Dott. Elio Zito

Cardiologo · Altro

Esperienze

Il Dott. Elio Zito si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano con 110/110 e lode, menzione accademica, e ha conseguito la Specializzazione in Malattie dell’Apparato Cardiovascolare presso l’Università degli Studi di Milano con 70/70 e lode.

Ha svolto la propria formazione clinica presso il Centro Cardiologico Monzino IRCCS, maturando esperienza in scompenso cardiaco, imaging cardiovascolare, emodinamica e aritmologia, con particolare interesse per l’elettrofisiologia cardiaca. Ha inoltre arricchito il proprio percorso formativo svolgendo l’ultimo anno di specializzazione negli Stati Uniti presso il Texas Cardiac Arrhythmia Institute (TCAI) al St. David’s Medical Center (Austin, Texas), sotto la supervisione del Prof. Andrea Natale, tra i principali esperti internazionali nel trattamento della fibrillazione atriale e delle aritmie complesse.

È autore di numerose pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali indicizzate e, nel 2025, è stato premiato all’AF Symposium di Boston con il Best Abstract Award.

Mantiene un aggiornamento professionale continuo con l’obiettivo di trasferire nella pratica clinica le migliori evidenze disponibili e le innovazioni validate, nel rispetto delle linee guida e della sicurezza del paziente.

Il Dott. Zito segue pazienti con ipertensione, cardiopatia ischemica, scompenso cardiaco, valvulopatie e aritmie, offrendo percorsi di check-up cardiovascolare, prevenzione, diagnosi e cura personalizzati, con particolare attenzione alla continuità del follow-up.

Perché i pazienti lo scelgono:

  • Valutazione accurata e spiegazioni chiare: comprendere il problema è il primo passo per affrontarlo in modo efficace.

  • Percorsi personalizzati: piano diagnostico-terapeutico costruito su obiettivi clinici, tempi e caratteristiche del paziente.

  • Approccio scientifico e affidabile: indicazioni basate su evidenze e linee guida, con attenzione a efficacia e tollerabilità.

  • Continuità assistenziale: indicazioni pratiche e follow-up programmato quando necessario.

Aree di interesse / Prestazioni principali:

• Visita cardiologica

• ECG

• Ecocardiogramma transtoracico

• Test da sforzo

• Prevenzione cardiovascolare e controllo dei fattori di rischio

• Valutazione palpitazioni, extrasistolia, sincope 

• Second opinion cardiologica e revisione esami

Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Aritmologia
  • Elettrofisiologia

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Prestazioni e prezzi

  • Consulenza online


  • Ecocardiografia color-Doppler

    Da 120 €

  • Prima visita cardiologica + elettrocardiogramma (ECG)

    Da 135 €

  • Test da sforzo

    Da 140 €

  • Visita cardiologica + ECG + ecocardiogramma

    Da 220 €

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Humanitas Medical Care

Via Giovanni Paisiello, 28, Milano 20131

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COB Medicina e Salute

Via Don G. Minzoni 14, Concorezzo 20863

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore

Ho avuto 2 episodi di FA nel 2024, distanziati di alcuni mesi, trattati in pronto soccorso con cardioversione elettrica e valutati come parossistici.
A seguito di visita cardiologica dopo il secondo episodio, assumo Lixiana 60 mg e Bisoprololo 1.25 mg.
A febbraio 2026 ho avuto il terzo episodio di FA, sempre cardiovertito elettricamente.
La domanda è: esiste una strategia diversa oltre alla cardioversione elettrica?
Se succede ancora posso chiedere di valutare cardioversione farmacologica o terapia con Ritmonorm o simili? O procedura di ablazione o altro?
Premetto di avere device di chiusura FOP dal 2013 dopo episodio di stroke ischemico e di essere stato operato all'età di 10 anni di coartazione istmica dell'aorta per stenosi all'aorta.
Grazie mille!!

