Salve sono una ragazza che da anni cambia una molteplicità di alimentazioni seguite sempre da nutriz
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Salve sono una ragazza che da anni cambia una molteplicità di alimentazioni seguite sempre da nutrizionisti che non hanno mai risolto la perdita del mio peso, cercando sempre di sperimentare su di me diverse alimentazioni sperando che funzionassero. Da esami clinici non emerge nessuna disfunzione.
Ho seguito alimentazioni chetogeniche, digiuni intermittenti, diete ipocaloriche, più proteiche, meno proteiche , a basso contenuto di nichel, con bibite che sostituivano un pasto, o alimentazioni senza glutine .
(Non sono celiaca e non sono intollerante al lattosio.)
Nessuna di queste ha prodotto un risultato soddisfacente, neanche un minimo.
Alcuni “professioni” agivano solo con scopo di incassare denaro e provare, come se fossi un oggetto, alimentazioni diverse .
Naturalmente queste continue diete mi hanno portato a molteplici rinunce conviviali, generando solo privazioni di ogni genere ma sempre senza risultati.
Da un po’ ho preferito ascoltare me stessa e letteralmente disintossicarmi da tutte queste diete, ma il peso in termini di chili, resta.
Il mio fisico potrei definirlo ginoide con un BMI che denota un’obesità di I grado.
Ho una massa muscolare naturale, abbastanza importante.
Ad oggi oltre la voglia di perdere peso sento le mie gambe doloranti e pesanti.
Cosa potrei fare ?
Ho seguito alimentazioni chetogeniche, digiuni intermittenti, diete ipocaloriche, più proteiche, meno proteiche , a basso contenuto di nichel, con bibite che sostituivano un pasto, o alimentazioni senza glutine .
(Non sono celiaca e non sono intollerante al lattosio.)
Nessuna di queste ha prodotto un risultato soddisfacente, neanche un minimo.
Alcuni “professioni” agivano solo con scopo di incassare denaro e provare, come se fossi un oggetto, alimentazioni diverse .
Naturalmente queste continue diete mi hanno portato a molteplici rinunce conviviali, generando solo privazioni di ogni genere ma sempre senza risultati.
Da un po’ ho preferito ascoltare me stessa e letteralmente disintossicarmi da tutte queste diete, ma il peso in termini di chili, resta.
Il mio fisico potrei definirlo ginoide con un BMI che denota un’obesità di I grado.
Ho una massa muscolare naturale, abbastanza importante.
Ad oggi oltre la voglia di perdere peso sento le mie gambe doloranti e pesanti.
Cosa potrei fare ?
Buonasera, da quello che racconta ha eseguito diversi metodi nutrizionali scientificamente validati. Questi avrebbero dovuto tenere in considerazione il fatto che è una persona reattiva al nichel, da quello che racconta. Purtroppo ogni persona risponde in modo diverso agli approcci nutrizionali e per questo è necessario tentare varie soluzioni. Può provare ancora ad affidarsi ad un bravo nutrizionista che la segue, visto che è necessario, se vuole ridurre lo stato di metainfiammazione in tutti i tessuti.
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Capisco che la tua esperienza con diverse diete e tentativi di perdere peso sia stata frustrante. La situazione che descrivi sembra richiedere un approccio più equilibrato e personalizzato, considerando diversi aspetti legati al corpo e al benessere generale. Ecco alcune raccomandazioni che potrebbero aiutarti:
1. Focalizzati su un’alimentazione equilibrata: Evita di seguire diete troppo restrittive o estremamente diverse l’una dall’altra. Una dieta sana, che includa proteine, carboidrati complessi e grassi sani, può aiutare a mantenere un buon metabolismo senza generare effetti di privazione. Concentrati sul miglioramento della qualità dei cibi piuttosto che sulla quantità.
2. Rivolgersi a un professionista della nutrizione: Un nutrizionista esperto che prenda in considerazione non solo il tuo obiettivo di perdita di peso, ma anche le tue abitudini, il tuo livello di attività fisica, la salute emotiva e il benessere psicologico. È importante che il piano alimentare non generi stress o privazioni.
