Dott.ssa
Gabriella Pringigallo
Psicoterapeuta
·
Psicologa clinica
Psicologa
Altro
Torino 1 indirizzo
Esperienze
"Non posso cambiare la direzione del vento, ma posso aggiustare le vele per raggiungere sempre la mia destinazione" (E. Shafak)
Sono psicologa e psicoterapeuta. Da diversi anni lavoro, in percorsi individuali e di gruppo, con adulti e adolescenti che vogliono affrontare vari tipi di sofferenze e difficoltà o che desiderano una maggiore comprensione e realizzazione delle loro vite e delle loro relazioni. L’incontro e il percorso che possono intraprendere lo psicoterapeuta e la persona che allo specialista si rivolge ha lo scopo di trasformare in parole l’esperienza vissuta, dando un senso e un significato ‘dinamico’ alle dimensioni temporali del passato, del presente e del futuro e al costante movimento che avviene tra interno ed esterno da sé, tra sconosciuto e conosciuto, tra le parti più fragili e quelle più solide e strutturate della personalità di ognuno. ‘Trovare le parole’ vuol dire dare un nome alla sofferenza, riorganizzare le esperienze della propria vita, restituendo la possibilità di rendere manifesti bisogni e desideri spesso nascosti fra le pieghe della mente.
AREE SPECIFICHE DI INTERVENTO
- disturbi d’ansia e dell’umore - quando si perde la strada o ogni strada sembra quella sbagliata
- disagio e ritiro sociale degli adolescenti e dei giovani adulti - quando il movimento tra interno ed esterno si inceppa, si interrompe e il mondo si restringe
- difficoltà nel rapporto con il cibo e l’alimentazione - quando il linguaggio del corpo diventa 'pieno/vuoto’ lacerante
- il cambiamento - quando gli eventi travolgono o ‘capitano’; quando si sceglie di cambiare; quando tutto appare immobile; quando il ‘noi’ della coppia sembra perso e lontano. Per costruire il ponte di collegamento tra ‘prima e dopo' che ci permette di proseguire il cammino
- consulenza psicologica - svolgo attività di orientamento psico-sociale con adolescenti, giovani adulti. Svolgo percorsi di sostegno alle famiglie che attraversano periodi di difficoltà nell'incontro e nel dialogo con i figli
Lavoro come libera professionista presso lo Studio DELTA di Corso Vittorio Emanuele II, 92 in Torino
Sono Psicologa e Specializzata in Psicoterapia psicoanalitica relazionale, mi sono laureata in Psicologia Clinica e di Comunità presso l’Università degli studi di Padova
Ho superato l’Esame di Stato per l’ammissione all’Albo ufficiale degli psicologi e psicoterapeuti del Piemonte e sono iscritta con il numero 4281
Ho svolto il percorso di specializzazione quadriennale per l’esercizio della psicoterapia presso la S.P.P. - Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica - Via Massena 90 Torino Ho lavorato come specializzanda in psicoterapia presso il Centro di Salute Mentale per adulti di Via Artisti e il Servizio di Neuropsichiatria Infantile di Via Cavezzale in Torino
Da diversi anni lavoro con il disagio sociale, psicologico ed esistenziale che si esprime attraverso le sue molteplici forme
Ho collaborato con la Cooperativa ‘In/Contro’ e la Cooperativa ‘La Testarda’, del Terzo Settore, nelle comunità per minori adolescenti e per persone con disabilità psichica
Ho collaborato con L’Associazione ‘Donne e Futuro/Emma’ che si occupa di donne vittime di violenza
Sono socia fondatrice dell’Associazione ‘Pais’, che opera all’interno dei percorsi di Accompagnamento, Inclusione sociale e lavorativa per adulti in difficoltà e minori stranieri. Contribuisco al progetto di sostegno psicologico nei confronti delle persone in carico
Collaboro con la Cooperativa ARCO in attività di sostegno psicologico rivolto ad adulti e nuclei famigliari in condizioni di isolamento e fragilità sociale
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
Principali patologie trattate
- Depressione
- Attacco di panico
- Stress
- Bassa autostima
- Crisi relazionali
- +14 a11y_sr_more_diseases
Presso questo indirizzo visito
Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
60 € -
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Colloquio psicologico clinico
60 € -
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Consulenza online
60 € -
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Psicoterapia
60 € -
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Ciclo di psicoterapia
60 € -
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Disponibilità
Questo dottore non offre prenotazioni online a questo indirizzo
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Corso Vittorio Emanuele II 92, Torino 10121
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- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Recensioni
8 recensioni
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A
A.P.
