Buongiorno Dottore, vorrei chiedere un vostro parere generale sulla situazione del mio ragazzo (2

Buongiorno Dottore, vorrei chiedere un vostro parere generale sulla situazione del mio ragazzo (28 anni), ricoverato in neurochirurgia dopo un grave trauma cranico. All’atto della presa in carico è stato sottoposto a TAC di controllo. Nel referto è riportato: “Focolai lacero-contusivi alla convessità alta frontale sinistra, da meglio valutare nei successivi controlli. Focolai lacero-contusivi alla convessità alta frontale in sede parasagittale sinistra. Sottilissima falda di ematoma extra-assiale subdurale.” È ricoverato da circa 10 giorni. Nei giorni scorsi era stato progressivamente svegliato dalla sedazione: apriva gli occhi, sembrava riconoscere le persone, riusciva a parlare qualche volta ed era molto agitato. Ci è stato riferito che tendeva a togliersi le flebo e gli altri dispositivi, per questo i medici hanno deciso di sedarlo nuovamente. Vorrei capire se una situazione del genere può rientrare nel normale decorso di un trauma cranico oppure se la necessità di risedarlo può far pensare a un peggioramento. È frequente che, dopo alcuni giorni, un paziente venga alternato tra periodi di veglia e periodi di sedazione? Inoltre, con il passare dei giorni, è possibile che il cervello migliori gradualmente e che la sedazione diventi sempre meno necessaria? Sono consapevole che, senza visitarlo e senza conoscere tutta la documentazione clinica, non è possibile esprimere un giudizio specifico. Vorrei soltanto un parere generale basato sulla vostra esperienza. Vi ringrazio anticipatamente per il tempo e la disponibilità.

2 risposte


Gentile Utente, comprendo bene la sua preoccupazione e, per quanto sia impossibile esprimere un giudizio sul caso specifico senza conoscere l'intero decorso clinico, posso fornirle alcune considerazioni di carattere generale. Le lesioni descritte alla TAC (focolai lacero-contusivi frontali e una sottile falda di ematoma subdurale) sono reperti relativamente frequenti nei traumi cranici di una certa entità e richiedono un monitoraggio clinico e neuroradiologico ravvicinato, poiché possono evolvere nei giorni successivi al trauma. Per quanto riguarda la sedazione, il fatto che il paziente fosse stato progressivamente risvegliato, aprisse gli occhi, riconoscesse le persone, riuscisse talvolta a parlare e presentasse una marcata agitazione rappresenta, nel complesso, un elemento che depone per una certa ripresa della funzione cerebrale. Nei pazienti con trauma cranico severo è tutt'altro che raro che si renda necessario alternare periodi di riduzione della sedazione a nuove fasi di sedazione farmacologica. Questo non significa necessariamente che il cervello stia peggiorando. Molto spesso la sedazione viene reintrodotta per controllare un'agitazione importante che potrebbe mettere a rischio il paziente stesso (ad esempio rimuovendo cateteri, drenaggi o altri dispositivi), aumentare il consumo metabolico cerebrale o ostacolare le cure intensive. Con il trascorrere dei giorni, se il decorso è favorevole e non intervengono complicanze, è assolutamente possibile che il danno cerebrale si stabilizzi progressivamente e che la necessità di sedazione si riduca fino a essere completamente sospesa. Il risveglio, tuttavia, raramente è lineare: è frequente osservare oscillazioni dello stato di coscienza, alternanza di momenti di maggiore lucidità e fasi di confusione o agitazione. Gli elementi più significativi che il team curante valuta quotidianamente sono l'esame neurologico, l'andamento delle TAC di controllo, la pressione intracranica (quando monitorata), la funzione respiratoria e l'assenza di complicanze infettive o metaboliche. Pertanto, sulla base di quanto riferisce, la reintroduzione della sedazione, motivata dal controllo dell'agitazione, non deve essere interpretata automaticamente come un segno di peggioramento neurologico, ma piuttosto come una strategia terapeutica frequentemente adottata nelle Unità di Neurochirurgia e di Terapia Intensiva Neurochirurgica. Le auguro sinceramente che il decorso continui a essere favorevole e che il suo ragazzo possa proseguire il percorso di recupero. Un cordiale saluto. Dott. Mauro Colangelo Neurologo e Neurochirurgo – Napoli

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Buongiorno Signora, vorrei darLe dei toni di fiducia sulla situazione clinica del Suo ragazzo perchè pur essendo stato vittima di un trauma cranico ad alta energia sta avendo una evoluzione clinica su un versante benigno e l'atteggiamento accorto dei neurorianimatori è per esperienza quello giusto, salvo complicazioni. Buona giornata

Dott. Luigi Genovese

Dott. Luigi Genovese

neurochirurgo

Santa Maria Capua Vetere

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