Sono stata operata a febbraio con la tecnica percutanea all'alluce valgo al secondo e al quarto dito
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Sono stata operata a febbraio con la tecnica percutanea all'alluce valgo al secondo e al quarto dito.
Mi è stata tolta la fasciatura dopo un mese e fatto mettere per un altro mese degli stanziatori di silicone.
Al secondo mese sono andata dall"ortopedico e avendo visto che avevo difficoltà a muovere l'alluce mi ha detto perché non ho mosso le dita in questi mesi e che adesso sarebbe stato più difficile recuperare la mobilità.
Mi ha prescritto di fare delle sedute di fisioterapia per la mobilizzazione delle dita e idroterapia con ginnastica propriocettiva assistita.
Durante la convalescenza mi ha detto di deambulare con delle scarpe piatte, di muovermi a casa e così ho fatto.
Ho fatto 10 sedute di fisioterapia l'alluce si muove un po ma è ancora tutto bloccato e non riesco a deambulare bene, il polpaccio diventa duro e mi gonfia.
Mi ha anche detto l'ortopedico di fare dei plantari in quanto ho anche il piede valgo e un dolore alla caviglia da un anno che speravo diminuisse con l'intervento all'alluce valgo in quanto il piede avrebbe assunto una posizione più lineare.
Mi volevano sottoporre per il problema alla caviglia (insufficienza del tibiale posteriore)all'intervento di artrodesi di Grice e contemporaneamente a quello dell'alluce.
Ho pensato di fare solo il piede in quanto quello alla caviglia mi sembrava complesso non immaginando invece che i problemi li sto avendo per il piede.
Mi è stata tolta la fasciatura dopo un mese e fatto mettere per un altro mese degli stanziatori di silicone.
Al secondo mese sono andata dall"ortopedico e avendo visto che avevo difficoltà a muovere l'alluce mi ha detto perché non ho mosso le dita in questi mesi e che adesso sarebbe stato più difficile recuperare la mobilità.
Mi ha prescritto di fare delle sedute di fisioterapia per la mobilizzazione delle dita e idroterapia con ginnastica propriocettiva assistita.
Durante la convalescenza mi ha detto di deambulare con delle scarpe piatte, di muovermi a casa e così ho fatto.
Ho fatto 10 sedute di fisioterapia l'alluce si muove un po ma è ancora tutto bloccato e non riesco a deambulare bene, il polpaccio diventa duro e mi gonfia.
Mi ha anche detto l'ortopedico di fare dei plantari in quanto ho anche il piede valgo e un dolore alla caviglia da un anno che speravo diminuisse con l'intervento all'alluce valgo in quanto il piede avrebbe assunto una posizione più lineare.
Mi volevano sottoporre per il problema alla caviglia (insufficienza del tibiale posteriore)all'intervento di artrodesi di Grice e contemporaneamente a quello dell'alluce.
Ho pensato di fare solo il piede in quanto quello alla caviglia mi sembrava complesso non immaginando invece che i problemi li sto avendo per il piede.
Purtroppo i due problemi coesistono spesso. Frequentemente risolvendo l’alluce migliora anche il secondo, un tentativo con dei plantari è da fare
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Il plantare è da fare sicuramente in modo correggere la posizione del piede
Perdonatemi Colleghi ma questo caso dovrebbe far riflettere in quanto la Pz ha iniziato la propria storia da un alluce e IV dito valghi; non solo non sta bene ma si opera anche la caviglia! E scommetto quanto volete che le solette produrranno una lombalgia!