3. Gestire lo stress: Lo stress può influire negativamente sulla tua capacità di perdere peso, quindi attività come yoga, meditazione, tecniche di rilassamento o anche una gestione migliore delle tue emozioni potrebbero migliorare non solo la tua qualità di vita, ma anche la tua capacità di raggiungere il benessere fisico.
4. Sostenere le gambe: Poiché hai riferito dolore e pesantezza alle gambe, potrebbe essere utile integrare l’alimentazione con alimenti che promuovano la circolazione e riducano l’infiammazione (come Omega-3, antiossidanti). Inoltre, potresti considerare esercizi che rafforzano e alleviano il carico sulle gambe, come esercizi di stretching e attività a basso impatto (es. camminate, nuoto, ciclismo).
5. Monitoraggio dei progressi: Piuttosto che focalizzarti solo sul peso, considera il monitoraggio di parametri come percentuale di massa grassa, forza muscolare, misure corporee, e il miglioramento del benessere generale.
6. Considerare eventuali altre problematiche: Potrebbe esserci una condizione sottostante che sta influenzando il tuo peso o il recupero (come un disturbo metabolico o ormonale). Un controllo medico approfondito sarebbe utile per escludere problematiche non ancora emerse.
La chiave è trovare un equilibrio che funzioni per te a lungo termine, evitando approcci drasticamente restrittivi o frustrazione. Il supporto di un nutrizionista che crei un piano personalizzato in base al tuo corpo e alle tue esigenze è fondamentale.
1. Focalizzati su un’alimentazione equilibrata: Evita di seguire diete troppo restrittive o estremamente diverse l’una dall’altra. Una dieta sana, che includa proteine, carboidrati complessi e grassi sani, può aiutare a mantenere un buon metabolismo senza generare effetti di privazione. Concentrati sul miglioramento della qualità dei cibi piuttosto che sulla quantità.
2. Rivolgersi a un professionista della nutrizione: Un nutrizionista esperto che prenda in considerazione non solo il tuo obiettivo di perdita di peso, ma anche le tue abitudini, il tuo livello di attività fisica, la salute emotiva e il benessere psicologico. È importante che il piano alimentare non generi stress o privazioni.
3. Gestire lo stress: Lo stress può influire negativamente sulla tua capacità di perdere peso, quindi attività come yoga, meditazione, tecniche di rilassamento o anche una gestione migliore delle tue emozioni potrebbero migliorare non solo la tua qualità di vita, ma anche la tua capacità di raggiungere il benessere fisico.
4. Sostenere le gambe: Poiché hai riferito dolore e pesantezza alle gambe, potrebbe essere utile integrare l’alimentazione con alimenti che promuovano la circolazione e riducano l’infiammazione (come Omega-3, antiossidanti). Inoltre, potresti considerare esercizi che rafforzano e alleviano il carico sulle gambe, come esercizi di stretching e attività a basso impatto (es. camminate, nuoto, ciclismo).
5. Monitoraggio dei progressi: Piuttosto che focalizzarti solo sul peso, considera il monitoraggio di parametri come percentuale di massa grassa, forza muscolare, misure corporee, e il miglioramento del benessere generale.
6. Considerare eventuali altre problematiche: Potrebbe esserci una condizione sottostante che sta influenzando il tuo peso o il recupero (come un disturbo metabolico o ormonale). Un controllo medico approfondito sarebbe utile per escludere problematiche non ancora emerse.
La chiave è trovare un equilibrio che funzioni per te a lungo termine, evitando approcci drasticamente restrittivi o frustrazione. Il supporto di un nutrizionista che crei un piano personalizzato in base al tuo corpo e alle tue esigenze è fondamentale.
