Salve, sono una ragazza di 17 anni appena compiuti e credo di avere una dipendenza dalla masturbazio

Salve, sono una ragazza di 17 anni appena compiuti e credo di avere una dipendenza dalla masturbazione. Mi ci è voluto tempo per riuscire a dirlo o scriverlo a qualcuno. Nessuno sa di questo mio problema. sono sicura di essere dipendente perché mi toglie tempo dalla scuola e dallo studio, perdo tantissimo tempo al giorno solo per questo. Vorrei risolvere questo problema senza terapeuta e se fosse con un terapeuta vorrei non aver bisogno di dirlo ai miei genitori dato che sono ancora minorenne. Ogni volta mi sento in colpa di aver perso cosí tanto tempo quando avrei potuto fare cose molto più produttive. Sapreste aiutarmi a sapere come devo fare?

21 risposte


Buonasera, capisco il tuo disagio nel chiedere ai tuoi genitori di andare da uno psicoterapeuta per il motivo che hai scritto nella tua domanda, non è detto che devi poi spiegare xchè, sei un adolescente e quindi puoi benissimo averne bisogno e quindi fare questa richiesta. Inoltre sarebbe una pratica naturale se non fosse diventata un ossessione fino a diventare per te una dipendenza e difficile da controllare. Diventa patologica quando non ci fa avere una vita normale e non interferisce nei nostri comportamenti giornalieri come lo studio ed il lavoro. Si dovrebbe mettere un freno distrarsi, tenersi sempre impegnata nello studio, nello sport e se si hanno hobby metterli in atto. Ti consiglio di fare dei colloqui psicologici con un professionista competente, in modo di poterti aiutare ad elaborare perchè è sorta tale compulsione ossessiva. Ti saluto cordialmente, dott. Eugenia Cardilli.

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Buongiorno, concordo con la collega. Puoi chiedere ai tuoi genitori di iniziare dei colloqui psicologici senza specificare il perchè. Capire da quanto tempo per te è diventata una ossessione e in quali momenti è più frequente, ti aiuterà a capirne il motivo. Rivolgiti con fiducia ad uno psicoterapeuta, potrai certamente risolvere il problema. Buona fortuna Fabiana Fratello


Gentile Signorina, come tutte le dipendenze, anche la Sua va a riempire un vuoto, almeno in senso lato affettivo: diciamo che l'oggetto e la pratica sono un 'surrogato' che sta per qualcos'altro di cui ha bisogno/desiderio. Del tutto impensabile poterlo risolvere senza un intervento clinico, ovvero una psicoterapia. Cordiali saluti. prof. Roberto Pasanisi Polo Universitario "Principe di Napoli"


Buongiorno, concordo con i miei colleghi. Essendo minorenne, per chiedere una consulenza psicologica c’è bisogno del consenso informato dei tuoi genitori. Non per questo significa che dovrai spiegare loro nello specifico la natura della tua problematica, per questo potresti provare a parlargli spiegando che hai bisogno di chiedere un consulto per un disagio che senti ultimamente. Sei giovanissima e hai fatto già il primo passo, guardarti dentro, capire che qualcosa ti fa stare male e fare questa domanda cercando in qualche modo un primo aiuto, vedrai che se proseguirai con un professionista potrai comprendere la natura del tuo problema e stare meglio. In bocca al lupo... Dott.ssa Alessia Beni

Dott.ssa Alessia Beni

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psicologo

San Giovanni Valdarno

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Buongiorno. Dal mio punto di vista mi rivolgerei, terminato questo periodo, ad un consultorio. Cordialità Massimiliano Trossello


Buonasera concordo con il consiglio di rivolgersi a sportelli adolescenziali dei consultori. Vi ho lavorato diversi anni e sono molto preparati soprattutto per queste tematiche. Non c'è nulla di cui vergognarsi e è stata bravissima a parlarne, a scriverlo. Coraggio però non metta tutto a tacere, un percorso è fondamentale in questo momento, ma sicuramente da un terapeuta è necessaria la conoscenza e approvazione dei suoi genitori essendo minorenne. Quello che sta vivendo con il suo corpo e con la conoscenza di sè non è tuttavia qualcosa che capita solo a lei, ma nella misura in cui le toglie del tempo in maniera importante, può darsi che abbia la funzione di ricoprire altro, che magari è apparentemente più complicato da affrontare. non demorda coraggio e complimenti! Giulia Pacifici


