Volevo sapere se una cicatrice dopo un intervento di appendicite si è formato un cheloide, da premet
Volevo sapere se una cicatrice dopo un intervento di appendicite si è formato un cheloide, da premettere che tramite un dottore estetico si è intervenuto per ben due volte , ma si è formato di nuovo un cheloide, si può fare qualcosa con qualche tecnica specifica, grazie .Un saluto
24 risposte
Buongiorno, ci sono diverse tecniche per trattare i cheloidi, alcune di queste complementari o sinergiche tra di loro. Vanno dall'uso di laser vascolari, all'iniezione di cortisone intralesionale all'uso di immunomodulatori in crema. Il principio di trattamento sta nell'impedire che la ferita passi bruscamente nella fase proliferativa. E' necessaria una valutazione accurata della lesione per poter decidere il o i trattamenti più idonei.
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Innanzi tutto si rivolga a un chirurgo plastico. Un vero cheloide è spesso recidivante. Lo faccia togliere e segua il decorso con infiltrazioni di cortisone locale lamine di silicone che sofgoconi la cicatrice esuberante. Al limite un Láser vascolare che riduca la neoangiogenesi. Nei casi più gravi anche una plesioterapia ( radioterapia ) con irradiazioni dosate in medicina nucleare dopo l’asportazione
Salve, è possibile migliorare il cheloide con gli strumenti di chirurgia non ablativa usati in combinazione (plexr e off)
Gentile utente, utile una valutazione diretta per poter essere precisi e puntuali. Si può pensare di trattare il cheloide con Plexr. Cordialmente
Salve, dovrebbe essere fatta una valutazione più precisa del Cheloide. comunque il trattamento con il Plexr può essere indicato nel suo caso. Cordiali saluti
L'utilizzo del plexr teoricamente avrebbe indicazione ma sicuramente il cheloide va trattato da uno specialista, possibilmente in possesso delle diverse tecnologie a disposizione. In qualche caso è possibile tentare anche con infiltrazioni di farmaci omotossicologici e neuralterapia
Salve. Purtroppo la sua pelle è portata a formare cheloide, quindi potrebbe fare delle infiltrazioni locale di cortisone o qualche trattamento laser
Buongiorno. Trattare i cheloidi non è semplice, il trattamento è caratterizzato dall’avvicendarsi di tecniche, dal laser vascolare alle iniezioni di cortisone, la sublimazione dermica come approccio può rivelarsi molto utile. Il risultato finale può essere ottimo.
I cheloidi, come anche le cicatrici, o le smagliature, rispondono benissimo trattandole con prodotti omotossicologici. Io uso sia la mesoterapia o il mio apparecchio "coherence", che agendo con la metodica del laser, fa applicare prodotti localmente, senza iniezione.
Si possono utilizzare varie tecniche laser dye o semplicemente infiltrazioni con cortisone è comunque necessario visitarla per poterla consigliare
Si possono fare tante cose: laserterapia, RF medica, scollaggio della cicatrice (ove praticabile), elettroporazione transdermica di cortisone, fino all'asportazione della cicatrice (intervento da valutare bene, poiché generalmente un cheloide è recidivo).
Buongiorno, attualmente sono disponibili diversi approcci, anche sinergici, per migliorare l'aspetto di un cheloide. Le opzioni associate a maggior grado di successo nella letteratura scientifica sono: iniezione di cortisone intralesionale, preparati topici a base di silicone e vari laser (CO2 frazionato o laser vascolare a seconda della fase di formazione della cicatrice). Molto raramente, per non dire eccezionalmente, l'asportazione chirurgica della cicatrice indesiderata evita la formazione di un nuovo cheloide (che in genere è anche di maggiori dimensioni). Per valutare in maniera appropriata il suo caso, suggerisco una visita con un dermatologo che si occupi di laser. Cordiali saluti
Buongiorno, come già le hanno detto i miei colleghi ci possono essere vari metodi, i migliori sono gli approcci combinati tra laser e cortisonici intra lesionali, gli ultimi studi combinano anche il Botulino per ottenere un blocco nella proliferazione cellulare. Spero di esserle stata utile.
Buongiorno Il trattamento dei cheloidi è complesso e dovrebbe rivolgersi solo a chirurgo plastici qualificato. Solitamente tra le varie opzioni si hanno trattamenti conservativi (come infiltrazioni di corticosteroidi) o più invasivi (come l’asportazione intralesionale del cheloide). Tuttavia è una patologia complessa ed il tasso di recidiva o insoddisfazione è alto.
