cosa molto complicata (che probabilmente merita un lavoro di analisi personale) ma anche un clichè. parlo di cliché non per sminuire, ma perché alle volte capita che un evento o una serie di eventi che possono farci vacillare alcuni punti fermi della nostra esistenza al punto da farci sentire tremare il terreno sotto ai piedi. Ciò significa che ci sono ferite, magari molto vecchie nella nostra storia, che continuano a farci provare dolore. Spero possa curare queste ferite.

Dr. Luigi Acquilino

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