L'ascolto, l'attenzione e le parole ricevute mi hanno fatto sentire compresa e accettata per come sono, il peso che mi porto dentro si è fatto più lieve. Grazie.
• Altro • Altro •
Dott.ssa Gabriella Pringigallo
Grazie delle sue parole
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P
PL
Professionista molto preparata. Nel mio percorso con lei mi sono trovata molto bene: dottoressa attenta ed empatica che sa ascoltare e fornire gli strumenti per uscire dal disagio.
• Studio Delta • psicoterapia •
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A
Annunziata mangano
Psicoterapeuta molto preparata, molta empatia con il paziente. Esperienza molto positiva, consiglio.
• Studio Delta • consulenza psicologica •
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E
E.L.
Mi sono trovata molto bene, è un'ottima professionista. Abbiamo svolto un lavoro che mi è servito tantissimo
• Studio Delta • consulenza psicologica •
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G
Giovanni
Accoglienza gentile e professionale, molto attenta ai miei problemi, mi ha dato molta fiducia, son sicuro che faremo un bel pel percorso.
• Studio Delta • psicoterapia •
Dott.ssa Gabriella Pringigallo
Grazie Giovanni delle sue parole
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S
sandra
professioista molto competenye ed empatica. Mi sono trovata molto bene fin dal primo incontro. La consiglierei di sicuro
• Studio Delta • colloquio psicologico •
Dott.ssa Gabriella Pringigallo
Grazie mille per il suo commento
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V
V.M.
Nel momento più buio una luce finalmente, con la sua empatia, attenzione ed efficacia nel trovare la mia giusta reazione. Grazie dottoressa!
• Studio Delta • psicoterapia •
Dott.ssa Gabriella Pringigallo
Grazie per il suo commento
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I
I.lm
Professionista competente, empatica dal primo colloquio, grande professionalità e umanità, è capace di arrivare velocemente e con delicatezza al cuore delle problematiche.
• Studio Delta • Ciclo di psicoterapia •
Dott.ssa Gabriella Pringigallo
Grazie per queste parole
Risposte ai pazienti
ha risposto a 101 domande da parte di pazienti di MioDottore
Salve a tutti.
Vorrei porre una domanda. Ieri ho avuto la visita con il chirurgo bariatrico che opera all'humanitas di Milano per valutare un nuovo intervento di chirurgia bariatrica. Dico '' nuovo'' perché io già ne ho fatto uno nel 2022 .. ovvero il bendaggio gastrico con il quale però non ho ottenuto risultati efficaci, anzi.. ho ripreso nuovamente tutto il peso. Ho chiesto di vedere un nuovo chirurgo bariatrico nella speranza che lui possa aiutarmi a perdere 35 kg. So benissimo che perdere 35 kg non è un impresa impossibile, anzi tutto è possibile se lo si vuole= volere è potere. So benissimo tutto ciò ma io proprio non riesco a fare la dieta per le seguenti motivazioni :
1 = secondo me.. voglio in un certo senso che gli altri facciano le cose al posto mio. Voglio dimagrire ? ok, c'è bisogno di una nutrizionista ma nel momento in cui la nutrizionista mi da la dieta devo essere io a seguirla, nessun lo può fare al posto mio.
