Possibilità di tariffe agevolate per studentesse e studenti universitari.
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10/12/2025
Mi chiamo Lara De Feo, sono una Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale in formazione.
Offro supporto psicologico ad adulti e giovani adulti che stanno attraversando momenti di difficoltà, in uno spazio sicuro e accogliente dove sentirsi ascoltati senza giudizio e dare insieme voce, significato e direzione a pensieri ed emozioni.
Ricevo a Chieri e online: possiamo scegliere insieme la modalità che meglio si adatta alle esigenze personali.
In studio con me ci sarà anche Biagio, il mio cagnolino! E' un tipo tranquillo e molto disponibile a ricevere qualche carezza o a offrire conforto nei momenti più turbolenti.
Per contatti o informazioni può scrivermi su MioDottore, oppure alla mia mail: laradefeo.psi@gmail.com o su Whatsapp al 345 7767602.
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10/12/2025
18 recensioni
Una professionista competente e che mette subito a proprio agio, per ora abbiamo fatto solo una seduta ma ci siamo trovati molto bene
La dottoressa De Feo è una professionista eccellente. Molto attenta ed empatica, in grado di ascoltare senza pregiudizi quello che il paziente ha da dire e capace di offrire suggerimenti puntuali e spesso illuminanti. Mi ha aiutata ad approcciare con più lucidità certe situazioni complicate e questo mi ha permesso di guardare ai miei problemi con più chiarezza (e anche con un certo ottimismo). Mi trovo molto bene e le sedute sono sempre utili, quindi non posso che consigliarla.
Dott.ssa Lara De Feo
Grazie di cuore per le tue parole e per l’impegno che metti in questo percorso insieme, sia dentro che fuori dalla stanza di terapia, che è poi la forza principale del cambiamento. A presto :)
La Dott.ssa De Feo si è rivelata una preziosa scoperta in un momento particolarmente buio della mia vita. La sua competenza ma soprattutto la sua empatia mi hanno aiutato a comprendermi e superare un momento di grande difficoltà. Grazie Lara
Dott.ssa Lara De Feo
Grazie per le belle parole F., sono felice del percorso che stiamo facendo insieme. A presto :)
Era la mia prima esperienza in un percorso psicologico e, sin dal primo incontro, la Dottoressa Lara mi ha fatta sentire completamente a mio agio. È una professionista empatica, attenta e capace di ascoltare davvero, offrendo spunti di riflessione che aiutano a conoscersi meglio e a crescere. In questo percorso iniziato quest’anno ho trovato comprensione, sostegno e uno spazio sicuro in cui potermi esprimere liberamente. La consiglio vivamente!
Dott.ssa Lara De Feo
Ciao Martina, grazie mille per le tue parole, sono contenta che ti possa sentire così e per tutti i passi che stiamo facendo insieme!
A presto :)
Lara è un'ottima dottoressa, competente, empatica ed efficace.
Con lei, sono finalmente riuscita a tornare sui miei passi e a ritrovare la fiducia verso questa bellissima figura.
È una grande luce per me.
Dott.ssa Lara De Feo
Grazie di cuore B, siamo un’ottima squadra! Ci vediamo presto
Questa psicologa è super disponibile e mi sono trovato benissimo
Era il mio primo colloquio e devo dire che mi sono trovata molto bene! Professionale, molto empatica e mi sono trovata subito a mio agio. Continuerò sicuramente con Lei il percorso
Dott.ssa Lara De Feo
Grazie mille Claudia, sono contenta che entrambe ci siamo sentite in sintonia. A domani!
Consiglio vivamente la Dottoressa in quanto mette a proprio agio, sa ascoltare e sa dare il giusto tempo per esprimersi è una persona empatica... è stato il mio primo appuntamento e sono certa che il mio percorso insieme alla Dottoressa mi porterà a una rinascita. Grazie di cuore
Dott.ssa Lara De Feo
Grazie davvero Eleonora, sono felice di iniziare questo percorso insieme e sapere che ti senti al sicuro e a tuo agio è la cosa più bella…a presto!
Ho fatto solo il primo colloquio ma mi ha fatto una bella impressione...gentile, sa ascoltare, e ti mette a tuo agio
Dott.ssa Lara De Feo
La ringrazio molto per le belle parole Stefano, sono felice si sia sentito a suo agio. A presto!
Sono contento del percorso che sto facendo con Lei dottoressa, sono più sicuro di me stesso e mi sento più motivato anche in università.
La ringrazio!
