Dott.ssa
Francesca Dimarco
Psicologa
·
Psicologa clinica
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Esperienze
Spesso arriviamo a stare male senza riuscire a capire davvero perché. Altre volte, invece, sentiamo che qualcosa dentro di noi chiede attenzione, anche senza un motivo preciso. In entrambi i casi, iniziare un percorso psicologico è un modo per fermarsi, guardarsi con più profondità e dare un senso a ciò che si vive.
Nel mio lavoro, quello che conta davvero per me è creare uno spazio in cui la persona possa sentirsi vista, ascoltata e compresa fino in fondo. Anche quando quello che si prova è difficile da spiegare. Anche quando, da fuori, sembra invisibile.
La terapia non è solo per chi sta soffrendo in modo evidente. È anche per chi desidera conoscersi meglio, comprendere le proprie dinamiche, rileggere la propria storia e costruire un rapporto più autentico con sé stesso e con gli altri.
Durante i miei studi ho maturato esperienza nell’ambito clinico e della psicologia della salute, lavorando a stretto contatto con pazienti e professionisti in contesti multidisciplinari. Questo mi ha insegnato quanto ogni persona sia unica e quanto ogni percorso meriti rispetto, ascolto, sensibilità e cura.
Credo profondamente nel valore della relazione terapeutica in questo senso: un luogo sicuro, senza giudizio, in cui poter essere davvero sè stessi. Uno spazio in cui, passo dopo passo, è possibile ritrovare equilibrio, dare voce a ciò che non ne ha e costruire un modo più consapevole e libero di stare nel mondo.
Offro supporto e consulenza psicologica individuale per giovani e adulti con l'obiettivo di accompagnare ognuno nel proprio percorso, cucito insieme su misura per rispecchiare l'unicità del singolo.
Sono Francesca Dimarco, Psicologa Clinica iscritta all'Albo degli Psicologi della Toscana (n. 11614) e Specializzanda in Psicoterapia Psicodinamica Integrata.
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Aree di competenza principali:
- Psicologo
- Psicologia clinica
- Psicologia clinica
Principali patologie trattate
- Stress
- Ansia
- Difficoltà relazionali
- Sindrome da burnout
- Disturbi emotivi
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Prestazioni e prezzi
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Consulenza online
55 € -
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Colloquio psicologico clinico
55 € -
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Colloquio psicologico individuale
55 € -
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Sostegno psicologico
55 € -
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Superamento di eventi traumatici
55 € -
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Indirizzi (3)
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Recensioni
8 recensioni
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C
C.C.
Dott.ssa molto empatica e accogliente, mi ha fatto sentire a mio agio fin da subito! Sono molto contenta di aver intrapreso questo percorso con lei!
- Attenzione durante la visita
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• Studio Dott.ssa Francesca Dimarco • colloquio psicologico clinico •
Dott.ssa Francesca Dimarco
Grazie!!
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C
C.L
La dottoressa Dimarco è molto competente ed è riuscita ad aiutarmi grazie alla sua sensibilità ed empatia. La consiglio calorosamente come professionista
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Dott.ssa Francesca Dimarco
Grazie mille!
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M
Matilde M.
La dottoressa Francesca è una professionista eccellente: disponibile, preparata ed estremamente empatica. Fin dal primo incontro mi ha fatto sentire a mio agio, accolta e libera di esprimermi senza timori. La sua capacità di ascolto autentico e la sensibilità con cui accompagna il percorso personale fanno davvero la differenza. Sceglierla è stata senza dubbio un’ottima decisione e la consiglio a chiunque voglia intraprendere questo tipo di percorso.
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Dott.ssa Francesca Dimarco
Grazie!!
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D
Denise
Consiglio vivamente questa psicoterapeuta a chiunque stia cercando uno spazio sicuro, accogliente e privo di giudizio in cui potersi
esprimere liberamente.
Sa mettere subito a proprio agio, creando un clima di fiducia in cui è più facile aprirsi e lavorare su se stessi. È attenta, preparata e profondamente rispettosa dei tempi e delle esigenze di ogni persona.
