Salve un mese fa ho avuto una frattura scomposta al quinto metacarpo, mi hanno ingessata per due set
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Salve un mese fa ho avuto una frattura scomposta al quinto metacarpo, mi hanno ingessata per due settimane ma non è servito e alla fine mi hanno fatto un intervento con placca e viti e ho tenuto la stecca per due settimane, ora ho tolto la stecca da quattro giorni e mi fa malissimo quando chiudo il pugno e sento come una pietra dove sono stata operata con un po’ di rilievo sulla pelle, la mia paura è che si sia spostata la placca? E poi ho il dito irrigidito non piega, non piega dalla nocca. Sto facendo movimenti per le dita perché mi hanno consigliato così ma anche se sono passati pochi giorni non vedo nessun miglioramento anzi solo dolore. La prossima visita ce l ho fra 2 settimane. Potete dirmi se è normale? Sono preoccupata perché dovrei anche iniziare la stagione lavorativa
Buongiorno, sull'esito dell'operazione non posso esprimermi, anche se avvertire la vite che sporge in quella zona è normale perchè l'osso sul quale è stata applicata la placca e la vite è superficiale. Per quanto riguarda invece le sensazioni sul dito, dopo averlo tenuto immobilizzato per settimane la capsula articolare e altre strutture fibrose si retraggono e impediscono il movimento completo. Da sola è difficile forzare il movimento, le consiglio di rivolgersi ad un fisioterapista che saprà sicuramente come aiutarla a recuperare la funzionalità completa del dito. Se ha altri dubbi mi scriva senza problemi. Spero di esserle stato utile, buona giornata
Benedetto
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Salve
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Grazie
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Salve, è normale che lei senta una rilievo sottocutaneo dovuto alla placca. La rigidità e il dolore post immobilizzazione è del tutto coerente con la sua situazione. Le consiglio comunque di rivolgersi al suo ortopedico di fiducia se ha qualche dubbio sull'esito dell'operazione, e di andare da uno specialista della riabilitazione che la aiuti nel suo percorso di recupero. Buona giornata
Buongiorno, purtroppo le patologie del complesso mano polso sono spesso lente nella guarigione. Detto ciò, la rigidità del dito che riferisce è un fattore che, sebbene possa essere temporanea e del tutto fisiologica, necessita di un inquadramento con il chirurgo che la ha operata così da porre in atto la corretta fisioterapia per non rischiare che diventi irreversibile.
Buongiorno, la rigidità di cui parla rientra nella normalità dato che ha mantenuto l'immobilizzazione a lungo tempo sia prima che dopo l'intervento. Ha già avuto modo di iniziare un iter riabilitativo? Da soli spesso i pazienti si frenano più del dovuto per timore di fare danni, invece la guida di un professionista può aiutarla a guarire più velocemente. Come le ha già indicato qualche altro collega, si armi di santa pazienza perché i traumi di mano e polso tendono a impiegarci più tempo a risolversi rispetto ad altri distretti corporei.
Buongiorno, la rigidità nella zona operata e la sensazione di "un qualcosa sottopelle" sono normali nella casistica del suo intervento. Anche se inizio col dirle che è molto difficile che i mezzi di sintesi si spostino post operazione, solo l'esame radiografico confermerà la buona riuscita di essa. Come consigliato già da qualche mio collega, è sempre consigliabile seguire un programma di esercizi con un professionista, meglio che in autonomia. Per quanto riguarda la problematica relativa al suo lavoro, se è impossibilitata l'unica soluzione è passare dal medico di base per la malattia.
La placca è difficile si sposti, il rilievo che sente sotto la cute è dovuto proprio alla presenza della placca e comunque a un leggero versamento che può verificarsi nell'articolazione per via dell'infiammazione in atto. La rigidità si risolve con esercizio mirato per i muscoli flessori ed estensori delle dita. Comunque ci potrebbero volere anche mesi perché il dolore vada via
Buongiorno,
innanzitutto le dico che è normale percepire ispessita la zona in corrispondenza della placca. Cosa che invece è molto difficile è che la placca si sia spostata, in quanto fissata in maniera solida all'osso (dopotutto, è quello il suo scopo).
Riguardo la rigidità e il dolore: sì, possono essere normali a distanza di due settimane. Fare i movimenti è un ottimo inizio ma può essere necessario lasciare che li esegua una persona competente, come un fisioterapista, per eseguirli in maniera corretta e per poter insegnare strategie per alleviare il dolore.
Non si preoccupi, la stagione non è a rischio, ma raccomando di farsi visitare appena possibile da un collega.
innanzitutto le dico che è normale percepire ispessita la zona in corrispondenza della placca. Cosa che invece è molto difficile è che la placca si sia spostata, in quanto fissata in maniera solida all'osso (dopotutto, è quello il suo scopo).
Riguardo la rigidità e il dolore: sì, possono essere normali a distanza di due settimane. Fare i movimenti è un ottimo inizio ma può essere necessario lasciare che li esegua una persona competente, come un fisioterapista, per eseguirli in maniera corretta e per poter insegnare strategie per alleviare il dolore.
Non si preoccupi, la stagione non è a rischio, ma raccomando di farsi visitare appena possibile da un collega.
Buongiorno, per quanto riguarda il posizionamento della placca lo saprà meglio quando effettuerà l'RX di controllo, la sensazione di "pietra" quando chiude il pugno è abbastanza normale anche perché la placca é presente e la zona non ha molta muscolatura, la difficoltà nel chiudere il dito é invece data da tutte le componenti capsulo-legamentose che, con il periodo di immobilizzazione e anche per il post-intervento, si sono retratte e irrigidite. Buona giornata
Dopo un intervento con placca e viti per una frattura scomposta del quinto metacarpo, è normale avvertire dolore, rigidità e gonfiore nei primi giorni dopo la rimozione della stecca. La sensazione di "pietra" potrebbe essere dovuta all’edema tissutale o alla placca stessa, che può risultare palpabile sotto la pelle.
Il fatto che il dito non si pieghi completamente è tipico nelle fasi iniziali post-immobilizzazione. Tuttavia, è importante continuare con gli esercizi di mobilizzazione passiva e attiva per evitare rigidità permanente. Se il dolore è molto intenso o peggiora, potrebbe essere utile anticipare il controllo ortopedico per escludere problemi come aderenze, un'infiammazione importante o, in rari casi, uno spostamento della placca.
Nel frattempo, continui con la mobilizzazione senza forzare troppo e, se il dolore è eccessivo, può applicare ghiaccio localmente e valutare con il medico l’uso di antinfiammatori.
Il fatto che il dito non si pieghi completamente è tipico nelle fasi iniziali post-immobilizzazione. Tuttavia, è importante continuare con gli esercizi di mobilizzazione passiva e attiva per evitare rigidità permanente. Se il dolore è molto intenso o peggiora, potrebbe essere utile anticipare il controllo ortopedico per escludere problemi come aderenze, un'infiammazione importante o, in rari casi, uno spostamento della placca.
Nel frattempo, continui con la mobilizzazione senza forzare troppo e, se il dolore è eccessivo, può applicare ghiaccio localmente e valutare con il medico l’uso di antinfiammatori.
Buongiorno, dopo un intervento di questo tipo è ASSOLUTAMENTE NECESSARIO che si rivolga ad un fisioterapista specializzato in riabilitazione della mano, perchè il rischio che si sviluppi una rigidità delle articolazioni metacarpo-falangea e interfalangea è concreto.
può cercare sul sito di AIRM (Associazione italiana di riabilitazione della mano) dove trova la mappa territoriale dei colleghi specializzati in questo ambito.
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