Fabio
Dott.ssa Lara De Feo
Ciao Fabio, grazie delle belle parole! Anch’io sono molto felice di ciò che stai realizzando
A presto!
ha risposto a 16 domande da parte di pazienti di MioDottore
Sono una donna di quasi 37 anni, ho un bambino di quasi 3 anni e mezzo, è l'amore della mia vita e tutto ciò che riesce ancora ad emozionarmi. Il problema è che oltre mio figlio, non riesco a trovare il modo di andare avanti, di realizzarmi come persona, di provare ancora qualcosa; 7 anni fa ho perso mio zio dopo un brutto tumore al cervello, non è servito a niente tentare ogni tipo di cura, è stato sfortunato sotto ogni punto di vista, e tutto quello che poteva andare male, è andato pure peggio delle peggiori aspettative, l'ho visto spegnersi piano piano, nella completa ingiustizia di ciò che gli stava accadendo anche a livello personale, con un ex compagna che non gli dava tregua e ha aspettato che lui perdesse la parola per raccontare bugie su di lui per imbambolare i figli. Mentre mio zio stava male, anche la situazione di mia madre si è aggravata, ha subito diverse amputazioni, e mano mano l'ho vista cambiare, chiedere di morire, l'ho vista spegnersi mentalmente giorno dopo giorno. Sono morti l'uno a distanza di 11 mesi dall'altro, dopo una lentissima devastazione. Dopo qualche anno ho avuto un bambino che è stato un miracolo per me per riportarmi a riassaporare la vita, il problema è che non riesco ad uscire del tutto dal buio in cui sono caduta con la perdita di mio zio e di mia madre, se mio figlio non c'è, io non vivo, anche se lavoro, studio, cerco di intrattenermi, niente mi da soddisfazione, e vivo costantemente nel completo senso di colpa, chiedendomi se avessi potuto fare di più, dicendomi costantemente che se avessi potuto avrei dato io stessa la mia vita per loro. il mio cervello si inceppa è come se non riuscissi ad andare avanti, tutto mi riporta a loro e mi manca il respiro ogni volta, sono passati anni e non riesco più ad emozionarmi, non riesco più a provare nulla per niente e nessuno (fatta eccezione per mio figlio). Mi sono laureata e non ho provato nulla, se non "loro non ci sono", sono diventata mamma e ho sofferto di depressione post parto, rifiutando categoricamente l'aiuto di chiunque perchè io volevo solo essere aiutata da mia madre. Ho un compagno, la famiglia di mia madre che mi è vicina, ma non riesco a provare niente, se non la voglia di andarmene da ogni situazione, e con ciò ho iniziato anche ad avere paura degli spazi stretti, non riesco più a prendere l'ascensore, ad allontanarmi da casa, e quelle volte in cui succede devo raggiungere solo posti vicini in cui ci sia un bagno a disposizione per avere la scusa di staccare un secondo da tutto quello che ho intorno. Non riesco più a godere di niente, sto rovinando il rapporto con le persone che mi sono rimaste, e spesso penso che senso ha vivere così. Nel periodo della depressione post parto ho consultato degli specialisti ma non mi sono sentita capita, e sopratutto non mi sono sentita capita dal mio compagno e ho chiuso la porta alla terapia; però ora mi chiedo, che mi succede? Come posso uscire da tutto questo?
Grazie per aver scritto con tanta apertura, si sente che non è stato facile mettere tutto nero su bianco, eppure lo hai fatto, e questo è già un gesto importante, che merita cura e rispetto.
Hai vissuto un dolore profondo, lungo, complesso...Hai visto due persone a te care – tua madre e tuo zio – spegnersi lentamente, e non è difficile immaginare il senso di ingiustizia che puoi aver provato. Non è solo la perdita in sé, è tutto quello che l’ha accompagnata: la sofferenza, l’impotenza, e poi il vuoto che resta quando tutto è finito e la vita sembra andare avanti come se niente fosse. Solo che per te non va avanti: ti sei ritrovata lì, "congelata" in quel buio, e anche quando qualcosa di bello è arrivato – tuo figlio – quel buio non se n’è andato davvero.
Quando dici che lui è l’unico che riesce ancora a farti provare qualcosa, si sente quanto amore c’è. Ma anche quanto ti stia aggrappando a lui per restare in piedi, perché tutto il resto sembra vuoto, opaco...Ed è una fatica enorme tenere in piedi tutto da sola, quando dentro si è esausti.