Si percepisce chiaramente la passione che mette nel suo lavoro e la cura che dedica a ogni percorso terapeutico. Un’ottima scelta per chi desidera iniziare un cammino di crescita personale con una professionista seria, umana e motivata.
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Dott.ssa Francesca Dimarco
Grazie mille!
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G
Greta D.
È stata molto empatica e bravissima ad ascoltare, mi ha fatta sentire capita. Nonostante la giovane età si è dimostrata professionale e di grande supporto, mi è sopratutto piaciuto il suo approccio fresco.
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Dott.ssa Francesca Dimarco
Grazie!
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P
P.M.
Professionalità e sensibilità contraddistinguono la D.ssa Francesca Dimarco che in un ambiente tranquillo ti mette a tuo agio. È un inizio positivo.
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Dott.ssa Francesca Dimarco
Grazie mille!
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M
M.D.
In una sola parola: ineccepibile! La dottoressa Dimarco riesce a mettere a proprio agio anche chi, come me, era all'inizio scettica e titubante sull'aprirsi e sul conoscersi realmente. Guida l'intero percorso come una presenza impalpabile aumentando di volta in volta l'autostima del paziente. La consiglio vivamente!
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Dott.ssa Francesca Dimarco
Grazie!
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O
O.D
La dottoressa è una professionista preparata, disponibile, empatica ed attenta. Sa ascoltare e mette a proprio agio fin dal primo incontro. L'esperienza è stata molto positiva!
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Dott.ssa Francesca Dimarco
Grazie mille!
Risposte ai pazienti
ha risposto a 2 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buonasera, vorrei sottoporvi un quesito su una situazione che si sta verificando con una persona che sto conoscendo. Da qualche settimana ormai ho intrapreso questa frequentazione con una persona, fin da subito è stato palese che ci fosse molta chimica, sia mentale che fisica. Ci siamo trovati bene, abbiamo molte cose in comune, come persone siamo compatibili. Nell'ultima settimana però sono successe alcune cose per cui questa persona ha ricevuto alcuni scossoni emotivi piuttosto forti, morte di un parente, problemi all'università, problemi con la squadra sportiva. Ci siamo incontrati per parlarne e sembrava che avessimo risolto e trovato un punto comune. Se non ché, oggi si è recato dal suo psicologo che ha sconsigliato di proseguire con la frequentazione, aggiungendo che sarebbe meglio concentrarsi su sé stesso e sulle sue cose. Nonostante accetti e capisca la situazione, in maniera forse un po' egoistica, non vorrei lasciare andare questa persona, proprio perché ne vedo il potenziale come possibile partner. La domanda quindi è la seguente, posto che gli lascerò il suo spazio e il tempo per rimettersi in sesto, sarebbe saggio "aspettarlo"?
Gentile Paziente,
La cosa essenziale, in questi casi, è ascoltare il proprio sentire e ascoltare ed accettare il sentire dell'altro.
È probabile che non si tratti solo del consiglio di uno psicologo, bensì dell'emersione in terapia da parte di questa persona di un suo sentire che, altrimenti, sarebbe rimasto celato.
Ciò non implica necessariamente che questa persona non vorrà mai un legame con lei, ma quello che si evince è un bisogno, nel tempo presente, di stare con sé stesso e di lavorare su di sé.
RIbadisco "nel tempo presente" perché è il tempo nel quale è necessario vivere. Mi riferisco alla sua domanda sull'aspettare o meno: come detto prima, non necessariamente si tratta di qualcosa di irrealizzabile in futuro, ma ciò che pare certo è che sia qualcosa di non realizzabile nell'immediato presente ed è in questo immediato presente che lei vive.
Il mio consiglio, pertanto, è di stare anche lei con quello che c'è adesso, nell'oggi, per quanto questo possa includere anche una quota di sofferenza e di mancanza.
È fondamentale imparare a "stare con quello che c'è adesso", perché il passato è ormai alle nostre spalle e il futuro si può costruire solo attraverso ciò che ci concediamo e accettiamo di vivere in questo momento, ora.
Un saluto.
