Dott.ssa
Giada Azzurra Davoli
Psicologa
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sulle specializzazioni
Reggio Emilia 1 indirizzo
Esperienze
Sono una psicologa clinica dell'Emilia Romagna.
Sono specializzata nell'ambito del lutto e del fine vita.
Ho da sempre affiancato le acquisizione più teoriche alle conoscenze più pratiche e operative estrapolate nello sport (atletica leggera) di cui sono atleta e allenatrice.
Sono inoltre sempre stata vicina all'ambito delle discriminazioni, avendo un'esperienza pluriennale in ambito comunitario, in particolare sull'incremento dell'autonomia di donne con minori a carico che derivano da contesti di violenza e disagio socioeconomico, rapportandomi costantemente con servizi sociali e territoriali.
Le mie esperienze hanno toccato anche gli ambiti della tossicodipendenza, della psiconcologia e della psicologia dell'emergenza (socia di Psicologi per i Popoli dal 2022).
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicologia dell'emergenza
Principali patologie trattate
- Lutto
- Depressione
- Ansia
- Paura
- Autostima
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
55 € -
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Primo colloquio psicologico
55 € -
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Tecniche di visualizzazione
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Tecniche di rilassamento
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Supporto psiconcologico
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Recensioni
2 recensioni
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M
Melissa Prini
Professionista attenta , empatica e preparata!
la consiglio!• Studio di Psicologia • colloquio psicologico •
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S
S.R
Competente e molto professionale, attenta al contesto e ai dettagli, dedica cura e studio alle situazioni a lei sottoposte.
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Risposte ai pazienti
ha risposto a 2 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno, ho una convivenza di quasi tre anni, con il mio compagno. Da pochissimo tempo rendendimi conto dei suoi comportamenti particolari, l' ho convinto ad andare insieme da una psicologa il quale ha riscontrato dopo il secondo incontro che è ambivalente e deve fare un lavoro sull' io.
Praticamente mi ha fatto notare che ha un disturbo di personalità. Volevo chiedere cosa devo fare io e Come comportarmi.
Buongiorno, da ciò che scrive si può immaginare il forte impatto che può avere avuto su di lei questa nuova definizione che si è aggiunta al suo compagno e alla vostra relazione. Sarebbe interessante se si domandasse quali parti di questa novità la attivano maggiormente e quali emozioni suscitano in lei. Non avendo il quadro diagnostico del suo compagno, è difficile comprende quali possano essere nel concreto i comportamenti più funzionali e per lei utili in questo caso. Il suggerimento è di ascoltare la psicologa che frequentate insieme per potersi percepire bene all'interno della relazione e realizzare quali scelte sono per lei le più adatte. Mettersi in gioco come ha fatto è uno splendido punto di partenza per scoprire qualunque posto in cui vi porterà questo percorso. Forse, visto il lavoro sull'io di cui parla la vostra psicologa, lui dovrebbe cominciare un percorso individuale con questo focus, ma mi rimetto al giudizio della collega. Per finire, ricordo che la definizione categorica data da una diagnosi è in realtà qualcosa di molto più variegato, per intensità, complessità e frequenza. Ciò che emerge con un nuovo nome è in realtà qualcosa che si è sempre vissuto, nulla di davvero nuovo, ma solo guardato con più attenzione. Perciò la novità è quella della consapevolezza e da lì si parte non per mettere in discussione il passato, ma per pensare alle scelte del futuro.
Le auguro un florido percorso.
Ho pensieri un po estremi da tempo. Non so come comportarmi. Prima erano solo pensieri passivi, col tempo ovvero soprattutto negli ultimo due mesi hanno iniziato ad avere senso. Ma negli ultimi mesi mi era peggiorata l'ansia insieme alla depressione. Poi a fine mese stavo per compiere azioni un po estreme, ma non ho fatto nulla. Era stato un attimo. Adesso sono di nuovo razionale, ma il fatto che questa situazione si sia presentata in per sé mi preoccupa. Magari non è nulla, ed era solo un attimo momentaneo però insomma non nego che mi sento un po spaesato e non so bene che fare qualora si ripresentasse né come affrontare situazioni simili
Buongiorno gentile,
si può solo immaginare lo sconforto e la confusione che possano provocarle questi pensieri e che questa situazione può affliggerle. Le azioni estreme di cui parla rischiano però di essere una via a senso unico, per cui prima di prendere decisioni dalle quali difficilmente si possa tornare indietro, le consiglio caldamente di rivolgersi ad uno/a psicologo/a o psicoterapeuta così che possa parlarne più approfonditamente e possa aiutarsi a risollevarsi dal luogo in cui sente di essere. Faccia una lista dei suoi punti di forza (legami, interessi, capacità, sport, gruppi, hobby e così via) e faccia perno su di loro in quelle circostanze più buie. Purtroppo per poter consigliare qualcosa di più specifico sarebbe necessario qualche dato in più, come quando sono iniziati questi pensieri e se le loro oscillazioni sono state affiancate da qualche episodio nella sua vita. Si ricordi sempre che lei NON è i suoi pensieri e NON è le sue emozioni, noi tutti siamo un puzzle molto più complesso e possiamo decidere a quale prodotto interno dare ascolto e quale lasciare passare. Mi rendo conto che è semplice dirlo, quanto è difficile metterlo in pratica, ma intanto sappia che un banale respiro in più può fare la differenza sulla "razionalità" di cui parla.
Le auguro un luminoso percorso
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