Quello che racconti non è “solo” tristezza. È come se il tuo corpo e la tua mente fossero rimasti fermi in quel tempo del dolore, e facessero fatica a tornare al presente. Questo può succedere quando il lutto è troppo grande, troppo ingiusto, e soprattutto quando non si ha la possibilità di viverlo con qualcuno accanto che possa accogliere tutto: il dolore, la rabbia, il senso di colpa, la solitudine.
Il senso di colpa che provi – quel pensiero fisso “potevo fare di più, avrei dato la mia vita per loro” – è qualcosa che molte persone portano dentro dopo un trauma o un lutto. Non perché siano davvero responsabili, ma perché è il modo in cui le persone cercano un senso in qualcosa che non ne ha. Ma questo senso di colpa ti tiene inchiodata in un passato che non riesce a diventare memoria.
Mi ha colpito tanto anche quello che dici sulla tua laurea, sulla maternità, su tutti quei momenti che avrebbero dovuto emozionarti e invece ti hanno lasciato con la sensazione di “manca qualcosa… mancano loro”. È normale sentirsi così, dopo certe perdite, ma non deve diventare per forza la tua condanna.
Hai chiesto aiuto in passato, e non ti sei sentita capita, ed è comprensibile che questo ti abbia fatto chiudere: è molto difficile riaprirsi, affidarsi di nuovo. Però il fatto che oggi ti stai facendo delle domande, che stai cercando di capire cosa ti sta succedendo è un segnale che qualcosa dentro di te sta chiedendo spazio... Forse non per “risolvere tutto”, ma almeno per cominciare a respirare di nuovo.
Quello che stai vivendo ha un nome, e non sei l’unica ad attraversarlo: è una forma di trauma che può avere radici profonde e durare a lungo, se non viene ascoltato nel modo giusto. Ma non è per sempre: esistono percorsi – fatti con calma, rispetto, e con una guida adatta a te – che possono aiutarti a ritrovare un po’ di luce, a sentire di nuovo qualcosa che sia solo per te, non solo attraverso tuo figlio.
Non devi farcela da sola. Nessuno dovrebbe. Se vuoi, possiamo provare insieme a capire quale può essere un primo passo, anche piccolo. Non serve avere già tutta la forza adesso. Basta iniziare. E tu l’hai già fatto scrivendo qui.
Se dovessi aver piacere di parlarne insieme, sono a completa disposizione.
Ti auguro il meglio intanto,
Dott.ssa Lara De Feo.
Salve dottore, sono un ragazzo che vive serenamente la propria vita , ho delle mie idee nei miei valori dei miei principi, faccio ciò che reputo giusto e che sento anche se tengo conto di idee altrui nel caso le valuto e se ritengo opportuno interagisco con i miei o cambio idea io, seguendo molti canali di psicologia ho visto un articolo di un filosofo, dove parlava di uscire dalla propria zona comfort, siccome è un argomento attualmente molto diffuso, mi chiedevo se e necessario uscire per forza da questa zona comfort, anche se personalmente mi ritengo soddisfatto sereno e contento del mio vivere devo per forza fare cose che non sento solo per magari uscire da questa zona comfort, anche se come detto precedentemente sono aperto anche a nuove cose quando mi vengono proposte però le valgo sempre con il mio criterio grazie per un vostro chiarimento
Buongiorno, si parla spesso di “uscire dalla zona di comfort”, quasi come se fosse una regola per essere felici o di successo, ma l'argomento e vasto e denso di punti di vista differenti.
La zona di comfort non è di per sé qualcosa di negativo: anzi, ha una funzione protettiva e fondamentale per il nostro benessere, un luogo interiore da cui possiamo permetterci di esplorare il mondo e a cui tornare per ricaricarci.
A volte possiamo decidere di affrontare sfide che sono un po’ al di là delle nostre capacità attuali, ma comunque raggiungibili con un po’ di impegno o supporto... Da questo punto di vista, uscire dalla zona di comfort non significa per forza buttarsi in situazioni che non senti tue o che ti fanno star male, ma "esplorare gradualmente", seguendo la tua curiosità e i tuoi valori, per ampliare le tue esperienze senza perdere la serenità che già possiedi.
A quanto pare possiedi già un equilibrio soddisfacente: ti descrivi come aperto a nuove idee, pronto a cambiare prospettiva se lo ritieni giusto, ma sempre con senso critico e rispetto per te stesso, e questo atteggiamento è già una forma di crescita continua. In ogni caso, non c’è alcun obbligo di fare cose che non senti!
Forse può essere utile vedere la zona di comfort come una "base stabile", alla quale puoi sempre far ritorno, non come una gabbia: restare al suo interno è sano, e uscire può essere positivo se nasce da un tuo desiderio autentico.
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