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Esperienze

Sono una psicologa e una psicoterapeuta in formazione ad orientamento cognitivo-comportamentale. 

Mi sono laureata all'università di Chieti e dopo essermi iscritta all'albo degli psicologi ho iniziato  da subito a praticare la mia professione sia online che in studio. 

Ogni individuo è unico e, nel rispetto di questa unicità, decido insieme al paziente il percorso più adatto, in base alle sue esigenze e ai suoi obiettivi.

Sono anche un' istruttrice mindfulness, pratico questa tecnica per insegnare ai pazienti a vivere nel presente senza giudicarsi con lo scopo di condividere tutti gli strumenti di mia competenza per aiutare a superare ogni tipo di disagio e/o disturbo psicologico. 

Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicoterapia cognitivo comportamentale

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicologia cognitiva
  • Psicologia della salute

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Dott.ssa Isabella Macchia

Via Monti Simbruini, 10, Pescara 65125

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Per qualsiasi informazione contattami al (+39)3807999036

25/01/2026

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    50 €

  • Colloquio psicologico individuale

    50 €

  • Colloquio psicologico clinico

    50 €

  • Visita a domicilio

    Da 50 €

  • Colloquio individuale

    50 €

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085 939...
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Studio Poliambulatoriale

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17 recensioni

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  • A

    Professionista seria ed empatica. Trasmette una grande passione per il proprio lavoro, attenta al paziente ed estremamente disponibile. Consigliata di cuore a chiunque abbia voglia di intraprendere un viaggio dentro se stesso.

     • Studio Online Dott.ssa Isabella Macchia colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Isabella Macchia

    Grazie mille per le sue parole!


  • C

    Professionale, empatica e preparata.
    Ascolto attento e sensibilità reale.
    Un supporto umano solido e serio.

     • Studio Online Dott.ssa Isabella Macchia colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Isabella Macchia

    Grazie mille per la sua recensione!


  • D

    Dopo vari tentativi da altri dottori ho deciso di intraprendere un percorso online con la dottoressa Macchia. In un periodo della mia vita particolarmente difficile mi ha aiutato a vedere una via d'uscita con molta pazienza, dedizione e professionalità. La consiglio vivamente!

     • Studio Online Dott.ssa Isabella Macchia consulenza online  • 

    Dott.ssa Isabella Macchia

    Grazie per la sua recensione e per le sue parole!


  • F

    La Dottoressa è davvero competente, attenta e mi ha fornito consigli e soluzioni precise. Sono molto soddisfatta.

     • Studio Poliambulatoriale orientamento scolastico  • 

    Dott.ssa Isabella Macchia

    Grazie mille per la recensione e peri il suo feedback!


  • S

    Esperienza davvero positiva già dal primo incontro. Ambiente accogliente e grande capacità di ascolto. Mi sono sentita tranquilla e compresa.

     • Studio Poliambulatoriale colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Isabella Macchia

    La ringrazio per la sua recensione!


  • M

    In un momento particolare della mia vita ho trovato una professionista che mi ha aiutato con tanta delicatezza e professionalità! La ringrazierò a vita!

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    Dott.ssa Isabella Macchia

    Grazie a te!


  • A

    Mi sono rivolta alla dottoressa per una consulenza online, nonostante la distanza mi sono sentita accolta! Professionale e competente!

     • Studio Online Dott.ssa Isabella Macchia consulenza online  • 

    Dott.ssa Isabella Macchia

    Grazie per la recensione e per il suo feedback!


  • E

    Ho chiesto aiuto alla dottoressa per un primo colloquio psicologico, ho deciso di iniziare un percorso con lei perché mi sono sentito da subito ascoltato. Cosa molto rara ultimamente anche nei professionisti.

     • Studio Online Dott.ssa Isabella Macchia consulenza online  • 

    Dott.ssa Isabella Macchia

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  • L

    Mi sono trovato/a davvero bene. È una psicologa molto attenta e disponibile, capace di metterti subito a tuo agio.

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    Grazie per la recensione e per le sue parole!


  • G

    Consigliatissima!
    Competente e preparata

    Nonostante la giovane età già dal primo incontro abbiamo avuto un ottimo feeling, continuerò sicuramente con il percorso

     • Studio Poliambulatoriale colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Isabella Macchia

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 11 domande da parte di pazienti di MioDottore

Sto dubitando della buona fede del mio compagno, sposato padre di un figlio, separato non divorziato da una donna più grande di lui di 10 anni che ha appena ereditato una grossa somma di denaro da beni mobili e immobili, una donna che nonostante siano passati otto anni dalla separazione non si è rifatta una vita e dipende ancora dal marito oltre che per la gestione genitoriale anche per la gestione quotidiana, non solo ora il mio compagno gestisce i beni dell'ex perchè lei non è in grado di farlo, a detta sua soprattutto per la tutela del figlio e della vita agiata che avrà il bambino, soldi altrimenti sperperati per la cattiva gestione. Ora il mio compagno dopo la vendita della villa di famiglia di lei si è fatto prestare un'importante somma di denaro per l'acquisto di casa, somma che si è vincolato di restituire vita natural durante. Tutto questo mi fa dubitare di lui e del fatto che rimanga legato a lei oltre che per il figlio anche per i suoi soldi, e che anzi si sia legato all'epoca a questa donna soprattutto per i suoi soldi. Non solo nell'acquisto della casa io non sono stata coinvolta dando però per scontato che io sarei andata a vivere lì partecipando alle spese comuni, ma quella casa la vedo sua e di sua moglie data dal vincolo dei soldi che gli sono stati "prestati", e dal debito che li terrà uniti per tutta la vita. Faccio fatica a pensare a progetti di vita comune, anche perchè parlando con il mio compagno e facendogli presente questi miei dubbi oltre al fatto di sentirsi offeso mi è stato detto che questi sono affari suoi e io non devo entrare in merito a queste cose. Grazie a chi mi legge

