Salve sono veramente ma veramente disperata!! Ho fatto già colonscopia meno di un mese fa perché man
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Salve sono veramente ma veramente disperata!! Ho fatto già colonscopia meno di un mese fa perché manifesto un senso di incompleta defecazione. Ho un colloquio un po intorciliato ma NON gravemente che talvolta si alterna fra stitichezza oppure diarrea! Il Gastroenteorologo mi ha detto che per Lui è tutto apposto. Prendo una Bustina di Peg bioma al giorno lontano dai Pasti. Anche se in bagno stobandando regolarmente ogni giorno ed anche spesso dopo pranzo evacuo....se un giorno non riesco ad evacuare dopo Pranzo mi agito mi vengono attacchi di Panico incredibili perché mi non so se sono fissata che ci devo andare per forza per sentirmi tranquilla. Sto vivendo un incubo! Oramai adesso sto dovendo prendere dei Psicofarmaci perché a causa di diversi tipi di depressione che ho già avuto in precedenza mi ha detto il Psichiatra che sì può trattare di un disturbo Bipolare che ho! Non hanno escluso neanche il fatto che dovrei ricoverarmi in Psichiatria per questo Sintomo che può essere Psicologico! Ripeto sono una Bipolare e potrebbe essere una mania Psicologica! Peggioro di giorno in giorno e non vivo più. Piango ogni volta. Anche se in bagno sono andata dopo un ora mi fisso che devo andare di nuovo e mi saremo con tutte le forze!!!! Mi date un vostro parere? Grazie!
Gentile paziente,
da quanto descrive sembra che il problema principale non sia tanto la funzione intestinale in sé – soprattutto considerando che la colonscopia è risultata nella norma e che riesce comunque ad evacuare con regolarità – quanto la forte preoccupazione e l’attenzione costante verso il funzionamento dell’intestino.
Quando si crea questo tipo di circolo, l’ansia e il controllo continuo dei sintomi possono aumentare notevolmente la percezione del disagio corporeo e portare a pensieri ripetitivi e comportamenti di controllo (come il bisogno di andare in bagno “per sicurezza”), che a loro volta alimentano gli attacchi di panico. In questi casi è corretto che la situazione venga valutata anche dal punto di vista psichiatrico, soprattutto se esiste una storia di disturbi dell’umore. Il trattamento può richiedere tempo e talvolta un aggiustamento della terapia per ridurre l’ansia e la focalizzazione sui sintomi corporei.
Il fatto che gli accertamenti gastroenterologici siano negativi è comunque un elemento rassicurante. Il passo più utile ora è continuare a confrontarsi con lo psichiatra che la segue e, se possibile, affiancare anche un percorso psicoterapeutico, che aiuti a interrompere il circolo tra ansia, pensieri ossessivi e sintomi fisici.
Un cordiale saluto.
da quanto descrive sembra che il problema principale non sia tanto la funzione intestinale in sé – soprattutto considerando che la colonscopia è risultata nella norma e che riesce comunque ad evacuare con regolarità – quanto la forte preoccupazione e l’attenzione costante verso il funzionamento dell’intestino.
Quando si crea questo tipo di circolo, l’ansia e il controllo continuo dei sintomi possono aumentare notevolmente la percezione del disagio corporeo e portare a pensieri ripetitivi e comportamenti di controllo (come il bisogno di andare in bagno “per sicurezza”), che a loro volta alimentano gli attacchi di panico. In questi casi è corretto che la situazione venga valutata anche dal punto di vista psichiatrico, soprattutto se esiste una storia di disturbi dell’umore. Il trattamento può richiedere tempo e talvolta un aggiustamento della terapia per ridurre l’ansia e la focalizzazione sui sintomi corporei.
Il fatto che gli accertamenti gastroenterologici siano negativi è comunque un elemento rassicurante. Il passo più utile ora è continuare a confrontarsi con lo psichiatra che la segue e, se possibile, affiancare anche un percorso psicoterapeutico, che aiuti a interrompere il circolo tra ansia, pensieri ossessivi e sintomi fisici.
Un cordiale saluto.
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Il quadro descritto evidenzia come il focus sul funzionamento intestinale sia diventato il catalizzatore di un’importante sofferenza psichica, dove la funzione organica perde il suo valore fisiologico per assumere un significato simbolico di controllo e rassicurazione. In ambito psichiatrico, questo tipo di fissazione può inserirsi in diverse cornici cliniche, incluse le fasi di scompenso di un disturbo dell'umore o manifestazioni di natura ossessivo-compulsiva, dove l'atto dell'evacuazione diventa l'unico modo per gestire un'ansia intollerabile. Il fatto che gli accertamenti gastroenterologici siano negativi conferma che il nucleo del problema non risiede nell'organo, ma nella percezione e nell'investimento emotivo che la persona vi proietta, trasformando un bisogno fisico in un'urgenza psicologica coercitiva.
In una situazione di così alto carico d'ansia e con una diagnosi di disturbo bipolare già nota, il suggerimento di un ricovero non deve essere visto come una punizione, ma come un'opportunità terapeutica per stabilizzare il tono dell'umore e rompere il circolo vizioso della ruminazione somatica in un ambiente protetto. È fondamentale che lei prosegua il dialogo con il suo psichiatra curante per adeguare la terapia farmacologica, poiché il controllo dei sintomi gastrointestinali passerà inevitabilmente attraverso il riequilibrio della sfera emotiva e dei livelli di attivazione del sistema nervoso. La priorità attuale non è la regolarità dell'intestino, che i medici hanno già dichiarato sano, ma il recupero di una serenità che permetta di svincolare il proprio benessere quotidiano dalla frequenza delle evacuazioni.
In una situazione di così alto carico d'ansia e con una diagnosi di disturbo bipolare già nota, il suggerimento di un ricovero non deve essere visto come una punizione, ma come un'opportunità terapeutica per stabilizzare il tono dell'umore e rompere il circolo vizioso della ruminazione somatica in un ambiente protetto. È fondamentale che lei prosegua il dialogo con il suo psichiatra curante per adeguare la terapia farmacologica, poiché il controllo dei sintomi gastrointestinali passerà inevitabilmente attraverso il riequilibrio della sfera emotiva e dei livelli di attivazione del sistema nervoso. La priorità attuale non è la regolarità dell'intestino, che i medici hanno già dichiarato sano, ma il recupero di una serenità che permetta di svincolare il proprio benessere quotidiano dalla frequenza delle evacuazioni.
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