Buona sera vi scrivo per un aiuto spesso mi si rialza l'ansia e mi fa stare male non controllare i miei pensieri. Mi sembra di andare in disperazione e nessuno psicologo o psicoterapeuta che prenda per le corna il mio malessere. Sono un'assistente domiciliare e oggi ho fatto un'affiancamento insieme a all'altra operatrice per andare da 2 sorelle autistiche a casa. Mentre l'operatrice mi diceva tutte le cose io avevo dentro una voce, qualcosa che mi porta alla passività a pensare che non fa per me, l'altra operatrice era carina con me mentre io avevo paura di vederla sospettosa (come se poi mi autosaboto e faccio accadere quello che io penso) l'altro mi vede strana nel comportamento. In quel momento mi irrigidisco riesco ad essere poco spontanea. Devo poi faricare con il pensiero per ritornare in uno stato di calma apparente. La conseguenza è che ho poi pensieri di svalutazione di angoscia e accusa verso di me. Mi butto giù e mi cade l'autostima troppo facilmente da farmi paura. Proietto sull'altro tutto questo non so perché e del fatto che poi mi metto in un atteggiamento di dipendere come di paura a fare le cose spontanee. Mi congelo e si vede dal mio comportamento. Mi sento una sempre sotto giudizio anche quando non ce ne è bisogno. Io ci convivo da tanto tempo e si accentua in situazioni nuove credo. Quando mi viene questo malessere io vorrei sparire, mi vergogno a non avere una solida stima di me. Cosa mi scatena questo. Perchè io faccio così e non trovo la forza di non dare retta a questi pensieri? Ho paura di dipendere e divento una banderuola che non ha carattere e poi non riesco a fare le cose con serenità e spensieratezza. Vi chiedo che meccsnismo è come faccio a spezzarlo si può guarire? Mi ossessiona tanto. Grazie mille
Gentile Paziente,
Quando ci troviamo in situazioni nuove o poco familiari o nelle quali abbiamo delle responsabilità (nel caso che descriveva, ad esempio, un impegno lavorativo importante), l'emersione di uno stato di ansia è del tutto fisiologico inizialmente, poiché queste situazioni ci obbligano ad uscire dalla nostra zona di comfort abituale e ci pongono di fronte a delle sfide inedite di vario tipo.
Se, però, questo stato emotivo iniziale si trasforma poi in una serie di pensieri intrusivi negativi che portano ai sintomi da lei descritti (irrigidimento, sospettosità, svalutazione, tono dell'umore basso ed eventuali altre manifestazioni), allora potrebbe trattarsi di un pattern cognitivo, emotivo e comportamentale (una sorta di "circolo vizioso") in cui l'ansia non è più fisiologica ma diventa, bensì, patologica.
In questo modo, non viene più esperita come sentimento iniziale che poi sfuma durante lo svolgimento degli eventi, ma come sentimento costante e ricorrente che permane durante tutto ciò che accade e ci porta ad avere, quando la situazione giunge al termine, delle credenze estremamente negative su noi stessi (tra cui vissuti di vergogna, di auto-giudizio, di malessere).
Questo "meccanismo" o "circolo vizioso" può avere molteplici origini e concause, legate ad eventi di vita pregressi, a relazioni precedenti, a figure di riferimento o caregiver e a tanti altri fattori presenti nella sua storia di vita.
Le consiglio di intraprendere un percorso Psicologico per poter analizzare nel dettaglio questi vissuti pregressi, i pattern ricorrenti, gli eventi attuali e tutti gli aspetti di sé che vengono alla luce naturalmente durante un processo di questo tipo, così da arrivare ad una comprensione di ciò che accade in quei momenti in cui l'ansia la travolge e anche ad una comprensione di sé stessa sempre più completa.
Un percorso di questo tipo richiede tempo, impegno e condivisione, pertanto le suggerisco di non arrendersi qualora avesse già tentato e non avesse riscontrato dei miglioramenti immediati, come credo di evincere dal suo messaggio.
La Relazione Terapeutica è sempre la cura.
Un saluto.
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