Buonasera
Sarebbe necessario visionare gli esami eseguiti per poterle rispondere, in particolare esami endocrinologici e anche una calorimetria indiretta per la misurazione del suo metabolismo basale. Poi se non ci sono endocrinopatie si può elaborare una dieta in base ad esito della calorimetria. Previo inquadramento medico completo si può valutare anche una terapia farmacologica per l’obesità.
Dott.ssa Laura Folini
Sarebbe necessario visionare gli esami eseguiti per poterle rispondere, in particolare esami endocrinologici e anche una calorimetria indiretta per la misurazione del suo metabolismo basale. Poi se non ci sono endocrinopatie si può elaborare una dieta in base ad esito della calorimetria. Previo inquadramento medico completo si può valutare anche una terapia farmacologica per l’obesità.
Dott.ssa Laura Folini
Gentile paziente, parto col dirle che mi dispiace molto per la sua situazione. Il fatto che molteplici nutrizionisti abbiano avuto questo tipo di approccio nei suoi confronti può essere dovuto al fatto che lei si è mostrata propensa, personalmente opero chiedendo sempre il consenso al paziente prima di procede con qualsiasi protocollo e se dall'altra parte avverto titubanza non procedo oltre. Nel caso in cui l'abbiano quasi "costretta" allora ritiro le mie parole e mi dispiace molto per come si sono posti i professionisti nei suoi confronti.
Le chiedo: cosa significa che ha una massa muscolare naturale? Ha effettuato una BIA per vedere lo stato d'idratazione nonchè infiammazione dei tessuti? Quando il dimagrimento è bloccato e sono escluse cause patologiche può essere che l'attività fisica é scorretta o assente.
Le consiglio di intraprendere un percorso nutrizionale in accordo con i suoi gusti e fabbisogni quotidiani abbinato a movimento specifico e costante.
Spero di averla aiutata, cordialmente dott.ssa Troncone.
Le chiedo: cosa significa che ha una massa muscolare naturale? Ha effettuato una BIA per vedere lo stato d'idratazione nonchè infiammazione dei tessuti? Quando il dimagrimento è bloccato e sono escluse cause patologiche può essere che l'attività fisica é scorretta o assente.
Le consiglio di intraprendere un percorso nutrizionale in accordo con i suoi gusti e fabbisogni quotidiani abbinato a movimento specifico e costante.
Spero di averla aiutata, cordialmente dott.ssa Troncone.
Salve,
dal Suo messaggio emerge comprensibilmente una grande frustrazione accumulata negli anni, ma è importante anche fare una riflessione su alcuni aspetti. Da un lato Lei racconta di aver seguito numerosi percorsi nutrizionali diversi senza ottenere il risultato desiderato; dall’altro utilizza espressioni molto dure nei confronti dei professionisti, parlando di “esperimenti” o di persone interessate solo a incassare denaro. È una contraddizione che vale la pena evidenziare con serenità: la nutrizione clinica non è un processo standardizzato e immediato, ma un percorso che richiede tempo, adattamenti e collaborazione tra paziente e professionista.
Cambiare approccio alimentare (chetogenica, ipocalorica, digiuno intermittente, ecc.) non significa “sperimentare su una persona”, ma tentare strategie diverse perché il metabolismo umano non risponde in modo identico in tutti gli individui. Se esistesse una dieta universale che funziona sempre, la nutrizione clinica sarebbe molto più semplice di quanto sia nella realtà.
Nel Suo caso alcuni elementi meritano attenzione. Un BMI compatibile con obesità di I grado, associato a una distribuzione ginoide del grasso e alla sensazione di gambe pesanti e doloranti, può far pensare non solo a un problema di bilancio energetico, ma anche a fattori metabolici o circolatori che andrebbero approfonditi. Spesso in queste situazioni entrano in gioco condizioni come insulino-resistenza, alterazioni della composizione corporea o ritenzione dei liquidi. L’insulino-resistenza, ad esempio, può rimanere silente per anni e contribuire alla difficoltà di perdere peso anche in presenza di diete apparentemente corrette .
