Salve, sono una ragazza di 29 anni e ho effettuato di recente una risonanza al tratto cervicale per

Salve, sono una ragazza di 29 anni e ho effettuato di recente una risonanza al tratto cervicale per ricorrenti cefalee associate a cervicobrachialgia da cui è emerso inversione della lordosi, slabbrature vertebrali (in tutto il tratto cervicale) e perdita di segnale dei dischi. È una condizione reversibile? In caso contrario quali potrebbero essere i rischi a lungo andare? Grazie in anticipo per le vostre risposte

1 risposta


Gentile Utente, il referto che descrive è compatibile con iniziali fenomeni degenerativi/disfunzionali del rachide cervicale, un quadro oggi piuttosto frequente anche in soggetti giovani, spesso favorito da posture prolungate; lavoro al computer/smartphone; tensione muscolare; contratture croniche; sovraccarico cervicale. L’inversione della lordosi cervicale, in particolare, molto spesso rappresenta una risposta antalgica o muscolo-contratturale e può migliorare nel tempo con trattamento adeguato, fisioterapia e correzione posturale. La “perdita di segnale dei dischi” indica invece una iniziale disidratazione discale, cioè un fenomeno degenerativo precoce del disco intervertebrale. Questo aspetto non è realmente “reversibile” in senso anatomico completo, ma nella maggior parte dei casi può essere stabilizzato e gestito molto bene clinicamente, evitando o rallentando l’evoluzione. Anche le “slabbrature” vertebro-discali vanno interpretate nel contesto clinico: spesso indicano iniziali protrusioni/fissurazioni degenerative che non necessariamente evolvono verso quadri gravi. I rischi a lungo termine dipendono soprattutto da predisposizione individuale; stile di vita; controllo del tono muscolare cervicale; attività lavorativa/posturale; eventuale evoluzione discale. Nella maggior parte dei giovani pazienti, comunque, un corretto approccio conservativo permette di convivere bene con questi reperti senza sviluppare problematiche neurologiche importanti. Personalmente consiglierei una valutazione specialistica neurologica/fisiatrica; fisioterapia mirata; rieducazione posturale; potenziamento della muscolatura cervicale e scapolare; attenzione all’ergonomia quotidiana. Le cefalee associate a cervicalgia e cervicobrachialgia sono molto spesso sostenute anche da una importante componente muscolo-tensiva. Un cordiale saluto Dr. Mauro Colangelo – Neurologo, Neurochirurgo

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