Buonasera, capisco la sua frustrazione. Innanzitutto, penso sia utile sottolineare che la sua attuale terapia potrebbe trarre beneficio dell'introduzione di un farmaco con proprietà antiaritmiche. Questo le consentirebbe di mettere in atto quello che chiamiamo una "strategia di controllo del ritmo", riducendo significativamente il tasso di recidive di fibrillazione atriale, e di conseguenza, l'esigenza di recarsi in PS. Da quello che ha descritto mi sembra ne sia attualmente sprovvisto, per cui le suggerisco di discuterne l'uso col suo curante, in quanto potrebbe davvero aiutarla molto a controllare la malattia. Nel momento in cui l'aritmia recidiva esistono fondamentalmente due percorsi che possono essere intrapresi: procedere con una cardioversione e ripristinare quindi il ritmo sinusale o accettare la aritmia e cronicizzarla, controllandone semplicemente la frequenza. In un soggetto come lei, con sporadici episodi di fibrillazione atriale parossistica, la soluzione più frequentemente perseguita è la cardioversione. Questa può essere intrapresa tramite due modalità: farmacologica o elettrica. La scelta su quale delle due eseguire e della tempistica (nell'immediato o in elezione) dipende da numerosi fattori, come una eventuale non responsività a pregressi tentativi di cardioversione farmacologica oppure ad un fattore temporale (eccessivo tempo incorso tra la recidiva e la sua presentazione in PS). La cardioversione elettrica, per quanto mi rendo conto sia più spiacevole, risulta essere non solo più efficace acutamente rispetto alla cardioversione farmacologica, ma anche più rapida. Queste sono solo alcune - non tutte - delle motivazioni per le quali i colleghi potrebbero aver scelto di trattarla mediante questa modalità. Invece, la procedura di ablazione della fibrillazione atriale costituisce una alternativa all'utilizzo dei farmaci antiaritmici, che viene solitamente proposta in regime elettivo. Si tratta di un intervento ad oggi molto diffuso, che ha dimostrato (specie in pazienti con fibrillazione atriale parossistica e pochi episodi di recidiva, tutti in assenza di terapia antiaritmica - come nel suo caso) un miglior controllo del ritmo a distanza ed un minor rischio di effetti collaterali rispetto ai farmaci. Benchè la presenza di un dispositivo di chiusura interatriale potrebbe costituirne un impedimento, alcuni autori hanno descritto la possibilità di eseguire ugualmente questo intervento anche in questa coorte di pazienti. Spero di esserle stato chiaro e di aiuto. Un saluto

Dott. Elio Zito

Domande su Ipercolesterolemia

buonasera dottore dagli ultimi esami: colesterolo tot.215
Ldl 131
HDL 70
trigliceridi 72
Apo A 13
Apo b (Lpa) 81
come sono secondo lei?
grazie se mi risponderà.

Buonasera Caro/a, le linee guida europee raccomandano diverse soglie di accettabilità per i livelli di colesterolo LDL in relazione al profilo di rischio cardiovascolare del singolo paziente. Infatti, sebbene il valore raccomandato in un soggetto in salute sia idealmente al di sotto (o intorno) di 130 mg/dL,questo potrebbe non essere necessariamente vero per quei pazienti che presentano un profilo di rischio cardiovascolare aumentato (e.g. paziente diabetico, paziente con pregresso infarto miocardico). Alla luce di questa considerazione, non conoscendo la sua storia clinica (e dunque il suo profilo di rischio intrinseco), non mi è possibile risponderLe adeguatamente. Una piccola osservazione: ottimo valore di colesterolo HDL, ben al di sopra della soglia minima richiesta perchè abbia un effetto protettivo. Cerchi di mantenerlo così. Per quanto riguarda la Lp(a), si tratta di un marker di rischio cardiovascolare recentemente introdotto, ma molto promettente. Attualmente i diversi laboratori utilizzano due distinte unità di misurazione, e non essendo specificato nel suo commento quale sia stata impiegata, mi viene difficile poterne commentare opportunamente il valore. Saluti

Dott. Elio Zito
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