Quello che descrivi non è gelosia né fantasia: è una reazione comprensibile a una situazione relazionale oggettivamente complessa e poco chiara. Quando in una coppia uno dei due partner mantiene legami economici, decisionali e di dipendenza prolungati con l’ex coniuge, soprattutto non dichiarati o non condivisi apertamente, è normale che l’altro inizi a sentirsi insicuro e marginalizzato.
Il punto centrale non è stabilire se il tuo compagno sia “in buona o cattiva fede”, ma osservare come ti senti tu dentro questa relazione: esclusa dalle decisioni importanti, poco considerata nei progetti di vita, e messa di fronte a confini rigidi (“sono affari miei”) che però hanno un impatto diretto anche su di te.
Una relazione di coppia sufficientemente sana prevede trasparenza, confronto e negoziazione, soprattutto quando si parla di casa, denaro e futuro condiviso. Il fatto che tu sia stata data per scontata nella partecipazione alle spese senza essere coinvolta nella decisione dell’acquisto rende comprensibile la tua difficoltà a immaginare un progetto comune.
È importante sottolineare che non stai chiedendo di controllare, ma di capire se esiste davvero uno spazio per te come partner, distinto dal ruolo genitoriale e dai legami economici pregressi. Se a queste domande ricevi solo chiusura o svalutazione dei tuoi vissuti, il disagio che provi merita ascolto.
Prima ancora di chiederti se fidarti di lui, forse la domanda più utile è: questa relazione mi permette di sentirmi scelta, coinvolta e tutelata? Se la risposta è no, fermarti a riflettere non è una colpa, ma un atto di rispetto verso te stessa.

Dott.ssa Isabella Macchia

Buongiorno, sono molto turbato da un'esperienza avuta con uno psicologo di una Asl.
Ho prenotato il primo colloquio psicologico clinico per impostare un percorso di psicoterapia. Seguo già una psicoterapia con un Privato ma per ridurre i costi volevo valutare il servizio dell'Asl.
A parte la mia impressione iniziale non positiva di questo dottore, ho trovato l'incontro veramente disagiante.
Non mi è stata fatta alcuna domanda per conoscermi;
Mi è stato chiesto con quale diagnosi io mi presentassi lì;
Dopo sommarie spiegazioni in quella che già mi sembrava una perdita di tempo, dopo 10 minuti, il dottore si lancia in una sommaria diagnosi di disturbo ossessivo compulsivo e mi invita a confrontare i sintomi su google e soprattutto afferma che per risolvere questo problema non serve la psicoterapia per anni ma basta prendere il prozac.
Testuali parole: "Il prozac ti schiarisce la mente e puoi pensare in maniera lineare così da affrontare la vita a spalle aperte piuttosto che con timidezza. Poi quando hai capito come affrontare le cose puoi anche farne a meno. Tanto è un farmaco di uso diffuso, non è niente di chè."
In totale la seduta si è conclusa in 20 minuti al massimo perchè avevo capito di trovarmi di fronte ad una persona che non mi ispirava alcuna fiducia nelle proprie competenze e con lui ancora perplesso come sin dall'inizio.
Ho fatto psicoterapia per anni e ho gli strumenti per riconoscere un professionista ma devo dire che la cosa mi ha turbato.
Vorrei una vostra opinione. Grazie

Salve, quando una persona arriva a chiedere un primo colloquio psicologico porta con sé non solo dei sintomi, ma una storia, delle aspettative, spesso anche una certa dose di vulnerabilità. Per questo il primo incontro dovrebbe essere, prima di tutto, uno spazio di ascolto: un tempo dedicato a comprendere chi abbiamo davanti, come vive la propria sofferenza e quale domanda sta realmente ponendo.
Ricevere invece poche domande, una diagnosi formulata molto rapidamente e un’indicazione farmacologica presentata come soluzione quasi semplice può risultare spiazzante. Non tanto (o non solo) per il contenuto clinico in sé — perché, ad esempio, nel disturbo ossessivo-compulsivo la letteratura scientifica riconosce l’utilità sia della psicoterapia sia, in alcuni casi, di farmaci come il Prozac — ma per il modo e i tempi con cui tutto questo viene proposto.
Una diagnosi è un processo, non un’etichetta da assegnare in pochi minuti. Richiede esplorazione, approfondimento, confronto. E soprattutto richiede alleanza. Senza una minima costruzione di fiducia, anche un’indicazione clinicamente corretta può essere vissuta come riduttiva o invalidante.
È comprensibile sentirsi turbati quando non ci si percepisce riconosciuti nella propria complessità. La relazione terapeutica non è un dettaglio accessorio: è uno degli strumenti di cura principali. Se manca quella sensazione di essere ascoltati e compresi, è legittimo interrogarsi sulla possibilità di proseguire.
Un singolo incontro non definisce l’intero servizio pubblico né la totalità dei professionisti che vi lavorano, ma ogni persona ha il diritto di cercare un contesto in cui sentirsi rispettata, accolta e coinvolta nelle decisioni sul proprio percorso di cura ed è ciò che le auguro. Buona serata :)

Dott.ssa Isabella Macchia
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