Buongiorno giovanissima ragazza. Desidero comunicarti che hai fatto molto bene ad aprirti! L'adolescenza è una fase di scoperta di se stessi: delle proprie emozioni, della propria fisicità e la masturbazione è un modo per esplorare il proprio corpo e provare delle sensazioni. Se però attualmente questa pratica si è tramutata in un pensiero ossessivo che toglie tempo allo studio e ad altre attività vale la pena rivolgerti a un collega spiegando ai tuoi genitori che senti il bisogno di parlare con uno psicoterapeuta per affrontare alcune difficoltà o malesseri che avverti. Anch'io mi sento di suggerirti il Consultorio Familiare dove puoi trovare uno spazio dedicato agli adolescenti e si accede senza prescrizione medica. Un caro saluto. Rosaria Campisi


Buongiorno signorina, nel frattempo cerca solo di evitare attività e abitudini che possano favorire l'ossessività tipo, sostanze attivanti come anche le bibite gassate o caffè se ne prendi solitamente, sostanze o farmaci( stupefacenti, integratori, antistaminico, sigarette etc.), binge watching o attivita on line, alterazione del ritmo sonno veglia. Nel frattempo regolarizzare l'alimentazione cominciando con una buona colazione al mattino, fatti un programma di attività sportiva (almeno un ora al di), e cerca di controllare l'attività autoerotica dandole sfogo in orari prestabiliti associandola magari alla doccia o al bidet. Inoltre cerca un video che ti insegni la respirazione diaframmatica e praticala almeno 2 volte al giorno. Così facendo forse mettiamo il guinzaglio all'ossessione e riduciamo lo stato d'ansia bloccando il circolo vizioso imperante. Parla coi tuoi confidagli di avere un disagio personale e chiedi il consenso di sentire o vedere un professionista. In bocca al lupo e facci sapere come procede e che scelte hai fatto.


Gentilissima, hai avuto tanto coraggio ad aprirti su una questione così intima! Brava! Credo che tu possa trovare lo stesso coraggio per affrontare il problema con uno psicoterapeuta che ti possa seguire in studio oppure on-line. La masturbazione è una pratica normalissima, ma la quantità di tempo che spendi interferisce con la tua quotidianità. Per questo è necessario l'intervento di un esperto, che ti sappia aiutare a capire cosa si nasconde dietro questa compulsione e a gestire emozioni quali il senso di colpa. Data la tua età è necessario il consenso al trattamento firmato dai tuoi genitori, ma è privata la natura della consulenza. Puoi dire loro semplicemente che hai bisogno di risolvere alcune questioni tue personali. In bocca al lupo, tutto si risolve!


Buongiorno. Innanzitutto complimenti per il coraggio che hai avuto nel parlare di questa difficoltà. Credo che la tua dipendenza derivi da una quota di grossa ansia e angoscia che esprimi attraverso l'atto della masturbazione. Infatti dopo l'orgasmo è risaputo che il corpo si rilassa. Non sentirti in colpa per questo e sappi che noi tutti siamo FRAGILITA' E FORZA. Il fatto di averne parlato è il primo passo verso la guarigione. Brava!


Buongiorno, in adolescenza l'attività masturbatoria è fisiologica e spesso accompagnata da profondi sensi di colpa. Se si riferisce a ossessioni o a comportamenti masturbatori compulsivi che le impediscono di svolgere le tipiche attività quotidiane o le sottraggono tempo e forze per studiare, stare con il gruppo dei pari ecc. ecc., è consigliabile contattare un terapeuta, uno psicologo scolastico, uno psicologo dell'ASL/USL con l'obiettivo di cominciare un percorso di conoscenza personale, di supporto, di comprensione rispetto allo stadio adolescenziale che sta attraversando. Se a scuola c'è la figura dello psicologo probabilmente i suoi genitori hanno già espresso il consenso essendo lei minorenne. Altrimenti dovrà chiedere ai suoi genitori l'autorizzazione. Sappia che una volta in stanza di consultazione ci sarà solo lei e il professionista che sarà tenuto a raccontare ai genitori solo gli aspetti 'di cornice' e non i contenuti o i vissuti più intimi. Cordialmente


Buongiorno, comprendo il suo disagio nell'esprimere la sua problematica in famiglia. Come già scritto da altri colleghi, le consiglio di chiedere ai suoi genitori di iniziare dei colloqui psicologici senza specificarne il motivo. Per esperienza maturata lavorativamente per casi come il suo da me trattati, le posso consigliare di cominciare ad essere più attenta nell'esaminare tutti gli atteggiamenti da lei esplicitati nell'ambito dell'affettività. Indubbiamente un percorso terapeutico sarebbe un aiuto molto valido. Saluti


Concordo pienamente con i colleghi. Il fatto che tu abbia solo deciso di scrivere questa domanda ed osservare per la prima volta in te il mondo emozionale dietro a questa azione è gia un passo per uscire da questa azione. il supporto di un terapeuta in questo caso ti aiuterà a far luce sull'origine di questa dinamica, che, se ti accorgi toglierti tempo ed essere troppa pervasiva, è necessario che tu prenda in carico nella tua responsabilità personale. La consapevolezza sul vuoto che riempi ti aiuterà ad uscirne. Un caro augurio di consapevolezza.


