Uomo di 87 anni con dolore alla schiena cronico operato di ernie per ben due volte, non è possibile

4 risposte
Uomo di 87 anni con dolore alla schiena cronico operato di ernie per ben due volte, non è possibile effettuare puntura in sede in quanto non c’è spazio interdiscale. Per questo motivo viene prescritto cerotto Buprenorfina a basso dosaggio. La domanda è, secondo voi essere una soluzione valida o porta dipendenza ? Grazie
Dott. Dario Arundine
Oncologo, Terapista del dolore
Marano di Napoli
Direi che è la soluzione migliore. Non dà dipendenza perchè il dosaggio è basso ed è a lento rilascio.

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Dott. Aurelio Guglielmino
Terapista del dolore
Catania
Sicuramente avrà un dolore neuropatico che non viene coperto dal cerotto!!
Dr. Eugenio Pecchioli
Terapista del dolore, Medico estetico, Omeopata
Firenze
Visti i due interventi porecedenti è ipotizzabile la presenza di un'artrosi. Una RMN potrebbe chiarire il quadro. Nel frattempo, consiglierei un trattamento iniettivo perivertebrale con MD Ischial + MD Lumbar * Ledum Compositum.
Il trattamento con oppiacei non è in grado di dare dipendenza.
Dott. Cristiano Piangatelli
Terapista del dolore, Anestesista
Ancona
Nel paziente anziano con esiti di chirurgia lombare, il cerotto di **Buprenorfina a basso dosaggio è una scelta clinicamente appropriata, soprattutto quando non sono praticabili infiltrazioni epidurali. Il rischio di dipendenza è basso se ben gestito, ma esistono comunque tolleranza ed effetti collaterali (vertigini, nausea, rischio cadute).

Detto questo, come terapisti del dolore, non è la prima e unica opzione. Prima o in associazione è corretto valutare:

infiltrazioni mirate (sacroiliache o radicolari sotto guida TC)
radiofrequenza
soprattutto neuromodulazione (stimolazione midollare), molto indicata nei pazienti già operati
Sintesi: il cerotto è utile, ma va inserito in un approccio multimodale, evitando di “medicalizzare” da solo un dolore che spesso può essere trattato in modo più mirato con tecniche di secondo livello.

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