Salve sono una signora di 72 anni, due anni fa sono stata operata di artrodesi L5/L5. Piede cadente.
Salve sono una signora di 72 anni, due anni fa sono stata operata di artrodesi L5/L5. Piede cadente. Dolori inenarrabili subito post intervento e a tutt’oggi. Fatto intervento trasposizione tendinea perone longus andato bene, ma ora a 5 medi sciatica fatta ex e riscontrato allentamento viti L3. Dolori mai visti. Posso evitare ulteriore intervento?(L3/5)
3 risposte
Buongiorno, credo che Lei abbia bisogno di una rivalutazione clinica da un Neurochirurgo con buona esperienza vertebro-midollare dopo aver praticato un nuovo bilancio NRx con RM e TC lombosacrale.
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Le rispondo con la franchezza con un caso complesso come il suo. Prima di tutto: la situazione che descrive non è “banale” dopo un’artrodesi lombare. Un intervento come la stabilizzazione L3–L5 (immagino questo sia il tratto coinvolto) può, nel tempo, andare incontro a problemi meccanici come l’allentamento delle viti, soprattutto in presenza di osteoporosi o sovraccarico del segmento. Quando questo si associa a dolore severo e a sintomi radicolari (la “sciatica”), il quadro va preso molto seriamente. Cosa significa davvero “allentamento delle viti” Non è solo un dato radiologico. Può indicare: perdita di stabilità del segmento micro-movimenti dolorosi possibile irritazione delle radici nervose Questo spiega perché il dolore possa essere “mai visto” rispetto a prima. Si può evitare un nuovo intervento? La risposta onesta è: dipende, ma spesso è difficile evitarlo se ci sono certe condizioni. Può tentare una gestione conservativa se: non c’è peggioramento neurologico (nuova debolezza, peggioramento del piede cadente) il dolore è controllabile, almeno parzialmente non c’è instabilità marcata documentata (serve valutazione con TAC e/o radiografie dinamiche) In questi casi si può provare: terapia farmacologica mirata (non solo antidolorifici generici, ma modulazione del dolore neuropatico) infiltrazioni selettive o procedure antalgiche (es. blocchi radicolari, radiofrequenza) eventuale neuromodulazione (stimolazione midollare) nei casi refrattari Quando invece l’intervento diventa difficile da evitare Ci sono segnali che orientano verso una revisione chirurgica: dolore meccanico e continuo, non controllabile evidenza chiara di mobilità delle viti compressione nervosa documentata peggioramento funzionale In questi casi, non intervenire significa spesso cronicizzare ulteriormente il dolore e peggiorare la qualità di vita. Ma attenzione: non tutti gli interventi sono uguali Un’eventuale revisione oggi non è “rifare tutto” in modo standard. Si deve valutare: se è davvero necessario estendere la stabilizzazione se si può correggere solo il problema meccanico qualità dell’osso (fondamentale a 72 anni) approcci meno invasivi quando possibile Un punto cruciale nel suo caso Lei ha già avuto: dolore severo post-operatorio deficit neurologico (piede cadente) un secondo intervento (trasposizione tendinea) Questo impone massima prudenza: prima di qualsiasi decisione serve una valutazione altamente specialistica multidisciplinare (neurochirurgo + terapista del dolore).
L'allentamento delle viti peduncolari a L3 documentato radiologicamente, in una paziente già operata di artrodesi L5-S1 e con trasposizione tendinea per piede cadente, è un reperto chirurgicamente rilevante che richiede valutazione urgente. L'allentamento di un impianto vertebrale indica che si è sviluppata una pseudartrosi (mancata fusione ossea) o una instabilità meccanica del segmento strumentato, che può essere la causa diretta della sciatica recidivante e del dolore ingravescente. Questa situazione non si risolve con terapia conservativa. La valutazione neurochirurgica specialistica per revisione dell'impianto è il passo necessario: una TC lombare con studio dell'impianto permetterà di pianificare con precisione il tipo di reintervento. Non posso dirle se potrà evitare un ulteriore intervento senza vedere le immagini, ma la storia clinica che descrive suggerisce che il dolore attuale ha una causa meccanica identificabile e trattabile. Porti tutta la documentazione a una visita neurochirurgica.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.