Come in tutte le dipendenze la causa può essere ricercata da una mancanza di affetto, di considerazione e di essere vista. Tutto ciò ti causa uno stato di tensione e per alleviarlo ti servi dell'autoerotismo per calmarlo. Ti consiglio di rivolgerti prima possibile ad un professionista del settore. Un caro saluto


Buonasera, io sono una Psicoterapeuta dell'Eta' Evolutiva e lavoro molto con gli adolescenti. Penso che se ha deciso di scrivere questo messaggio sente che la masturbazione sta diventando qualcosa che non riesce piu' a gestire, come forse fino a qualche tempo fa. Percio' le consiglio di pensare insieme ad un terapeuta alle motivazioni piu' profonde che la spingono a masturbarsi continuamente. Avra' bisogno dell'autorizzazione dei suoi genitori essendo ancora minorenne, ma visto che lo spazio di terapia sara' solo suo, i suoi genitori non sapranno dei contenuti da lei affrontati. In bocca al lupo.


Salve, può dire ai suoi genitori di aver bisogno di un supporto, non necessariamente dovrà condividere le motivazioni della sua richiesta. I contenuti della terapia sono personali. Anche quella che chiami dipendenza va inserita nella tua storia, letta tenendo conto della tua persona, e di ciò che è accaduto fino ad ora. Il sintomo parla della persona, non può essere messo da parte senza un lavoro su di sé


In quanto minorenne deve obbligatoriamente avere il consenso dei genitori alla terapia.


Buonasera, la masturbazione è un bisogno fisiologico dell'adolescente, sia ragazzo che ragazza, anche se la masturbazione femminile è ancora un tabù putroppo, mentre i ragazzi se ne vantano e non la vivono come un problema. In ogni caso, proprio perchè è necessaria e naturale, le consiglio di programmare dei momenti della giornata per sè in cui può soddisfare questo bisogno. Parta con 5 o 6 momenti, se li segni e li rispetti, si conceda la masturbazione solo in quei momenti e poi potrà avere la mente libera per altro. Potrebbe in seguito provare a ridurre i momenti da 6 a 5, da 5 a 4 o a 3. Non meno di 3, è un bisogno sano del suo corpo quello che sente.

Dott. Marco Dusi

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psicologo clinico

Bassano del Grappa

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Salve, se si rivolge al consultorio non c'è bisogno che i suoi genitori lo vengano a sapere. Inoltre anche un percorso con il terapeuta i suoi genitori saprebbero solo che ha qualche difficoltà ma senza confidare l'argomento delle sue sedute. Si mostra comunque molto consapevole ed è giovane, per cui può essere un momento di passaggio. Rimango a disposizione, Dott.ssa Casumaro Giada


Grazie per il tuo coraggio nel parlare di qualcosa che spesso viene vissuto con vergogna. È importante chiarire prima di tutto che, essendo minorenne, qualsiasi percorso psicologico formale richiede l’autorizzazione dei tuoi genitori. Ma questo non significa che le tue domande vadano ignorate. Anzi. Il desiderio, quando diventa ripetitivo o prende troppo spazio nella vita quotidiana, non è un “peccato” o una colpa. È spesso un segnale. Il corpo cerca qualcosa, e se non lo ascolti, si fa sentire a modo suo. Il problema non è il gesto in sé, ma quando si trasforma in un automatismo che sottrae lucidità, energia, tempo. In quel caso non va giudicato, ma compreso. La colpa nasce dal conflitto tra ciò che senti e ciò che pensi si “dovrebbe” fare. Ma chi stabilisce questa misura? Come diceva Protagora, “l’uomo è misura di tutte le cose”: solo tu puoi osservare l’effetto che un comportamento ha su di te. Il compito dello psicologo non è giudicare, ma aiutarti ad aprire la gabbia in cui ti senti rinchiusa, a ritrovare equilibrio tra corpo, emozioni e pensiero. Non si tratta di reprimere, ma di ritrovare presenza, libertà e spazio interno. Se ti senti in difficoltà, parlarne è sempre un passo verso il benessere. Anche con chi può aiutarti davvero.


Gentile utente, leggendo le risposte dei colleghi le preciso che anche nel caso del consultorio dopo un primo incontro, le verrebbe comunque richiesto il consenso genitoriale. Cordiali saluti Dott. Daniele Gallucci

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.