Una domanda semplice alla Paziente la farei: provi a mettere SEMPLICEMENTE il suo piede sopra le scarpe che ha usato in questi giorni e osservi se la SAGOMA del piede mettendo l'alluce dritto è compresa in quella della scarpa oppure... manca qualcosa e il piede è costretto a deformarsi per entrarvi. Purtroppo troppo spesso si ignora che i pazienti indossano le scarpe 12 ore al giorno e che il primo meccanismo di compenso ad uno sbilanciamento strutturale del nostro corpo in avanti produce dita ad artiglio che 'accorciano' in modo artificioso il piede. Se il Pz si mette scarpe con la forma adatta a quella del piede con le dita dritte quando le indossa le perde. Allora viene indotto in errore si mettono scarpe più corte, ma siccome la forma di TUTTE le scarpe non corrisponde a quella del piede si 'mette in forma' il piede con l'alluce in valgismo (per i Colleghi basta chiedere e mando foto di piedi Pazienti ma mi permetto di suggerire il controllo della dimensione delle scarpe in questo semplice modo). Allora cosa fare? (ma bisogna saperlo fare...) si riallinea il Pz sul piano sagittale e contemporaneamente si istruisce il Paziente sulla scelta della scarpa (per la cronaca il Ministero della Salute ha emesso le Linee Guida in tema di Posturologia, quindi non stiamo parlando di frottole...). Non me ne vogliate.... e al Pz chiedo se può essere così cortese da darmi le risposte alla semplice domanda posta. Buona giornata
Una domanda semplice alla Paziente la farei: provi a mettere SEMPLICEMENTE il suo piede sopra le scarpe che ha usato in questi giorni e osservi se la SAGOMA del piede mettendo l'alluce dritto è compresa in quella della scarpa oppure... manca qualcosa e il piede è costretto a deformarsi per entrarvi. Purtroppo troppo spesso si ignora che i pazienti indossano le scarpe 12 ore al giorno e che il primo meccanismo di compenso ad uno sbilanciamento strutturale del nostro corpo in avanti produce dita ad artiglio che 'accorciano' in modo artificioso il piede. Se il Pz si mette scarpe con la forma adatta a quella del piede con le dita dritte quando le indossa le perde. Allora viene indotto in errore si mettono scarpe più corte, ma siccome la forma di TUTTE le scarpe non corrisponde a quella del piede si 'mette in forma' il piede con l'alluce in valgismo (per i Colleghi basta chiedere e mando foto di piedi Pazienti ma mi permetto di suggerire il controllo della dimensione delle scarpe in questo semplice modo). Allora cosa fare? (ma bisogna saperlo fare...) si riallinea il Pz sul piano sagittale e contemporaneamente si istruisce il Paziente sulla scelta della scarpa (per la cronaca il Ministero della Salute ha emesso le Linee Guida in tema di Posturologia, quindi non stiamo parlando di frottole...). Non me ne vogliate.... e al Pz chiedo se può essere così cortese da darmi le risposte alla semplice domanda posta. Buona giornata
Buonasera, sicuramente il Dottore ha ragione sul fatto che spesso la scarpa costringe il piede, ma se fosse solo quello tutti avremmo dolore, perchè tutti indossiamo le scarpe. Detto ciò, io le consiglio di continuare con la fisioterapia, che può durare anche molti mesi e di non arrendersi. Se ha voglia, le consiglio metodiche meno convenzionali come l'Agopuntura e la Manipolazione Fasciale.
Grazie e cari saluti
Grazie e cari saluti
Mi permetto di evidenziare come la causa biomeccanica giochi un ruolo fondamentale nell’insorgenza di problematiche come alluce valgo, dita a martello, metatarsalgie, fasciti plantari e come la prevenzione debba partire dall’utilizzo di scarpe senza rialzo sul tallone e senza punta, a favore invece di scarpe con punta larga, ed anche senza rialzo anteriore (quest’ultimo infatti presente in molte scarpe da corsa spiega la frequenza del disturbo in molti runners). Purtroppo l’abitudine a prediligere scarpe alla moda sta determinando un aumento considerevole di queste problematica, le quali hanno finito per incidere negativamente sulla naturale forma del piede con la base delle dita ampia. Osservando, infatti, popolazioni in cui l'uomo spende la maggior parte del tempo camminando a piedi scalzi o in sandali, si è potuta notare chiaramente una diversa conformazione della pianta a vantaggio di una migliore muscolatura intrinseca del piede, accompagnata dalla totale assenza delle suddette problematiche
Un trattamento osteopatico può essere un valido ausilo, e mirerà ad educare il paziente alla correzione di abitudini non funzionali, a ridurre le disfunzioni a carico del piede e di altre strutture (ginocchia, anche, schiena…) che possono essere state compromesse da uno scorretto appoggio, ad insegnare appropriati esercizi di stretching, di lavoro muscolare da poter eseguire a casa, a spiegare la fisiologia della camminata e ad incoraggiare l’abitudine a camminare scalzi. Spero di esserLe stato d'aiuto! Dr. Risicato
Un trattamento osteopatico può essere un valido ausilo, e mirerà ad educare il paziente alla correzione di abitudini non funzionali, a ridurre le disfunzioni a carico del piede e di altre strutture (ginocchia, anche, schiena…) che possono essere state compromesse da uno scorretto appoggio, ad insegnare appropriati esercizi di stretching, di lavoro muscolare da poter eseguire a casa, a spiegare la fisiologia della camminata e ad incoraggiare l’abitudine a camminare scalzi. Spero di esserLe stato d'aiuto! Dr. Risicato
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