2 = voglio tutto e subito… = faccio 3 giorni di dieta ? già pretendo di vedermi bella magra hahaha
3 = non sono disposta come nel primo punto a fare sacrifici = cioè c'è una parte di me che vuole solo ma non è disposta a fare nulla ed è per questo che penso che l'intervento sia una bacchetta agica che possa risolvermi il problema.
come si fa ad aumentare quella parte che è disposta ad impegnarsi ? , a fare i sacrifici ? etc…..
devo volerlo ma anche essere disposta a passare all'azione. Devo comprendere che nella vita nulla è scontato e he il film della mia vita ed il finale di questo film , lo scrivo io , punto . L'intervento non è la bacchetta magica e non è che fa tutto da solo. Oltretutto il chirurgo mi ha consigliato il by- pass gastrico quindi ho 1 mese di tempo per pensarci bene. Voi cosa consigliate ?
Buongiorno, dalle sue parole sembrano emergere due aspetti di lei in contrapposizione e in contrasto, come se ci fosse da un lato una persona che vorrebbe raggiungere un obiettivo, ma che, pare, non disposta ad affrontare sacrifici, dall'altra un giudice severo che non fa altro che sentenziare che senza sacrifici non si raggiunge niente e che senza impegno non si va da nessuna parte. Questo contrasto interno (che molti di noi provano spesso nell'affrontare i problemi della vita) rischia di farla rimanere immobile, incapace di prendere alcuna decisione, da una parte la donna pigra, dall'altra il giudice severo. E se avessero un po' ragione tutti e due? Il percorso di psicoterapia aiuta le persone a integrare gli aspetti dentro di noi in conflitto, facendo emergere le risorse necessarie a darsi e a raggiungere gli obiettivi che riteniamo importanti per la nostra vita.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti, cordialmente dott.ssa Gabriella Pringigallo
Salve, sono un ragazzo di 18 anni e vorrei raccontare una cosa che ultimamente mi tormenta. Sono sempre stato una persona timida e riservata, soprattutto dal punto di vista amoroso. Non ho mai avuto il coraggio o la prontezza di dichiarare ciò che provavo, nemmeno verso le persone che mi piacevano. Fino ai 13/14 anni (fine seconda media) ho sempre provato attrazione sessuale e sentimentale solo per il sesso opposto: ho avuto cotte, desideri, ma nessuna esperienza affettiva o sessuale concreta, anche se alcune sensazioni erano chiare.
Durante un lungo periodo di isolamento sociale pandemico, dovuto a contesti esterni, ho avuto pochissimi contatti con coetanei, finendo le medie in dad. Tornato in presenza alle superiori, frequentavo una scuola composta maschile, con rapporti esclusivamente scolastici e senza amicizie reali. Fuori da scuola, non ho avuto una vera vita sociale, né relazioni affettive o sociali con ragazze e ragazzi. In quegli anni la figura dell’altro sesso è praticamente sparita dalla mia mente come oggetto di desiderio, affettivo e sessuale, e ho iniziato a consumare pornografia in modo crescente, soprattutto di tipo omoerotico e feticistico (nonostante mi fosse capitato di consumarla anche verso gli 11/12 anni e l'oggetto del piacere è sempre stato la donna). Con quella omoerotica, in particolare, mi sono concentrato su corpi glabri: gambe, braccia, piedi, petto, etc. e la mia eccitazione è rimasta legata all’immagine, senza un vero desiderio relazionale o affettivo verso persone del mio stesso sesso.
Questo feticcio si è radicato nel tempo, tanto da diventare difficile staccarsene. Non ho mai provato infatuazioni o innamoramenti spontanei verso persone del mio stesso sesso, in una scuola che avrebbe offerto tante occasioni. Ho avuto amicizie, anche un migliore amico in passato, ma non è mai nato niente che andasse oltre l’amicizia.
4/5 mesi, fa dopo questo lungo periodo di eccitazione con contenuti omoerotici e sessualizzazione del corpo maschile, però, sono cominciati i dubbi. Ho iniziato a chiedermi se fossi attratto dal mio stesso sesso, se mi fossi condizionato a causa dell’isolamento e del consumo di quel tipo di pornografia. Ho cominciato a ossessionarmi con pensieri continui, controllando le mie reazioni fisiche, osservando ogni stimolo, cercando risposte online e confrontandomi con esperienze di altri. La paura più grande è stata quella di non sapere più chi sono realmente o cosa mi piaccia davvero. Ho sviluppato un comportamento compulsivo di auto-monitoraggio: controllo delle reazioni del mio corpo, analizzo i dettagli di persone intorno a me, modo di parlare, di vestire, tutto sotto una lente d’ingrandimento, come se dovessi costantemente testare la mia identità.