Per questo motivo la strada più utile non è continuare a cambiare “tipo di dieta”, ma fare una valutazione più completa: composizione corporea reale (massa grassa, massa muscolare, acqua extracellulare), eventuali indicatori metabolici come glicemia, insulina, HOMA-index o assetto lipidico, oltre alla valutazione dello stile di vita complessivo. In molti casi il problema non è quale dieta si segue, ma come il corpo sta reagendo nel tempo a restrizioni ripetute, adattamenti metabolici o riduzione del dispendio energetico.
Capisco il desiderio di “disintossicarsi dalle diete”, ma questo non significa rinunciare a un percorso strutturato. Piuttosto significa impostare un approccio meno punitivo e più fisiologico, che lavori sul metabolismo, sull’attività fisica adeguata e su un’alimentazione sostenibile nel lungo periodo.
Il consiglio, quindi, è di affidarsi a un professionista con cui costruire un rapporto di fiducia reciproca e impostare una valutazione metabolica completa, evitando l’idea che ogni dieta sia solo un tentativo casuale. In nutrizione clinica i risultati arrivano quando si passa dalla logica delle “prove” alla comprensione reale del funzionamento metabolico della persona.
dal Suo messaggio emerge comprensibilmente una grande frustrazione accumulata negli anni, ma è importante anche fare una riflessione su alcuni aspetti. Da un lato Lei racconta di aver seguito numerosi percorsi nutrizionali diversi senza ottenere il risultato desiderato; dall’altro utilizza espressioni molto dure nei confronti dei professionisti, parlando di “esperimenti” o di persone interessate solo a incassare denaro. È una contraddizione che vale la pena evidenziare con serenità: la nutrizione clinica non è un processo standardizzato e immediato, ma un percorso che richiede tempo, adattamenti e collaborazione tra paziente e professionista.
Cambiare approccio alimentare (chetogenica, ipocalorica, digiuno intermittente, ecc.) non significa “sperimentare su una persona”, ma tentare strategie diverse perché il metabolismo umano non risponde in modo identico in tutti gli individui. Se esistesse una dieta universale che funziona sempre, la nutrizione clinica sarebbe molto più semplice di quanto sia nella realtà.
Nel Suo caso alcuni elementi meritano attenzione. Un BMI compatibile con obesità di I grado, associato a una distribuzione ginoide del grasso e alla sensazione di gambe pesanti e doloranti, può far pensare non solo a un problema di bilancio energetico, ma anche a fattori metabolici o circolatori che andrebbero approfonditi. Spesso in queste situazioni entrano in gioco condizioni come insulino-resistenza, alterazioni della composizione corporea o ritenzione dei liquidi. L’insulino-resistenza, ad esempio, può rimanere silente per anni e contribuire alla difficoltà di perdere peso anche in presenza di diete apparentemente corrette .
Per questo motivo la strada più utile non è continuare a cambiare “tipo di dieta”, ma fare una valutazione più completa: composizione corporea reale (massa grassa, massa muscolare, acqua extracellulare), eventuali indicatori metabolici come glicemia, insulina, HOMA-index o assetto lipidico, oltre alla valutazione dello stile di vita complessivo. In molti casi il problema non è quale dieta si segue, ma come il corpo sta reagendo nel tempo a restrizioni ripetute, adattamenti metabolici o riduzione del dispendio energetico.
Capisco il desiderio di “disintossicarsi dalle diete”, ma questo non significa rinunciare a un percorso strutturato. Piuttosto significa impostare un approccio meno punitivo e più fisiologico, che lavori sul metabolismo, sull’attività fisica adeguata e su un’alimentazione sostenibile nel lungo periodo.
Il consiglio, quindi, è di affidarsi a un professionista con cui costruire un rapporto di fiducia reciproca e impostare una valutazione metabolica completa, evitando l’idea che ogni dieta sia solo un tentativo casuale. In nutrizione clinica i risultati arrivano quando si passa dalla logica delle “prove” alla comprensione reale del funzionamento metabolico della persona.
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