Dott.ssa
Jessica Parenti
Psicologo
·
Psicologo clinico
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Modena 3 indirizzi
Esperienze
Sono una psicologa e psicoterapeuta in formazione presso la Scuola Bolognese di Psicoterapia Cognitiva SBPC.
Se sei qui, probabilmente senti che qualcosa non funziona come vorresti, nelle relazioni, nelle emozioni, nel modo in cui reagisci a certi eventi e stai cercando qualcuno con cui esplorarlo davvero.
Il mio lavoro è esattamente questo: creare uno spazio in cui rallentare, guardare da vicino come funzioni tu, i tuoi pensieri, le tue emozioni, i significati che hai costruito nel tempo e accompagnarti a scoprire nuove letture di te stesso e di quello che vivi.
Non porto risposte già pronte. Porto curiosità, ascolto autentico e un metodo.
L'approccio cognitivo-costruttivista ed evolutivo parte dall'idea che ognuno di noi abbia sviluppato, nel corso della propria storia, un modo unico di interpretare se stesso, gli altri e il mondo. Questo sistema di significati orienta le nostre emozioni e i nostri comportamenti, spesso in modo automatico e fuori dalla nostra consapevolezza. Quando questo funzionamento genera sofferenza o blocchi, la terapia diventa un luogo per esplorarlo, comprenderlo e, passo dopo passo, modificarlo.
L'approccio in cui mi sono formata tiene insieme tre dimensioni che considero inseparabili: i pensieri e le credenze che guidano le tue reazioni, la storia in cui si sono costruiti, e la relazione terapeutica come spazio sicuro in cui sperimentare nuove possibilità. Non lavoro solo sui sintomi, ma sul funzionamento complessivo della persona con strumenti empiricamente fondati e un'attenzione profonda alla tua soggettività.
Mi occupo di:
— Disturbi d'ansia e dell'umore
— Difficoltà relazionali e gestione delle emozioni
— Autostima e senso di sé
— Supporto alla genitorialità
Ho maturato esperienza con adolescenti e famiglie in una comunità educativa ASP a Reggio Emilia, dove ho lavorato a stretto contatto con situazioni di disagio e vulnerabilità. Lavoro, inoltre, come insegnante nella scuola primaria, il che mi ha dato una prospettiva privilegiata sullo sviluppo, le difficoltà di crescita e le dinamiche familiari.
Queste esperienze mi hanno insegnato che ogni persona, bambino, adolescente o adulto, porta con sé una storia che merita di essere compresa, non giudicata.
Se senti che potrebbe esserci uno spazio utile per te, sono disponibile per un primo colloquio conoscitivo.
Aree di competenza principali:
- Psicologo clinico
Principali patologie trattate
- Autostima
- Ansia
- Disturbi dell'umore
- Attacco di panico
- Dipendenza affettiva
- +41 a11y_sr_more_diseases
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico clinico
60 € -
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Consulenza online
60 € -
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Primo colloquio adolescente
60 € -
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Primo colloquio di coppia
80 € -
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Primo colloquio familiare
100 € -
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Indirizzi (4)
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Via Biella, 32, Piano terra, Modena 41125
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Via Caselline 269, Vignola 41058
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Via Risorgimento 36, Piano terra, Castelfranco Emilia 41013
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Convenzioni assicurative non attive
Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che abbia una convenzione con la tua assicurazione
Recensioni
5 recensioni
Più menzionato dai pazienti
- Attenzione durante la visita
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S
Sara
La dottoressa Parenti mi ha fatta sentire a mio agio fin da subito. Mi sono sentita accolta e non giudicata. In questo periodo delicato della mia vita avevo proprio bisogno di uno spazio dove potermi sentire compresa e dove poter lavorare sulle mie difficoltà. Consiglio la dottoressa a tutti coloro che vogliano lavorare su di sé con una professionista empatica e professionale .
• Studio Castelfranco Emilia • colloquio psicologico clinico •
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E
E.N.
Ho iniziato il percorso con la dott.ssa in un momento di grande confusione, senza sapere bene cosa volessi né dove stessi andando. Mi ha aiutato a fare chiarezza su me stesso, a capire cosa fosse davvero importante per me e a costruire obiettivi che sentissi miei. Ma la cosa che ho apprezzato di più è stata la capacità di starmi vicino nei momenti più difficili — quelli in cui emergevano vergogna e senso di inadeguatezza — senza giudicarmi, aiutandomi ad attraversarli invece di evitarli. Un'esperienza che consiglio a chiunque senta il bisogno di capirsi un po' di più
• Studio Modena Dott.ssa Parenti Jessica • colloquio psicologico clinico •
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S
S.I.
Mi sono rivolta a lei in un momento complicato della mia vita e fin dal primo incontro mi sono sentita ascoltata e compresa. È una professionista attenta, empatica e molto preparata. Mi ha aiutata a vedere le cose con maggiore chiarezza e a ritrovare equilibrio passo dopo passo. La consiglio sinceramente a chi cerca un supporto serio e umano.
• Studio Vignola Dott.ssa Jessica Parenti • colloquio individuale •
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L
L. S
Ho iniziato un percorso con la dottoressa in un momento in cui mi sentivo smarrita. Grazie alla sua capacità di ascolto e professionalità della dottoressa sono riuscita a capire molte cose di me e a ritrovare un equilibrio che pensavo perso. Mi sono sempre sentito accolta e mai giudicata. La consiglio sinceramente a chi sta cercando un aiuto per stare meglio con sé stesso.