L’idea di essere attratto dal mio stesso sesso mi spaventa molto e mi logora, ed è proprio questo pensiero che ha dato inizio all’ossessione. Negli ultimi mesi, come dicevo, ho iniziato a interrogarmi seriamente sul mio orientamento. Mi sono trovato a scavare dentro di me, a cercare conferme o smentite attraverso forum, video, esperienze altrui, o mie stesse esperienze passate che potessero farmi capire se avessi atteggiamenti "gay". Ogni volta che ricevevo rassicurazioni che escludevano questa possibilità, mi sentivo temporaneamente tranquillo, ma poco dopo tornavo a dubitare di tutto, creando un loop infinito di pensieri intrusivi.
Anche oggi, quando vedo una persona particolarmente attraente o una figura che trovo esteticamente bella, non riesco più a distinguere se si tratta di un semplice apprezzamento visivo, come può averlo chiunque, o se invece è qualcosa di più profondo e ossessivo. Passo molto tempo a guardare i dettagli, a chiedermi se quella persona mi piaccia davvero, ma razionalmente so che mi sento più attratto, a livello affettivo e amoroso, da una relazione con una persona del sesso opposto. Questo desiderio di una relazione con una persona del sesso opposto è tornato a emergere in modo genuino e non solo come parte dell’ossessione. Mi fa stare bene immaginare una vita con una ragazza, ma allo stesso tempo ho la sensazione che questo pensiero possa essere anch’esso un modo per convincermi a nascondere una parte di me che non voglio mostrare, convincendomi che i contenuti consumati che sono stati motivo di eccitazione fossero una sentenza. Sto imparando a riconoscere che questo è un pensiero intrusivo.
Durante gli anni in cui ho consumato pornografia omoerotica, la mia vita sociale con persone dell’altro sesso si è praticamente azzerata: non c’erano amicizie, né rapporti affettivi o sessuali con loro, e l’isolamento ha contribuito a scombinare questa situazione. Credo che questo isolamento e il consumo di certi contenuti abbiano alterato la percezione del mio orientamento sessuale, bloccandone un’evoluzione naturale che invece stava avvenendo: prima dell’isolamento provavo attrazione per persone dell’altro sesso, ma tutto si è fermato e io ora ho paura che quella attrazione fosse solo un’illusione o che in realtà io non sia eterosessuale come pensavo.
Questo timore di aver perso la mia natura o di essere stato condizionato da fattori esterni è al centro del mio disagio e dei miei dubbi. Sto cercando di comprendere chi sono davvero, ma la confusione e l’ansia sono forti. Credo che, per la complessità della situazione, mi serva un aiuto professionale per uscire da questo circolo vizioso e ritrovare chiarezza emotiva, affettiva e sessuale, senza filtri o condizionamenti. So che questo potrebbe rientrare in quello che clinicamente si chiama "DOC a sfondo - orientamento sessuale" o "HOCD". Vorrei avere il parere di un professionista per avere un attimo di pace.
Buongiorno, è comprensibile la sua difficoltà e la fatica che sente attraverso i pensieri continui e invadenti che non la portano verso un auto chiarimento. Il periodo pandemico è come se avesse congelato la sua crescita sessuale, bloccando la comprensione di ciò che per lei rappresenta l'attrazione e il desiderio. Lei dice: "Questo timore di aver perso la mia natura o di essere stato condizionato da fattori esterni è al centro del mio disagio e dei miei dubbi". Credo che questa sia una riflessione profonda che va a toccare il nucleo del problema. Ritengo perciò sia necessario l'aiuto di un professionista che, attraverso un confronto e un lavoro psicoterapeutico, possa aiutarla a ricercare ciò che dentro di lei si è bloccato.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti, cordialmente dott.ssa Gabriella Pringigallo
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