Buonasera a lei, sicuramente si può intervenire con successo sulle cicatrici cheloidee per ridurne drasticamente la dimensione. Le terapie da poter eseguire sono varie: da iniezioni con cortisone, al laser specifico, a radiofrequenza con campi magnetici etc... Esse vengono scelte dopo un'attenta visita del paziente, tramite cui il medico riesce ad individuare la terapia adatta.
buonasera, le cicatrici cheloidee possono essere trattate con infilitrazioni, laser o altre terapia conservative
il trattamento di un cheloide include diverse opzioni i terapeutiche come l ' iniezione di corticosteroidi per ridurre l infiammazione, laserterapia per migliorare l aspetto . Altri trattmenti includono l ' uso di esosomi che stimolano la rigenerazione cellulare e possono essere utilizzati per stimolare la guarigione, Dermapen, ovvero dispositivo con microaghi, che stimola la produzione di collagene migliorando quindi l ' aspetto della cicatrice.
Il trattamento migliore per i cheloidi è basato sull'utilizzo di varie tecniche e procedure tra cui, infiltrazioni di steroidi e/o laser vascolare Dye laser +o- laser frazionato Co2
Gentile paziente, la predisposizione ad avere cicatrici ipertrofiche e cheloidi è innata. In tal caso potrebbe essere difficile rimuovere tale cicatrice ed evitare che si riformi. Ne parli con il suo medico estetico per giungere a un percorso terapeutico alternativo a quelli da lei già sperimentati e che potrebbe darle un miglior risultato.
Certo, capisco bene la frustrazione: i **cheloidi** sono cicatrici anomale che continuano a crescere oltre i margini della ferita originaria e possono recidivare anche dopo trattamenti. Il fatto che si sia già tentato un intervento estetico due volte senza successo indica che si tratta probabilmente di un cheloide resistente. Ecco le **principali opzioni terapeutiche** più avanzate e specifiche che si possono valutare: --- ### 1. **Infiltrazioni di cortisone (triamcinolone)** * Sono il trattamento più usato per ridurre lo spessore e il volume dei cheloidi. * Spesso si fanno cicli mensili. * Utile anche in combinazione con altri trattamenti. --- ### 2. **Laser (come il laser dye pulsato o CO₂ frazionato)** * Il laser può migliorare il colore, la texture e ridurre l’infiammazione del cheloide. * I migliori risultati si hanno in associazione con infiltrazioni. --- ### 3. **Crioterapia intralesionale** * Congelamento del cheloide con azoto liquido, a volte iniettato direttamente. * Può ridurre lo spessore della cicatrice, ma va fatto con cautela perché può causare ipopigmentazione, specialmente in carnagioni scure. --- ### 4. **Silicone in gel o cerotti** * Da usare quotidianamente (anche per mesi) sulla cicatrice. * Possono aiutare a prevenirne la crescita o migliorarne l’aspetto. --- ### 5. **Terapia combinata: chirurgia + cortisone + radioterapia** * Nei casi più difficili (come il tuo), si può valutare: * Rimozione chirurgica del cheloide, * Seguita immediatamente da infiltrazioni e/o **radioterapia superficiale (brachiterapia)** per prevenire la recidiva. * Questa combinazione è tra le **più efficaci** per i cheloidi recidivanti.
Grazie per il messaggio. Quello che descrive è compatibile con un cheloide recidivo: purtroppo tende a riformarsi se trattato in modo non combinato. Si può comunque fare molto, con un percorso strutturato. Durante lka visita dovrebbe verificare: -Che sia davvero cheloide e non cicatrice ipertrofica (il cheloide supera i bordi originali, spesso prude o fa male). -Spessore, arrossamento, sintomi e tempo di evoluzione Opzioni di trattamento: - Iniezioni intralesionali Triamcinolone acetonide (10–40 mg/mL) ogni 3–4 settimane, 3–6 sedute. - Laser Frazionato ablativo (CO₂/Er:YAG) per ammorbidire; spesso seguito da “drug delivery” di TAC/5-FU per potenziarne l’effetto. - Silicone e compressione Fogli/gel di silicone continuativi per settimane/mesi. - Taping/compressione se l’area lo consente. - Fotoprotezione SPF 50+ quotidiana per evitare iperpigmentazione - Escissione chirurgica solo se seguita da terapia adiuvante immediata (entro 24–48 h), Di solito servono più sedute e qualche mese di costanza. L’obiettivo realistico è appiattire, schiarire e togliere i sintomi; la tendenza a recidivare si controlla meglio con terapie combinate.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.