• Studio Vignola Dott.ssa Jessica Parenti • colloquio psicologico clinico •
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M
M. G.
Ho avuto modo di iniziare il mio primo percorso con la Dott.ssa Parenti e, grazie al clima accogliente e non giudicante, sono riuscito a superare le mie difficoltà iniziali. Fin da subito ho trovato una professionista competente e attenta, attraverso le sue domande ho imparato a osservare meglio ciò che accadeva dentro di me e mi ha offerto strumenti utili per affrontare le mie difficoltà.
Ho trovato il suo approccio stimolante, ma allo stesso tempo non invadente.• Studio Vignola Dott.ssa Jessica Parenti • colloquio psicologico clinico •
Risposte ai pazienti
ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore
Salve, sono un uomo di 41 anni e da 13 anni sto con una donna di 10 anni più piccola. Abbiamo litigato di rado e per anni tutto è andato bene, ma negli ultimi 4 anni tra di noi è cambiato molto il rapporto, cosa che lei non pensa sia avvenuta. Ogni mia proposta di fare qualcosa insieme è sistematicamente rifiutata, lei esce poco di casa, non si cura come prima, e non ha obiettivi nella vita. Avevano deciso di andare a vivere insieme, ma sua mamma ha accusato un malore, e da quel giorno tutto si è fermato. Io sto male, oltretutto la vita sessuale da 4 anni è quasi assente, mi sento inutile e parlare con lei non serve a nulla. Non chiedo che cambi completamente, ma talvolta un compromesso non farebbe male. Sto pensando di lasciarla ma ho paura di un futuro da solo, non so più che fare.
Grazie per aver condiviso qualcosa di così personale. Quello che racconti fa capire quanto tu stia soffrendo, e ha senso che tu sia arrivato a un punto di stallo. Mi colpisce la parola che hai usato: "inutile". Sei inutile per lei, o ti senti inutile come persona? Perché spesso quello che viviamo in coppia riflette qualcosa di più profondo su come ci vediamo. C'è poi una cosa che vale la pena notare: tu percepisci chiaramente che qualcosa è cambiato, lei dice di no. Questo non significa che uno dei due abbia torto, significa che, in questo momento, state abitando la stessa relazione in modo molto diverso, e questo di per sé è già un punto chiave. Il calo della vita sessuale e il blocco del progetto di andare a vivere insieme, proprio nel momento in cui la mamma di lei ha avuto un malore, non sono dettagli secondari: spesso questi eventi segnano un prima e un dopo, e possono bloccare una coppia in un equilibrio nuovo che nessuno dei due ha scelto consapevolmente. Vale la pena chiedersi come lei stia vivendo il ruolo di figlia in questo momento, e quanto questo stia pesando su tutto il resto. Anche la paura di restare solo che menzioni è importante: a volte restiamo in situazioni che non ci fanno bene non per amore, ma per paura di ciò che c'è fuori. Prima di decidere cosa fare, forse la domanda più utile è: chi sono io oggi, e questa relazione mi permette di esserlo? Potrebbe valere la pena interrogarcisi, magari con l'aiuto di qualcuno.
Salve, volevo un opinione. Cercherò di essere breve. Sono 4 anni circa che faccio terapia. Con la mia dottoressa mi sono sempre trovata bene. Infatti le ho voluto un bene Dell anima. E ho sempre avuto fiducia in lei. A lei ho aperto il mio cuore
Le ho confidato tutto, anche le cose più intime. Pero pensavo che x come ci fossi andato da lei 4 anni fa, e x come sto messo adesso, un po si affezionasse a me. Invece ho notato il contrario ci sono stati episodi che mi hanno fatto pensare che x lei ero uno scoccio e un numero da poter incastrare nei suoi orari . Forse siccome ho qualche altro problema purtroppo, credo di essere stato molto ossessivivo con lei x una cosa che Nn mi poteva aiutare. X questo mi sono sentito abbandonato, xche quando cercavo un appiglio nel monento più buio, ho trovato la sua porta chiusa. Molte volte Nn rispondeva ai messaggi, e se li faceva, andava subito al sodo, In Seduta certe volte sembrava annoiata, qualche vita mi dava gli appuntamenti, certe volte li spostava con poco preavviso, oppure Nn si faceva sentire x mesi., neanche x chiedere "cmsta? Nonostante sapesse le mie difficoltà di salute e non. Ora le ho scritto un sms, spunmtandoke la mia rabbia una fiducia che è venuta a mancare da parte mia. Ho sbagliato secondo voi. Grazie
Grazie per aver condiviso qualcosa di così personale.
Leggendo quello che descrive, però, vorrei offrirle una prospettiva un po' diversa non per sminuire quello che sente, ma perché potrebbe esserle utile.
La sua terapeuta, con tutta probabilità, sta facendo il suo lavoro mantenendo i confini del setting terapeutico che esistono proprio per proteggere lei e la relazione terapeutica stessa. Un terapeuta non è un amico, non è una figura affettiva della vita quotidiana, e quella distinzione è un atto di cura, non di abbandono.
Il punto più prezioso è però un altro: quello che sta vivendo in relazione alla sua terapeuta è esattamente il materiale su cui vale la pena lavorare.
Il bisogno intenso di vicinanza, la difficoltà a stare dentro le regole del setting, la sensazione di abbandono quando l'altro si fa da parte, la rabbia che esplode quando il legame vacilla sono i segnali di un ciclo interpersonale che molto probabilmente non riguarda solo la terapia, ma si ripete nelle relazioni importanti della sua vita.
La buona notizia è che questo ciclo si è attivato proprio dentro la stanza terapeutica e questo è da vconsiderare una risorsa. Quando questi pattern emergono nella relazione con il terapeuta, c'è la possibilità concreta di osservarli, capire da dove vengono, e cominciare a trasformarli.
Perciò le consiglio di cogliere questa occasione.
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